Archive for the ‘MUSICA CLASSICA’ Category

MADAMA BUTTERFLY al Teatro Regio di Torino

gennaio 15, 2019

mb

Mi stavo domandando quante volte ho visto Madama Butterfly: difficile rispondere. Ricordo molto bene la prima volta: fu in tv nel 1965 (fino ad allora la mia conoscenza era limitata all’ascolto): un’edizione al Teatro Nuovo di Torino con Antonietta Stella, Daniele Barioni, Anna Di Stasio diretta da Alberto Erede; poi la prima volta dal vivo: ancora il Nuovo di Torino nel 1970 con Raina Kabaivanska. Ne sono seguite numerose: negli ultimi 20 anni almeno sei volte dal vivo, non sto a enumerare le edizioni in video. Eppure l’emozione nel vedere e ascoltare quest’opera è sempre in me fortissima: dovrei essere ormai assuefatto, ma non è così: se l’ascoltassi tutti i giorni l’effetto forse non cambierebbe. Succede con i grandi capolavori e Madama Butterfly lo è. Se poi l’edizione è bella e riuscita come questa attualmente in scena al Regio di Torino l’effetto è assicurato. Lo spettacolo è quello prodotto dallo Sferisterio di Macerata nel 2009 con regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi (è visibile in DVD della CMajor): spettacolo “tradizionale” come usa dire oggi, nel senso che rispetta il tempo, il luogo e la narrazione del libretto senza avventurarsi in letture stravolgenti che in quest’opera rischiano di fallire (almeno a mio parere). Pizzi ha ottimo gusto e lo spettacolo è raffinato e bello da vedere. Non manca qualche “originalità” come la danza durante l’intermezzo raffigurante il sogno di Butterfly (la stessa idea comunque si trova nello spettacolo di Anthony Minghella al Met di New York anch’esso del 2009) o come il “colpo di grazia” dato da Suzuki a Butterfly nel suicidio finale (questo di grande effetto).

intermezzo

Intermezzo ©E.Piva

Questa Butterfly vede il ritorno di Daniel Oren sul podio del Regio di Torino, dove in un passato ormai remoto era quasi di casa. L’ultima volta fu, se non erro, nel 1997 con Nabucco poi nulla.

daniel_oren

Daniel Oren

Oren è un ottimo direttore d’opera, conosce bene l’esigenze dei cantanti, sa curare l’equilibrio buca/palcoscenico, non sovrasta mai le voci con “muri sonori” come fanno tanti suoi colleghi ricorrendo poi all’alibi dell’acustica. Lo è in questa Butterfly, eseguita meravigliosamente con i giusti tempi, la giusta sonorità, dosando benissimo gli effetti. È poi una partitura che conosce benissimo (ne esiste un video dall’Arena di Verona con la Cedolins e la regia di Zeffirelli, che secondo me è di riferimento, anche per la sua direzione) e lo dimostra ampiamente in questa performance al Regio.

10_butterfly

Coro a bocca chiusa © E.Piva

La recita cui ho assistito vedeva in scena il secondo cast. Karah Son , prevista in un primo momento per il primo (pare sia passata al secondo per indisposizione durante le prove) è Butterfly. Il soprano coreano è una delle Butterfly di riferimento di oggi. Totale la immedesimazione, sia scenica che vocale, nel personaggio. Aveva già cantato questo ruolo a Torino nel luglio 2016, nel Festival che si teneva in Piazza San Carlo in una versione ridotta che non ho ascoltato. A vederla e ascoltarla non si riesce a immaginare un’altra Butterfly, Karah Son è perfetta.

ks butterfly

Massimiliano Pisapia è Pinkerton. È forse il ruolo che il Tenore ha impersonato di più (anche al Regio lo aveva cantato nelle precedenti edizioni) al punto che sa rendere perfettamente, anche vocalmente, la superficialità e il vacuo cinismo del personaggio. Pinkerton non è un “amoroso”, è  uno squallido horny fucker che considera la sua donna un “giocattolo” (lo canta apertamente nel duetto) e come tale va trattato: Pisapia lo sa e ci riesce in pieno.

pisapia-angeletti-butterfly-macerata-1

Massimiliano Pisapia nel ruolo di Pinkerton nello stesso allestimento a Macerata (il soprano è R.Angeletti)

duetto

Fabio Maria Capitanucci è un eccellente Sharpless. Ottimo nel canto di conversazione, ben coadiuvato da Oren, rende benissimo il personaggio. Lo aveva cantato nell’incisione diretta da Pappano con la Gheorghiu e Kaufmann e conferma l’eccellenza dell’interpretazione.

insieme

Sofia Koberidze è un’ottima Suzuki. Spiace che il costume e il trucco non rendano giustizia alla bellezza del Mezzosoprano georgiano, che a Torino aveva già cantato nella Kat’a Kabanova e nel Didone ed Enea.

koberidze

Sofia Koberidze

ks esk

Merita una speciale menzione l’ottimo Goro di Luca Casalin, perfetto nel canto di conversazione. Validissimi tutti i comprimari, eccellente come sempre il Coro, istruito da Andrea Secchi.

Grande successo di pubblico, come testimonia il video degli applausi finali sopra riportato. Sala stracolma da tutto esaurito in una recita fuori abbonamento.

 

 

 

 

Annunci

“Simon Boccanegra” di Verdi (Firenze,2002) su Rai 5

gennaio 12, 2019

Basta, ormai mi rassegno m1510: quante volte ho scritto che la Rai dovrebbe trasmettere il Simon Boccanegra diretto da Abbado con la regia di Strehler che nel 1978 riprese e diffuse? Ho perso il conto. Niente!! t2625. Continua imperterrita a replicare l’edizione del Maggio Musicale Fiorentino del 2002 e non c’è omaggio o ricorrenza che tenga. Così sarà anche domani.

desktop6

Scene dall’opera

Per carità, bella edizione, ma non c’è paragone con l’altra. Tra l’altro è già stata trasmessa pochi mesi fa e credo che ormai la conoscano tutti. Rimando al post che a sua volta rimanda a un altro….:

https://musicofilia.wordpress.com/2018/06/03/simon-boccanegra-firenze2002-su-rai-5/

 

ROMEO E GIULIETTA di Prokof’ev (Milano,2017) su Rai 5

gennaio 10, 2019

locandina

Stasera in prima serata Rai 5 replicherà Romeo e Giulietta di Prokof’ev nella edizione andata in scena alla Scala nel gennaio 2017 e diffusa in diretta il 15 gennaio 2017 nei cinema e in lieve differita alle 21:15 in tv.

bolle copeland

Roberto Bolle e Misty Copeland © Brescia & Amisano

L’interesse principale è la presenza di Roberto Bolle nel ruolo di Romeo e di Misty Copeland nel ruolo di Giulietta.

copeland bolle

Misty Copeland e Roberto Bolle © Brescia & Amisano

La coreografia è quella di Kenneth MacMillan (ripresa con poche variazioni da Julie Lincoln): è un classico intramontabile e si rivede sempre con immenso piacere.

finale

Scena finale © Brescia & Amisano

Chi non l’avesse visto non lo perda, chi l’avesse già visto lo riveda: ne vale la pena. Rimando al post del 2017:

https://musicofilia.wordpress.com/2017/01/14/romeo-e-giulietta-di-prokofev-dalla-scala-di-milano-su-rai-5/

COSÌ FAN TUTTE di Mozart (Ferrara,2000) su Rai5

gennaio 5, 2019

abbado-

Rai 5 inizia domani con questa replica di Così fan tutte un omaggio a Claudio Abbado a cinque anni dalla morte. Si tratta della edizione rappresentata a Ferrara nel febbraio 2000, trasmessa nell’estate dello stesso anno da Rai2, replicata da Rai 5 nel giugno 2013 (in occasione degli 80 anni del Maestro) e nel gennaio 2014 in occasione della scomparsa. La regia è di Mario Martone. Cantano: Melanie Diener, Anna Caterina Antonacci, Daniela Mazzuccato, Nicola Ulivieri, Charles Workmann, Andrea Concetti.

cft1

Anna Caterina Antonacci e Melanie Diener nel I atto

Una recensione di Paolo Gallarati su La Stampa© del 10/2/2000:

Fedele al suo appuntamento ferrarese con l’opera lirica, Claudio Abbado ha diretto l’altra sera una brillantissima esecuzione di “Così fan tutte” che entra nel suo repertorio dopo quelle delle “Nozze di Figaro” e del “Don Giovanni”. Delle tre opere su testi di Da Ponte, “Così fan tutte” è la più ambigua e sfuggente: la vicenda dei due ufficiali napoletani che si travestono da nobili albanesi per mettere alla prova la fedeltà delle rispettive ragazze e conquistano l’uno la fidanzata dell’altro, non è solo una farsa. La musica di Mozart vi instaura un gioco sottilissimo tra menzogna e verità, tanto da rappresentare una condizione perenne dell’esistenza umana: scoprire il volto dietro la maschera, la verità dei sentimenti dietro l’esteriorità dei comportamenti.
Più che le intermittenze del cuore, l’esecuzione, rigorosamente integrale, di Claudio Abbado punta essenzialmente a sottolineare la vivacità della commedia organizzata dal filosofo Don Alfonso, con la complicità della servetta Despina, per dimostrare ai due ingenui giovanotti la tesi che “così fan tutte”. Il gioco scenico acquista così un mordente esplosivo. Basti sentire con quale chiarezza vengono cantati i recitativi, tanto che quasi nulla del testo di Da Ponte va perduto.
Dal canto suo, la meravigliosa Mahler Chamber Orchestra, dal suono piuttosto secco e nervoso, è tutto un fremito vibrante sottopelle, pazzo divertimento per la messinscena della burla che non è comicità gratuita bensì maliziosa trasgressione, eccitazione, prurito, gusto vorace per l’avventura. Siamo dunque nel Settecento sensista e materialista di Condillac e del Barone d’Holbach, più che in quello sentimentale di Rousseau, rappresentato dalla benevola tolleranza di Don Alfonso verso la “necessità del core”: ma la musica di Mozart sopporta benissimo anche questa visione che va d’accordo con la regia di Mario Martone, ricca di trovate ma un po’ debor dante nei movimenti degli attori che entrano in platea, saltano, si ruzzolano sul palco e sui due letti sempre presenti in scena insieme a sedie, poltrone, paraventi, specchi, comodini. Persino Don Alfonso, per attenersi a questa impostazione, deve ringiovanire: Martone non si preoccupa del fatto che nei “crini già grigi” del “vecchio filosofo” Da Ponte e Mozart ironizzino sulla saccenteria del “secolo filosofico”, mostrandone insieme la saggezza. Trasforma invece Don Alfonso in un ragazzo che contribuisce in modo essenziale alla vivacità, molto napoletana, dell’assieme ma perde di contrasto rispetto a Gugliemo e Ferrando. I quali dovrebbero essere irriconoscibili dalle due ragazze per quasi tutta la vicenda, e invece non si travestono, se non con due baffetti disegnati colla matita: non riesco a capire perché, in una regia così attenta agli effetti teatrali, Martone rinunci alla naturale efficacia comunicativa che possiede il gesto di mascherarsi in scena, e alla fine smascherarsi tra lo stupore generale.
Questo fatto non ha compromesso, comunque, la riuscita dello spettacolo, accolto con applausi grandiosi per Abbado, il regista e gli ottimi cantanti: Daniela Mazzucato, splendida Despina, Melanie Diener e Anna Caterina Antonacci che intrecciano voluttuosamente le voci di Dorabella e Fiordiligi, Nicola Ulivieri, brillante Guglielmo, Andrea Concetti, molto dinamico nella parte di Don Alfonso e Charles Workmann, tenore dalla voce non bellissima ma dotato di gusto e di stile.

cft2

Anna Caterina Antonacci “Smanie implacabili..”

E la recensione di Michelangelo Zurletti su La Repubblica©:

Fin dalle prime battute dell’Ouverture è chiaro che la lettura di Così fan tutte di Abbado è altra cosa rispetto alle solite letture, più o meno belle. Stacco di tempo vertiginoso, strappate violente, suono secco e duro: quell’Ouverture non introduce bellurie e non cerca equilibri, anzi li sconvolge, aspira alla folle journée annunciata dalle Nozze di Figaro: che si può realizzare molto meglio qui con soli sei personaggi e con un libretto straordinario, in un gioco travolgente e festoso di equivoci e paradossi, in una commedia pungente e divertente. Che sia poi anche un lavoro malinconico e perfino amaro lo scopriamo poi, intanto entriamo senza complimenti nel regno della commedia scanzonata.
Le nostre aspettative sono tutte sconvolte: la lettura è una rilettura radicale, scopre e evidenzia timbri che non abbiamo mai notato, contrappunti rimasti da sempre indistinti, riapre tutti i tagli (compresa la terza aria di Ferrando, dalla quale per la verità non traiamo grande giubilo), salva recitativi e arie con naturalezza, nel senso che i recitativi avvicinandosi alle arie assumono e anticipano di queste il ritmo e, nel cembalo, perfino il profilo melodico. Inoltre Abbado adopera il clavicembalo del basso continuo (il bravissimo Enrico Maria Cacciari in coppia col violoncellista Thomas Ruge) con garbo e continui ammicchi, e consente ai cantanti (come già nel “Don Giovanni” di Aix) fioriture gradevoli e stilisticamente appropriate. L’ascolto è un’esperienza: dopo questa edizione Così fan tutte sarà un’altra cosa.
Anche in scena è un’altra cosa. Mario Martone (con scene di Sergio Tramonti, costumi di Vera Marzot) fa qui quello che aveva fatto a Napoli: poche cose, scena fissa, lettini gemelli ma non identici onnipresenti, a dire che i giochi in ogni caso finiscono a letto, travestimenti appena accennati a significare che ciò che conta è ciò che si vuole, che si vede o non si vede ciò che si vuole o non si vuole vedere.
C’è sempre la passerella davanti all’orchestra e la piattaforma aggettante in modo che tutto vada verso il pubblico, favorendo al massimo la comunicazione del testo. C’è in più una vivacità di movimenti che si acuisce con l’impostazione del direttore: se ne avvantaggia la commedia. Movimenti che compongono e scompongono simmetrie in sincrono vivissimo con quelle mozartiane secondo un meccanismo di recitazione tanto oliato da apparire perfettamente naturale.
Di conseguenza è evidente che c’è stato un grandissimo lavoro sugli attori. Don Alfonso può permettersi finalmente di non essere affatto un vecchio ma di essere un altro giovane della combriccola, più agile degli altri, anzi, e per ribadire la sua giovinezza entra e esce dai palchi di proscenio con salti da acrobata. E come sono bravi questi giovani cantanti, come si divertono divertendo noi.
Sono molto bravi anche vocalmente. Se possiamo immaginare una voce più bella di quella dell’americano Charles Workman nel ruolo di Ferrando, è difficile trovarne una altrettanto musicale (la ripresa di “un’ aura amorosa”, grazie anche all’ impalpabile leggerezza di Abbado, è semplicemente magnifica). Stupenda nella sua vocalità germanica Melanie Diener come Fiordiligi, bravissima ancora una volta Anna Caterina Antonacci nel ruolo di Dorabella e travolgente come sempre Daniela Mazzucato come Despina. Nicola Ulivieri è un Guglielmo perfetto e Andrea Concetti un Alfonso di rara finezza. Non possiamo tacere del prezioso contributo della Mahler Chamber Orchestra e del Coro Ferrara Musica, ineccepibili.
Il pubblico è rimasto a lungo perplesso della novità della lettura e ha lasciato passare buona parte del primo atto senza reazioni (non ne ha avute neppure dopo lo stupendo quintetto) e poi ha preso ad applaudire dopo le arie un po’ per volta, ormai rassicurato sull’eccezionalità dell’impresa, per scatenarsi alla fine in un entusiastico applauso.

Concerti di Capodanno 2019: da Monaco a Vienna…

gennaio 3, 2019

Non ci sono più i concerti di Capodanno di una volta…s0403. Mi riferisco almeno a quelli offerti dalle reti tv. Poco più di dieci anni fa tra San Silvestro e primo dell’anno chi aveva la possibilità di collegarsi tramite antenna satellitare alle reti straniere, soprattutto tedesche e francesi, era in forte imbarazzo di scelta, adesso siamo invece quasi ai minimi sindacali s0729. Molto si è trasferito sul web, in linea con il diverso modo di fruizione in cui lo smartphone ormai regna sovrano assoluto. Comunque un viaggetto musicale televisivo sono riuscito a farlo.

  • Monaco di Baviera: Silvesterkonzert dell’Orchestra della Radio Bavarese diretto da Mariss Jansons con Lang Lang al piano, alla Herkulessal, trasmesso in diretta da Das Erste. Credo che sia il primo Silvesterkonzert della Orchestra della Radio Bavarese. Un bel concerto con un programma che voleva dare un panorama musicale di largo respiro. Da Leonard Bernstein a Debussy (due centenari…), da Elgar a Sibelius, da Dvorak a Ligeti.

    MJ1

    Mariss Jansons dirige il Silvesterkonzert a Monaco

Lang Lang ha eseguito l’Andante del Concerto KV467 di Mozart e l’Ode to the Yellow River di Xian.

Chi volesse vederlo può recuperarlo su:

https://www.daserste.de/unterhaltung/musik/musiksendungen-im-         ersten/videos/das-ard-silvesterkonzert-video-100.html

LL

Lang Lang al Silvesterkonzert di Monaco

  • Berlino: Silvesterkonzert dei Berliner Philharmoniker. Stavolta in differita su Arte. Daniel Barenboim nella doppia veste di solista e direttore. Mozart e Ravel in programma. Di Mozart il Conceto KV537, di Ravel la Rapsodie espsagnole, l’Alborada del gracioso, la Pavane e il Bolero. Anche in questo caso si può vedere il concerto in rete (fare in fretta!!!):
    https://www.arte.tv/fr/videos/085418-001-A/concert-de-la-saint-sylvestre-2018/
DB1

Daniel Barenboim solista e direttore a Berlino

  • Vienna: Oh! Sicuramente il più atteso: il Neujahrskonzert dei Wiener Philharmoniker diretto quest’anno da Christian Thielemann. I patrioti mi perdoneranno se ho seguito in diretta il concerto viennese sulla ZDF, lasciando quello nostrano dalla Fenice su Rai1 (che ho comunque seguito in differita). Sono quasi 60 anni che seguo in diretta il Concerto da Vienna e lo considero ormai un rito. Come ho brevemente già scritto, mi è piaciuto molto. Thielemann, che fino allo scorso anno dirigeva il Silvesterkonzert alla Semperoper di Dresda, possiede in sommo grado i segreti di questo repertorio, sa dare i tempi giusti, le giuste sonorità, conosce l’arte del rubato e sa quando ci vuole. Mi sembra però che non abbia suscitato grandi entusiasmi e mi dispiace.
CT1

Christian Thielemann dirige il Neujahrskonzert a Vienna

È raro ascoltare questi brani in interpretazioni di così alto livello. Niente gag, niente scherzetti, tutto procede in modo serio. Anche gli auguri sono molti sobri. Lo stile del Direttore è questo. Secondo me uno dei più bei concerti di Capodanno, almeno sotto il profilo musicale. Chi volesse rivederlo può farlo collegandosi a Rai Play: https://www.raiplay.it/video/2018/12/Concerto-di-Capodanno-Vienna-2019-41934617-9389-4d25-ae39-d8d0969e3b5a.html

CT2

Applausi finali

  • Venezia: eccoci al Concerto dalla Fenice che ha spodestato in casa Rai la diretta (che poi era parziale e spesso acefala) del Concerto viennese. Intanto è giunto alla sedicesima edizione. Anche quest’anno diretto da Myung-Whun Chung.
    Fenice4

    Chung fa gli auguri

    Poco da dire. Francesco Meli e Nadine Sierra hanno cantato le arie tratte da opere, il Coro della Fenice il rituale “Va’ pensiero…” e il tutto termina con “Libiamo…”. Anche in questo caso, si può rivedere: https://www.raiplay.it/video/2018/12/Concerto-di-Capodanno-La-Fenice-2019-4390702b-97ec-44ec-8032-cc022f2f4d11.html

    Desktop5

    Francesco Meli e Nadine Sierra al Concerto di Capodanno

    Che altro? Buon 2019 !!!