Archive for the ‘MI TO Settembre Musica 2011’ Category

PLI SELON PLI diretta da Boulez chiude MITO Settembre Musica

settembre 22, 2011

Pierre Boulez ©PhGontier

Chiusura in grande del V MITO Settembre Musica: Pierre Boulez dirige una delle sue maggiori composizioni: Pli selon Pli. È l’inizio della tournée che dopo Torino (ieri sera) e Milano (stasera), toccherà Amsterdam , Parigi, Monaco, Londra. Sotto la direzione di Pierre Boulez l’Ensemble Intercontemporain e il Lucerne Festival Academy Ensemble. Solista vocale la straordinaria Barbara Hannigan,

Barbara Hannigan ©J.Radel

alla cui bellezza la foto sopra non rende piena giustizia.

Composta tra il 1957 e il 1962 Pli selon pli consta di cinque brani, di cui il primo, Don, e l’ultimo, Tombeau, orchestrali, con sporadici inserimenti vocali, mentre le tre Improvisations centrali si basano sulla voce e hanno formazioni strumentali più ristrette.

Pierre Boulez all'epoca della composizione di "Pli selon pli" © Anny Breer

Don fu rivista nel 1989. Rimando a questa completa ed efficace analisi della composizione. Credo che nessuno possa essere migliore interprete di Boulez di questa pagina e la serata costituisce davvero un evento musicale rilevantissimo. Non ci poteva essere conclusione migliore per MITO Settembre Musica.

Boulez e la Hannigan al Festival di Lucerna l'8 settembre 2011 rispondono agli applausi ©P.Fischli

Non so se proprio come a Lucerna, ma anche a Torino sono stati tributati i meritati e calorosi applausi agli interpreti e all’Autore. Spiace solo la defezione di parte del pubblico dopo il penultimo brano: che magra figura! 😦

Uto Ughi e i Filarmonici di Roma a MITO Settembre Musica

settembre 20, 2011

Uto Ughi con I Filarmonici di Roma

Uto Ughi e I Filarmonici di Roma. Che dire? Un’istituzione, almeno qui a Torino. Ben lo sanno i direttori artistici; sono un asso nella manica e con loro vanno sul sicuro: tutto esaurito e successo certo. D’altronde non potrebbe essere diversamente: chi ama la musica classica e segue, come me, la vita concertistica ha in Uto Ughi una sorta di amico fedele che lo ha accompagnato per più di quattro decenni. La prima volta che lo vidi in concerto fu almeno 42 anni fa: allora sonava o nei concerti della Rai o accompagnato al piano da Lamar Crowson. Uto Ughi fu enfant prodige e cominciò a esibirsi in pubblico fin dalla più tenera età.

Uto Ughi enfant prodige

I suoi primi recital all’età di sette anni, all’età di 10 sonava già a Siena in Concerto con Paul van Kempen.

Uto Ughi nel 1954 a Siena. Sul podio Paul van Kempen.

Carriera folgorante che lo ha portato in tutto il mondo, nelle maggiori istituzioni musicali e con i più grandi direttori. Ha fondato il Festival Omaggio a Venezia, per raccogliere fondi al fine di restaurare i monumenti storici della città lagunare.

Uto Ughi con Wolfgang Sawallisch nel 1976 al Concerto inaugurale di Omaggio a Venezia

Il tempo è stato generoso con lui e può permettersi di affrontare un’intera serata di brani, massacranti anche per un giovanissimo, e di terminare con dei bis, senza dimostrare alcuna fatica. Da quando è nato il fortunato e fecondo sodalizio con I Filarmonici di Roma, la formula collaudata è sempre la stessa: brani orchestrali introduttivi nelle due parti della serata e poi brani per violino e orchestra. Talvolta i brani sono introdotti da una presentazione fatta da Ughi, che abbatte le barriere col pubblico e assume un atteggiamento amichevole, colloquiale, ricambiato dall’affetto e dalla ammirazione degli spettatori. Così è stato anche ieri sera, dopo un programma con una scelta intelligente di brani ben tre bis: un brano di Piazzolla, la Ridda dei Folletti di Bazzini e la Fantasia da Carmen di Sarasate. Applausi calorosi e riconoscenti all’interprete, alla carriera e all’affetto che dimostra nei confronti del suo pubblico.

LE SACRE e i CARMINA BURANA al PalaOlimpico per MITO Settembre Musica

settembre 17, 2011

Stravinsky e Orff

Secondo appuntamento di musica classica al Pala Olimpico Isozaki con due capolavori della prima metà del Novecento: Le Sacre du Printemps di Igor Stravinsky e i Carmina Burana di Carl Orff. Pagine ultrapopolari, la seconda in particolare è uno dei brani di maggiore appeal di tutto il repertorio classico, insieme col Boléro di Ravel e alla Nona di Beethoven. C’era quindi da scommettere che prima o poi sarebbe stato eseguito al Pala Olimpico. Un vero trionfo e meritatissimo.

Vassilis Christopoulos

Sul palco la Sudwestdeutsche Philharmonie di Costanza, una delle tante gemme di cui è ricchissima la Germania, e, per la pagina di Orff, il Coro dei Bamberger Symphoniker. Sul podio il giovane Vassilis Christopoulos, direttore principale dell’Orchestra. Nato a Monaco da famiglia greca, studi musicali ad Atene e a Monaco, divide la sua attività tra Grecia e Germania. Decisamente un ottimo direttore che ha dato delle due pagine un’interpretazione equilibrata, senza mai cadere nella trappola di eccedere in effetti di dubbio gusto.

Daniel Schmutzhard, Hans Werner Bunz e Marisol Montalvo

Ne è sortita una delle migliori performance dei Carmina Burana, merito anche di tre solisti di canto eccezionali: il baritono Daniel Schmutzhard, il tenore Hans Werner Bunz (godibilissimo in Olim lacus colueram) e la sensualissima Marisol Montalvo (ineguagliabile in In trutina e in Dulcissime). Meritatissimo successo e richieste insistenti di bis, purtroppo non andate a buon fine: forse replicare O Fortuna dev’esser sembrato cosa scontata e tutto sommato superflua.

Marisol Montalvo

Zubin Mehta e la Israel Philharmonic a MITO Settembre Musica

settembre 15, 2011

Zubin Mehta e la Israel Philharmonic Orchestra nel 2006 (70° anniversario)

Entrambi settantacinquenni, la Israel Philharmonic e Zubin Mehta (suo direttore musicale a vita) formano un connubio musicale perfetto. Il loro primo incontro avvenne nel 1961, quando Mehta, giovanissimo, era agli inizi della sua folgorante carriera; nel 1968 divenne Music Advisor in quanto l’orchestra non prevedeva allora la carica di direttore musicale che appena istituita, nel 1977, fu immediatamente conferita al Direttore indiano e nel 1981 trasformata in nomina a vita. Sono stati spesso ospiti di Settembre Musica, che talvolta a Torino hanno inaugurato, e richiamano giustamente un folto pubblico. Dopo un concerto milanese dedicato alle  celebrazioni lisztmahleriane si sono concessi una vacanza ispanica a Torino con un programma di musiche popolari ispirate al folclore iberico. Tre brani tratti dai cinque che Enrique Arbós orchestrò dagli originali per piano di Iberia di Isaac Albéniz, il Capriccio Spagnolo op. 34 di Nikolai Rimskij-Korsakov, Ibéria da Images di Claude Debussy e l’immancabile Boléro di Maurice Ravel, garanzia di sold out come ben sanno i direttori artistici. Mehta e la IPO hanno messo in piena luce la brillantezza di queste pagine, propendendo per una interpretazione all’insegna della estroversione. Per programma e tipo di performance ricordava uno di quei concerti estivi open air che si producono in area austrotedesca, come quello della BPO alla Waldbühne o quello dei Wiener a Schönbrunn nei quali si suonano compilation con filo conduttore. Insomma mi sarei aspettato di concludere con Berliner Luft o Wiener Blut :-), invece…. La morte di Tebaldo da Romeo e Giulietta di Prokof’ev … , gentilmente annunciato da Mehta, che così ha evitato quel brusio di ma che cos’è che accompagna ogni volta i bis. Un concerto che forse sarebbe stato bene al Pala Olimpico?

Zubin Mehta

Musiche verdiane al Pala Olimpico per MITO Settembre Musica

settembre 14, 2011

Quando terminerà il 150enario dell’Unità di Italia sono certo che rimarrà un po’ a tutti nella mente  la colonna sonora verdiana che lo ha accompagnato, soprattutto i cori. Già alla Scala il Concerto di Natale aveva dato l’input e da allora è stato tutto un Va’ pensiero che ha percorso la penisola. Oltre ai cori, anche le sinfonie e i preludi dalle opere e, nei casi migliori, le opere integrali (in modo particolare l’irrinunciabile Nabucco). Be’ MITO Settembre Musica non poteva tirarsi indietro, soprattutto a Torino. Ecco che allora ha scelto lo spazio più idoneo: il Palasport Olimpico. Con il titolo risorgimentale di Viva Verdi! il Coro e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Roberto Abbado (M° del coro: Piero Monti) hanno proposto un’ampia scelta di sinfonie, preludi e cori da opere di Giuseppe Verdi.

Roberto Abbado

Non saprei fare una stima numerica del pubblico: almeno ottomila spettatori. Un rito da officiare, più che un concerto. Deve esser per questo che il pubblico del Pala Olimpico è stato più “corretto” che in altre manifestazioni analoghe. Nulla da eccepire, salvo una loggionata all’indirizzo del M° Abbado dopo la Sinfonia dal Nabucco, ma questo fa parte dello spettacolo lirico e alla Scala avviene di regola. Bellissime esecuzioni, raffinate e musicalissime, che avrebbero meritato ben altre condizioni d’ascolto. Grandi ovazioni e come bis… ovviamente il Va’ pensiero, che strategicamente non era stato inserito nel programma. Insomma W Verdi e soprattutto W l’Italia!