Archive for the ‘Stagione 2018/19 OSN Rai’ Category

Concerto Malofeev – Valcuha su Rai 5

dicembre 12, 2019

Stasera su Rai 5 andrà in onda un concerto della trascorsa Stagione della OSN Rai eseguito il 22 marzo 2019 all’Auditorium Toscanini di Torino con il giovanissimo Alexander Malofeev al pianoforte e Juraj Valčuha sul podio. In programma il celeberrimo Concerto n.1 op.23 di Ciaikovskij.

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Alexander Malofeev esegue Ciaikovski ©Più Luce

Malofeev era al suo secondo appuntamento con la OSN, nella precedente esibizione aveva eseguito la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov.

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Successo al termine del Concerto ©Più Luce

Valčuha aveva aperto la serata con Othello op.93 di Dvorak. L’ouverture fa parte del Trittico Natura, vita e amore che a mio parere andrebbe eseguito integralmente (avviene di rado, alla OSN una sola volta con Gerd Albrecht sul podio). Delle tre ouverture Karnaval è la più nota, Othello è la meno eseguita. La scelta di Valčuha ha dato modo di riascoltarla, anche se solo nell’integrale si possono cogliere pienamente i significati della pagina.

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Valčuha dirige la OSN ©Più Luce

A chiusura le Danze Sinfoniche op.45 di Rachmaninov, ultima composizione sinfonica dell’Autore, una sorta di “quarta sinfonia” in cui torna il tema del Dies Irae che è un po’ una costante delle composizioni dell’Autore. Valčuha ama particolarmente questa pagina che aveva già diretto nel 2009 prima di divenire direttore principale dell’Orchestra e dà anche stavolta una notevole interpretazione.

 

Concerto Luisi – Znaider su Rai 5

ottobre 24, 2019

Stasera su Rai 5 andrà in onda un concerto della scorsa Stagione della OSN Rai che vede sul podio Fabio Luisi e solista Nikolaj Znaider. Il principale interesse è nella esecuzione del Concerto in si minore op.61 per violino e orchestra di Edward Elgar, composizione di non frequente ascolto. Alla Rai di Torino, salvo errori, se ne ricordano due esecuzioni: una del 1967 con Bronislaw Gimpel al violino e una del 2001 con Alessandro Milani (spalla dell’Orchestra) al violino e il compianto Jeffrey Tate sul podio. Si tratta di una composizione di generose dimensioni (oltre 50 minuti) che mette a dura prova solisti e, forse, anche ascoltatori.

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Nikolaj Znaider e Fabio Luisi nel Concerto di Elgar © Più Luce

In questa esecuzione Znaider suona il Guarneri che Fritz Kreisler imbracciò a Londra nel 1910 alla prima assoluta.

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Fabio Luisi sul podio della OSN © Più Luce

Nella seconda parte la Settima Sinfonia di Beethoven, che Luisi predilige e che dopo il monumentale concerto di Elgar fa sicuramente da toccasana.

 

Alpesh Chauhan e Mario Brunello chiudono la Stagione OSN Rai

maggio 26, 2019
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Alpesh Chauhan ©Più Luce

Direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini dal 2017 e fino al prossimo anno, il 29enne Alpesh Chauhan debutta sul podio della OSN Rai. Di origini indiane è nato a Birmingham, dove si è formato musicalmente, è stato primo violoncello nella CBSO Youth Orchestra, quindi ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra collaborando con orchestre di importanza internazionale. Mario Brunello è invece una presenza costante a Torino sia nelle Stagioni Rai, sia nei concerti dell’Unione Musicale e il pubblico torinese ha un particolare affetto per lui accorrendo numeroso alle sue performance.

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Mario Brunello suona Dvorak ©Più Luce

Programma di grande appeal: il Concerto op.104 di Dvorak e la Quinta Sinfonia di Shostakovich. Il concerto di Dvorak aveva chiuso la Stagione appena due anni fa con Misha Maisky e la Quinta di Shostakovich l’avevamo ascoltata due anni fa diretta da Lahav Shani, un altro direttore emergente. La risentiremo prestissimo: il primo concerto della futura stagione ad ottobre l’ha in programma…. Repetita iuvant? Boh… Comunque è il motto delle attuali stagioni della OSN Rai: cambiano per fortuna gli interpreti.

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Brunello nel Concerto di Dvorak ©Più Luce

Va detto che i concerti per violoncello e orchestra non sono molti e che quello di Dvorak è uno dei più belli e riusciti (Brunello lo aveva eseguito a Torino al Regio nel 2016). È sempre un piacere riascoltarlo soprattutto da un interprete come Mario Brunello. Il pubblico lo applaude e festeggia come merita.

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Applausi a Mario Brunello ©Più Luce

Chauhan dirige una bella esecuzione della Quinta di Shostakovich, forse la più conosciuta ed eseguita delle Sinfonie dell’Autore (alla Rai poi….).

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Chauhan dirige Shostakovich ©Più Luce

Spero di rivederlo presto sul podio della OSN Rai. Il Concerto è stato ripreso da Rai Cultura e sarà trasmesso il 25 luglio su Rai 5: lo scrivo perché quella che dovrebbe essere una regola (la ripresa tv dei concerti della Stagione Rai) è invece un’eccezione.

 

Pittura e musica nel concerto OSN Rai. Sul podio James Conlon.

maggio 18, 2019

Il penultimo concerto della corrente Stagione della OSN Rai ha avuto come filo conduttore l’emozione suscitata da opere pittoriche nella composizione di pagine musicali. Il primo nome che mi viene in mente è Franz Liszt che già nel secondo libro degli Années de pèlerinages si era ispirato in un brano a Lo sposalizio della Vergine di Raffaello; sempre Liszt nella Totentanz si ispirò ai dipinti del Camposanto di Pisa (Il trionfo della morte); ancora Liszt nel poema sinfonico Hunnenschlacht si ipirò a un dipinto di Kaulbach. Anche Rachmaninov si ispirò a un dipinto di Böcklin per l’Isola dei morti. Così fecero Respighi nel Trittico Botticelliano, Martinů ne Gli affreschi di Piero della Francesca, Musorgskij ne i Quadri di una esposizione: i tre brani proposti da James Conlon nel Concerto.

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James Conlon dirige il Trittico Botticelliano ©Più Luce

Orchestra in grande spolvero, con esiti superlativi soprattutto nei Quadri musorskraveliani.

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L’OSN ne I quadri di una esposizione ©Più Luce

Applausi calorosi da parte del pubblico, non particolarmente numeroso.

 

Arcadi Volodos e Christoph Eschenbach alla Stagione OSN Rai

febbraio 8, 2019

Doppio ritorno di due grandi interpreti nel nono concerto della Stagione della OSN Rai. Arcadi Volodos è uno dei maggiori pianisti d’oggi. Considerato da alcuni il “moderno Horowitz” per il suo virtuosismo trascendentale, unisce a questa sua eccelsa abilità tecnica una poesia interpretativa che lo rende a mio avviso unico. Ne è stato esempio preclaro l’Intermezzo n.6 op.118 di Brahms eseguito come bis. Quasi impossibile ascoltare di meglio. In programma il Terzo Concerto op.37 di Beethoven. L’intenso lirismo del secondo movimento è stato reso mirabilmente così come il virtuosismo del Rondò finale.

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Arcadi Volodos nel Terzo di beethoven

Sul podio Christoph Eschenbach, un mito vivente che da grandissimo pianista è divenuto uno dei più acclamati direttori d’orchestra d’oggi. Per una strana coincidenza fu proprio solista del Terzo Concerto beethoveniano nella sua prima apparizione alla Rai di Torino nell’ormai lontano 1971, dirigeva Vittorio Gui. Concerto che ricordo ancora nonostante siano passati molti anni. Voglio allegare la recensione di Massimo Mila su La Stampa:

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Applausi a Volodos ed Eschenbach

Volodos agli insistenti e calorosi applausi ha concesso ben tre bis: oltre l’Intermezzo op.118 n.6 citato prima, un brano di Mompou “Jeunes filles au jardin” e il brevissimo, telegrafico Prelude op.2 n.2 di Scriabin per concludere.

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Christoph Eschenbach

Il Concerto beethoveniano è stato racchiuso tra due pagine di Dvořák: l’Ouverture Karnaval e l’Ottava Sinfonia op.88. L’ouverture fa parte del trittico Natura, vita e amore, che a mio modestissimo parere andrebbe eseguito per intero, ma di prassi non avviene così (alla OSN avvenne solo una volta, da segnare sugli annali). Karnaval è la più eseguita e famosa. Eschenbach ne ha dato una interpretazione brillante e travolgente.

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Eschenbach dirige Dvořák

Nei miei primi approcci con Dvořák la numerazione delle sue sinfonie non comprendeva le prime quattro. Insomma l’Ottava era la Quarta. Poi nel corso degli anni 60 del secolo scorso si iniziò a comprenderle, a inciderle (Kertesz, Rowicki, Kubelik), a eseguirle. Be’ alla Rai di Torino hanno cambiato la numerazione, ma di eseguire le prime quattro non se ne parla (fu eseguita “pionieristicamente” la Seconda nel 1965, la Prima, la Terza e la Quarta mai, a quanto mi consta). Avevo sperato in Conlon, che di Dvořák è un cultore, ma mi sembra che i suoi interessi siano tanti, al punto che se dovesse portarli tutti a termine il suo incarico dovrebbe durare un quarto di secolo almeno. Insomma anche in questa Stagione spazio a Dvořák, ma come al solito Settima, Ottava e Nona. Se non altro si cambia il direttore. Stavolta Eschenbach che dell’Ottava ha dato una interpretazione che mi pare sottolineasse più le ascendenze brahmsiane del sinfonismo dvořákiano che non l’elemento folclorico. Grandi ovazioni finali, come si deve a un grande.

applausi finali

Applausi finali

(foto di M.Vernetti)