Archive for the ‘Stagione OSN Rai '09/'10’ Category

Arcadi Volodos e Juraj Valčuha chiudono la Stagione della OSN Rai

maggio 21, 2010

Arcadi Volodos

Stavolta pubblico numeroso all’Auditorium Rai: Arcadi Volodos ha un forte appeal, ogni suo concerto a Torino è stato un successo. Né potrebbe essere altrimenti: questo russo 38enne, definito “erede di Horowitz”, che inizia a studiare pianoforte a 16 anni  senza eccessiva convinzione, spinto dalla sua maestra Galina Equizarova, per proseguire poi a Parigi con J.Rouvier e successivamente a Madrid con Dmitri Baškirov, ha una tecnica strabiliante unita a una musicalità e sensibilità uniche. Qualità che sono emerse in una bellissima esecuzione del Secondo Concerto di Brahms. Se a ciò si aggiunge una cantabilità intensa e misurata al contempo (possibile retaggio dei suoi iniziali studi di canto), ne sortisce l’interprete ideale della musica romantica: la precisione tecnica assoluta non dando luogo ad algide esibizioni, ma coniugandosi a un suono sempre pieno di poesia genera interpretazioni che vanno direttamente al cuore, lasciando appagato l’intelletto.

Arcadi Volodos

Applauditissimo non si è risparmiato e ha donato ancora tre bis, tra cui un Vogel als Prophet dalle Waldszenen di Schumann davvero magico e indimenticabile.

A interagire con lui l’OSN guidata dal direttore principale, Juraj Valčuha, che ha aperto la serata con la Prima Sinfonia di Ciaikovski, pagina troppo a lungo ingiustamente negletta dalle istituzioni concertistiche che finalmente sta conquistando il posto che merita. Buona esecuzione, anche se, a mio giudizio, carente di quella dimensione sognante (Sogni d’inverno) e nostalgica che sigla interpretazioni più pertinenti.

Juraj Valčuha

Termina così la Stagione 2009/2010 della OSN Rai. Non voglio fare bilanci consuntivi, sarebbe presuntuoso da parte mia. Mi auguro che la prossima stagione veda soprattutto più attenzione da parte della Rai con una maggiore visibilità televisiva che valorizzi al meglio quello che forse è il suo tesoro maggiore: peccato che non se ne accorga ed esibisca continuamente paccottiglia spacciata per merce preziosa.

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DIEGO MATHEUZ sul podio della OSN RAI

maggio 15, 2010

Diego Matheuz

Purtroppo motivi familiari mi hanno impedito di assistere al 23° concerto della Stagione della OSN Rai, che vedeva il giovanissimo e già affermato direttore venezualo sul podio in un programma di notevole interesse. Avrei voluto sentirlo alle prese con la X di Shostakovich.

Riporto il commento che gentilmente ha inviato Alberto:

La prova di Matheuz mi è sembrata molto positiva (straordinaria per un venticinquenne). Mi pare che abbia saputo tenere insieme saldamente l’immensa struttura del primo movimento della “Decima” (scoglio più difficile del magnifico brano). Mi è sembrato un buon disciplinatore ed equilibratore, alieno da personali “interventismi”.
Buona verve ritmica trasmessa all’orchestra in Copland.
Positiva interazione con la solista, e garanzia di puntualità e pulizia nell’orchestra, nel garbato concerto di Villa-Lobos .
Naturalmente spererei in suoi ritorni (che temo non saranno facili).

Ringrazio molto Alberto per il prezioso contributo. Anch’io spero che Matheuz torni a Torino e, possibilmente, sul podio della OSN Rai.

Kristjan Järvi torna sul podio della OSN Rai

maggio 1, 2010

Kristjan Järvi

Torna Kristjan Järvi sul podio della OSN Rai con un programma di grande interesse. Un Novecento musicale che guarda al passato e lo rivisita quello proposto nei tre brani di Casella, Stravinskij e Richard Strauss. Quasi una fuga dalle angosce e dalle problematiche che il Novecento poneva questo sguardo a un Settecento che veniva visto come età della Ragione. Alfredo Casella compose la Scarlattiana nel 1926: un “divertimento” per pianoforte e orchestra (composizione a metà tra suite e concerto) su musiche di Domenico Scarlatti in cinque movimenti. Stravinskij compose il Pulcinella, balletto avec chant, su commissione di Djaghilev nel 1919. La musica di Pergolesi parve l’ideale per obliterare dubbi, incertezze e rovelli che il Primo Dopoguerra aveva posto. Gli orrori della Seconda Guerra venivano allontanati da Richard Strauss nel Divertimento op. 86 su musiche di Couperin, del 1943. Le tre pagine hanno avuto una esemplare esecuzione nel 22° Concerto della Stagione Rai, che ormai volge al termine. Nella Scarlattiana di Casella la parte solistica era affidata a Mariangela Vacatello, giovanissima e affermata pianista napoletana.

Mariangela Vacatello

La Vacatello ha poi messo in piena luce il suo virtuosismo nel bis, uno degli Études d’exécution trascendante di Liszt, dove è emersa tutta la sua bravura.  Il Pulcinella di Stravinskij ha goduto di tre solisti d’eccezione: il mezzosoprano Annely Peebo, il tenore Juan Francisco Gatell e il basso Vito Priante.

Annely Peebo

Solitamente in sede concertistica si ascolta con più frequenza la suite orchestrale che l’Autore trasse dal balletto: questo era in prima esecuzione Rai a Torino, insomma davvero una ghiottissima occasione, considerando l’eccellente performance. Stesso discorso vale per la composizione di Strauss, quest’ultima davvero rara da ascoltare. Non deve essere stato dello stesso avviso il pubblico torinese che ha abbastanza disertato il concerto di giovedì, mostrando una sala semivuota con ulteriori defezioni dopo l’intervallo. Verrebbe da pensare che l’afflusso di pubblico sia inversamente proporzionale all’interesse del concerto. Un direttore come Kristjan Järvi, una pianista come la Vacatello e un programma costruito con intelligenza, coerenza e di sicuro appeal producono questi risultati? Ho come la sensazione che, come in tv, la cosiddetta audience non premi mai le proposte migliori 😦

Marc Albrecht dirige R.Strauss alla OSN Rai

aprile 23, 2010

Marc Albrecht

Nato ad Hannover il 1964, Marc Albrecht è figlio d’arte: suo padre è Georg Alexander Albrecht, direttore che a soli 29 anni era divenuto GMD (Genaral Musik Director) ad Hannover. Lo ricordo in un bel Tristano nel 1971 al Nuovo di Torino e nella stessa opera tre anni dopo al Comunale di Bologna. Marc ha studiato con lui ed ha iniziato la carriera come assistente di Claudio Abbado alla Gustav Mahler Jugendorchester e succesivamente come assistente di Gerd Albrecht (omonimo, ma non parente) all’Opera di Amburgo. Dal 1995 al 2001 è allo Staatstheater di Darmstadt, poi alla Deutsche Oper di Berlino, quindi dal 2005 alla Filarmonica di Strasburgo. Nel 2008 è stato nominato direttore alla DNO (De Nederlandse Oper) e quindi alla Nederlands Philharmonic, incarichi che si protrarranno fino al 2012. Era già stato sul podio della OSN e vi è tornato con un programma interamente straussiano. Brani che sono nel suo repertorio e che ha inciso con l’etichetta PentaTone

Il disco straussiano diretto da Marc Albrecht

La chicca è il Träumerei am Kamin da Intermezzo, un breve interludio assente da 61 anni dai programmi Rai di Torino (l’Autore all’epoca era ancora in vita), che ha aperto la serata che è proseguita con i Vier letzte Lieder in cui ha cantato il mezzosoprano Christiane Iven, specialista nel campo liederistico.

Christiane Iven © M.Sigmund

Peccato che l’incanto delle ultime note di Im Abendrot (“ist dies etwa der Tod?”) sia stato rovinato dall’eccessivo entusiasmo di un fanatico straussiano che ha esternato rumorosamente la sua passione anticipando gli applausi. Nella seconda parte Don Juan e Till Eulenspiegel, di cui Albrecht ha dato un’interpretazione ipervitalistica e scalpitante e in cui le prime parti dell’orchestra hanno avuto modo di eccellere (Carlo Romano all’oboe, Corrado Saglietti al corno, Franco Da Ronco al clarinetto piccolo, Alessandro Milani al violino). Applausi convinti e meno invasivi anche da chi non fa parte delle tifoserie straussiane.

Ripresa tv, che conferma la mia ipotesi sulla scelta dei concerti di più breve durata [Sulla ripresa di questo avevo scommesso 😉 ]

PIERINO E IL LUPO con Arturo Brachetti alla OSN Rai

aprile 16, 2010

Arturo Brachetti

Se Shostakovich, proposto la scorsa settimana, fa ancora da sfollagente evidenziando il rosso delle poltrone dell’Auditorium Rai, in compenso Pierino e il Lupo conferma la sua forza centripeta sul pubblico che riempie la sala in ogni ordine di posto, compresi quelli a scarsa (se non nulla) visibilità. Nata a fini didattici è divenuta ormai occasione di spettacolo quando a far da narratore c’è un attore capace di trasformare questa fiaba musicale per bambini in mezzora di divertimento assoluto. Roberto Benigni resta un modello difficile da superare, ma Arturo Brachetti non è da meno. Il grande trasformista è forse l’interprete ideale per questo brano in cui è voce narrante, Pierino, il nonno, l’anatra, l’uccellino, il gatto, il lupo, i cacciatori… La sua verve pirotecnica è accompagnata da effetti speciali, animazioni di Dario Picciau visibili nello schermo e dai disegni infantili di Rebecca Covaciu. Riesce a coinvolgere gli orchestrali e il direttore, Wayne Marshall, nonché parte del pubblico. Al termine pioggia di palloncini colorati dall’alto. Spettacolo godibilissimo e riuscito. Un discreto numero di bimbi presenti in sala dei quali vorrei davvero lodare l’adeguato comportamento, che potrebbe essere d’esempio ad alcuni adulti abituali spettatori dei concerti.

La prima parte del concerto era dedicata a Borodin, di cui sono state eseguite l’Ouverture dal Principe Igor e la Seconda Sinfonia. A dirigere Wayne Marshall, che presentava un repertorio apparentemente un po’ lontano dal suo, che generalmente comprende Gershwin e il musical statunitense. Forse però Marshall aveva ben presente Kismet, il musical del 1953 in parte basato su musiche dal Principe Igor di Borodin: chissà… In ogni caso una buona occasione per riascoltare due pagine famose, ma poco frequenti nei programmi dell’Orchestra. Se la Sinfonia aveva goduto di un’esecuzione 12 anni fa, l’Ouverture non veniva eseguita dal 1935 (sempre che le informazioni del programma siano attendibili). Nella seconda parte la fiaba musicale di Prokof’ev era stata preceduta dalle due Suite per piccola orchestra di Stravinskij.

Ripresa tv e, si spera, trasmissione, almeno per Pierino, in orari diurni, visto che parte dei potenziali spettatori vanno a nanna presto 🙂

Mi stavo domandando come mai sul sito dell’Orchestra non si inseriscono i video (per un paio di mesi) dei concerti della stagione dei quali si è effettuata la ripresa, seguendo gli esempi di alcune orchestre e istituzioni francesi, che lo fanno già e gratuitamente. Va ovviamente migliorata (e sensibilmente) la qualità video (e audio) rispetto a quelli schubertbeethoveniani che sono attualmente visibili. Potrebbe essere un modo per valorizzare degnamente l’Orchestra rendendola accessibile ai più, visto che in tv non la si vuol mostrare…