Archive for the ‘Concerti’ Category

Daniele Gatti debutta alla OSN Rai

gennaio 10, 2020

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Sì, “debutta”. Lo so, è quasi incredibile che uno dei maggiori direttori d’orchestra italiani diriga per la prima volta una delle maggiori orchestre sinfoniche d’Italia (e non solo) dopo un quarto di secolo dalla sua formazione. Sulle cause potrei scrivere a lungo, ma poiché sarebbero soprattutto mie ipotesi preferisco lasciar perdere. Un debutto straordinario, quasi che volesse far capire che cosa ci siamo perduto. Ha diretto una Nona di Mahler che chi era in sala difficilmente dimenticherà. Forse la più bella da me ascoltata dal vivo ( e ne ho ascoltate tantissime), sicuramente la più intensa, la più coinvolgente.

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L’Orchestra raramente ha suonato così bene, in tutti i settori.

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Tra i momenti più belli: l’inizio dell’ultimo movimento e la fine quasi impercettibile con lo spegnersi in un lungo silenzio.

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Applausi interminabili al Maestro e all’Orchestra. Una serata da ricordare a lungo.

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Il Concerto è stato dedicato alla memoria del Dr. Cesare Dapino, appena scomparso. Fu il primo sovrintendente della OSN Rai nei primi dieci anni: quelli che molti di noi considerano una golden age (“non torneranno più quei tempi” qualcuno dice). Non poteva essere omaggio migliore: ieri sera sembrava di essere tornati a quei tempi.

(foto Più Luce ©)

 

 

Concerti di Capodanno 2020: da Lipsia a Venezia, passando da Dresda, Berlino e Vienna.

gennaio 3, 2020

Il mio solito tour musicale di Capodanno: tour televisivo, a scanso di equivoci….

31 dicembre: Inizio da Lipsia con la Nona di Beethoven, quest’anno diretta da Daniele Gatti.

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Daniele Gatti dirige la Nona di Beethoven al Gewandhaus

Dopo il primo movimento molte cadute di segnale hanno disturbato la fruizione, per cui mi sono spostato a Dresda, al Silvesterkonzert della Dresden Staatskapelle diretta da Christian Thielemann. “Il paese del sorriso”di Lehár, passi scelti in forma di concerto. Bellissima esecuzione, ma l’operetta senza scena è troppo penalizzata, poi in passi scelti…

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Silvesterkonzert alla Semperoper

Sicché mi sono trasferito alla Philharmonie di Berlino per il Silvesterkonzert dei Filarmonici diretto per la prima volta da Kirill Petrenko con Diana Damrau solista. Musiche da Broadway: Gershwin, Rodgers, Bernstein, Kurt Weill ecc. Una gioia per le orecchie e non solo…

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Silvesterkonzert dei Berliner Philharmoniker

Quindi La bella addormentata di Ciaikovski in differita dalla Scala di Milano (differita di sei mesi) anche se al termine dal backstage porgevano gli auguri (la trasmissione era già programmata per il 31 dicembre).

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Il bacio del risveglio

La coreografia è quella di Nureyev già vista altre volte; questa edizione però non mi sembra reggere il confronto con quella del 2001 con Roberto Bolle e Diana Vishneva, secondo me superiore. Il balletto termina alle 23:54, comincio a sentire i “botti” (ma il Sindaco, detto Sindaca, non li ha vietati?), sono appena in tempo all’ingresso del 2020.

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Alla faccia del divieto!!! Buon anno!

1° gennaio: Spero che i patrioti non mi giudichino male se ho preferito la diretta del Neujahrskonzert da Vienna al prodotto nostrano made in Venezia: sono 59 anni che lo seguo, è una tradizione. Credo che mai come quest’anno si sia scritto in anticipo del Concerto viennese, anche su testate che la musica classica non la trattano neanche di striscio. Il motivo è risaputo: la Marcia di Radetzky che conclude il Concerto sarebbe stata eseguita nella versione originale e non in quella arrangiata da Leopold Weninger che era iscritto al partito nazista. Così è stato. Non mi è chiaro se l’iniziativa sia stata presa dal direttore, Andris Nelsons, o dall’Orchestra, comunque di certo ha fatto scoop. Però Nelsons ha invitato subito il pubblico a battere le mani fin dalle prime note e ha diretto quasi esclusivamente il battimani che ha finito col coprire l’orchestra non facendo percepire o quasi le differenze con la versione Weninger….

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Andris Nelsons dirige il battimani del pubblico

Il concerto oltre a questa novità (relativa, perché la Radetzky Marsch in versione originale l’aveva già diretta Harnoncourt nel Concerto del 2001 per scrupoli filologici a inizio e non come bis), ne presentava altre numerose: brani mai eseguiti nel Neujarskonzert, almeno dieci su diciasette. Non è mancato l’omaggio a Beethoven con le Zwölf Contretänze, oltre all’intervallo (non visibile nella TV italiana, peccato!) interamente a Lui dedicato. Devo però dire che nel complesso il Concerto mi è piaciuto meno degli altri anni, soprattutto molto meno di quelli che lo hanno immediatamente preceduto (Thielemann, Muti, Dudamel). Nelsons imbolsito fisicamente mi è sembrato condurre il tutto con passo stanco: mancava quel brio che dovrebbe caratterizzare questo evento; dopotutto siamo a Capodanno. Per cui ho accolto con estremo piacere la notizia che il prossimo anno a dirigere sarà Riccardo Muti, che non è un allegrone, ma che con gli Strauss ha dimostrato di saperci fare. Ho concluso il tour con Venezia, in differita su Rai 5. Il concerto dalla Fenice è giunto alla diciasettesima edizione: chi lo avrebbe detto? In Italia continua a dividere sostenitori e detrattori, mentre all’estero è apprezzato e seguito anche in Giappone e Sud America oltre che nei principali paesi europei. In Italia continua a esser visto come il “grande usurpatore”, avendo preso il posto su Rai 1 della diretta del Concerto viennese (in realtà veniva trasmessa la diretta della sola seconda parte, spesso acefala per lasciare spazio alle benedizioni papali e alla pubblicità). Nel 2004 ci fu una vera e propria battaglia tra chi voleva dimostrare la superiorità del nuovo Concerto rispetto a quello viennese e chi invece sosteneva il contrario. A distanza di 17 anni si potrebbero deporre le armi, invece no: ho letto recensioni che distruggono il Concerto veneziano, mettendolo ovviamente in relazione col Neujahrskonzert. Mah! Io le ho deposte da un pezzo, avendo l’antenna satellitare seguo in diretta il Concerto viennese, ma non rinuncio alla differita del Concerto veneziano e sono pronto a riconoscerne le qualità. Quest’anno buoni interpreti canori e per la terza volta un grande direttore, Myung Whun Chung.

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Auguri dalla Fenice

Il tour è finito…. l’anno è iniziato. Il bilancio di questi concerti non è molto positivo: al primo posto piazzerei il Silvesterkonzert dei Berliner, al secondo La bella addormentata (anche se è una differita oltre tempo massimo), al terzo il Neujarskonzert e il Concerto dalla Fenice a pari merito, sulla Nona da Lipsia e sul Silvesterkonzert da Dresda non mi esprimo poiché non li ho seguiti per intero. Spero che il 2020 sia più entusiasmante di questi concerti di fine e inizio d’anno

Riccardo Muti dirigerà il Neujarskonzert 2021

gennaio 1, 2020

Praemium Imperiale Awards ceremony in Tokyo

Lo so che è appena terminato e che mancano 366 giorni, ma tanto vale dare la notizia. Sarà Riccardo Muti a dirigere il prossimo Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker. Sembrava che il Maestro non volesse più dirigerne, ma come si dice “mai dire mai”.

Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker 2020

dicembre 26, 2019

Manca meno di una settimana al nuovo anno e al rituale appuntamento musicale con il Concerto di Capodanno per antonomasia, quello della Filarmonica di Vienna. Questa volta sul podio sarà Andris Nelsons.

BSO concerts Photo: Marco Borggreve

Il programma:

Carl Michael Ziehrer
Ouvertüre zu “Die Landstreicher”

Josef Strauß
Liebesgrüße. Walzer, op. 56
Liechtenstein-Marsch, op. 36

Johann Strauß (Sohn)
Blumenfest-Polka. op. 111
Wo die Citronen blüh’n. Walzer, op. 364

Eduard Strauß
Knall und Fall. Polka schnell, op. 132

Franz von Suppé
Ouvertüre zu “Leichte Kavallerie“

Josef Strauß
Cupido. Polka française, op. 81

Johann Strauß (Sohn)
Seid umschlungen, Millionen. Walzer, op. 443

Eduard Strauß
Eisblume. Polka mazur, op. 55 (Arr. W. Dörner)

Josef Hellmesberger (Sohn)
Gavotte

Hans Christian Lumbye
Postillon-Galopp, op. 16/2 (Arr. W. Dörner)

Ludwig van Beethoven
Zwölf Contretänze, WoO 14 (Auswahl)

Johann Strauß (Sohn)
Freuet euch des Lebens. Walzer, op.340
Tritsch-Tratsch. Polka schnell, op. 214

Josef Strauß
Dynamiden. Walzer, op. 173

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Sta facendo un po’ discutere la scelta di Nelsons di non voler far eseguire la Radetzky Marsch così come siamo abituati ad ascoltarla con relativi battimani del pubblico, in quanto è un arrangiamento di Leopold Weninger, musicista iscritto al Nsdap (il partito nazista dei lavoratori), ma di voler far eseguire la marcia così come fu composta da J. Strauss sr. In verità la marcia nella Urfassung fu già eseguita in un Concerto di Capodanno diretto da Harnoncourt, ma non come bis finale, piuttosto all’inizio del programma.

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Si obietta, e giustamente, che il Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker fu istituito nel 1939 dopo l’Anschluss (12 marzo 1938) ed eseguito la prima volta il 31 dicembre 1939 dopo l’invasione della Polonia (1 settembre 1939). Sul podio dei Wiener era Clemens Krauss che dedicò il Concerto al Winterhilfswerk nazista (una sorta di soccorso invernale istituito nel 1931 e ripreso dai nazisti). Insomma le motivazioni sociali e politiche del Concerto erano ben evidenti (tra l’altro pare che Hitler amasse particolarmente la musica degli Strauss). Il primo Concerto di Capodanno eseguito il 1° gennaio ebbe luogo nel 1941 e fino al 1945 fu diretto da Krauss. Nel 1946 e 1947 la bacchetta passò a Josef Krips (Clemens Krauss era stato allontanato dagli alleati per le simpatie filonaziste) e sarà proprio Krips a introdurre come bis la Radetzky Marsch. Krauss tornerà a dirigere il concerto nel 1948 e lo dirigerà fino alla morte (1954) quindi la bacchetta passerà a Willi Boskovsky. Mi fermo qui per non farla troppo lunga.

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Non voglio entrare molto nel merito della scelta di Nelsons, mi sorge però il dubbio che alla base non ci sia una forte connotazione ideologica, altrimenti avrebbe dovuto rifiutare la direzione di tutto il Concerto. Più probabile che abbia voluto far parlare e scrivere di sé (e c’è riuscito!), inoltre per beffa è riuscito a far “risorgere” un oscuro musicista come Weninger di cui forse nessuno aveva memoria.

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Come la prenderà il pubblico in sala che ha pagato un occhio della testa proprio per battere le mani al ritmo della Radetzky Marsch arrangiata da Weninger? Le batterà lo stesso? Inoltre vorrei ricordare che la Radetzky Marsch fu composta in onore del Maresciallo Radetzky per celebrare la riconquista di Milano dopo i moti rivoluzionari del 1848: noi italiani dovremmo rifiutarci di ascoltarla e di battere le mani, soprattutto nella versione originale? Pensate se Riccardo Muti si fosse rifiutato di dirigerla….

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Alzi la mano chi si è accorto della differenza tra la Urfassung della Radetzky Marsch, eseguita oggi, e la versione Weninger eseguita negli altri anni. Pare che la paternità della scelta politically correct sia da attribuire all’Orchestra e non al M.° Nelsons, che forse un po’ imbarazzato ha invitato il pubblico a batter le mani alle prime note dirigendo il battimani piuttosto che l’orchestra, sicché le differenze più che altro di orchestrazione sono andate quasi del tutto perdute all’ascolto.

Concerto di Natale in Senato in diretta su Rai 1

dicembre 15, 2019

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Oggi alle 12:20 in diretta su Rai 1 il rituale Concerto di Natale dall’Aula del Senato. Il M° Riccardo Muti dirige l’Orchestra Cherubini in un programma tutto italiano. Si parte dall’Inno di Mameli, quindi le sinfonie dal Guglielmo Tell di Rossini, dalla Norma di Bellini, da La battaglia di Legnano di Verdi, l’intermezzo da Fedora di Giordano, Contemplazione di Catalani e l’immancabile (per il Maestro) Notturno di Martucci. Presenta Milly Carlucci.