“Nessun dorma” su Rai 5

Premessa: Essendo ieri sera ben sveglio sono andato all’Auditorium Rai per ascoltare dal vivo il Concerto della OSN Rai, tanto per capirci uno di quelli che doveva essere trasmesso in diretta tv e presentato da Massimo Bernardini, come annunciato a inizi di stagione. Per cui ho visto il programma in oggetto su Rai Play: cosa che si può tranquillamente fare dal momento che si tratta di una registrazione effettuata negli studi Rai di Torino e non di un evento in diretta televisiva.

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A giudicare da questa prima puntata di azzeccato c’è il titolo: è davvero difficile stare svegli per 56 minuti di programma . Bernardini ripropone, come sospettavo, la formula del talk show con cui per anni è andato avanti prima su TV2000 poi su Rai3, applicandolo alla musica classica, ma non mi sembra che il programma decolli, anzi…

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La puntata inizia sulle note del Quintetto per piano e archi di Schumann eseguito da Beatrice Rana e dal Quartetto Modigliani, che è stato eseguito lo scorso 15 febbraio al Conservatorio per l’Unione Musicale. Il Quintetto è interrotto bruscamente dopo l’esposizione per lasciare spazio alle parole. Bernardini intervista i membri del Quartetto Modigliani, che essendo francofoni si limitano all’essenziale, e Beatrice Rana, che diventa la protagonista della puntata. Devo dire che la mia ammirazione per Beatrice Rana aumenta notevolmente, poiché dimostra una grande maturità artistica e personale, eccezionale se si pensa che ha appena compiuto 24 anni; si esprime per altro con una pertinenza, proprietà di linguaggio e disinvoltura che sono rare da trovare nella tv attuale. Direi che il programma è stato “salvato” da lei. Presenti in studio studenti del Conservatorio di Torino che Bernardini stimolava all’intervento, e che, più che comprensibilmente, facevano del loro meglio, ma non è facile intervenire e parlare in tv, e Bernardini non mi sembra che aiuti molto in questo.

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Al termine interveniva Michele dall’Ongaro per “passare il testimone” da Petrushka a Nessun Dorma. Be’, forse è presto per dirlo, ma rimpiango molto Petrushka. Spiace che Bernardini non abbia continuato con le dirette tv dei concerti, che secondo me hanno molto più senso e valore di questi talk di cui ormai abbiamo tutti le tasche stracolme.

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