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Szymanowsky e Rachmaninov nel III concerto della OSN Rai

novembre 13, 2022

Premessa. Poiché la mie attuali condizioni di salute spesso mi impediscono di far la vita che vorrei tengo a precisare che quanto scrivo si basa sullo streaming e non sull’ascolto in sala. Lo faccio anche per lodare e ringraziare Rai Cultura e i vertici della Orchestra che hanno messo a disposizione degli utenti un servizio necessario se consideriamo che l’Orchestra Rai è Nazionale e non locale. Lo avevo suggerito in passato su questo blog, segnalando l’esempio della Radio Tv spagnola che da tempo mette a disposizione tutti i concerti della propria orchestra sinfonica. C’è voluta la pandemia e la clausura per spingere finalmente l’Orchestra a questa iniziativa che si spera duri nel tempo. A onor del vero anni fa c’era uno streaming ma era di qualità infima, al contrario di quello attuale che può competere con quello di istituzioni europee blasonate.

Il terzo concerto della Stagione in corso ha visto come protagonisti il violinista Nikolaj Szpes-Znaider e il direttore Alpesh Chauhan. Si tratta di ospiti abituali dei concerti Rai. Szeps-Znaider da lungo tempo e nella doppia veste di solista e direttore, Chauhan da pochi anni, ma credo che ormai si possa considerare della “famiglia” per usare l’espressione cara al Direttore Artistico. In programma due brani di forte appeal: il Secondo Concerto per violino e orchestra di Karol Szymanowsky e la Seconda Sinfonia di Rachmaninov.

Nikolaj Szeps-Znaider ©Più Luce

Il Concerto di Szymanowsky è il secondo dei due concerti che l’Autore compose e risale al 1933, è dedicato a Pawel Kochansky, amico del Compositore. Richiede un grande virtuosismo ed è quindi particolarmente adatto a un solista come Szeps-Znaider. Il programma lo segnala in prima esecuzione Rai a Torino. Il che sarebbe esatto se ci si limita alla OSN Rai, ma se consideriamo l’Orchestra Sinfonica di Rai Torino no. Fu eseguito almeno tre volte: la prima già nel 1940 con nientemeno Carlo Felice Cillario, il futuro direttore d’orchestra, come solista, l’ultima nel 1962 con il grande Henrik Szering al violino. Szeps-Znaider ha generosamente concesso due bis bachiani al termine del Concerto.

Alpesh Chauhan © Più Luce

La Seconda è la sinfonia di Rachmaninov più famosa e più eseguita: si tratta di una pagina di dimensioni generose e la sua durata si aggira intorno ai 60 minuti. Per lungo tempo fu eseguita e incisa in forma accorciata con tagli nel primo movimento e soprattutto nel terzo e nel quarto, portando la durata intorno ai 45 minuti. Pare che l’Autore fosse consenziente a queste riduzioni (almeno a dar credito a Eugene Ormandy suo interprete di fiducia) anzi sembra che li incoraggiasse. Forse aveva in mente di rivedere la partitura, cosa che non avvenne. Negli ultimi 40/50 anni i direttori abbandonarono gradualmente questa prassi e generalmente la Sinfonia viene eseguita in forma più o meno integrale. Chauhan che si autodefinisce “bruckneriano” e che è abituato a sinfonie di notevoli dimensioni ne ha diretto una esecuzione che più integrale non si può raggiungendo il traguardo dei 68 minuti. Quasi superando il rekord di Kurt Sanderling che nella sua seconda incisione raggiungeva i 67.

L’Orchestra esegue la Seconda di Rachmaninov © Più Luce

Il 2023 ricorre il 150esimo della nascita e l’80esimo della morte di Rachmaninov e l’Orchestra ha in programma la Terza Sinfonia e le Danze Sinfoniche, nonché il Primo Concerto e la Rapsodia sul tema di Paganini.

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