Archive for the ‘violisti’ Category

Viktor Tretiakov e Yuri Bashmet con la OSN Rai. Dirige John Axelrod

marzo 22, 2014

Per i nostalgici:

 Viktor Tretiakov 19enne vinceva nel 1966 il primo premio del Concorso Ciaikovskij (si vede David Oistrach nella giuria). Se non ricordo male debutterà all’Auditorium Rai cinque anni dopo, nel 1971 col Secondo Concerto di Shostakovich (Aldo Ceccato sul podio). Ritorna un po’ a sorpresa (non era previsto nel programma ufficiale) ormai 67enne a fianco di un altro over 60: l’amico Yuri Bashmet nella Sinfonia Concertante KV 364 di Mozart. Un brano celeberrimo, dove più che il virtuosismo dei due strumentisti è prevalente l’affinità e la loro simbiosi.

Tretiakov e Bashmet durante la prova generale

Tretiakov e Bashmet durante la prova generale

Essendo una coppia musicale ben collaudata l’intesa era perfetta e tale anche era anche con l’Orchestra diretta da John Axelrod.

Un altro momento delle prove

Un altro momento delle prove

Molti applausi nella speranza, forse, di un bis che non è giunto. Axelrod, che continua il suo fruttuoso rapporto con la OSN Rai, ha proposto nella seconda parte della serata la Settima Sinfonia di Dmitri Shostakovich. Pagina tra le più conosciute del Musicista, forse per l’occasione che la generò: l’assedio di Leningrado da parte delle truppe tedesche nel 1941. La Sinfonia venne eseguita a Mosca il 15 marzo 1942 e il 22 giugno già a Londra, nonché, trasportata in microfilm, a New York il 19 luglio sotto la bacchetta di Toscanini. Nell’arco di due anni negli USA fu diretta da Stokovski, Mitropoulos, Monteux, Koussevitzki, Rodzinki raggiungendo ben le 62 esecuzioni. Divenne il simbolo della resistenza e della lotta contro gli invasori e tale in parte rimane. Certo il primo movimento con la marcetta ossessiva, che ben simboleggia nella sua quasi robotica banalità l’assurdità della guerra, non ha perso ancora la forza trascinante che sicuramente ebbe più di 70 anni fa. Eccellente la performance della OSN sotto la guida di John Axelrod.

John Axelrod sul podio della OSN Rai

John Axelrod sul podio della OSN Rai

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Rudolf Barshai

novembre 6, 2010

Rudolf Barshai

Il 2 novembre scorso Rudolf Barshai è morto nella sua abitazione svizzera dove viveva da alcuni anni. Era nato a Stanitsa Lobinskaya il 28 settembre 1924. Aveva studiato al Conservatorio di Mosca con Vadim Borisovskij. Iniziò come violista esibendosi con Sviatoslav Richter e in trio con Mstislav Rostropovich e Leonid Kogan. Fece parte del Quartetto Borodin dal 1945 al 1953. Nel 1955 fondò l’orchestra da Camera di Mosca che diresse fino al 1977, anno in cui lasciò l’URSS ed emigrò in Israele, dove diresse la Israel Chamber fino al 1981. Dal 1982 al 1986 fu direttore principale della Bournemouth Symphony. Fu grande interprete di Shostakovich, di cui trascrisse per orchestra alcuni quartetti per archi. Curò anche un completamento della Decima di Mahler. La sua incisione integrale delle Sinfonie di Shostakovich ha ottenuto notevoli riconoscimenti ed è di fatto una delle migliori in assoluto.

Ho vari ricordi di sue performance come direttore sia a capo dell’Orchestra da Camera di Mosca sia come direttore ospite dell’Orchestra Rai. L’ultima risale a pochi anni fa in cui sostituì il previsto Penderecki e diresse una meravigliosa Quinta Sinfonia di Ciaikovski.

Rimando all’articolo del Telegraph.

I Quartetti per piano e archi di Fauré con De Fusco, Pieranunzi, Geminiani e Fiore alla Unione Musicale di Torino

novembre 2, 2010

Pagine non proprio frequenti nelle stagioni concertistiche, i Quartetti per pianoforte e archi di Gabriel Fauré meriterebbero di figurare di più nei cartelloni delle istituzioni musicali. L’Unione Musicale di Torino merita davvero una lode per averle proposte alla inaugurazione della serie pomeridiana domenicale e in una esecuzione affidata a dei fuoriclasse: la grande Laura de Fusco con Gabriele Pieranunzi al violino, Gabriele Geminiani al violoncello e Francesco Fiore alla viola.

Laura de Fusco

Evidente il retaggio brahmsiano in entrambi i quartetti, ma se nell’op.15 è più percettibile, nella più matura op.45 Fauré acquisisce una autonomia formale e una maturità compositiva che lo affranca dal modello ineludibile. Il culmine è l’etereo e quasi incorporeo Adagio non troppo, una delle più belle pagine non solo del Musicista francese, ma di tutta la musica da camera. L’esecuzione di altissimo livello ha conquistato il pubblico. Non poteva mancare l’omaggio a Robert Schumann nel suo bicentenario, naturalmente il meraviglioso Andante cantabile dall’op.47, la pagina che ognuno vorrebbe portarsi nell’ “isola deserta”….