Teatro Regio Torino: Stagione 2018/19

Regio 18-19

Siamo sinceri: eravamo tutti in ansia a Torino nell’attesa della futura Stagione lirica 2018/19 del Teatro Regio. Le vicende sono note anche ai non torinesi: il sovrintendente Walter Vergnano si dimette con un anno di anticipo per un buco di bilancio, le sue dimissioni, accettate dal sindaco, fanno decadere Direttore Artistico (Gaston Fournier Facio) e Direttore Musicale (Gianandrea Noseda). Viene designato il nuovo Sovrintendente (William Graziosi) e il nuovo Direttore Artistico (Alessandro Galoppini), per il momento niente direttore musicale (si sussurra però il nome di Daniel Oren). Oggi la presentazione della Stagione. Il buco di bilancio è stato sanato. Suppongo che la nuova Stagione sia stata programmata in tempi da Alta Velocità per cui mi sembra ingeneroso emettere una sentenza e lascio possibili mugugni e facili ironie ad altri. Mi pare che l’obiettivo, già dichiarato in precedenza, sia quello di recuperare pubblico attraverso titoli di fortissimo appeal, per cui Trilogia popolare verdiana con abbonamento ad hoc, Madama Butterfly, La Sonnambula, L’elisir d’amore, Cavalleria Rusticana (abbinata a La Giara), L’Italiana in Algeri. Non manca la rarità: Agnese di Paër, torna Roberto Bolle con i suoi Friends, Porgy and Bess come musical (anche se è un’opera), il balletto è Romeo e Giulietta di Prokof’ev nella storica coreografia di MacMillan.

http://www.teatroregio.torino.it/stagione/2018-2019

Un paio di allestimenti provengono da Macerata, il Trovatore è un allestimento del TCBO che se non sbaglio fu anche trasmesso in tv, il Rigoletto con la regia di Turturro è coprodotto con Palermo e Liegi e ce ne era notizia già dallo scorso inverno. Scomparsi i cicli Janacek e Richard Strauss (come prevedibile) in quanto “farina del sacco” di Fournier. Spiace però che a Strauss non venga reso omaggio nel 70° della morte, ma forse ci sarà occasione nella futura stagione, magari con un Rosenkavalier? Chissà…

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2 Risposte to “Teatro Regio Torino: Stagione 2018/19”

  1. alberto scioldo Says:

    Non credo che la intera stagione sia stata programmata “ad Alta Velocità” : lo sarà stata in quella parte (due opere? tre?) volta a sostituire le opere che la nuova sovrintendenza e direzione artistica hanno cassato (oltre a Siberia, certo Wozzeck, ma forse anche una tra Jenufa e Rosenkavalier (del quale risulta che il Regio abbia FATTO -dunque pagato- una co-produzione con MET e Royal Opera House, mentre ora i suoi obiettivi territoriali consistono nell’affittare da Macerata).
    La stagione è ancora dignitosa per quanto riguarda gli interpreti, presumibilmente frutto di contratti precedenti.
    Personalmente penso che parlare di “playlist”, di “fab four” non porterà uno spettatore in più.
    Leggo che – con i tagli e le sostituzioni- si è risparmiato/si risparmierà UN MILIONE di euro, quando lo stesso Galoppini (ex suggeritore)
    dichiara (è la seconda volta che la Stampa scrive ciò, quindi è vero) che il non dover pagare diritti agli eredi di Giordano comporterà il risparmio di CENTINAIA di euro (la prima volta si era precisato NOVECENTO euro).
    La stagione è fortemente squilibrata nel suo italo-centrismo, dal forte sapore di deriva provinciale.Che non mancherà di accentuarsi se reiterata per anni.
    Il Regio aveva acquistato un prestigio internazionale, che ha perso molto velocemente, legato alla figura e persona di Noseda.
    All’estero se ne è scritto su giornali cartacei e on line. Si è sempre parlato di Noseda mai di Graziosi o della Appendino (per non parlar di Galoppini).
    Questa a me pare una vicenda paradossale di “spoyls system” (l’inglese qui è più propriamente utilizzato) in cui anche il partito “spogliato” era d’accordo (erano giorni di “tavoli romani” poi sfociati nel nulla).

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Non ho informazioni sulla programmazione della Stagione, ma penso che le opere programmate dalla attuale direzione siano più delle due o tre che ipotizzi. Escludo che gli allestimenti maceratesi (Traviata e Butterfly) siano stati voluti da Fournier, così Il Trovatore del TCBO anno 2005, visto e stravisto in tv, che pare sia stato “scambiato” con un’altra opera del Regio (insomma un baratto a costo zero). La Sonnambula con la regia di Avogadro la vidi al Regio circa 20 anni fa (non credo che Fournier avrebbe fatto simile scelta), anche L’elisir d’amore è la ripresa di uno spettacolo del 2013 (pensi che l’abbia voluta Fournier?). Sicuramente la precedente gestione aveva in programma il Rigoletto, infatti Fournier e Vergnano erano a Palermo nel gennaio scorso ad incontrare Turturro; è ipotizzabile che anche l’Agnese di Paer fosse già in programma, così forse Cavalleria abbinata alla Giara. Balletto e Porgy and Bess: boh? Comunque secondo me la maggior parte della stagione è frutto del duo Graziosi Galoppini. Forse l’espressione “Alta Velocità”, da me usata come presa in giro (benevola) della Presidente del Consiglio di Indirizzo, notoriamente contraria alla AV, non è stata molto felice: se qualcuno si è sentito offeso nei propri convincimenti, me ne scuso.
    Secondo me il danno maggiore di questa vicenda, su cui finora ho preferito non scrivere, è stata la “decadenza” di Noseda da direttore musicale. Un danno di dimensioni incalcolabili, soprattutto per l’Orchestra.

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