Archive for the ‘Orchestra Sinfonica Rai’ Category

LES PÊCHEURS DE PERLES di Bizet (Rai OSN, 2015) su Rai 5

marzo 30, 2019

Domani andrà in onda la replica de Les Pêcheurs de perles di Bizet eseguita nel marzo 2015 all’Auditorium Toscanini nel corso della Stagione della OSN Rai. Fu una delle migliori serate degli ultimi anni della OSN Rai e val la pena di rivederla e riascoltarla. Ne scrissi a suo tempo:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/03/13/les-pecheurs-de-perles-di-bizet-alla-osn-rai/

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Robert Trevino e Dorothea Röschmann alla OSN Rai

gennaio 19, 2019

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Quest’anno ricorre il 70° anniversario della morte di Richard Strauss. Molto opportunamente quindi la OSN Rai apre il 2019 con un concerto straussiano. I Vier letzte Lieder op.50 e Eine Alpensinfonie op. 64. L’ultima composizione in assoluto e l’ultimo dei poemi sinfonici. Per pura coincidenza, credo, il programma è identico a quello di un concerto diretto dal compianto Frank Shipway del 1991 con l’Orchestra della Rai di Torino .

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Stavolta un doppio debutto: Dorothea Röschmann e Robert Trevino. Per la Röschmann è debutto alla OSN, poiché a Torino aveva già cantato nella IV di Mahler al Lingotto con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Harding nel 2004 (a mia memoria, non escludo altre sue performance che ho dimenticato). Invece per Robert Trevino è debutto anche a Torino.

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Dorothea Röschmann nei Vier letze Lieder alla OSN Rai

Le due composizioni sono collegate dalla presenza della natura come metafora della vita, che volge al termine nei Lieder, come svolgersi del percorso umano dalla nascita alla morte nella Alpensinfonie.

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Applausi alla Röschmann

I Vier letzte Lieder, ultima composizione di Strauss, eseguita postuma nel 1950 a Londra da Furtwängler e da Kirsten Flagstad, hanno trovato nella Röschmann un’interprete sensibile e partecipe, ben coadiuvata dall’Orchestra e dal Direttore.

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Robert Trevino

Robert Trevino (o meglio Treviño) è un giovanissimo direttore texano (35 anni) che sta affermandosi a livello mondiale. Ha affrontato la monumentale e mastodontica partitura straussiana, banco di prova per orchestre e direttori, con estremo rigore. Ha evitato facili effetti da colonna sonora cinematografica mantenendo sempre l’orchestra su dinamiche molto controllate. Il pubblico ha applaudito calorosamente Direttore e Orchestra al termine del lungo e faticoso “percorso montano”.

applausi finali

Applausi finali

(le foto del concerto sono di M.Vernetti)

 

 

Concerto di Natale dal Senato su Rai 1

dicembre 16, 2018
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Prove del Concerto ©A.de Leonardis

Oggi alle 12:20 su Rai 1 andrà in onda in diretta il Concerto di Natale dall’Aula del Senato. L’OSN Rai sarà diretta da Fabio Luisi. Il programma comprende alcune ouverture rossiniane, l’Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, il mottetto Exultate jubilate di Mozart e l’Ave Maria dall’Otello di Verdi. Solista Ekaterina Bakanova.

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Ekaterina Bakanova

 

50 anni di abbonamento alla Orchestra Rai

dicembre 13, 2018
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La sala dell’Auditorium Rai a Torino adesso (il primo signore a dx con un po’ di tigna sono io) © MITO

Un anniversario tutto personale di cui forse importerà poco a chi mi legge. Il 13 dicembre 1968 partì il mio primo abbonamento alla Stagione della Orchestra Sinfonica di Torino della Rai (l’antenata della attuale OSN Rai). Sono trascorsi 50 anni!!! Ero già stato all’Auditorium, ma dalla Stagione 1968/69 iniziai a sottoscrivere l’abbonamento. Era un abbonamento studenti di galleria e costò lire 2000 (duemila) per tutta la stagione. Non sto a descrivere l’emozione: era tanta, solo a leggere i nomi degli interpreti mi sembrava di sognare. Lo scrivo senza esagerare. Il primo concerto vedeva sul podio il caro Mario Rossi (allora direttore stabile della Orchestra) e niente meno che Maurizio Pollini, solista, nella seconda parte, del Concerto di Schumann. Nella prima parte fu eseguita la Rosamunda di Schubert con Luisella Ciaffi voce solista e il Coro istruito dal grande Ruggero Maghini. Ecco il programma di sala:

Programma

Voglio anche riportare l’articolo de La Stampa sul Concerto: allora erano pubblicati il giorno successivo al concerto.

Articolo

Nella cronaca in corsivo si cita “qualche svelto maglione in galleria”: era il mio; portavo la “dolce vita” e in platea non mi avrebbero assolutamente accettato, in galleria ero “tollerato”… Altri tempi.

Sono ancora abbonato alla Stagione della Orchestra Rai: sicuramente meno emozionato d’allora, però sempre fedele.

Ottavio Dantone dirige Haydn, Mozart e Schumann alla OSN Rai

dicembre 8, 2018

Siamo soliti associare il nome di Ottavio Dantone alla musica antica di cui è grande interprete, come clavicembalista e come direttore d’orchestra, meno al repertorio sinfonico, soprattutto romantico. Dantone è un instancabile studioso della prassi esecutiva, indipendentemente dal periodo. A dimostrazione ha presentato e diretto alla Rai un programma che parte dall’Haydn del 1761 (la Sinfonia Hob.I n.6 Le matin) e passando dal Mozart del 1786 (la Sinfonia KV 504 Praga) giunge allo Schumann del 1850 (la Sinfonia n.3 Renana).

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Ottavio Dantone sul podio della OSN Rai

La Sinfonia Hob.I n.6 mostra ancora legami con il “concerto grosso”, sia per la presenza del basso continuo sia per il ruolo concertante di alcuni strumenti (violino, violoncello, fagotto, contrabbasso) sebbene assorbito ormai in una struttura musicale nuova.

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Le altre due sinfonie in programma mostrano un Mozart già sinfonista maturo e uno Schumann cui la forma-sonata comincia a stare “un po’ stretta”. Insomma è un breve percorso nella evoluzione di un genere. Dantone in questo caso non ricorre agli strumenti originali: “la musica può essere fatta con qualsiasi strumento, basta riuscire a ragionarci bene e a tirar fuori il linguaggio più coerente ed emozionante. Negli ultimi decenni sono stati condotti studi molto accurati in questo senso; io stesso per vent’anni ho approfondito la retorica, la teoria degli affetti, il rapporto tra parola e musica, l’individuazione e la ricostruzione attraverso il linguaggio musicale di una coerenza di significati e di espressività.” (intervista a Sistema Musica).

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In questi casi l’interesse per l’aspetto esecutivo rischia di prevalere su quello interpretativo. Il pezzo più riuscito, secondo me, è stata la Sinfonia di Haydn, forse più consona a Dantone.

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Dantone al basso continuo dirige Haydn

Le altre due sono state caratterizzate da una dinamica leggermente spinta verso l’alto (prevalenza di timpano e trombe nella KV 504) e da tempi alquanto stretti (al punto che alle 22:05 era tutto finito, intervallo compreso). Mi ha sorpreso il fatto che in tanto scrupolo filologico l’orchestra fosse sempre schierata secondo l’uso della OSN (con le viole opposte ai violini) e non secondo l’uso classico che oppone i violini primi ai secondi: boh…

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Applausi finali

Applausi calorosi a Direttore e Orchestra.

(foto di M.Vernetti)