“Madama Butterfly”(versione 1904) alla Scala di Milano.Regia di Alvis Hermanis, direttore Riccardo Chailly.

Premetto che ho visto e ascoltato l’opera in diretta tv, per cui ciò che scrivo è condizionato dalla fruizione televisiva.

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“Un bel dì vedremo” ©Brescia & Amisano

Credo che fosse dal 1983 che la Stagione della Scala non si inaugurava con un’opera di Puccini e ci voleva un fervente pucciniano come Riccardo Chailly per proporre un Sant’Ambrogio con un capolavoro di Puccini. Lo ha fatto portando avanti il progetto artistico filologico di presentare le opere del Lucchese come concepite in origine dall’Autore. Così ecco Madama Butterfly nella versione che il 17 febbraio 1904 fu un insuccesso clamoroso proprio al Teatro alla Scala. Insuccesso dovuto alla claque organizzata dall’editore Sonzogno, rivale di Ricordi, che comunque spinse Puccini ad apportare modifiche all’opera, che già nella seconda versione trionfò a Brescia pochi mesi dopo. Puccini continuò a modificare la Butterfly: quella che tutti ben conosciamo è la quarta versione rappresentata a Parigi nel 1906 e pubblicata nel 1907. L’opera in origine è divisa in due atti, comprende nel primo atto alcune battute di “colore locale”, non proprio politicamente corrette, ci sono battute in più anche nel duetto, nel secondo atto “Scuoti quella fronda…” è un po’ diverso e più esteso, l’interludio è un po’ diverso, manca l’aria di Pinkerton, la figura di Kate ha un ruolo maggiore, Pinkerton offre un risarcimento in denaro (che Butterfly rifiuta), l’aria finale è leggermente diversa e il finale è un po’ più lento. Questo in estrema sintesi. In breve la figura di Pinkerton nella versione originale è più odiosa e antipatica che in quella definitiva e sembrerebbe che la preoccupazione maggiore di Puccini sia stata proprio quella di rendere il protagonista maschile meno abietto, nei limiti del possibile. In compenso la figura di Butterfly giganteggia di più nella prima versione: forse un po’ troppo per l’epoca?

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Duetto del primo atto © Brescia & Amisano

Una didascalia nella diretta tv per tutto spettacolo indicava “prima assoluta mondiale”: non ho capito a che cosa facesse riferimento. Mi è parso anche di aver sentito dire da una conduttrice o da una intervistato che si tratta della prima volta dopo il 17 febbraio 1904: il che è corretto se riferito alla Scala, ma non lo è riferito in generale. Questa versione è frutto dello studio condotto da Julian Smith (come dichiarato dal sottotitolo), direttore d’orchestra britannico specialista di Puccini, che nella sua lunga permanenza alla Welsh National Opera la diresse, ovviamente, e più volte, altre rappresentazioni si ebbero alla North Opera of Britain di Leeds. insomma nell’U.K. questa versione è in repertorio già da tempo e tra le interpreti c’è stata anche la “nostra” Nuccia Focile. Esiste anche una edizione discografica della Naxos che fa riferimento a uno spettacolo della Bremen Oper: dirige Gunter Neuhold e fu registrata tra il 15 e il 19 dicembre 1997 (può essere ascoltata anche su Spotify).

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Comunque al di là di queste precisazioni, il fatto che La Scala inauguri con questa versione è sicuramente un avvenimento. Come ho già scritto “a caldo” lo spettacolo mi è piaciuto. Alvis Hermanis, che altre volte mi aveva lasciato perplessità, stavolta mi ha convinto. È probabile che abbia invece deluso coloro che vanno a teatro ormai per vedere come il regista è riuscito a rovinare un’opera e ne godono, io preferisco invece le regie che rispettano l’autore, gli interpreti e la maggioranza degli spettatori. Questa di Hermanis stavolta è in questo gruppo. Per altro ha anche curato la regia dei cantanti, cosa che molti non fanno. La direzione di Chailly mi è sembrata ottima e, considerata la passione che mette in questo progetto pucciniano, non poteva essere altrimenti.

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“Scuoti quella fronda…” © Brescia & Amisano

Buoni gli interpreti vocali, soprattutto femminili. Maria José Siri è una sensibile Butterfly, Annalisa Stroppa un’ottima Suzuki, notevole anche Nicole Brandolino come Kate. Degli interpreti maschili molto bene Carlos Alvarez come Sharpless e Carlo Bosi come Goro, un po’meno Bryan Hymel nella parte di Pinkerton. Ottimi i comprimari.

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Annalisa Stroppa, Maria José Siri e Carlos Alvarez © Brescia & Amisano

Successo di pubblico, la ripresa tv su Rai 1 purtroppo ha tagliato gli applausi sul più bello per dare spazio alla pubblicità e al TG1. Domani sera, come ha gentilmente segnalato Marco, Rai 5 replicherà lo spettacolo in prima serata: chissà se con i 15 minuti di applausi?

mma

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Una Risposta to ““Madama Butterfly”(versione 1904) alla Scala di Milano.Regia di Alvis Hermanis, direttore Riccardo Chailly.”

  1. MADAMA BUTTERFLY di Puccini dal Teatro alla Scala in diretta su Rai 1 | Wanderer's Blog Says:

    […] Il mio commento: https://musicofilia.wordpress.com/2016/12/09/madama-butterflyversione-1904-alla-scala-di-milano-regi… […]

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