Archive for the ‘Concerti’ Category

Concerto per Milano in diretta su Rai 5

giugno 8, 2019

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O troppo o niente. In concorrenza spietata con Ezio Bosso su Rai 3 ci sarà domani la diretta su Rai 5  alle 21:15 de Il concerto per Milano della Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly. In programma la Nona Sinfonia di Dvorak e brani di Nino Rota tratti da “La strada” e “Prova d’orchestra”. Vabbè. Si spera in Rai Play…

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MITO Settembre Musica 2019

giugno 5, 2019

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Presentato il programma del futuro MITO Settembre Musica 2019. Il “tema” sarà Geografie:

La globalizzazione e la trasformazione digitale hanno cambiato il nostro modo di metterci in relazione con lo spazio. Le giovani generazioni hanno infatti un’idea della geografia piuttosto diversa rispetto a quella dei loro padri: i concetti di identità e di confine, ad esempio, da un lato sono drammaticamente evidenziati dal pensiero estremista e xenofobo, ma dall’altro sono ignorati, nella pratica, dal continuo viaggiare fisico e metaforico. E così, se è interessante esplorare la produzione artistica del presente, con compositori figli di questo nuovo nomadismo e interpreti abituati a confrontarsi con colleghi di tutto il pianeta, è anche importante, e bello, ripercorrere le vicende musicali del mondo antecedente, quando le matrici locali e nazionali avevano un’influenza determinante nel generare le proprie espressioni culturali. Declinando il tema portante Geografie, quello che fa MITO nel 2019 è dunque viaggiare nello spazio, avanti e indietro lungo la storia, per recuperare luoghi, tradizioni, appartenenze, lingue musicali che hanno segnato le diverse culture del pianeta.

Con gli stessi concerti in entrambe le città, con la presenza di orchestre e solisti internazionali alternati alle più prestigiose istituzioni musicali di Milano e di Torino, si esplora così la produzione delle diverse scuole nazionali, si inseguono i grandi compositori nelle loro peregrinazioni, si fa il punto su quanto accade oggi in un territorio specifico o si mettono in risalto continenti immaginari. E, come in passato, lo si fa con programmi inusuali, tutti costruiti ad hoc, aperti al pubblico degli ascoltatori abituali quanto a quello dei neofiti, anche grazie alle brevi introduzioni che aiutano a comprendere la genesi, il senso, l’intensità di ogni concerto. Si moltiplica così il piacere dell’ascolto e si contribuisce alla crescita di una collettività in cui la bellezza, l’emozione, la sensibilità artistica sono tasselli di una cittadinanza, e in fondo di un’esistenza, più ricca, piena, consapevole.

 

Un’attenzione particolare e specifica viene riservata anche quest’anno alla musica corale: il festival dedica un’intera giornata ai cori, con una festosa invasione articolata in dieci concerti pomeridiani e un “open singing” finale al quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Gli esiti umani, civili e di piacere condiviso che hanno segnato le esperienze fatte negli scorsi anni sono stati davvero notevoli. Con determinazione, e con un pizzico di orgoglio, MITO prosegue dunque in questa direzione, continuando a porsi come l’unico grande festival non specializzato a mettere sotto i riflettori, per un’intera giornata, il mondo corale.

Anche la programmazione destinata ai bambini e ai ragazzi vuole porsi come un’occasione per scoprire modi di fare musica e teatro musicale non consueti. Spettacoli provenienti da altri paesi – quest’anno Giappone e Olanda – si alternano a un lavoro commissionato ad hoc; e tutti sono stati scelti con lo scopo di far vivere l’esperienza musicale in modo appassionante, sorprendente, evitando qualunque forma di didascalismo o di didattica sotterranea. È il messaggio che il festival lancia verso il futuro, dove ci auguriamo di arrivare tutti con le orecchie, il cervello e il cuore pieni di musica. Nicola Campogrande (Dir. art.)

A una rapida scorsa del programma si nota un ritorno di alcuni grandi nomi (Zubin Mehta, Yuri Temirkanov) con le relative orchestre (Israel Philharmonic e Filarmonica di San Pietroburgo), insomma finita la furia “rottamatrice” cui si era adeguato il festival tornano i “nonnetti” (come li aveva definiti un ineffabile cronista del principale quotidiano torinese, forse riportando le parole di qualcuno di cui non si parla quasi neanche più). Certo siamo lontani dai fasti del passato, ma terminata anche la pompa messianica che aveva caratterizzato l’inizio del “nuovo corso” (sinceramente molto irritante), il tutto viene metabolizzato meglio.

http://www.mitosettembremusica.it/it/programma/calendario/torino/2019

http://www.mitosettembremusica.it/it/programma/calendario/milano/2019

Concerto per Papa Paolo VI in diretta/differita da Brescia su Rai 5

maggio 30, 2019

Brescia omaggia stasera San Paolo VI con un concerto diretto da Riccardo Chailly in cui sarà eseguita la Missa Papae Pauli che Luciano Chailly, padre del Direttore, compose nel 1964 in onore del Papa. «La Missa — ha detto il maestro Chailly, direttore musicale della Scala e figlio del compositore Luciano — fu composta per l’elezione al pontificato di Papa Montini. Quei momenti più che nella memoria mi sono entrati nello spirito. L’uomo che in quel tempo sedeva sul trono di Pietro aveva un carisma indescrivibile; la sua umanità era trasmessa da gesti dolci e paterni, da uno sguardo profondo e rassicurante».

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Luciano Chially consegna a Papa Paolo VI la partitura della Messa

Riccardo era presente alla consegna. «L’opera che mio padre gli donava era una delle sue rare composizioni sinfoniche, nella quale abbandonava il regime dodecafonico per concentrarsi su un linguaggio politonale. Debbo aggiungere che questa Missa nasceva da una lunga meditazione che partiva dalla lezione di Palestrina e giungeva sino alla Sinfonia dei Salmi di Stravinskij, anzi proprio quest’ultimo compositore lascia nelle note una traccia profonda. Oggi, ripensandola con l’esperienza che il tempo ci dona, mi accorgo che la Missa è piena di attenzioni, di sfumature, di intuizioni». «L’utilizzo delle campane tubolari — ha detto Chailly — che mio padre scelse per evocare un suono che arriva dall’aldilà. La Missa si conclude con un pianissimo di campana che segue il testo e la musica del Dona nobis pacem: è un momento fortemente evocativo e di notevole profondità spirituale, qualcosa che invita a riflettere sul mistero che tutti attende dopo i giorni della vita. Del resto, sulla tomba di famiglia, in Trentino, mio padre decise di far scolpire nel marmo proprio le ultime parole e note del Dona nobis pacem. Un semplice atto che si trasforma in speranza per il dopo». Citazioni dal Corriere della Sera ©. Oltre alla Messa sarà eseguita la Prima Sinfonia di Brahms.  Orchestra e Coro del Teatro alla Scala. Stasera ore 21:15 su Rai 5.

Serata Martha Argerich con la OSN Rai su Rai 5

maggio 22, 2019
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Martha Argerich con Enrico Fagone risponde agli applausi ©M.Vernetti

È del 29 gennaio scorso il concerto che domani sera trasmetterà Rai 5. Vede il ritorno di Martha Argerich all’Auditorium Toscanini. Fu concerto “straordinario” nel senso che non era in abbonamento. Una prassi che ha preso piede nella nuova gestione dei Concerti della OSN: anche nella futura stagione il concerto diretto da Gergiev sarà fuori abbonamento.

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La Argerich all’Auditorium Toscanini ©M.Vernetti

Nel concerto in programma la Argerich esegue il I Concerto di Franz Liszt e l’Ouverture su temi ebraici di Prokof’ev.

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Esecuzione dell’Ouverture su temi ebraici ©M.Vernetti

Sul podio Enrico Fagone che dirige le due suite da El sombrero de tres picos di De Falla.

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Enrico Fagone ©M.Vernetti

 

La Stagione 2019/20 della OSN Rai

maggio 17, 2019

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Presentata oggi e disponibile on line la programmazione dei concerti della futura Stagione della OSN Rai.

http://www.orchestrasinfonica.rai.it/docs/RAI-OSN-2019_programma-def4_web.pdf

Essendo il 2020 il 250° della nascita di Beethoven si dà largo spazio alla sua musica, però confinata in rassegne fuori abbonamento: i Concerti per piano e orchestra con Buchbinder, direttore e solista, in un paio di concerti ad aprile e le Sinfonie nella Stagione di Primavera a giugno affidate a quattro diverse bacchette. Agli abbonati offrono, bontà loro, il premio fedeltà di uno sconto… Nella Stagione ordinaria risalta la presenza del Direttore principale, il ritorno di alcuni ormai “fedelissimi” (Luisi, Valcuha, Albrecht, Shokhakimov, Yamada), la “prima volta” di Harding e Gatti. Molte (forse troppe) riproposte: la Stagione corrente si conclude con la Quinta di Shostakovich, la futura inizia con la stessa Sinfonia (!!!!), si giunge a riproporre il Concerto op.61 di Beethoven ben due volte nella stessa Stagione (il Direttore artistico la considera “una stimolante occasione di confronto”), in compenso si continuano a ignorare pagine mai eseguite. Boh… Gergiev conclude la Stagione, ma il concerto è fuori abbonamento: prassi davvero antipatica, già inaugurata quest’anno con la Argerich, di mettere fuori abbonamento il concerto di maggiore appeal: fa passare la voglia di abbonarsi. In quanto a Beethoven, ero già abbonato nel 1970, anno del bicentenario, e la Rai di allora fece a mio parere di molto meglio: invece della ennesima e forse inutile replica delle Sinfonie e dei Concerti, propose pagine come “Cristo al Monte degli  Ulivi”, la Messa in do maggiore, Re Stefano, Le rovine di Atene, la Leonora in forma di concerto… Tutte in abbonamento ordinario. C’era più rispetto degli abbonati, che sostengono in parte l’Istituzione, c’era anche più fantasia e meno pigrizia nella programmazione.