Archive for the ‘Stagione 2016/2017 OSN RAI’ Category

Emmanuel Ceysson alla OSN Rai. Dirige Eiji Oue.

marzo 11, 2017

Il 32enne Emmanuel Ceysson è uno degli arpisti più affermati del momento. In auge da più di un decennio si è esibito nelle principali istituzioni musicali del mondo. Giunge alla Stagione della OSN proponendo il Concerto op.25 di Alberto Ginastera. Un concerto che fu eseguito in Rai nel 1968 dal mitico Nicanor Zabaleta che tre anni prima lo aveva tenuto a battesimo a Philadelphia.

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Emmanuel Ceysson nel Concerto di Ginastera alla Rai ©Più Luce

Si tratta di una pagina di grande fascino che Ceysson ha eseguito in modo esemplare riscuotendo un notevole successo.

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Ceysson esegue la cadenza del secondo movimento del Concerto di Ginastera ©Più Luce

Sul podio Eiji Oue, che avevamo già apprezzato un paio di stagioni fa. Ha iniziato il programma con l’Ouverture da Candide di Bernstein. Nella seconda parte ha proposto Verklärte Nacht di Arnold Schönberg, nella versione per orchestra d’archi. Oue deve amare molto questa pagine di cui ha dato una intensa e vibrante interpretazione.

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Esecuzione di Verklärte Nacht ©Più Luce

Poiché questi ultimi concerti terminano nel nome di Ravel (la volta scorsa il Bolero, la prossima La Valse) la serata si è conclusa con la seconda suite da Daphnis et Chloé. Oue riesce a rendere trasparente l’orchestra e a mettere in perfetto equilibrio tutti i piani sonori e a valorizzare la compagine sia negli interventi solistici che nell’insieme.

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Eiji Oue ©Più Luce

Ottimo successo. Pubblico un po’ scarso (giovedì), nonostante la presenza di alcuni fan di Ceysson.

David Garrett alla OSN Rai con Ryan McAdams sul podio.

marzo 3, 2017
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David Garrett da foto ©T.Sabo

Dopo due anni torna David Garrett alla OSN Rai: concerti attesi da tempo da tutti i fan, biglietti esauriti da mesi, code interminabili alla biglietteria, irriducibili all’ingresso che richiedevano qualche biglietto avanzato…. insomma tutto secondo le previsioni, tanto più che si è voluto un po’ “strafare” poiché in programma c’erano il Concerto op. 35 di Ciaikovskij, che anche grazie al film Il concerto di Mihaileanu è diventato popolarissimo, e nientemeno che il Bolero di Ravel, che da solo fa sempre il sold out. La serata inizia con l’Ouverture dal Don Giovanni di Mozart, brano introduttivo di breve durata tanto per consentire ai ritardatari di prender posto. Sul podio il giovanissimo Ryan McAdams, già conosciuto dal pubblico della OSN.

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Ryan McAdams ©Più Luce

Poi si attende Garrett, che si fa un po’ aspettare, da divo qual è. Arriva tra le ovazioni del pubblico, soprattutto giovanile. E via col Concerto… Il Concerto di Ciaikovskij fu considerato dai contemporanei ineseguibile, ma tale non è certamente per un virtuoso come Garrett, che tutto sommato si mantiene abbastanza nei ranghi e non ne approfitta per una performance spettacolare; insomma Garrett, lo avevo notato anche in Brahms la volta scorsa, quando affronta i classici lo fa in modo pacato, senza esibizionismi fuori luogo.

https://musicofilia.wordpress.com/2015/03/06/david-garrett-alla-sinfonica-rai-dirige-tomas-netopil/

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David Garrett alla OSN Rai ©Più Luce

Applausi già dopo il primo movimento, secondo un costume che comincia a prender piede anche nelle sale più blasonate, ovazioni al termine. Garrett e McAdams rispondono riproponendo come bis la Csárdás di Vittorio Monti, eseguita due sere prima nel Concerto di Carnevale. Il pubblico insiste e facendosi attendere Garrett esegue un brano per violino solo a velocità supersonica . Ancora applausi, il pubblico insiste, l’Orchestra attende seduta, ma Garrett non torna più neanche a ringraziare al punto che dopo un po’ gli orchestrali si alzano e vanno via… Boh… Devo dire che colleghi più anziani e altrettanto bravi si comportano diversamente. Forse “gli scappava”?

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David Garrett © Più Luce

La seconda parte della serata inizia con la Sinfonia in tre movimenti di Stravinskij, che sembrava un po’ un’intrusa piazzata lì tra Garrett e il Bolero. Quindi l’atteso Bolero che l’OSN esegue dalla sua nascita e che suscita sempre entusiasmi a non finire. Anche stavolta naturalmente.

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©Più Luce

Niente ripresa tv, in compenso è stato ripreso il Concerto di Carnevale, sempre con Garrett, e sarà trasmesso in data da stabilirsi.

Christian Arming dirige Mendelssohn alla OSN Rai

febbraio 25, 2017

È il 170° anniversario della morte di Felix e di Fanny Mendelssohn, fratello e sorella accomunati dalla breve vita e dall’anno di morte (1847), nonché dalla passione per la musica.

Felix Mendelssohn With His Sister

Fanny e Felix Mndelssohn

Bene ha fatto la OSN Rai a ricordarli entrambi in un concerto affidato alla direzione di Christian Arming, direttore viennese spesso ospite della Compagine.

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Christian Arming sul podio della OSN Rai © Più Luce

Di Fanny Mendelssohn è stato eseguito “Meine Seele is stille”, un canto di lode al Signore composto in ringraziamento al compimento del primo anno di vita del figlio partorito dopo una gravidanza travagliata. È una breve cantata per soli, coro e orchestra in cui sono più che evidenti le reminiscenze bachiane. Soliste sono state Bernarda Bobro e Anna Lucia Nardi, affiancate dal Coro Maghini, istruito da Claudio Chiavazza.

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Esecuzione di “Meine Seele is stille” ©Più Luce

Sono seguiti nella prima parte del concerto due brevi brani luterani di Felix Mendelssohn: “Verleih uns Frieden” per coro e orchestra e “Hör’ mein Bitten, Herr” per soprano coro e orchestra.

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L’OSN e il Coro Maghini in “Verleih uns Frieden” ©Più Luce

Sono pagine di intensa bellezza che meritano una maggiore diffusione, slegata magari dalle ipotizzabili celebrazioni dei 500 anni della Riforma.

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Il Coro Maghini ©Più Luce

Nella seconda parte della serata l’Ouverture op.21 e le Musiche di scena op.61 per Il Sogno di una notte di mezza estate. Capolavoro indiscusso che non ha bisogno di alcuna presentazione. Soliste: Bernarda Bobro e Karin Selva affiancate dal Coro Maghini.

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Karin Selva e Bernarda Bobro nel Lied del Sogno ©Più Luce

Ottima l’esecuzione che è stata a lungo applaudita al termine della serata.

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Applausi finali ©Più Luce

 

Beatrice Rana e Lahav Shani: due giovanissimi alla OSN Rai.

gennaio 27, 2017

51 anni in due: 24 compiuti domenica scorsa lei, 27 lui. Giovanissimi di età, più che maturi artisticamente. Beatrice Rana è ormai ospite abituale delle istituzioni musicali torinesi, da quando fu “scoperta” supplendo in extremis una defezionaria e famosa collega pluribidonista in un programma quanto mai impegnativo. Fu subito un successo e nessuno rimpianse la “titolare” (che per una singolare coincidenza domenica prossima dovrebbe esibirsi in duo con Kavakos per l’Unione Musicale). Unisce a una tecnica mostruosa, che le consente di affrontare con estrema facilità anche pagine di virtuosismo trascendentale, una sensibilità interpretativa che nobilita e fa rivivere anche pagine usurate da ascolti frequenti. Così è stato ieri sera per il Primo Concerto op.23 di Ciaikovskij. Uno dei concerti più famosi e conosciuti dell’intera letteratura pianistica. Forse merito dei media che lo hanno reso popolare anche presso il grande pubblico. Ad es. il celebre incipit fu nei titoli di testa di uno dei primi sceneggiati Rai (Umiliati e offesi) nel 1958. La popolarità venne poi agli inizi degli anni 70 con il film The music lovers (in Italia: L’altra faccia dell’amore) di Ken Russel, che largo spazio diede al Concerto.

Beatrice Rana non si adagia nella popolarità del brano in una performance brillante di routine, ma ne sviscera aspetti quasi inediti, esaltando momenti di intimo lirismo e rivelando la grandezza di una musica troppo spesso ingiustamente sottovalutata. Una vera e propria scommessa, ma vinta in pieno.

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Beatrice Rana interpreta Ciaikovskij alla OSN Rai ©Più Luce

Tutto questo è stato possibile grazie a una perfetta intesa col direttore Lahav Shani: raramente capita di verificare un sì perfetto connubio.

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Beatrice Rana e Lahav Shani al termine del Concerto ©Più Luce

Sono circa 50 anni che frequento abitualmente le sale da concerto e non so quante volte ho ascoltato dal vivo il Primo di Ciaikovskij: senza esagerazioni credo che questa sia la esecuzione più bella e riuscita in assoluto e penso che complimento migliore non possa fare ai due giovanissimi fuoriclasse.

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Il Primo di Ciaikovskij ©Più Luce

La vera “sorpresa” della serata è stata Lahav Shani, la cui carriera è iniziata da poco, ma dimostra un talento e una maturità artistica rara persino in colleghi in auge da lungo tempo. Lo avevo ascoltato in alcuni video Youtube e ne avevo già avuto un’ottima impressione, confermata in pieno dal vivo.

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Lahav Shani sul podio della OSN Rai ©Più Luce

Nella seconda parte della serata ha diretto la Quinta Sinfonia op.47 di Shostakovich, forse la più conosciuta ed eseguita delle sinfonie dell’Autore sovietico. Come nel Concerto di Ciaikovskij anche in questa pagina Lahav Shani è riuscito a mettere in evidenza momenti cruciali, soprattutto nell’intenso Largo, interpretato con una intimità lacerante ottenendo dall’Orchestra sonorità soffuse. Incredibile la vasta gamma dinamica ottenuta dalla Compagine che ha risposto in modo superlativo.

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Lahav Shani dirige Shostakovich ©Più Luce

Se a 27 anni ha una tale eccellenza tecnica, che cosa sarà tra alcuni anni? La Rotterdam Philharmonic non ha perso tempo e lo ha già nominato direttore principale dalla stagione 2018/19, i Wiener Symphoniker direttore ospite dalla prossima… Il Direttore Artistico della OSN era visibilmente soddisfatto dell’esito del Concerto, tale soddisfazione fa sperare in prossimi appuntamenti con Lahav Shani? o, come al solito, staremo a guardare gli altri che ce lo “scippano”? chissà….

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Applausi finali ©Più Luce

Pubblico (e Orchestra) in visibilio: Lahav Shani lo merita e speriamo di rivederlo presto e spesso.

Karl-Heinz Steffens e Herbert Schuch alla OSN Rai

gennaio 20, 2017

Doppio debutto alla OSN Rai: Karl-Heinz Steffens ed Herbert Schuch. Il primo si è dedicato da un po’ di anni alla direzione d’orchestra riscuotendo notevolissimi consensi, dopo una prestigiosa attività di clarinettista presso i Berliner Philharmoniker.

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Karl-Heinz Steffens sul podio della OSN ©Più Luce

Il secondo è uno dei pianisti più accreditati della giovane generazione. Debutto in Rai, ma a Torino entrambi avevano avuto modo di farsi conoscere ed applaudire. Steffens aveva diretto nel marzo dello scorso anno un concerto wagneriano al Teatro Regio, Schuch aveva tenuto un recital per l’Unione Musicale ad Alba nell’aprile del 2014 eseguendo sonate di Beethoven e Schubert, due autori che predilige. Stavolta Schuch ha proposto l’esecuzione del Terzo Concerto di Beethoven, pagina che gli ha fruttato un ECHO Klassik per la registrazione con la WDR Orchester.

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Herbert Schuch interpreta il Terzo Concerto di Beethoven alla Rai © Più Luce

Pagina che padroneggia e in cui mette in luce la sua intelligenza e sensibilità espressiva dimostrandosi un pianista maturo, nonostante la sua giovane età.

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Un momento del Concerto © Più Luce

Nella seconda parte della serata Karl-Heinz Steffens ha diretto la Settima Sinfonia di Bruckner. Proprio a Bruckner in questo momento sta dedicando gran parte della sua attività di direttore con l’Orchestra di Ludwigshafen. La Settima è la sinfonia più conosciuta e amata, forse la più riuscita. Ebbe un momento di diffusione grazie al cinema: Visconti la inserì nel film Senso.

(mi scuso per il doppiaggio inglese di un film italiano, ma il “convento” passa questo)

Steffens ne ha dato una bellissima interpretazione con una Orchestra perfetta in tutti settori.

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Steffens dirige Bruckner ©Più Luce

Esecuzione coronata da applausi da parte di un pubblico non particolarmente numeroso: influenza o la solita brucknerfobia che affligge ancora il pubblico torinese da tempo immemore? Stasera si replica.

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Come mi hanno fatto notare, Herbert Schuch non è al suo debutto presso la OSN, avendo già eseguito il Concerto di Ullmann il 28 maggio 2005. Mi scuso per l’errore.