Archive for the ‘Opera in tv’ Category

AIDA, MADAMA BUTTERFLY, LA BOHEME: omaggio a Zeffirelli su RAI 5

giugno 18, 2019

Un più che doveroso omaggio al grande Regista stasera su Rai 5 con tre produzioni operistiche: Aida del 2006 alla Scala, Madama Butterfly del 2004 all’Arena di Verona, La Boheme del 2003 alla Scala. Sono ovviamente repliche:

https://musicofilia.wordpress.com/2010/09/01/aida-teatro-alla-scala-2006-su-raiuno/

https://musicofilia.wordpress.com/2013/02/16/madama-butterfly-arena-di-verona2004-su-rai-5/

https://musicofilia.wordpress.com/2014/12/20/la-boheme-di-puccini-milano2003-su-rai-5/

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LES CONTES D’HOFFMANN di Offenbach (Milano,1995)su Rai 5

giugno 15, 2019

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Il 20 giugno 2019 ricorre il 200esimo anniversario della nascita di Jacques Offenbach. Rai 5 domani lo ricorderà con la replica di Les contes d’Hoffmann andato in scena alla Scala nel 1995.

https://musicofilia.wordpress.com/2011/10/23/les-contes-dhoffmann-di-offenbach-scala2006-su-rai-5/

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I VESPRI SICILIANI di Verdi (Torino,2011) su Rai 5

giugno 1, 2019
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Scena dall’opera ©TRT/Ramella e Giannese

I Vespri Siciliani che andranno in onda domani, Festa della Repubblica, sono del 18 marzo 2011. Si festeggiavano i 150 anni dell’Unità di Italia e il Regio di Torino puntò su un titolo che sembra ivi destinato alle grandi occasioni (fu quest’opera a inaugurare il nuovo Teatro nel 1973) e lo fece con uno spettacolo di grande impatto affidandone la regia a Davide Livermore. Il Regista così si espresse: «nei Vespri, Verdi ci racconta la Sicilia del Duecento, ma pensa all’Italia dell’Ottocento, anzi di più. Pensa all’Italia tout court: di ieri, di oggi e forse anche di domani… Credo che sia il momento di raccogliere la sfida: Verdi riflette sul nostro Paese, sull’Unità, sulla necessità di fare gli italiani dopo aver fatto l’Italia. La sua non è una celebrazione, ma una riflessione. E quindi va portata nel nostro tempo, perché è al nostro tempo che parla». Nella lettura di Livermore, l’invasore che priva dell’unità e dell’identità nazionale non è lo straniero, ma il sistema dei media, la cattiva informazione; «le armi di “distrazione di massa” servono a realizzare quello che Pasolini aveva capito con una forza profetica, in enorme anticipo sui tempi: il fascismo culturale… la perdita dell’identità che lui temeva si sta verificando in maniera totale. Siamo invasi dalla menzogna, manipolati dalla comunicazione». (dal comunicato stampa del TRT).

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©TRT/Ramella e Giannese

Lo spettacolo ebbe un notevole successo, con consenso di pubblico e in larga parte di critica. A mio parere spettacoli così invecchiano in fretta e domani si potrà verificare.

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©TRT/Ramella e Giannese

Sul podio Gianandrea Noseda, nel cast Gregory Kunde, Maria Agresta, Franco Vassallo, Ildar Abdrazakov. La Agresta sostituì la prevista Sondra Radvanovsky, che cantò solo la prima recita e appare nelle foto di scena.

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©TRT/Ramella e Giannese

Lo spettacolo fu trasmesso in diretta da Rai Storia e credo sia alla prima replica. Qualche recensione:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-i-vespri-siciliani

http://www.gbopera.it/2011/04/torino-teatro-regioi-vespri-siciliani/

A suo tempo segnalai la diretta:

https://musicofilia.wordpress.com/2011/03/16/i-vespri-siciliani-dal-teatro-regio-di-torino-in-diretta-su-rai-storia/

Alcuni link non sono più attivi.

“I Puritani” di Bellini (Firenze,2015) su Rai 5

maggio 25, 2019
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Scena dall’opera ©P.Paolini

Domani Rai 5 replicherà I Puritani di Bellini andato in scena a Firenze nel Febbraio 2015 e trasmesso in differita allora:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/02/12/i-puritani-di-bellini-dallopera-di-firenze-su-rai-5/

LE NOZZE DI FIGARO di Mozart (Firenze,2003) su Rai 5

maggio 18, 2019

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Domani su Rai 5 andrà in onda un’edizione de Le nozze di Figaro di Mozart con la regia di Jonathan Miller e la direzione di Zubin Mehta andata in scena al Comunale di Firenze nell’autunno del 2003. L’allestimento era nato nel 1992 per il Maggio Musicale e rappresentato al Teatro La Pergola, spazio più idoneo all’opera in oggetto. Comunque Miller è riuscito ad adattare bene il suo spettacolo nel palcoscenico del Comunale. Miller ebbe l’intelligenza di non spostare in altra epoca l’opera: “No, non ci saranno sorprese. Non trasferirò Le Nozze di Figaro nei tempi moderni. Quest’ opera di Mozart offre la straordinaria possibilità di ricostruire la mentalità del XVIII secolo. Mi spiego meglio. Fino a metà del diciannovesimo secolo i compositori hanno ambientato le opere in due epoche: sceglievano l’ antichità, l’ epoca classica per l’ eroismo; la contemporaneità per la satira. La scelta del periodo quindi aveva una funzione semiotica. Soltanto con il Romanticismo compositori come Verdi cominciarono ad usare la storia per colorare, per creare ambienti esotici. Ma se ascolti la loro musica puoi anche non identificare il periodo in cui è ambientata l’ opera. Insomma generalmente c’ è una possibilità di trasposizione. Non accade con le nozze di Figaro che rendono possibile una visita in un giorno del diciottesimo secolo. In questo caso bisogna resistere alla tentazione di attuare dei cambiamenti. Anzi vanno evitati”. “Nelle Nozze vedo un giorno nella vita di una casa del diciottesimo secolo e per questo mi sento come obbligato a ricostruire la mentalità sociale di quel tempo”. “Ho letto molto attentamente le opere della scuola francese, di storici come Jacques Le Goff e Fernand Braudel, ho provato a pensare, a vedere dettagliatamente come era la vita quotidiana di quel periodo”. “Molta gente… ha letto le Nozze come un’ opera rivoluzionaria. Io non sono di quest’opinione. E’ il pensiero di quelli che definisco i marxisti dello show business. Vogliono fare apparire casa Almaviva come se fosse sull’orlo della Rivoluzione. Qualche anno dopo la prima rappresentazione c’ è stata la Rivoluzione, è vero. In realtà quelli che vivevano nel 1785 non sapevano che stava per arrivare. E’ quello che vorrei far vedere agli spettatori”. Per ciò che riguarda l’ambientazione: “Non ho scelto un luogo particolare. Siamo in una villa della campagna italiana di una zona indefinita. I protagonisti sono figure minori dell’ aristocrazia. Non siamo a Versailles. Per intendersi non siamo nel’ atmosfera incantata dei giardini di Watteau. Piuttosto ho guardato i dipinti di Jean Baptiste Siméon Chardin. E’ una casa dove tutto è molto informale. Altrimenti il giardiniere, come accade, non potrebbe entrare nella camera della Contessa. Addirittura senza essere annunciato. A mio giudizio in quest’ opera di Mozart si possono leggere le quattro stagioni della vita umana. Ci sono quattro coppie: Cherubino e Barbarina sono la gioventù, la primavera dell’ amore; Figaro e Susanna l’ inizio dell’ estate; il Conte e la Contessa l’ inizio dell’ autunno; Bartolo e Marcellina sono l’ inverno dell’ amore. E questo lo si può vedere, verificare nella realtà: un soprano durante la sua vita può interpretare tutti e quattro questi ruoli. Questa produzione è ricchissima di dettagli del comportamento umano”. (da un’intervista su La Repubblica ® del 6 giugno 1992). figaro_com_cio_gva

Lo spettacolo fu proposto anche al Regio di Torino nel 2004, quando Monicelli, in un primo tempo scritturato per la regia rinunciò (come fanno i “grandi”, e Monicelli lo era davvero): “Sono veramente dispiaciuto, ci ho meditato a lungo, le ho ascoltate e riascoltate, ci ho lavorato molto con lo scenografo Carlo Diappi, ma non c’è stato verso, Le nozze di Figaro non sono proprio fatte per me. È stata una scelta tormentata ma alla fine ho preferito ritirarmi dal progetto”. [Se facessero così tanti mediocri che invece ci propongono le loro stramberie!].

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È un’edizione che a me piace particolarmente e che metterei in cima alle mie preferenze insieme a quelle di Strehler, di McVicar, di Peter Hall. In questa rappresentazione fiorentina gli interpreti sono: Lucio Gallo, Giorgio Surian, Patrizia Ciofi, Eteri Gvazava, Marina Comparato, Eleonora Contucci, Eduardo Chama, Giovanna Donadini, Sergio Bertocchi, Carlo Bosi, Gianluca Ricci.