Archive for the ‘operetta’ Category

“Al Cavallino Bianco” (Rai,1974) su Rai 5

febbraio 18, 2017

Prosegue il ciclo dedicato all’operetta su Rai 5 con Al Cavallino Bianco, su libretto di Hans Müller-Einigen e Erik Charrell, le musiche sono accreditate a Ralph Benatzky, ma vi contribuirono anche Robert Stolz, Robert Gilbert e Bruno Granichstaedten. La prima assoluta ebbe luogo a Berlino nel 1930, la prima italiana a Bologna nel 1940. È tra le operette più famose e rappresentate.

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Ralph Benatzky

L’edizione che viene proposta fu prodotta dalla Rai nel 1974 e trasmessa in due serate a distanza di una settimana l’una dall’altra (il 30 novembre e il 7 dicembre 1974) a prova che le bizzarrie di palinsesto in casa Rai non sono una novità. C’è un cast di assoluto rilievo (per l’epoca) con Angela Luce, Tony Renis, Gianni Nazzaro, Gianrico Tedeschi, Mita Medici, Paolo Poli, Maurizio Micheli, Mario Pisu. La regia fu affidata a uno specialista assoluto del genere: Vito Molinari. Molinari aveva curato le produzioni di operette trasmesse dalla Rai già dagli anni 60 dello scorso secolo; in genere erano “riduzioni” televisive, in cui si sfrondavano soprattutto i dialoghi e si tagliava qualche numero musicale. Anche “Al Cavallino Bianco” fu prodotto e trasmesso nel settembre 1964 in questa forma (c’era anche allora Paolo Poli). Molinari curò anche però le regie di operette nei teatri: ebbi occasione di vedere “La vedova allegra” con la sua regia al PalaSport di Torino nel 1972, con Gianna Galli, Aldo Bottion, Carlo Campanini… dirigeva Rudolph Bibl (nome mitico dell’operetta, scomparso lo scorso 27 gennaio a 87 anni).

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Vito Molinari

A dirigere l’edizione in programma Cesare Gallino. In Italia Gallino fu forse il maggior direttore d’orchestra di operette.

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Cesare Gallino

Lavorò soprattutto in Rai e dirigendo l’Orchestra Cetra (nata nel 1933 per la casa discografica omonima) incise le selezioni di moltissime operette e fu un assoluto punto di riferimento per il genere. Le operette in forma “ridotta” prodotte e trasmesse in tv dalla Rai negli anni 60 godevano della sua supervisione e direzione d’orchestra.

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Tony Renis ne Al Cavallino Bianco

Insomma un po’ un’operazione nostalgia da non perdere. Domani su Rai 5.

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Ho dimenticato di citare Gino Landi, curatore delle coreografie.   È un documento di come si faceva tv nel 1974, quando ancora la Rai aveva il monopolio assoluto e poteva dedicare due prime serate all’operetta, producendo in proprio e scritturando nomi illustri del mondo dello spettacolo. Ho un po’ di nostalgia di quella televisione in cui si “parlava” meno, non si dedicavano serate a ogni frase detta dai politici… Tempi lontani…..

LA VEDOVA ALLEGRA di Lehár (Verona,1999) su Rai 5

febbraio 11, 2017
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Copertina della prima partitura piano e canto della Vedova Allegra

Domani su Rai 5 andrà in onda La vedova allegra di Franz Lehár in una edizione andata in scena all’Arena di Verona nel luglio 1999. Un’edizione che fece richiamo per la presenza in essa di Andrea Bocelli e Fabrizio Frizzi. Frizzi è nel ruolo del barone Mirko Zeta, Bocelli era stato annunciato in un primo tempo come protagonista, ma poi rinunciò (per motivi comprensibili) e nel secondo atto fa ingresso per cantare di seguito tre arie (La donna è mobile, Tu che mi hai preso il cuor, Libiamo nei lieti calici) che nulla hanno a che fare con l’operetta di Lehár (non si poteva d’altronde fare a meno della sua presenza annunciata da tempo). Era il momento magico di Bocelli che aveva venduto milioni copie di “Romanza”.

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Franz Lehár (al centro) tra Leo Stein e Victor Leon (librettisti della Vedova Allegra) nel 1905

Negli altri ruoli brilla Cecilia Gasdia come Hanna Glavari, Luca Canonici è Danilo, Aquiles Machado è Camillo, Federica Bragaglia è Valencienne, Paolo Barbacini il Visconte Cascada, Elio Pandolfi Njegus. Dirige Anton Guadagno. La regia è di Beni Montresor.

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Lehár con i primi interpreti della Vedova Allegra (Louis Treumann e Mizzi Günther)

Con questa Vedova Allegra Rai 5 inizierebbe un ciclo dedicato all’operetta: non so gli altri titoli. Ho usato il condizionale poiché la programmazione di Rai 5 soffre di estrema precarietà.

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Premesso che gli spettacoli dall’Arena di Verona perdono sempre nella tv, nonostante la buona regia televisiva stavolta affidata a Ugo Gregoretti, nel complesso uno spettacolo godibile con belle coreografie. Devo precisare che la parte di Njegus non era affidata a Elio Pandolfi in questa rappresentazione, al contrario di quanto avevo scritto.