Archive for the ‘Stagione OSN RAI 2019/20’ Category

Beethoven e Ciaikovski alla Sinfonica Rai con James Conlon e Frank Peter Zimmermann

ottobre 19, 2019

Secondo dei tre concerti di inizio stagione in cui James Conlon dedica la prima parte della serata a Beethoven, nell’imminenza del 250enario della nascita, e la seconda a un sinfonista russo. Credo che i due filoni corrano paralleli senza alcuna pretesa di abbinamenti rivelatori. Inutile cercarne (almeno a mio modesto avviso): alcuni parlano di contrasti e indubbiamente ci sono, il sinfonismo russo è uno dei più lontani dal modello beethoveniano. Ciaikovski fu il compositore russo dell’Ottocento che più si dedicò alla sinfonia, ma le sue al limite si riallacciano a Berlioz (soprattutto il Manfred in cui l’Aroldo in Italia berlioziano è ben ravvisabile o la Quarta Sinfonia con l’idée fixe che si riallaccia alla Sinfonia Fantastica), a Mendelssohn o a Schumann. D’altronde la forma sonata andava stretta a Ciaikovski che preferiva la libertà delle suite orchestrali o delle “fantasie” per orchestra. In programma la Prima Sinfonia op.13 che porta un titolo programmatico “Sogni di inverno”. Composizione che negli ultimi decenni gode di fortuna discografica ed è eseguita con discreta frequenza nelle stagioni concertistiche. Piena di fascino e di poesia soprattutto nei primi tre movimenti, in particolare il secondo denso di struggente malinconia o il trio del terzo con il languore di un valzer “invernale”. Il tutto è stato reso meravigliosamente dalla direzione di Conlon.

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James Conlon dirige Ciaikovski

La prima parte beethoveniana iniziava con l’ouverture Coriolano e proseguiva con il Concerto in re maggiore op.61 per violino e orchestra. Ho sempre amato questo concerto fin dalla mia infanzia (la mia esecuzione preferita era quella di Oistrach/Cluytens) e ascoltare una esecuzione come questa di Frank Peter Zimmermann è stata una gioia. Senza esagerazione, la più bella ascoltata dal vivo almeno a mia memoria. Anche l’intesa con Orchestra e Direttore è stata perfetta.

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Frank Peter Zimmermann nel Concerto op.61 di Beethoven

Applausi calorosi e meritatissimi. Concesso un bis che Zimmermann ha annunciato con un tono e un volume di voce che ricorda i test audiometrici ai termini dei quali mi viene puntualmente detto “alla sua età….”, mi conforta il fatto che i miei vicini di posto erano nelle mie stesse condizioni (“alla nostra età…”), insomma boh? qualcuno mormorava il nome di Bartók, può essere.

(foto Più Luce ©)

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James Conlon inaugura la Stagione della OSN Rai con Beethoven, Mendelssohn e Shostakovich

ottobre 12, 2019

James Conlon dirige i primi tre concerti della nuova Stagione dedicando la prima parte della serata a Beethoven e la seconda a un sinfonista russo (nell’ordine: Shostakovich, Ciaikovskij, Prokofiev). Mi sfugge la motivazione: si ipotizza la creazione di un contrasto. E sicuramente c’è.

Conlon

James Conlon

Veramente in questo primo concerto di Beethoven non c’era molto: l’ouverture da Egmont con cui inizia la serata. Si passa poi a una composizione adolescenziale di Mendelssohn (composta a 14 anni). il Concerto per violino, piano e orchestra d’archi. Concerto senza numero d’opus, che pare abbia avuto una esecuzione pubblica nel giugno 1823 per poi scomparire fino alla metà degli anni 50 del secolo scorso. Attualmente gode di una discreta fortuna e già alla OSN fu eseguito nell’aprile 2009 con Augustin Dumay e Louis Lortie solisti. Come scrisse allora Andrea Malvano Mendelssohn stava sperimentando in ogni direzione, mescolava stili molto diversi, commenti dal sapore improvvisativo, cadenze ampie e ramificate, passaggi in stile toccatistico, elaborazioni rigorosamente contrappuntistiche. Ogni
pensiero che gli passava per la mente trovava spazio nella stesura della composizione; e il risultato è una composizione difficile da seguire alla luce della logiche formali del genere concertistico. Mendelssohn, a quattordici anni era già un musicista adulto; ma il senso delle proporzioni non poteva ancora interessare un enfant prodige che si sentiva scoppiare la testa di idee. Ne sono stati stavolta solisti Roberto Ranfaldi (spalla dell’Orchestra) e Mariangela Vacatello.

Ranfaldi Vacatello

Roberto Ranfaldi e Mariangela Vacatello 

Molto affiatati e in perfetta sintonia sono stati a lungo applauditi dal pubblico e hanno concesso due bis (Schumann e Mendelssohn).

Vacatello Ranfaldi

Ranfaldi e la Vacatello rispondono agli applausi

Seconda parte dedicata a Shostakovich: Quinta Sinfonia in re minore op.47. Mi permetto sommessamente di notare che la stessa sinfonia è stata eseguita il 23 e 24 maggio uu.ss. a chiusura delle precedente stagione e che forse non urgeva una riproposta così ravvicinata, nonostante l’alto valore della composizione. Boh… Comunque Conlon che è un ottimo interprete di Shostakovich ne ha dato una lettura in cui smorza gli episodi “trionfalistici” e sottolinea i momenti di sofferto lirismo. La sofferenza del Musicista emerge prepotentemente in tutti i movimenti, compreso l’ultimo.

Orchestra

L’esecuzione della Quinta di Shostakovich

Applausi meritatissimi a Direttore e Orchestra.

Applausi

Applausi finali

(fotografie Più Luce ©)

 

Concerto inaugurale della OSN Rai in diretta su Rai 5

ottobre 11, 2019

Parte stasera la Stagione 2019/20 della OSN Rai con un concerto diretto da James Conlon, direttore principale dell’Orchestra.

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In programma musiche di Beethoven, Mendelssohn, Shostakovich. Diretta tv su Rai 5 alle ore 19:55.

Per il commento del concerto:

https://musicofilia.wordpress.com/2019/10/12/james-conlon-inaugura-la-stagione-della-osn-rai-con-beethoven-mendelssohn-e-shostakovich/

La Stagione 2019/20 della OSN Rai

Mag 17, 2019

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Presentata oggi e disponibile on line la programmazione dei concerti della futura Stagione della OSN Rai.

http://www.orchestrasinfonica.rai.it/docs/RAI-OSN-2019_programma-def4_web.pdf

Essendo il 2020 il 250° della nascita di Beethoven si dà largo spazio alla sua musica, però confinata in rassegne fuori abbonamento: i Concerti per piano e orchestra con Buchbinder, direttore e solista, in un paio di concerti ad aprile e le Sinfonie nella Stagione di Primavera a giugno affidate a quattro diverse bacchette. Agli abbonati offrono, bontà loro, il premio fedeltà di uno sconto… Nella Stagione ordinaria risalta la presenza del Direttore principale, il ritorno di alcuni ormai “fedelissimi” (Luisi, Valcuha, Albrecht, Shokhakimov, Yamada), la “prima volta” di Harding e Gatti. Molte (forse troppe) riproposte: la Stagione corrente si conclude con la Quinta di Shostakovich, la futura inizia con la stessa Sinfonia (!!!!), si giunge a riproporre il Concerto op.61 di Beethoven ben due volte nella stessa Stagione (il Direttore artistico la considera “una stimolante occasione di confronto”), in compenso si continuano a ignorare pagine mai eseguite. Boh… Gergiev conclude la Stagione, ma il concerto è fuori abbonamento: prassi davvero antipatica, già inaugurata quest’anno con la Argerich, di mettere fuori abbonamento il concerto di maggiore appeal: fa passare la voglia di abbonarsi. In quanto a Beethoven, ero già abbonato nel 1970, anno del bicentenario, e la Rai di allora fece a mio parere di molto meglio: invece della ennesima e forse inutile replica delle Sinfonie e dei Concerti, propose pagine come “Cristo al Monte degli  Ulivi”, la Messa in do maggiore, Re Stefano, Le rovine di Atene, la Leonora in forma di concerto… Tutte in abbonamento ordinario. C’era più rispetto degli abbonati, che sostengono in parte l’Istituzione, c’era anche più fantasia e meno pigrizia nella programmazione.