Archive for maggio 2017

La Stagione 2017/2018 della OSN Rai

maggio 30, 2017

OSN

Mentre le altre istituzioni musicali torinesi (Unione Musicale, Teatro Regio, MITO Settembre Musica) invitano gli utenti o almeno gli abbonati alla presentazione dei futuri cartelloni, la RAI in gran segreto presenta la futura stagione della OSN davanti a pochi ospiti (non è chiaro con quale criterio scelti). E dire che la Rai è un servizio pubblico, come ci viene ricordato all’imposizione del canone. Comunque ieri ha avuto luogo questo incontro, che dalle veloci immagini del TGR Piemonte, ricordava un consiglio di classe, di quelli “allargati” alla componente genitori, più che la presentazione della stagione di una delle maggiori orchestre di Italia e, diciamolo pure, d’Europa. Il “motto” quest’anno è “Grandi bacchette sul podio della OSN”. Oh! sembra quasi che mi abbiano dato ascolto: finalmente. A scorrere il programma si notano nomi di maggior rilievo: tra questi soprattutto Yuri Temirkanov, Fabio Luisi, Myung-Whun Chung, oltre a Hartmut Haenchen, Kazuki Yamada, Marc Albrecht (questi già conosciuti nelle passate stagioni). Gustavo Gimeno, Mirga Gražinytė-Tyla e Andris Poga sono al debutto. Tornano Valcuha e Axelrod, presenze costanti degli ultimi anni. Mi sembra che Claus Peter Flor e Mark Elder siano anch’essi al loro debutto sul podio dell’Orchestra, mentre Dennis Russel Davies aveva diretto uno degli ultimi concerti della Orchestra di Rai Torino. Ovviamente James Conlon dirigerà il maggior numero di concerti. Peter Eötvös dirigerà una sua composizione. Numerosi i solisti: Andrea Lucchesini, Roberto Cominati, Alexander Melnikov, Bertrand Chamayou, Alessandro Taverna, Seong-Jin Cho, Stephen Hough, Jan Lisiecki, Alexander Malofeev, Sergej Krylov, James Ehnes, Ziyu He, Mario Brunello, Enrico Dindo.
Quanto al programma a prima vista non mi entusiasma molto, però potrei cambiare idea. Eccolo:

http://www.educational.rai.it/materiali/pdf_articoli/37482.pdf

“Edgar” di Puccini (Regio di Torino,2008) su Rai 5

maggio 27, 2017

Domani termina il breve (né poteva essere altrimenti) ciclo sul Puccini meno rappresentato con la replica dell’Edgar andato in scena al Regio di Torino nel 2008. Fu già trasmesso nel 2014 e rimando al post di allora:

https://musicofilia.wordpress.com/2014/11/22/edgar-di-puccini-torino-2008-su-rai-5/

“La voix humaine” di Poulenc e “Cavalleria rusticana” di Mascagni (Comunale di Bologna, 2017) su Rai 5

maggio 24, 2017

“Che ci azzecca” La voix humaine con Cavalleria rusticana? Secondo me nulla, a parte il fatto che sono due opere di breve durata. Secondo Michele Mariotti, direttore degli spettacoli: “L’accoppiata costituita da La voix humaine e Cavalleria rusticana è rivelatrice di elementi comuni tra le due partiture, come l’intimismo con cui vengono tratteggiate le due figure femminili protagoniste. In Cavalleria, Santuzza è sedotta per ripiego e poi trascurata; nella Voix humaine si sente solo la voce della donna, mai quella dell’amante, e si vivono la sua autocommiserazione e la sua autopunizione sotto forma di monologo: la linea telefonica che cade, l’interruzione, sono parte integrante di quest’opera, dove anche il silenzio è suono. Entrambe le protagoniste dei due drammi sono donne sole e fragili, sulle quali il destino si accanisce”. Secondo Emma Dante: “Sia nella Voix Humaine, sia nella Cavalleria rusticana, protagoniste sono le donne in entrambe leggo il dolore dell’abbandono, della solitudine. I luoghi sono diversi, diverse le comunità che li abitano, ma la motivazione che spinge alla tragedia è la stessa: la pazzia d’amore. Per amore si compiono azioni estreme, come estremo è il gesto teatrale dentro una grande opera musicale. Cercherò di trasferire dentro l’intimità di Poulenc e dentro il grande affresco siciliano di Mascagni le infinite piccole cerimonie della vita di cui facciamo parte anche noi”.

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Anna Caterina Antonacci ne “La voix humaine” © R.Casaluci

Questo inedito abbinamento è andato in scena lo scorso mese al Comunale di Bologna con la regia di Emma Dante e la direzione di Michele Mariotti. Interprete dell’opera di Poulenc: Anna Caterina Antonacci.

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La Antonacci ne “La voix humaine” a Bologna ©R.Casaluci

Interpreti di Cavalleria: Marco Berti, Gezim Mishketa, Carmen Topciu, Anastasia Boldyreva, Claudia Marchi.

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Scena da Cavalleria Rusticana © R.Casaluci

Quanto l’accoppiata possa rivelarsi vincente si potrà verificare domani sera alle 21:15 su Rai 5. Intanto si può leggere una recensione:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/bologna-teatro-comunale-la-voix-humaine-cavalleria-rusticana

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Scena da Cavalleria Rusticana © R.Casaluci

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Non so che effetto abbia avuto sul pubblico in sala, ma in tv l’accoppiata non funziona, almeno secondo me. È vero che sono tra coloro che preferisce le opere brevi single, però stavolta mi pare che proprio non ci siamo. Dopo La voix humaine con una Antonacci superlativa, bravissima e bellissima (sempre più bella), la serata per me è conclusa. Assistere ancora a un’opera coinvolgente come è Cavalleria Rusticana è troppo. Ma lo è sempre. Cavalleria è un’opera che sta benissimo da sola: è un capolavoro assoluto e non si sente bisogno d’altro. Tra le due opere Rai 5 ha inserito alcuni “salti mortali” di Emma Dante che tentava di dimostrare la validità dell’abbinamento. Non voglio entrare nel merito per rispetto alla Regista siciliana. Vorrei solo correggere la sua affermazione che il delitto d’onore in Italia “è stato abolito soltanto da 50 anni”, in realtà è stato abolito soltanto da 36 anni (era il 1981).
La regia della Dante, per quello che si poteva capire dalla tv, è come al solito ridondante. Molte cose del tutto superflue di cui avrei fatto a meno. Un po’ di sobrietà in più ci sarebbe stata benissimo. Anche la Dante cede alla tentazione di presentare visivamente Lola come una pu****a: non me lo sarei mai aspettato.
La direzione di Mariotti è eccellente, una delle migliori Cavallerie da me ascoltate (e conosco quest’opera da 63 anni!).

“La fanciulla del West” diretta da Maazel su Rai 5

maggio 20, 2017

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Per il ciclo dedicato alle opere di Puccini poco rappresentate domani sarà trasmessa da Rai 5 La fanciulla del West in una edizione più volte replicata. Rimando a quanto già scritto:

https://musicofilia.wordpress.com/2011/12/17/la-fanciulla-del-west-di-puccini-scala1991-su-rai-5/

James Conlon chiude la Stagione OSN Rai con Berlioz, Debussy e Stravinskij

maggio 20, 2017

Come annunciato nel post precedente è stato l’ultimo concerto della stagione questo che ha visto il direttore principale James Conlon sul podio e Ula Ulijona, prima viola dell’Orchestra, solista nell’Harold en Italie di Berlioz.

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Ula Ulijona nell’inizio dell’Harold en Italie © Più Luce

L’Harold en Italie nell’esiguo repertorio per viola e orchestra fu soprattutto in passato il cavallo di battaglia di grandi violisti e anche nell’Orchestra della Rai di Torino si ebbero esecuzioni di Dino Asciolla, Luigi Alberto Bianchi, Aldo Bennici ….. Da quando è nata l’OSN Rai (1994) le tre (salvo errori) performance dell’Harold sono state affidate alle prime parti (Luca Ranieri, Simone Briatore e adesso Ula Ulijona). Scelta in fondo più pertinente in quanto la viola ha nella Sinfonia una funzione concertante, più che solistica in senso stretto e i virtuosismi sono in realtà affidati all’orchestra (soprattutto nel quarto movimento, in cui la viola a un certo punto quasi si assenta, stavolta anche fisicamente).

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Durante il quarto movimento… © Più Luce

Ottima performance con la Ulijona che ha così festeggiato giovedì il suo compleanno. È un privilegio per la OSN averla come prima viola: Ula Ulijona fu per anni nella Kremerata Baltica di Gidon Kremer, è prima viola della OSN dal 2010.

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Applausi al termine dell’Harold © Più Luce

Grande successo al termine della Sinfonia.
Nella seconda parte una luminosa esecuzione de La mer di Debussy e una delle costanti dell’Orchestra, la suite dall’Oiseau de feu di Stravinskij, che già la OSN eseguì dalla “nascita” con Prêtre sul podio e che rimane uno dei brani preferiti. Non poteva non dirigerlo Conlon al termine del primo anno che lo ha visto direttore principale. È una pagina che suscita sempre entusiasmi e ovazioni. Nei miei lontani ricordi c’è una performance del 1968 con Mario Rossi sul podio della Orchestra di Rai Torino: anche il compassato pubblico torinese di allora (ben diverso da quello di oggi) applaudì calorosamente (e a merito).

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Applausi finali © Più Luce

Termina così la Stagione 2016/17, seguiranno quattro concerti “primaverili” dedicati al violino. Tra pochi giorni si dovrebbe conoscere la futura stagione 2017/18: chissà se anche stavolta ci sarà il solito indovina-indovinello con i nomi degli interpreti già diffusi su Sistema Musica e il programma completo tenuto gelosamente nascosto, anche agli abbonati? E chissà se ci saranno ancora brutte sorprese sull’orario di inizio concerti?