Archive for the ‘violinisti’ Category

Uto Ughi a Torino per l’Unione Musicale

gennaio 22, 2016

Uto Ughi

Uto Ughi ha compiuto 72 anni. Festeggiato in anticipo (con tanto di Happy Birthday) all’Auditorium Toscanini di Torino dove ha tenuto un concerto per l’Unione Musicale, che quest’anno compie 70 anni. Ughi non poteva certo mancare in questa Stagione concertistica in cui la gloriosa Istituzione musicale ha messo insieme gli interpreti più prestigiosi. Ughi avrà tenuto almeno 50 concerti in più di 40 anni di costante collaborazione. È tornato con i Filarmonici di Roma che lo seguono fedelmente con un programma di notevolissimo impegno: la Ciaccona di Tommaso Antonio Vitali, il Concerto KV519 di Mozart e il Quarto Concerto di Paganini. La Sinfonia n.49 di Haydn ha aperto la serata. Inoltre quei bis che il pubblico attende e che il Maestro concede generosamente: La ridda dei folletti di Bazzini (che è una sua costante), Oblivion di Piazzolla e, dietro insistenze del pubblico, un Tema di Paganini con Variazioni.

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Uto Ughi suona Oblivion 

Che dire? Uto Ughi è un mito vivente, il pubblico lo ama e il Maestro ama il suo pubblico. Altre parole sono superflue. Auguri ancora, Maestro!!!

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Riccardo Chailly e David Garrett in concerto a Milano. Diretta su Rai 5

maggio 30, 2015

David Garrett

Stasera alle 21:00 in Piazza del Duomo a Milano il Concerto per Milano della Filarmonica della Scala in occasione di Expo 2015. Dirige Riccardo Chailly. Solista David Garrett.

Riccardo Chailly

In programma:

Johannes BrahmsAcademic Festival Ouverture, op. 80

Max BruchConcerto no. 1 in sol min. op. 26 per violino e orchestra

Gioacchino RossiniGuglielmo Tell, Ouverture

Niccolò PaganiniCapriccio no. 24

Giuseppe VerdiVespri Siciliani, Ouverture

Vittorio MontiCzardas

Diretta su Rai 5.

 

 

David Garrett alla Sinfonica Rai. Dirige Tomas Netopil

marzo 6, 2015
David Garrett da foto ©T.Sabo

David Garrett da foto ©T.Sabo

Sold out all’Auditorium Toscanini della Rai: caso piuttosto raro, soprattutto se in programma non ci sono né il Boléro né la Rapsodie in Blue, bensì Brahms e nientemeno Bruckner. Sì, però c’era lui:

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett. Basta la parola! Giovanissimi con ovazioni da stadio gremivano ordini di posti anche poco appetibili (come galleria e balconata laterali), meno giovani sono accorsi incuriositi soprattutto dopo il film su Paganini, over …. (come lo scrivente) erano compiaciuti nel ringiovanimento di una sala che generalmente al rosso delle poltrone alterna il grigio dei capelli. Potere dei media!!! Certo che David Garrett a livello mediatico ci sa fare. Un look anticonformista, che lo fa sentir vicino ai giovanissimi, il crossover in cui è specialista con incursioni nel rock, un indubbio virtuosismo e il gioco è fatto. Il suo album Rock Symphonies del 2010 è stato un vero successo e ha venduto un milione di copie.

A questo punto ci si aspetterebbe una lettura estroversa, estrosa, zeppa di effetti quando affronta pagine come il Concerto in re maggiore op.77 di Brahms proposto a Torino.

David Garrett durante l'esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

David Garrett durante l’esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

Invece Garrett lo ha eseguito in modo “castigato”, quasi pudico: non dico che eguagliava la lettura sommessa, intima di Midori dell’ultima volta in quel di OSN Rai (2013), ma non ne era neppure tanto lontano. Devo aggiungere che qualche prova in più avrebbe giovato, a mio parere: solista e orchestra non mi sono parsi in totale sintonia e l’orchestra copriva spesso il suono del violino (esecuzione di giovedì 5 marzo).

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

Mi aspettavo un numero maggiore di bis, dove il vero, l’autentico Garrett sarebbe emerso; invece è stato molto parco: una pagina bachiana e un breve brano virtuosistico eseguito a velocità da F1 con ovazioni da stadio alle quali l’Auditorium non è ancora abituato.

David Garrett durante il bis © Più Luce

David Garrett durante il bis © Più Luce

Dopo di che è scomparso e l’Orchestra ha intuito che era ora di alzarsi. In verità incombeva nella seconda parte un monumento sinfonico: la Quinta Sinfonia di Anton Bruckner e Garrett deve aver capito che di tempo non ne avanzava molto. [Non si poteva abbinare un brano di durata più breve e lasciare più spazio a Garrett dal momento che la maggior parte degli spettatori era accorsa per lui?]

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Stavo quasi dimenticando il bravo Tomáš Netopil (potere dei media!!!) che ha affrontato la sinfonia col giovanile ardore dei suoi 40 anni dandone una lettura tesa, mossa, dai tempi stretti, bruciando il tutto in poco più di 65 minuti: evidentemente la velocità di Garrett lo ha contagiato. Parte del pubblico nonostante la generosità di Netopil ha gradualmente abbandonato la sala durante l’esecuzione, creando spesso disturbo a chi invece rimaneva saldo in postazione.

La sala durante il concerto © Più Luce

La sala durante il concerto © Più Luce

Ci saranno motivi molto seri per costringere chi ha necessità o desiderio di lasciare la sala a usufruire di una sola uscita facendo spesso fare un lungo giro con rumor di tacchi durante i pizzicati bruckneriani. Se invece così seri non dovessero essere, visto che le vigilantes sono in numero congruo (una per uscita) perché non fare utilizzare l’uscita più vicina senza creare eccessivi disagi? Visto l’appeal mediatico dell’evento mi sarei aspettato non dico la diretta tv, sulla cui morte ormai piango sconsolato, ma almeno una ripresa con differita: niente!  Come mai si lascia perdere David Garrett, il cui feedback in termini di audience sarebbe stato notevole? rinuncio a capire Smiley.

 

Simone Lamsma e Marc Albrecht alla OSN Rai

gennaio 31, 2015

A Torino è il momento dei virtuosi del violino: dopo Leonidas Kavakos, Renaud Capuçon (per altro in concorrenza nella stessa serata), Viktoria Mullova ecco Simone Lamsma al suo debutto alla OSN Rai.

Simone Lamsma interpreta Elgar a Madrid lo scorso 10 gennaio

Simone Lamsma nel Concerto di Elgar a Madrid il 5 dicembre 2014

29 anni compiuti lo scorso 5 ottobre, la Violinista olandese si sta affermando sulla scena internazionale. Al suo apparire fa subito colpo per l’innegabile bellezza della persona, ma appena suona lo Stradivari “Mlynarski” seduce con l’assoluta bellezza del suono. Cantabilità e melodia ne sono tratti peculiari e non è casuale che tra i suoi autori preferiti ci sia Elgar e tra i brani in repertorio abbia il Concerto in re maggiore op.61 di Beethoven eseguito all’Auditorium Toscanini per la Stagione della OSN Rai.

Simone Lamsma nel Concerto op.61 alla Rai

Simone Lamsma nel Concerto op.61 alla Rai

La Lamsma rende perfettamente l’estremo lirismo espressivo dell’unico concerto per violino di Beethoven e trova in Marc Albrecht sul podio un partner musicale ideale.

Simone Lamsma al termine del Concerto di Beethoven alla Rai

Simone Lamsma al termine del Concerto di Beethoven alla Rai

Applausi calorosi e meritatissimi cui ha risposto con un bis bachiano.

Applausi al termine del Concerto op.61

Applausi al termine del Concerto op.61

Un ritorno per Marc Albrecht di cui già scrissi nelle altre occasioni (chi fosse interessato a leggere clicki sul tag del suo nome). Direttore della Netherlands Philharmonic e di conseguenza della Dutch National Opera, predilige Wagner, Richard Strauss e i contemporanei. Ha completato la serata con la Prima Sinfonia in do minore op.68 di Brahms (invece della Seconda in un primo tempo programmata e a cui continuano a far riferimento i comunicati stampa dell’Orchestra).

Marc Albrecht dirige la Prima di Brahms alla Rai

Marc Albrecht dirige la Prima di Brahms alla Rai

Albrecht ne ha dato una lettura tesa, di notevole spessore fonico con ottoni e timpani in evidenza, dai tempi un po’ stretti, con il ritornello tagliato. In altre parole sembrava voler sottolineare l’ascendenza beethoveniana della composizione: la Nona, ma anche la Quinta (con cui la Prima brahmsiana condivide la tonalità di do minore e, casualmente, quasi il numero d’opus con una unità di scarto); un percorso che dai contrasti, le tensioni e drammi iniziali giunge alla conclusione luminosa e catartica.

Marc Albrecht sul podio della OSN nella Prima di Brahms

Marc Albrecht sul podio della OSN nella Prima di Brahms

Insomma si direbbe che per Albrecht la Prima di Brahms sia proprio la “Decima” di Beethoven, anche se con sonorità che la apparentano ai poemi sinfonici di Strauss. Si può dissentire da tale interpretazione, ma va riconosciuta la coerenza con cui il Direttore la porta a termine.

Applausi finali a Direttore e Orchestra

Applausi finali a Direttore e Orchestra

Tanto per non smentirmi:

– La Prima di Brahms in quattro mesi è stata eseguita a Torino ben tre volte. (Il famoso “coordinamento” tra istituzioni musicali…)

– Il Concerto op.61 di Beethoven lunedì sarà eseguito al Regio nella Stagione Sinfonica del Teatro (altro effetto del “coordinamento”…)

– Il Concerto di cui sopra sarà in concomitanza con due concerti di altre due istituzioni musicali torinesi (Unione Musicale e Accademia Stefano Tempia) con frustrazione e rinunce di tanti fedeli abbonanti (meno male che si “coordinano”…).

Bah…: non che le programmazioni concertistiche debbano necessariamente essere “coordinate”, ma se ci si provasse ci sarebbe sicuramente una maggiore fruibilità con benefici per tutti. Finché esistono solo nelle flatulenze verbali di qualche politico locale i risultati sono quelli attuali… Smiley

 

Viktoria Mullova torna alla OSN Rai. Sul podio Jakub Hrůša.

novembre 1, 2014

Un atteso e graditissimo ritorno della grande Viktoria Mullova al 3° Concerto della Stagione della OSN Rai.

Viktoria Mullova

Viktoria Mullova

Il repertorio della Mullova spazia dal barocco alla pop music, ma le pagine dove a mio parere dà il meglio sono quelle del Novecento come il Primo Concerto op.77 di Dmitri Shostakovich.

La Mullova e la OSN Rai durante le prove del Concerto op.77 di Shostakovich

Interprete ideale per questa pagina che dietro un’apparenza glaciale nasconde una profonda emotività, percettibile soprattutto nella lunga Passacaglia che sconfina nella Cadenza.

Viktoria Mullova e l’OSN Rai

Debutto invece per il 33enne Jakub Hrůša, che la rivista Grammophone include tra i dieci direttori emergenti d’oggi (ignoro chi siano gli altri nove e chi sia l’undicesimo).

Jakub Hrůša

Jakub Hrůša

Direttore della Prague Philarmonia e direttore del Glyndebourne on tour.

Jakub Hrůša a Glyndebourne ©Eric Richmond

Per il concerto alla OSN Rai ha proposto due prodotti locali della sua terra d’origine (mi si scusi l’espressione gastronomica, forse influenzata dal Salone del Gusto). In ogni caso bene ha fatto poiché il poema sinfonico Hakon Jarl di Smetana era in prima esecuzione Rai e la Sesta Sinfonia op.60 di Dvořák era in seconda esecuzione, dopo quella di 5 anni e mezzo fa. Se nel primo caso si tratta di un brano che fatica ad uscire dai confini cechi (anche discograficamente fa eccezione l’incisione del nostro Gianandrea Noseda, che rivolge costantemente l’attenzione a un repertorio poco frequentato), il secondo è una pagina molto conosciuta, ma finora alla OSN Rai le attenzioni dvořákiane si limitano alla Nona e Ottava (sporadicamente la Settima), le prime cinque credo che non siano mai state proposte. Poiché il direttore principale eccelle soprattutto in questo repertorio perché non si colma questa lacuna? la Terza, la bellissima Quarta e la Quinta meriterebbero più attenzioni dell’ennesima riproposta dei soliti Bolero, Rapsodia in Blue, Zarathustra, Petrushka di cui abbiamo ormai in 20 anni fatto più che il pieno. O dobbiamo attendere un altro volenteroso rappresentante di “prodotti DOP”?

Jakub Hrůša

Jakub Hrůša