Kirill Petrenko torna sul podio della OSN Rai

Ad alcuni è certamente venuta in mente la serata del 17 maggio 2001, quando, a meno di un mese dalla scomparsa di Giuseppe Sinopoli, un giovanissimo direttore sconosciuto ai più salì sul podio della OSN Rai per dirigere quel Rosenkavalier che avrebbe dovuto dirigere Sinopoli. Al contrario di quanto scritto su qualche giornale non eravamo in molti, tanti preferirono disertare la serata o in segno di lutto o perché diffidenti nei confronti di Kirill Petrenko, che era parso come l’ultima risorsa trovata in extremis.

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Kirill Petrenko dirige la OSN Rai ©Più Luce

Forse adesso si mangeranno le mani perché persero una serata memorabile. Al dolore per la scomparsa di un Maestro a tutti caro subentrò la sorpresa della scoperta di un Direttore che immediatamente si rivelò straordinario.

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Kirill Petrenko sul podio della OSN Rai ©Più Luce

Petrenko ritornò nei due anni successivi: nel 2002 a dirigere la Settima di Shostakovich (che fu anche il CD donato agli abbonati l’anno successivo) e nel 2003 a dirigere l’Uccello di Fuoco di Stravinskij e il Concerto op.104 di Dvorak con Maiskij al violoncello. Fu sempre un trionfo (ma allora la presenza di buoni direttori non costituiva ancora un evento per la OSN), anche se nessuno forse avrebbe immaginato che Kirill Petrenko sarebbe divenuto direttore principale dei Berliner Philharmoniker, forse neanche lui, così antidivo, così poco propenso a concedersi ai media.

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Kirill Petrenko ©Più Luce

Eppure i Berliner hanno avuto buon fiuto e lo hanno preferito a nomi più altisonanti su cui tutti avrebbero scommesso. Petrenko era tornato a dirigere la OSN nel 2013 con due concerti wagneriani. Adesso con un concerto che ha lo stesso programma del concerto che dirigerà alla Philharmonie di Berlino il prossimo 23 marzo 2017: la Sinfonia KV 385 di Mozart e la Sinfonia n.6 op.74 di Ciaikovskij.

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Kirill Petrenko dirige Mozart ©Più Luce

Pagine non legate da alcun filo conduttore, come facevano i direttori di un tempo (e come fanno alcuni ancora oggi). Per altro nessuna concessione al calendario “liturgico”: non riesco a immaginare una pagina meno adatta al Natale della Sesta di Ciaikovskij, più idonea al 2 novembre. Petrenko sembra voler ricordare che la musica è una cosa seria, slegata da ricorrenze o da riferimenti estranei ad essa. E interprete serio e preparatissimo egli è: riesce a ottenere dall’Orchestra il sound adatto sia per Mozart che per Ciaikovskij.

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Kirill Petrenko ©Più Luce

L’OSN Rai si è rivelata quello “strumento” eccezionale che è, quando sul podio c’è chi sa valorizzarla. Il fatto che un direttore come Kirill Petrenko, già nominato a Berlino, si dichiari contento di tornare a dirigerla ne è una prova inconfutabile.

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Kirill Petrenko ©Più Luce

Sala stracolma in tutti i settori (e non c’erano scolaresche a fare il pieno) a dimostrazione che quando ne vale la pena il pubblico accorre numeroso.

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Kirill Petrenko ©Più Luce

Accorre e tributa successo. Applausi a non finire, in standing ovation da parte di pubblico e dell’Orchestra, entrambi per tanto tempo tenuti un po’ a digiuno di grandi bacchette ospiti: alla Rai avranno capito? o continueranno a domandarsi come mai sono diminuiti abbonati e spettatori nel corso di questi ultimi anni? la risposta in questa occasione è fin troppo evidente, per chi vuol capire.

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Applausi al termine del Concerto ©Più Luce

P.S.: il programma di sala nel coming soon annuncia per il prossimo concerto nel I atto della Walkiria il tenore Johan Botha, deceduto lo scorso 8 settembre a Vienna all’età di 51 anni.

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5 Risposte to “Kirill Petrenko torna sul podio della OSN Rai”

  1. Claudio Says:

    come mi ha fatto notare Mauro, il filo conduttore è armonico (si minore è la relativa minore di re maggiore 🙂

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    mmh…tirato molto per i capelli…
    Allora perché non biografico: Ciaikovskij aveva una vera venerazione per Mozart

  3. mauro Says:

    Con perfetto tempismo un cellulare (di una cariatide recidiva) ha squillato alla fine dell’adagio lamentoso, quando appena gli archetti si stavano sollevando dalle corde. Una coltellata.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Giovedì o Venerdì? Giovedì mi è parso di ascoltare una suoneria un secondo prima degli applausi, che stavolta hanno rispettato miracolosamente la pausa finale della sinfonia.
    Le sale per concerto andrebbero schermate onde impedire l’uso di cellulari e smartphone: inutile e ridicolo confidare nell’educazione degli spettatori. Un mio vicino di posto naviga tranquillamente durante quasi tutta la durata del concerto, consultando FB, posta elettronica e facendo ricerche accurate su chissà che cosa: non c’è modo di fargli capire con le buone che disturba

  5. mauro Says:

    Giovedì. Era in prima fila accanto a me. A parte il solito tossicchiare si è usciti quasi indenni, tutto sommato. Sì, c’è stato l’urlatore alla fine della Haffner; un’altro alle mie spalle che ha chiuso rumorosamente un portaocchiali (suppongo)…
    Per radio venerdì invece qualche incauto ha tentato di applaudire alla fine del terzo tempo.
    Una ragazza durante l’ultimo concerto di Andras Schiff seguiva la partitura su un telefono e un paio di vicini l’hanno quasi linciata, per così dire…
    Già che ci sono, ringrazio pubblicamente un gentile signore che per la seconda volta consecutiva, disponendo di un biglietto inusato e imbattendosi casualmente in me che ero alla cassa, mi ha fatto entrare senza volere nulla in cambio.

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