Archive for the ‘Stagione OSN RAI 2019/20’ Category

Prokof’ev e Berlioz alla Stagione OSN Rai con Julian Rachlin e Marc Albrecht

dicembre 14, 2019
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Prokof’ev (a dx) gioca a scacchi con David Oistrach, grande interprete dei suoi concerti, nel 1937

In quattro concerti su otto nella corrente Stagione sinfonica della OSN Rai sono state eseguite musiche di Sergei Prokof’ev (e ancora a maggio sarà eseguito il suo secondo concerto per piano), al punto che mi sono domandato se era in corso un anniversario, una ricorrenza. Niente che mi risulti. Una casualità? un progetto? non saprei. Stavolta il Secondo Concerto op.63 per violino e orchestra di cui è stato applauditissimo interprete Julian Rachlin.

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Rachlin esegue Prokof’ev alla OSN Rai © Più Luce

Se la Baeva la volta scorsa aveva lasciato a bocca asciutta gli spettatori andando via senza alcun bis, Rachlin, generosissimo, ha ancora suonato per 15 minuti con due impegnative pagine per violino solo.

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Rachlin risponde agli applausi ©Più Luce

Se non ricorre alcun anniversario per Prokof’ev (almeno per quanto ne so), invece è il centocinquantenario della morte di Hector Berlioz, ma nell’almanacco dell’OSN sembra non risultare. È vero che nell’11° concerto della scorsa stagione fu eseguita La mort de Cléopatre proprio l’8 marzo giorno anniversario, ma l’attenzione era tutta focalizzata su Anna Caterina Antonacci, interprete. Considerare la Symphonie fantastique, eseguita nell’attuale concerto, che forse per coincidenza è l’indomani del 216° anniversario della nascita, un omaggio celebrativo è possibile, ma è un po’ misera cosa essendo in genere inserita nelle normali programmazioni concertistiche. Insomma Berlioz avrebbe meritato ben altro. Perché non abbinare la Sinfonia fantastica al Lélio, di rara esecuzione? o visto che siamo nell’imminenza del Natale perché non eseguire L’enfance du Christ? Boh…? pazienza… Allora Symphonie fantastique op.14 con Marc Albrecht sul podio.

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Marc Albrecht dirige la Sinfonia fantastica © Più Luce

Marc Albrecht è una presenza costante nei programmi della OSN, devo dire che mi pare più a suo agio con Bruckner, Brahms, Wagner, Mahler che non con Berlioz. È una mia opinione personale, ma questa Sinfonia fantastica mi è sembrata un po’ troppo “bombastic”, tanto da giustificare la caricatura qui sotto:

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Berlioz dirige

La maggior parte del pubblico non deve essere stato della mia opinione e ha applaudito lungamente:

applausi finali

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Alëna Baeva debutta alla Stagione OSN Rai.

dicembre 7, 2019
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Alëna Baeva all’Auditorium Toscanini ©Più Luce

Alëna Baeva, 34 anni, vincitrice a 16 anni del Concorso Wienawski e a 19 del Concorso Paganini di Mosca, ha un repertorio vastissimo ed è presente nelle principali istituzioni musicali, debutta alla OSN Rai (tornerà a febbraio a Torino al Lingotto Musica) con un omaggio a Richard Strauss nel 70° della scomparsa: il Concerto per violino op.8. Pagina giovanile, nata sui banchi di scuola e dedicata al suo maestro di violino, Benno Walter, costruita su imitazione del Primo Concerto di Bruch (nei primi due movimenti) con un finale virtuosistico che dà modo al solista di sfoggiare la sua tecnica. Non gode di gran diffusione (è nel repertorio di Boris Belkin che oltre ad averla incisa la eseguì alla OSN nell’ormai lontano 1995), ma merita lo stesso un ascolto.

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La Baeva esegue il Concerto di R.Strauss © Più Luce

La Baeva ne ha dato una bella interpretazione mettendo in luce la sua impeccabile tecnica.

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©Più Luce

Applaudita a lungo dal pubblico non ha concesso alcun bis (giovedì sera), lasciando delusi i suoi ammiratori.

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Tomas Netopil © Più Luce

Sul podio Tomas Netopil che a Torino è stato presente più volte sia al Regio che alla OSN Rai. In apertura di programma ha proposto la Ballettmusik dall’Idomeneo di Mozart. Opera che Netopil ben conosce e che diresse al Regio di Torino nel gennaio 2010 in un allestimento con la regia di Davide Livermore.

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Netopil dirige l’OSN © Più Luce

In chiusura di serata la Seconda Sinfonia di Schumann. Pagina che gode di frequenti esecuzioni ma che si riascolta sempre con immenso piacere, soprattutto se ben eseguita come in questo caso. Buon successo di pubblico.

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Applausi finali con Netopil che stringe la mano a Francesco De Angelis, violino di spalla ©Più Luce

Michele Mariotti dirige la OSN Rai

novembre 30, 2019

Michele Mariotti è sicuramente uno dei migliori direttori italiani del momento (almeno a mio parere). È soprattutto direttore operistico, ma non trascura il repertorio sinfonico. È tornato a dirigere la OSN Rai con un programma dedicato a Franz Schubert e a Richard Strauss.

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Michele Mariotti dirige l’Incompiuta di Schubert © Più Luce

Di Schubert ha diretto la Ouverture Die Zauberharfe e la Sinfonia in si minore “Incompiuta”. Quest’ultima è pagina celeberrima e conosciutissima, ma Mariotti è riuscito metterne in luce l’intensa poesia, sfuggendo dalla routine che spesso insidia le pagine più note. Il direttore d’opera emergeva nell’esaltazione della cantabilità dei temi. Una “Incompiuta” da ricordare.

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Mariotti dirige Strauss ©Più Luce

Seconda parte della serata dedicata  a Richard Strauss, di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario della morte. Due brani orchestrali da opere: la Danza dei sette veli da Salome e la suite orchestrale dal Rosenkavalier. Esecuzioni di altissimo livello con un’Orchestra precisa e sfolgorante. Grande successo di pubblico accorso numeroso.

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Applausi finali ©Più Luce

Mi pare che Michele Mariotti attualmente sia libero da incarichi stabili e l’Orchestra del Teatro Regio è rimasta senza direttore principale. La butto lì: non sarebbe il caso di darsi da fare prima che qualche istituzione straniera sia più intraprendente? Nuovo Sovrintendente nonché Direttore Artistico se ci sei batti un colpo…

Beethoven e Ciaikovski alla Sinfonica Rai con James Conlon e Frank Peter Zimmermann

ottobre 19, 2019

Secondo dei tre concerti di inizio stagione in cui James Conlon dedica la prima parte della serata a Beethoven, nell’imminenza del 250enario della nascita, e la seconda a un sinfonista russo. Credo che i due filoni corrano paralleli senza alcuna pretesa di abbinamenti rivelatori. Inutile cercarne (almeno a mio modesto avviso): alcuni parlano di contrasti e indubbiamente ci sono, il sinfonismo russo è uno dei più lontani dal modello beethoveniano. Ciaikovski fu il compositore russo dell’Ottocento che più si dedicò alla sinfonia, ma le sue al limite si riallacciano a Berlioz (soprattutto il Manfred in cui l’Aroldo in Italia berlioziano è ben ravvisabile o la Quarta Sinfonia con l’idée fixe che si riallaccia alla Sinfonia Fantastica), a Mendelssohn o a Schumann. D’altronde la forma sonata andava stretta a Ciaikovski che preferiva la libertà delle suite orchestrali o delle “fantasie” per orchestra. In programma la Prima Sinfonia op.13 che porta un titolo programmatico “Sogni di inverno”. Composizione che negli ultimi decenni gode di fortuna discografica ed è eseguita con discreta frequenza nelle stagioni concertistiche. Piena di fascino e di poesia soprattutto nei primi tre movimenti, in particolare il secondo denso di struggente malinconia o il trio del terzo con il languore di un valzer “invernale”. Il tutto è stato reso meravigliosamente dalla direzione di Conlon.

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James Conlon dirige Ciaikovski

La prima parte beethoveniana iniziava con l’ouverture Coriolano e proseguiva con il Concerto in re maggiore op.61 per violino e orchestra. Ho sempre amato questo concerto fin dalla mia infanzia (la mia esecuzione preferita era quella di Oistrach/Cluytens) e ascoltare una esecuzione come questa di Frank Peter Zimmermann è stata una gioia. Senza esagerazione, la più bella ascoltata dal vivo almeno a mia memoria. Anche l’intesa con Orchestra e Direttore è stata perfetta.

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Frank Peter Zimmermann nel Concerto op.61 di Beethoven

Applausi calorosi e meritatissimi. Concesso un bis che Zimmermann ha annunciato con un tono e un volume di voce che ricorda i test audiometrici ai termini dei quali mi viene puntualmente detto “alla sua età….”, mi conforta il fatto che i miei vicini di posto erano nelle mie stesse condizioni (“alla nostra età…”), insomma boh? qualcuno mormorava il nome di Bartók, può essere.

(foto Più Luce ©)

James Conlon inaugura la Stagione della OSN Rai con Beethoven, Mendelssohn e Shostakovich

ottobre 12, 2019

James Conlon dirige i primi tre concerti della nuova Stagione dedicando la prima parte della serata a Beethoven e la seconda a un sinfonista russo (nell’ordine: Shostakovich, Ciaikovskij, Prokofiev). Mi sfugge la motivazione: si ipotizza la creazione di un contrasto. E sicuramente c’è.

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James Conlon

Veramente in questo primo concerto di Beethoven non c’era molto: l’ouverture da Egmont con cui inizia la serata. Si passa poi a una composizione adolescenziale di Mendelssohn (composta a 14 anni). il Concerto per violino, piano e orchestra d’archi. Concerto senza numero d’opus, che pare abbia avuto una esecuzione pubblica nel giugno 1823 per poi scomparire fino alla metà degli anni 50 del secolo scorso. Attualmente gode di una discreta fortuna e già alla OSN fu eseguito nell’aprile 2009 con Augustin Dumay e Louis Lortie solisti. Come scrisse allora Andrea Malvano Mendelssohn stava sperimentando in ogni direzione, mescolava stili molto diversi, commenti dal sapore improvvisativo, cadenze ampie e ramificate, passaggi in stile toccatistico, elaborazioni rigorosamente contrappuntistiche. Ogni
pensiero che gli passava per la mente trovava spazio nella stesura della composizione; e il risultato è una composizione difficile da seguire alla luce della logiche formali del genere concertistico. Mendelssohn, a quattordici anni era già un musicista adulto; ma il senso delle proporzioni non poteva ancora interessare un enfant prodige che si sentiva scoppiare la testa di idee. Ne sono stati stavolta solisti Roberto Ranfaldi (spalla dell’Orchestra) e Mariangela Vacatello.

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Roberto Ranfaldi e Mariangela Vacatello 

Molto affiatati e in perfetta sintonia sono stati a lungo applauditi dal pubblico e hanno concesso due bis (Schumann e Mendelssohn).

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Ranfaldi e la Vacatello rispondono agli applausi

Seconda parte dedicata a Shostakovich: Quinta Sinfonia in re minore op.47. Mi permetto sommessamente di notare che la stessa sinfonia è stata eseguita il 23 e 24 maggio uu.ss. a chiusura delle precedente stagione e che forse non urgeva una riproposta così ravvicinata, nonostante l’alto valore della composizione. Boh… Comunque Conlon che è un ottimo interprete di Shostakovich ne ha dato una lettura in cui smorza gli episodi “trionfalistici” e sottolinea i momenti di sofferto lirismo. La sofferenza del Musicista emerge prepotentemente in tutti i movimenti, compreso l’ultimo.

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L’esecuzione della Quinta di Shostakovich

Applausi meritatissimi a Direttore e Orchestra.

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Applausi finali

(fotografie Più Luce ©)