Archive for the ‘Concerti’ Category

Concerti della OSN Rai senza pubblico

maggio 25, 2020

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L’OSN tornerà a suonare a datare dal 18 giugno p.v. ma senza pubblico in sala. Sette concerti: quattro sinfonici e tre da camera che saranno trasmessi in diretta da Radio Tre, forse saranno messi su Rai Play e forse almeno uno sarà trasmesso da Rai 5. L’organico avrà al massimo 45 elementi con un uso limitatissimo se non nullo di fiati.

Avevo visto l’Europakonzert dei Berliner Philharmoniker eseguito il 1 maggio alla Philharmonie senza pubblico e con organico ridottissimo. Mi è stato quasi impossibile non intristirmi: non ce l’ho fatta a vederlo tutto.

https://www.lastampa.it/torino/2020/05/25/news/orchestra-rai-il-gran-ritorno-senza-pubblico-1.38886800

La Nona di Mahler diretta da Gatti su Rai 5

marzo 12, 2020
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Daniele Gatti dirige la OSN ©Più Luce

Stasera su Rai 5 andrà in onda la Nona di Mahler diretta da Daniele Gatti all’Auditorium Toscanini di Torino lo scorso 9 gennaio (con replica il giorno dopo). Ne avevo scritto in occasione del concerto dal vivo:

https://musicofilia.wordpress.com/2020/01/10/daniele-gatti-debutta-alla-osn-rai/

Segnalo che la Rai ha leggermente arricchito l’offerta su RaiPlay, spero solo che finita l’emergenza non si torni alla dieta di prima.

Concerto di Capodanno dalla Fenice su Rai 5

febbraio 20, 2020

A Carnevale ogni scherzo vale… e Rai 5 ci prova. Trasmette.. il Concerto di Capodanno. Vabbè, lo fece anche lo scorso anno. Stavolta è in versione integrale con l’Ottava di Dvorak nella prima parte che non ci azzecca nulla con la seconda parte già vista in diretta il 1°gennaio scorso. Bah, rimango dell’idea che avrebbe avuto più senso trasmettere il Concerto integrale pochi giorni dopo Capodanno, in ogni caso “Buon 2020”.

Daniele Gatti debutta alla OSN Rai

gennaio 10, 2020

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Sì, “debutta”. Lo so, è quasi incredibile che uno dei maggiori direttori d’orchestra italiani diriga per la prima volta una delle maggiori orchestre sinfoniche d’Italia (e non solo) dopo un quarto di secolo dalla sua formazione. Sulle cause potrei scrivere a lungo, ma poiché sarebbero soprattutto mie ipotesi preferisco lasciar perdere. Un debutto straordinario, quasi che volesse far capire che cosa ci siamo perduto. Ha diretto una Nona di Mahler che chi era in sala difficilmente dimenticherà. Forse la più bella da me ascoltata dal vivo ( e ne ho ascoltate tantissime), sicuramente la più intensa, la più coinvolgente.

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L’Orchestra raramente ha suonato così bene, in tutti i settori.

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Tra i momenti più belli: l’inizio dell’ultimo movimento e la fine quasi impercettibile con lo spegnersi in un lungo silenzio.

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Applausi interminabili al Maestro e all’Orchestra. Una serata da ricordare a lungo.

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Il Concerto è stato dedicato alla memoria del Dr. Cesare Dapino, appena scomparso. Fu il primo sovrintendente della OSN Rai nei primi dieci anni: quelli che molti di noi considerano una golden age (“non torneranno più quei tempi” qualcuno dice). Non poteva essere omaggio migliore: ieri sera sembrava di essere tornati a quei tempi.

(foto Più Luce ©)

 

 

Concerti di Capodanno 2020: da Lipsia a Venezia, passando da Dresda, Berlino e Vienna.

gennaio 3, 2020

Il mio solito tour musicale di Capodanno: tour televisivo, a scanso di equivoci….

31 dicembre: Inizio da Lipsia con la Nona di Beethoven, quest’anno diretta da Daniele Gatti.

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Daniele Gatti dirige la Nona di Beethoven al Gewandhaus

Dopo il primo movimento molte cadute di segnale hanno disturbato la fruizione, per cui mi sono spostato a Dresda, al Silvesterkonzert della Dresden Staatskapelle diretta da Christian Thielemann. “Il paese del sorriso”di Lehár, passi scelti in forma di concerto. Bellissima esecuzione, ma l’operetta senza scena è troppo penalizzata, poi in passi scelti…

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Silvesterkonzert alla Semperoper

Sicché mi sono trasferito alla Philharmonie di Berlino per il Silvesterkonzert dei Filarmonici diretto per la prima volta da Kirill Petrenko con Diana Damrau solista. Musiche da Broadway: Gershwin, Rodgers, Bernstein, Kurt Weill ecc. Una gioia per le orecchie e non solo…

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Silvesterkonzert dei Berliner Philharmoniker

Quindi La bella addormentata di Ciaikovski in differita dalla Scala di Milano (differita di sei mesi) anche se al termine dal backstage porgevano gli auguri (la trasmissione era già programmata per il 31 dicembre).

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Il bacio del risveglio

La coreografia è quella di Nureyev già vista altre volte; questa edizione però non mi sembra reggere il confronto con quella del 2001 con Roberto Bolle e Diana Vishneva, secondo me superiore. Il balletto termina alle 23:54, comincio a sentire i “botti” (ma il Sindaco, detto Sindaca, non li ha vietati?), sono appena in tempo all’ingresso del 2020.

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Alla faccia del divieto!!! Buon anno!

1° gennaio: Spero che i patrioti non mi giudichino male se ho preferito la diretta del Neujahrskonzert da Vienna al prodotto nostrano made in Venezia: sono 59 anni che lo seguo, è una tradizione. Credo che mai come quest’anno si sia scritto in anticipo del Concerto viennese, anche su testate che la musica classica non la trattano neanche di striscio. Il motivo è risaputo: la Marcia di Radetzky che conclude il Concerto sarebbe stata eseguita nella versione originale e non in quella arrangiata da Leopold Weninger che era iscritto al partito nazista. Così è stato. Non mi è chiaro se l’iniziativa sia stata presa dal direttore, Andris Nelsons, o dall’Orchestra, comunque di certo ha fatto scoop. Però Nelsons ha invitato subito il pubblico a battere le mani fin dalle prime note e ha diretto quasi esclusivamente il battimani che ha finito col coprire l’orchestra non facendo percepire o quasi le differenze con la versione Weninger….

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Andris Nelsons dirige il battimani del pubblico

Il concerto oltre a questa novità (relativa, perché la Radetzky Marsch in versione originale l’aveva già diretta Harnoncourt nel Concerto del 2001 per scrupoli filologici a inizio e non come bis), ne presentava altre numerose: brani mai eseguiti nel Neujarskonzert, almeno dieci su diciasette. Non è mancato l’omaggio a Beethoven con le Zwölf Contretänze, oltre all’intervallo (non visibile nella TV italiana, peccato!) interamente a Lui dedicato. Devo però dire che nel complesso il Concerto mi è piaciuto meno degli altri anni, soprattutto molto meno di quelli che lo hanno immediatamente preceduto (Thielemann, Muti, Dudamel). Nelsons imbolsito fisicamente mi è sembrato condurre il tutto con passo stanco: mancava quel brio che dovrebbe caratterizzare questo evento; dopotutto siamo a Capodanno. Per cui ho accolto con estremo piacere la notizia che il prossimo anno a dirigere sarà Riccardo Muti, che non è un allegrone, ma che con gli Strauss ha dimostrato di saperci fare. Ho concluso il tour con Venezia, in differita su Rai 5. Il concerto dalla Fenice è giunto alla diciasettesima edizione: chi lo avrebbe detto? In Italia continua a dividere sostenitori e detrattori, mentre all’estero è apprezzato e seguito anche in Giappone e Sud America oltre che nei principali paesi europei. In Italia continua a esser visto come il “grande usurpatore”, avendo preso il posto su Rai 1 della diretta del Concerto viennese (in realtà veniva trasmessa la diretta della sola seconda parte, spesso acefala per lasciare spazio alle benedizioni papali e alla pubblicità). Nel 2004 ci fu una vera e propria battaglia tra chi voleva dimostrare la superiorità del nuovo Concerto rispetto a quello viennese e chi invece sosteneva il contrario. A distanza di 17 anni si potrebbero deporre le armi, invece no: ho letto recensioni che distruggono il Concerto veneziano, mettendolo ovviamente in relazione col Neujahrskonzert. Mah! Io le ho deposte da un pezzo, avendo l’antenna satellitare seguo in diretta il Concerto viennese, ma non rinuncio alla differita del Concerto veneziano e sono pronto a riconoscerne le qualità. Quest’anno buoni interpreti canori e per la terza volta un grande direttore, Myung Whun Chung.

Fenice

Auguri dalla Fenice

Il tour è finito…. l’anno è iniziato. Il bilancio di questi concerti non è molto positivo: al primo posto piazzerei il Silvesterkonzert dei Berliner, al secondo La bella addormentata (anche se è una differita oltre tempo massimo), al terzo il Neujarskonzert e il Concerto dalla Fenice a pari merito, sulla Nona da Lipsia e sul Silvesterkonzert da Dresda non mi esprimo poiché non li ho seguiti per intero. Spero che il 2020 sia più entusiasmante di questi concerti di fine e inizio d’anno