Archive for the ‘Teatro Superga 2013/14’ Category

L’ELISIR D’AMORE di Donizetti al Teatro Superga di Nichelino (2014)

aprile 30, 2014

Con una coproduzione con il Teatro Borgatti di Cento (FE) e il Teatro Consorziale di Budrio (BO), dove è andata in scena il 12 e 13 aprile 2014, è tornato il 26 aprile u.s. al Teatro Superga L’elisir d’amore di Donizetti. L’allestimento affidato alla regia di Alfonso De Filippis si mantiene nell’ambito della cosiddetta tradizione, rispettando drammaturgia e collocazione temporale. Quindi finalmente non si è stati costretti a vedere ambientazioni negli anni del fascismo o negli anni 50 del Novecento, le quali oltre che del tutto gratuite e insulse nulla aggiungono alla fruizione dell’opera. Il cast vocale è stato parzialmente modificato rispetto alle produzioni andate in scena negli altri due teatri. Alla prevista Adina di Rita Cammarano è subentrata Antonella Bertaggia, che al Superga avevamo ascoltato nel ruolo di Pamina nel Flauto Magico che ha inaugurato la stagione 2012/13, al Belcore di Italo Proferisce è subentrato Emilio Marcucci, che ricordiamo come Figaro in una indimenticabile edizione delle Nozze mozartiane di 5 anni fa, e al Dulcamara di Graziano Dellavalle è subentrato Alberto Bianchi. Rimangono immutati il Nemorino di Andrea Bianchi e la Giannetta di Barbara Favali. Cast affiatato in cui il gioco di squadra ha la meglio sulla voglia di primeggiare a tutti i costi. Pur plaudendo tutti in egual misura, non posso però non esprimere la mia preferenza per Marcucci, che ha confermato l’ottima impressione che già mi fece nel 2009; così come invece non mi è sembrato vocalmente del tutto in parte il Nemorino di Andrea Bianchi per un timbro di voce troppo scuro, inadeguato (a mio modestissimo giudizio) al ruolo: si tratta comunque di mie valutazioni personali e come tali vanno lette. Sul podio Paul Emmanuel Thomas, direttore francese che già applaudii in una bella Lucia di Lammermoor due anni fa. Evidentemente ha una predilezione per Donizetti, che dirige con estrema pertinenza stilistica. L‘Orchestra del Liceo Musicale “Ego Bianchi” di Cuneo sotto la sua bacchetta ha dato una splendida prova. Come sempre in ottima forma il Coro Lirico del Piemonte guidato da Sonia Franzese. Nonostante il “ponte” del 25 aprile, pubblico numeroso che ha tributato meritati applausi agli interpreti.

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CAVALLERIA RUSTICANA e PAGLIACCI al Teatro Superga di Nichelino

gennaio 21, 2014

Torna, forse come omaggio tardivo al 150enario di Mascagni, il dittico più celebre del melodramma italiano Cavalleria Rusticana e Pagliacci. La consuetudine di accoppiarle risale a Mascagni stesso che le diresse alla Scala già nel 1926. Negli ultimi decenni molte istituzioni hanno messo in discussione tale abbinamento creandone altri non sempre però indovinati. Se coppia deve essere questa rimane quella ideale. [Io rimango comunque dell’idea che le opere brevi, nate single, tali dovrebbero restare. Dopo Cavalleria, opera intensa che non lascia respiro, la mia serata è già conclusa. Ricominciare da capo con un’altra opera mi costa sempre fatica, ma le direzioni artistiche dei teatri non sono della mia opinione e forse temono che una “serata corta” allontani e lasci insoddisfatto il pubblico]. Il Teatro Superga aveva proposto il dittico nel maggio 2010 a chiusura di stagione con un allestimento di ottimo livello, torna a proporlo con una produzione della compagnia “Fantasia in re” che ha una intensa collaborazione con il Teatro. L’allestimento vede Artemio Cabassi regista e curatore di scene e costumi. Cabassi pur rimanendo nell’ambito della cosiddetta tradizione non esita a inserire qualche elemento di novità che risulta gradito al pubblico e nello stesso tempo rinnova lo spettacolo. In Cavalleria inserisce nel proscenio, a sinistra guardando, un letto in cui nelle note del Preludio Lola e Turiddu consumano l’adulterio (qualcosa di simile c’era nello spettacolo di Grischa Asagarof a Zurigo con l’aggiunta di una Santuzza che intravedeva il tutto irrisa poi da Lola),

Turiddu lascia il talamo di Lola alle ultime note del Preludio

Turiddu lascia il talamo di Lola alle ultime note del Preludio

in Pagliacci inserisce sempre nel proscenio una sorta di “camerino” degli attori dove Nedda canta la sua aria, dove si svolge il duetto amoroso Silvio-Nedda e dove Canio canterà la celeberrima “Recitar…”.

"Camerino" con Nedda in Pagliacci

“Camerino” con Nedda in Pagliacci

Peccato che le arpe abbiano in parte disturbato la visione a parte del pubblico (si sarebbe potuto ovviare spostando il tutto dalla parte opposta). Comunque una soluzione intelligente per un palcoscenico che non dà molte possibilità. Eccellente la parte musicale con un cast notevole e in stato di grazia.

Locandina degli spettacoli

Locandina degli spettacoli

Avevo espresso ammirazione e piacevole sorpresa per Gabrielle Mouhlen, grande Odabella nell’Attila di due mesi fa, riascoltarla e rivederla come Santuzza in Cavalleria è stata davvero una fortuna. Interprete davvero di grandissimo talento, di voce superba, di forte presenza scenica: spero che divenga una presenza costante a Nichelino (sebbene le auguri una carriera fulgida e ricca, pari ai suoi meriti).

"Inneggiamo, il Signor non è morto" (Gabrielle Mouhlen)

“Inneggiamo, il Signor non è morto” (Gabrielle Mouhlen)

Presenza costante è stato in questi anni Marzio Giossi (Alfio e Tonio) e considero ciò un privilegio. Indimenticabile Rigoletto, Michonnet, Nabucco, Miller… stavolta ha superato se stesso con una performance che ha scatenato applausi interminabili a scena aperta. Il Prologo da Pagliacci è stato da antologia: magari si cantasse così nei grandi e blasonati teatri!!!

Marzio Giossi nel Prologo di Pagliacci

Marzio Giossi nel Prologo di Pagliacci

Avevo già ammirato Francesca Bruni (Lola e Nedda) come Musetta nella Bohème del 2011, ne avevo apprezzato la voce e la bellissima presenza unita a una disinvoltura scenica davvero esemplare. Credibilissima in entrambi i ruoli grazie anche al phisique du rôle, alla grande capacità scenica e a una voce che ha saputo rendere alla perfezione entrambi i personaggi.

Francesca Bruni nell'aria di Nedda

Francesca Bruni nell’aria di Nedda

Non conosceva ancora Diego Cavazzin (Turiddu e Canio) che ha affrontato i due ruoli con una voce generosa e ben timbrata. È agli inizi della carriera (ha debuttato nel 2011) che si annuncia promettente. È stato giustamente applaudito dopo le arie sia di Cavalleria che Pagliacci.

Diego Cavazzin in un intenso addio alla madre in Cavalleria Rusticana.

Diego Cavazzin in un intenso addio alla madre in Cavalleria Rusticana.

Restano da citare l’eccellente Lucia di Stefania Maiardi, l’efficace e ottimo Silvio di Carlo Morini e il simpatico Beppe di Jacopo Zoffoli.

Jacopo Zoffoli nella serenata di Arlecchino

Jacopo Zoffoli nella serenata di Arlecchino

Merita speciale menzione il sempre ottimo Coro Lirico del Piemonte affidato alle cure di Sonia Franzese il quale in queste due opere ha un ruolo importante. Ho lasciato per ultimo l’infaticabile e ormai “di casa” Stefano Giaroli con cui abbiamo un debito di riconoscenza per l’attività che svolge con la Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte al Teatro Superga. Con molta modestia al termine dello spettacolo ha ringraziato il Comune e il pubblico. Io rivolgo un ringraziamento e un abbraccio virtuale a lui e agli splendidi artisti grazie ai quali l’opera continua a vivere in ottima salute.

Applausi finali con il M° Giaroli che ringrazia.

Applausi finali con il M° Giaroli che ringrazia.

LA TRAVIATA del Bicentenario al Teatro Superga di Nichelino

dicembre 18, 2013

Sipario ancora calato: una sedia con un abito da festa adagiato sopra, una specchiera antica, un vassoio pieno di banconote vicino a Violetta che riposa forse dalle fatiche della sua attività professionale mentre un cliente (o amante-pagante che dir si voglia) termina di vestirsi e si allontana, quindi attacca il Preludio, durante il quale Violetta si alza e aiutata da Annina si abbiglia per l’imminente festa.

Violetta si veste...

Preludio Atto I

Terminata la quale il sipario si chiude e Violetta aiutata da Annina si toglie l’abito ripensando alla dichiarazione amorosa di Alfredo (Annina si ritira lasciando la padrona alla sua privacy).

"È strano!....." (Violetta)

“È strano!…è strano!…” (Violetta)

Nichelino (TO), 14.12.2013, il Teatro Superga  ha concluso le celebrazioni verdiane col titolo più amato e più rappresentato al mondo: La Traviata. La regista Maura Ippoliti, di cui avevo apprezzato un bell’allestimento del Werther la scorsa primavera, dimostra ancora una volta intelligenza e buon gusto con uno spettacolo che pur rimanendo nell’ambito della tradizione è integrato con elementi di lieve “rottura” dosati parcamente, senza alcuna pretesa di stravolgimenti e senza voler rivelare chissà quali verità nascoste. Come già nel Don Pasquale allestito due anni fa sembra citare alcuni allestimenti più illustri. Lo spettacolo è efficace e soddisfa le aspettative del pubblico. Una bella Traviata, allestita radunando un cast di tutto rispetto.

La locandina dello spettacolo

La locandina dello spettacolo

Rita Cammarano, soprano, pianista, musicologa, vincitrice di prestigiosi concorsi, con un vasto repertorio che comprende anche l’opera contemporanea è Violetta. Una Violetta che convince pienamente, sia nella coloratura del I atto, sia nella intensità lirica e drammatica degli atti successivi.

"Addio del passato..."

“Addio del passato…”

Alfredo è Valter Borin, tenore che ricopre spesso ruoli come Cavaradossi, Pinkerton, in cui alla bella voce unisce un fraseggio curato ed efficace. Il ruolo di “amoroso” gli si addice vista anche la bella presenza.

"Un dì felice..."

“Oh, quanto v’amo!”

Pierluigi Dilengite è un perfetto Germont padre, rude e severo. In piena forma vocale in ogni suo intervento; splendido il duetto del II atto con Violetta: uno dei momenti più riusciti della serata.

"Non sapete quale affetto..."

“Non sapete quale affetto…”

Ottimi tutti i comprimari. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Chiavari è Marco Zambelli, di cui avevo già apprezzato molto una Turandot al Carlo Felice di Genova lo scorso anno. Direttore esperto sa far emergere le qualità migliori dell’Orchestra e riesce a equilibrare orchestra e voci in una sala problematica sotto questo aspetto.

Marco Zambelli

Marco Zambelli

Molto apprezzati gli interventi coreografici del “Thedancestudio” di Albenga. Ottimo il Coro dell’Accademia della Voce del Piemonte diretto da Sonia Franzese.

Applausi finali

Applausi finali (da sx: Claudio Ottino, Sonia Franzese, Pierluigi Dilengite, Rita Cammarano, Marco Zambelli, Maura Ippoliti, Valer Borin, Sabina Asadova)

Sicuramente non una Traviata di quelle che “fanno discutere”, ma se si va all’opera per provare emozioni forse l’obiettivo è stato raggiunto.

ATTILA di Verdi inaugura la Stagione lirica al Teatro Superga di Nichelino (TO)

novembre 20, 2013
Gabrielle Mouhlen

Gabrielle Mouhlen

Ecco un nome da tenere bene a mente: Gabrielle Mouhlen, soprano olandese attivo molto in Italia. Ha cantato in modo superbo la parte di Odabella nell’Attila che inaugurava la Stagione 2013/14 del Teatro Superga. Ammetto che per me è stata una piacevole sorpresa: sapendo quanto difficile sia la parte del soprano in quest’opera ero quasi rassegnato a ricorrere alla comprensione e all’indulgenza che ho in genere nei confronti di chi affronta tali imprese canore. Invece…. appena ascolto “Santo di patria indefinito amor!” quasi non credo alle mie orecchie, ma la sorpresa non finisce lì: l’aria che apre il I atto è un vero incanto che strappa applausi a scena aperta. Mi sembra che nel ruolo di Odabella fosse al suo debutto: caspita!!!

Ho iniziato in modo anomalo e chiedo venia agli altri componenti del cast se mi sono lanciato nelle lodi della Mouhlen, ma penso siano d’accordo con me. Allora: mentre in Italia si affilano i coltelli e le forbici per tagliare quanto rimane di cultura (e in tal caso l’opera e la musica classica hanno una precedenza assoluta) c’è ancora un’isola felice nei sobborghi di Torino: Nichelino. Il Comune e gli Assessori dichiarano che proprio nelle crisi si deve puntare sulla cultura, ma non solo, caso unico, considerano l’opera e la musica classica patrimonio culturale!!! Non lo fanno a parole, ma con i fatti. Per cui la Stagione lirica giunge alla tredicesima edizione e ha sempre otto titoli! Il primo titolo è appunto Attila di Giuseppe Verdi. Nel bicentenario il Superga ha proposto quattro titoli: Luisa Miller e Otello nella scorsa stagione, Attila e La Traviata nella stagione in corso. Da notare che, a parte Traviata, si tratta di proposte non usuali almeno nelle realtà operistiche minori. Attila è un po’ il culmine del Verdi prima maniera, opera trascinante per ritmi, cori, personaggi di dimensione epica. Sta riguadagnando terreno, ma continua a essere poco rappresentata. L’allestimento andato in scena al Superga lo scorso 16 novembre è della compagnia “Fantasia in re” che collabora assiduamente col Teatro. Regia (Paolo Bosisio), scene e costumi (Artemio Cabassi) molto tradizionali, insomma nulla che ricordi le astruserie viste a Vienna nello stesso titolo pochi mesi fa.

Stefano Giaroli

Sul podio Stefano Giaroli, che ha dato il giusto piglio eroico alla partitura e che ha diretto con grande slancio la sempre ottima Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte. Il coro ha grande ruolo in quest’opera e il Coro Lirico del Piemonte guidato da Sonia Franzese è stato pienamente all’altezza. Se la Mouhlen è stata per me una sorpresa, non lo sono stati Kazuhiro Kotetsu e Giorgio Casciarri che già avevo ammirato e applaudito al Superga.

Kazuhiro Kotetsu

Kotetsu, che lo scorso anno era stato Il Commendatore nel Don Giovanni,  è uno dei migliori bassi giapponesi e ha l’Attila in repertorio da almeno un decennio. Bella voce profonda e ben timbrata ha delineato un Attila epico e gigantesco, ma anche capace di sfumature in “Mentre gonfiarsi l’anima”.

Giorgio Casciarri

Ero pronto a scommettere sulla presenza di Giorgio Casciarri nel ruolo di Foresto. Il tenore fiorentino è da un po’ una costante sul palcoscenico del Superga in ruoli (Manrico, Edgardo, il Rodolfo della Luisa Miller) dove sono richieste quelle doti canore (voce squillante con facili acuti, canto generoso ed espressivo) che a lui certo non mancano. Non si risparmia e già dalla prima aria che conclude il Prologo svetta sugli acuti strappando i meritati applausi.

Il baritono Ivan Marino interpretava Ezio e si è distinto nell’aria di apertura del secondo atto. Completavano degnamente il cast Saverio Bambi (Uldino) e Franco Montorsi (Leone).