Archive for the ‘Concerti’ Category

Fabio Luisi e Alexander Melnikov alla Stagione OSN Rai

dicembre 10, 2017
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Fabio Luisi sul podio della OSN Rai © Più Luce

Fabio Luisi ha finalmente debuttato sul podio della OSN Rai. È quasi incredibile che una delle maggiori orchestre italiane abbia finora ignorato un Direttore di tale statura. Luisi diresse l’Orchestra di Rai Torino nel lontano 1992, un quarto di secolo fa, quando era ancora agli inizi della sua attività e quasi sconosciuto, ma con la OSN, nata nel 1994, è un debutto. Viene in compenso accolto con i dovuti onori: il concerto, oltre i due turni di abbonamento, è stato eseguito a Piacenza e oggi sarà eseguito a Brescia, in più Luisi tornerà a giugno per un concerto rossiniano. Speriamo che sia l’inizio di una lunga collaborazione. Il Maestro ha espresso il suo entusiasmo per l’Orchestra, il pubblico è accorso numerosissimo (sabato il sold out!!!) a dimostrazione che i grandi interpreti esercitano il giusto appeal e non c’è bisogno sempre del  Boléro o della Rapsodie in blue per riempire la sala. Luisi ha proposto lo stesso programma eseguito alla Filarmonica della Scala lo scorso febbraio: due poemi sinfonici di Richard Strauss (Don Juan e Ein Heldenleben), autore di cui è notevole interprete fin da quando era a Dresda. Chi frequenta assiduamente la vita musicale torinese forse ricorderà Luisi a capo della Staatskapelle di Dresda dirigere nel settembre 2007 Ein Heldenleben per MITO Settembre Musica, e nell’ottobre 2013 a capo dell’Orchestra dell’Accademia della Scala dirigere il Don Juan proprio all’Auditorium Toscanini per l’Unione Musicale. Insomma sono una costante nella attività artistica del Direttore e l’esecuzione ascoltata con l’OSN è una delle migliori possibili.

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L’OSN in Vita d’eroe ©Più luce

Pubblico entusiasta e lunghe e meritate ovazioni. Tra i due poemi straussiani il Concerto KV 466 di Mozart con Alexander Melnikov al pianoforte.

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Alexander Melnikov esegue Mozart alla Rai ©Più Luce

A Torino avevamo ascoltato Melnikov poche settimane fa al Lingotto con Kurrentzis e MusicAEtena nel Secondo Concerto di Shostakovich: è stata una fortunata coincidenza poterlo nuovamente applaudire in uno dei capolavori della letteratura concertistica. Agli insistenti applausi ha risposto con breve e quasi telegrafico bis: il Prelude n.3 di Chopin.

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Applausi finali ©Più luce

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Musica francese alla Stagione OSN Rai con Valčuha e Cominati

dicembre 2, 2017

Juraj Valčuha è tornato sul podio della OSN Rai con un programma tutto francese. Un repertorio a lui molto congeniale come ha spesso dimostrato negli anni che lo hanno visto direttore principale dell’Orchestra. Memorabile fu ad es. il Pelléas et Mélisande di Debussy con cui inaugurò la Stagione di un paio di anni fa.

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Juraj Valčuha ©Più luce

E proprio a Debussy è dedicata la prima parte del Concerto. “Pezzo forte” la Fantaisie per piano e orchestra, brano giovanile ripudiato dall’Autore che ne impedì l’esecuzione, finché fu in vita (fu eseguito postumo nel 1919). Ne è stato solista Roberto Cominati, che di Debussy si è rivelato grande interprete.

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Esecuzione della Fantasia di Debussy ©Più Luce

Ama la Fantaisie, che aveva eseguito con Valčuha a Bratislava, e ne riconosce i pregi: «Un’orchestrazione importante e accuratissima, tanto per cominciare. E il secondo tempo è magnifico, specie nella sezione lenta, la cui cantabilità avvolgente sembra anticipare certe sonorità moderne e un andamento quasi alla Bill Evans. La seconda parte del brano resta, secondo me, la più interessante sotto il profilo armonico. Timbricamente, però, è l’intero lavoro a risultare straordinario» (intervista a Sistema Musica). Difatti è una pagina molto interessante e meriterebbe una maggior diffusione. L’esecuzione è stata magistrale e l’intesa tra Solista e Orchestra perfetta. Applaudito a lungo Cominati ha proposto due bis: Claire de lune di Debussy e la trascrizione di Moszkowsky del “Lascia che io pianga” di Handel.

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Cominati esegue i bis © Più luce

La serata era iniziata con un brano di gran lunga più conosciuto: Ibéria da Images pour orchestre , reso in tutto il suo fascino timbrico e in tutta la magia di colori.

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Le percussioni in Ibéria © Più Luce

La seconda parte del concerto è iniziata con la Suite dalle musiche di scena per Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré. Pagina di estrema raffinatezza assente forse da troppo tempo dalle Stagioni Rai  di Torino (un refuso del programma farebbe risalire agli inizi del Basso Medioevo l’ultima esecuzione, ma in ogni caso i 32 anni di assenza sono tanti). Bene ha fatto Valčuha a riproporla.

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Juraj Valčuha ©Più Luce

Si conclude con le musiche per balletto dal Faust di Gounod. Il balletto fu inserito da Gounod nel V atto dell’opera per soddisfare le richieste dell’Opéra di Parigi. Di solito viene espunto dalle rappresentazioni, ma ebbe soprattutto in passato una buona fortuna discografica e vanta incisioni di Karajan, Solti, Ozawa, Fistoulari, Gibson…, e non a torto, poiché è, a mio parere, una delle più riuscite musiche per balletto del grand opéra, di molto superiore ad es. a quelle inserite nel Roméo et Juliette di Gounod. Valčuha ha diretto nello scorso gennaio a Firenze un’edizione del Faust con la regia di McVicar in cui ha ricevuto notevoli consensi di critica e forse è rimasto sedotto da questo balletto che ha voluto proporre a conclusione di serata. Riuscitissima prova dell’Orchestra soprattutto nella Danse antique, nelle Variations de Cléopatre e in modo particolare nella scatenata Danse de Phryné.

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L’OSN diretta da Valčuha nel concerto ©Più Luce

Applausi finali calorosi e meritatissimi.

James Conlon dirige Dvorák e Mahler alla OSN Rai

ottobre 27, 2017
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Mahler e Dvorak negli anni della composizione dei brani

Dvorák e Mahler sono due autori che stanno particolarmente a cuore a James Conlon. Con la OSN Rai vorrebbe affrontare l’intero ciclo sinfonico mahleriano (ha già diretto la Settima qualche anno fa e con la Quinta inaugurò la passata Stagione), a Dvorák ha dedicato già dei concerti monografici nelle stagioni passate e c’è da scommettere che nelle prossime farà altrettanto. Per il secondo concerto della Stagione in corso ha scelto L’arcolaio d’oro op.109 di Dvorák e Das klagende Lied di Mahler. Due fiabe con risvolti macabri e inquietanti, che forse si adattano anche alla imminente notte di Halloween . Nella prima un re si innamora di una fanciulla che viene uccisa e smembrata dalla matrigna per far sposare al re la di lei figlia, ma un indovino in cambio di un arcolaio d’oro ricompone il corpo della fanciulla, l’arcolaio attraverso il fruscio della ruota rivela al re la verità. Le due traditrici vengono date in pasto ai lupi ed il re sposa finalmente la fanciulla che ama.  Nella seconda due fratelli sono alla ricerca di un fiore rosso per poter sposare una arrogante e sprezzante regina, il fratello che lo trova viene assassinato dall’altro, ma un menestrello farà con un osso del fratello ucciso un flauto il cui suono riproduce il canto accusatorio del defunto. Andrà alle nozze e quel suono rivelando la verità farà svenire la regina e crollare il castello. Come è evidente i punti in comune sono molti almeno nel contenuto.

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James Conlon dirige L’Arcolaio d’Oro © Più Luce

L’arcolaio d’oro op.109 risale alla maturità del Compositore, è uno dei quattro poemi sinfonici ispirati alle ballate di K.J. Erben. Non gode di frequenti esecuzioni, almeno qui alla Rai di Torino: una sola 10 anni fa, quando furono eseguiti tutti e quattro distribuiti nell’arco dell’intera stagione. Non sarebbe male eseguirli nella stessa serata: chissà che prima o poi avvenga.

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Esecuzione de L’Arcolaio d’Oro © Più Luce

Das klagende Lied è l’opera 1 di Mahler. Composizione giovanile di genesi travagliata: Schmerzenkind (figlio del dolore) per usare la parola del Compositore. Vi lavorò intensamente, ma non riuscì a farlo eseguire. Fu bocciata al Beethoven Preis nel 1881, fu rifiutata da Liszt nel 1883, così dall’editore Schott nel 1891. Mahler rivide la partitura tagliando la prima parte, riuscì a farla pubblicare nel 1899 dall’editore Weinberger nell’edizione in due parti e venne eseguita nel 1901 in questa forma. Solo nel 1935 Alfred Rosé, nipote di Mahler, dirige per Radio Vienna la prima assoluta della composizione, in una versione mista: cioè Waldmärchen nella redazione del 1880, le altre due parti nella redazione del 1898. [ Stando alle indicazioni del programma così è stata eseguita ieri sera]. Ci vorrà il 1970 per l’esecuzione integrale in sala da concerto, nello stesso anno Pierre Boulez la inciderà in disco. Nel 1997 uscirà l’edizione critica dell’edizione 1880. Attualmente alcuni direttori eseguono la versione in due parti, altri la mista, alcuni come Kent Nagano quella del 1880. Alla Rai di Torino già nel 1973 si eseguì la partitura integrale sotto la bacchetta di Fulvio Vernizzi, ci vorrà il 1985 per un’altra performance con Zoltan Pesko nell’ambito di Settembre Musica, poi nel 1991 Aldo Ceccato la propose nella versione in due parti, infine nel 1997 Sinopoli la diresse per quel progetto mahleriano con la OSN che purtroppo la morte prematura interruppe. Dopo 20 anni la dirige Conlon con il concorso di validi solisti (Aga Mikolaj, Yulia Matochkina, Brenden Gunnell e Thomas Tatzl) e del Coro Filarmonico di Brno istruito da Petr Fiala.

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Il Coro Filarmonico di Brno © Più Luce

Esecuzione di grande spessore, con Orchestra, Coro e Solisti in ottima forma.

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Esecuzione del Das klagende Lied © Più Luce

L’orchestra spesso però copriva le voci dei solisti, almeno così si percepiva dal mio posto. Ho come la sensazione che Conlon non abbia ancora familiarizzato molto con l’acustica dell’Auditorium Toscanini, che dopo il “rattoppo” è divenuta una sala più indicata per le chamber orchestra o i concerti solistici, che non per una orchestra a pieno organico: in questo caso necessita “abbassare il volume”.

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Applausi finali © Più Luce

 

James Conlon inaugura con Brahms la Stagione 2017/18 della OSN Rai

ottobre 22, 2017
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James Conlon dirige la Terza di Brahms ©Più Luce

Anche se Johannes Brahms è uno dei degli autori più presenti nei programmi della OSN Rai e ovviamente le sue quattro sinfonie, il ciclo completo è stato proposto di raro. Tra i direttori principali solo Inbal lo propose, però distribuito tra il 1998 e il 2000. Frühbeck diresse tre delle quattro sinfonie (manca la Terza) distribuendole nei vari anni di incarico. Valcuha, stranamente, nessuna a Torino, propose la Seconda in tournée. Fu Semyon Bychkov, come ospite, a proporre l’intero ciclo distribuendolo in due stagioni. Nasce così l’esigenza in Conlon, in qualità di direttore principale, di ovviare a questa mancanza, dirigendo le quattro sinfonie in questa stagione: forse proporle in continuità (due concerti consecutivi) sarebbe stato meglio, come fece Noseda al Regio quattro anni fa, comunque aspettando aprile ci siamo godute la Terza e la Prima, che hanno inaugurato l’attuale stagione.

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L’OSN esegue la Terza Sinfonia © Più Luce

Due bellissime esecuzioni di questi due capolavori, forse le più belle ascoltate dalla OSN Rai, testimonianza dell’ottimo lavoro svolto da James Conlon con la compagine. Eccellenti le prime parti, ottimo l’insieme. Applausi interminabili sono stati giustamente tributati al Direttore e all’Orchestra.

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Applausi finali © Più Luce

Sembra che le istituzioni musicali torinesi si divertano a far dispetto al pubblico: in contemporanea con il turno rosso, solitamente di giovedì ma inopportunamente spostato al sabato, al Regio si inaugurava la Stagione sinfonica con la Nona di Mahler diretta da Noseda. Il dono dell’ubiquità non è ancora concesso a chi frequenta i concerti per cui molti sono stati costretti a una dolorosa rinuncia: è così  difficile parlarsi, mettersi d’accordo, “aprire un tavolo” (come infelicemente si usa dire attualmente)? A Torino sì … e non solo in ambito musicale.

Concerto inaugurale della Stagione OSN su Rai 5

ottobre 20, 2017
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James Conlon

Stasera alle 19:55 su Rai 5 andrà in onda in diretta il Concerto inaugurale della Stagione 2017/18 della OSN Rai. Dirige James Conlon. In programma la Terza e la Prima sinfonia di Brahms.