Archive for novembre 2017

Addio a Carol Neblett

novembre 30, 2017
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Carol Neblett

Carol Neblett si è spenta il 23 novembre scorso a 71 anni di età. Era nata in California il 1 febbraio 1946 e aveva debuttato nel 1969 nel ruolo di Musetta nella Bohème di Puccini alla New York City Opera. Il suo ruolo più conosciuto è forse quello di Minnie ne La Fanciulla del West di Puccini di cui resta un’incisione DGG diretta da Mehta e un video dalla ROH a fianco di Placido Domingo. Questo ruolo cantò, sempre al fianco di Domingo, anche al Regio di Torino nel novembre 1974.

Fanciulla

Carol Neblett ne La Fanciulla del West al Regio di Torino (novembre 1974)

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MACBETH di Verdi (ROH, 2011) su Rai 5

novembre 30, 2017
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Simon Keenlyside in Macbeth ©ROH

Stasera alle 21:15 su Rai 5 andrà in onda Macbeth di Giuseppe Verdi in una edizione della ROH del 2011 diretta da Antonio Pappano con la regia di Phyllida Lloyd.

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Lyudmila Monastyrska (Lady Macbeth) © ROH

Interpreti principali: Simon Keenlyside, Lyudmila Monastyrska, Raymond Aceto, Dimitri Pittas.

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Keenlyside e la Monastyrska ©ROH

Edizione notevole per la direzione di Pappano e soprattutto per l’interpretazione di Keenlyside.
È il secondo spettacolo della ROH, dopo La bella addormentata di poche settimane fa, che Rai 5 trasmette in prima serata: che sia iniziata una collaborazione? Chissà… Dieci anni fa lo fece IRIS, la rete Mediaset nata con ambizioni culturali presto abbandonate…

“Götterdämmerung” (Scala,2013) su Rai 5

novembre 25, 2017

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Termina domani con Götterdämmerung la riproposta su Rai 5 del Ring diretto da Barenboim con la regia di Guy Cassiers.

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Lance Ryan © Brescia e Amisano

Due recensioni che si riferiscono però alle recite che furono dirette da Karl Heinz Steffens, che sostituì Barenboim indisposto:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-g%C3%B6tterd%C3%A4mmerung

http://www.gbopera.it/2013/05/ti-canto-qualche-storia-dei-miei-giorni-di-un-tempo-gotterdammerung-alla-scala/

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Iréne Theorin © Brescia e Amisano

È stata questa una delle poche occasioni di vedere in TV il Ring in modo continuativo: ne va dato atto a Rai 5.

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Lance Ryan e Anna Samuil © Brescia e Amisano

FALSTAFF di Verdi al Teatro Regio di Torino

novembre 24, 2017

La stagione del Regio di Torino prosegue con Falstaff di Giuseppe Verdi in un allestimento coprodotto con il Lirico di Cagliari, dove andò in scena giusto un anno fa, che porta la firma di Daniele Abbado. Il Regista ambienta l’opera in uno spazio unico, una piattaforma circolare: «È uno spazio unico in continua trasformazione. Cosa si richiede a uno spazio teatrale? Che ci siano delle botole e che si possano appendere delle cose. E questa piattaforma ci permette tutto: botole, scale, elevatori, oggetti che arrivano volando, mobili sospesi… è uno spazio che permette di ricreare in modo rapido e poetico i vari ambienti dell’opera, interni o esterni, dalla camera dove dorme Falstaff alla terrazza di Alice dove ci sono i panni stesi» (intervista su Sistema Musica). I costumi sono atemporali: «Senza tempo con la esse maiuscola! I personaggi si portano dietro un po’ della loro tradizione, ad esempio Falstaff nella prima scena indossa una vestaglia e biancheria intima di tempi lontani, ma le donne hanno un’immagine teatrale di oggi: molto sensuali e libere. E’ una sorta di sviluppo teatrale della tradizione verso una sensibilità visiva senza tempo. Una commedia come questa si basa molto sulla fisicità degli interpreti» (ibidem).

Falstaff- 2

Dietro la pedana una sorta di schermo che con le luci crea vari effetti. La scena un po’ vuota purtroppo crea, come avviene in tali casi, qualche precarietà acustica alle voci e meno male che sul podio c’è un direttore, Donato Renzetti, che di palcoscenici lirici se ne intende e mantiene il livello sonoro dell’orchestra su un volume adeguato (non oso pensare che cosa sarebbe avvenuto con altri, affetti da protagonismi orchestrali). A parte questa “soluzione” scenica lo spettacolo viaggia sui binari della tradizione: quindi tutto più o meno secondo libretto. Ci vengono così risparmiate alcune trovate come case di riposo con pitali, badanti e sedie a rotelle viste altrove e di cui non urge necessità.

Falstaff-5

Nel cast vocale emerge il Falstaff di Carlos Álvarez, misurato, mai sopra le righe, sempre raffinato nel canto. Non da meno il Ford di Tommi Hakala, che anche nei momenti di gelosia non trascende. Buono il Fenton di Francesco Marsiglia.

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Affiatatissime le dame di Winsdor: Erika Grimaldi, Monica Bacelli, Sonia Prina, Valentina Farcas, con una mia particolare preferenza per quest’ultima, una Nannetta davvero incantevole per voce e presenza scenica.

FALSTAFF

Ottimi Patrizio Saudelli (Bardolfo), Deyan Vatchkov (Pistola) e Andrea Giovannini (Dr.Cajus). Eccellente, come sempre, il Coro.

Falstaff-3

Il pubblico ha gradito e apprezzato questo spettacolo, che ha avuto il vantaggio del confronto ravvicinato con il Tristano del mese scorso, che, diciamo il vero, aveva scontentato tutti (tranne forse qualche esponente degli ultras che vanno all’opera solo per godere delle stramberie spacciate per riletture innovative). Si replica ancora Domenica 26/11 p.v.

Dmitri Hvorostovsky ci ha lasciati

novembre 23, 2017

DHV-Headshot4

Dmitri Hvorostovsky ci ha lasciati per sempre: il male incurabile contro cui combatteva da due anni e mezzo lo ha stroncato a soli 55 anni di età.

Lo vidi una sola volta dal vivo in un recital al Conservatorio di Torino per Settembre Musica (non ancora MiTo) molti anni fa.