Posts Tagged ‘Antonin Dvorak’

Mischa Maisky e James Conlon con la OSN Rai per un tutto Dvořák

maggio 15, 2017
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Mischa Maisky e James Conlon alla OSN Rai ©Più Luce

Mischa Maisky torna a Torino dopo il concerto di febbraio per l’Unione Musicale con uno dei suoi cavalli di battaglia: il Concerto op.104 di Dvořák, forse il concerto per violoncello per antonomasia. Lo eseguì già alla Rai nel 2003 (dirigeva Kirill Petrenko) e già allora ne diede una performance indimenticabile (anche se poi in articoli di alcuni mesi fa a proposito di Petrenko quell’evento era stranamente rimosso). Anche stavolta ne è stato interprete eccezionale assecondato da un Direttore che mostra una particolare predilezione per la musica di Dvořák.

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Esecuzione del Concerto op.104 © Più Luce

James Conlon già lo scorso anno, anche a maggio, propose una serata tutta dvořákiana in cui al Concerto per violino era abbinata la Settima Sinfonia, Stavolta l’Ottava op.88, sinfonia ormai tra le più eseguite assieme alla celeberrima Nona: anzi fu la prima sinfonia di Dvořák che la OSN appena nata eseguì  sotto la bacchetta del compianto Eduardo Mata. Conlon deve prediligerla se l’ha proposta al Concerto di Capodanno della Fenice dello scorso anno. E si sente.

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Esecuzione dell’Ottava op.88 © Più Luce

Una esecuzione molto partecipe con orchestra in eccellente forma che ha riscosso notevole successo.

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Applausi finali © Più Luce

Il Concerto è stato replicato a Roma ieri alle 18:00: è stato, se non sbaglio il debutto della OSN all’Auditorium Parco della Musica. Proprio questa replica ha avuto gli onori della ripresa tv e sarà trasmessa il 20 luglio p.v., con buona pace di coloro che si aspettavano le dirette da Torino, sede dell’Orchestra, come annunciato a voce e per iscritto.
C’è da supporre che l’amore di Conlon per Dvořák generi nella prossima stagione un altro concerto monografico? magari a maggio? con scarsa fantasia si ipotizzerebbe la inflazionatissima Nona (dopo 7ª e 8ª…), io vorrei immaginare invece qualche sinfonia di quelle mai eseguite in Rai Torino, come la Prima, la Terza o la Quarta (la Seconda ebbe una sola performance più di mezzo secolo fa). Forse ho troppa fantasia….? vedremo tra poco quando, si spera in modo meno avvolto nel mistero, sarà rivelata la futura stagione della OSN.

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Europakonzert 2017 dei Berliner Philharmoniker su Das Erste

maggio 1, 2017

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Oggi alle 11:00 andrà in onda su Das Erste il rituale Europakonzert dei Berliner Philharmoniker in diretta da Cipro. Dirige Mariss Jansons. In programma musiche di Weber (Overture da Oberon e Concerto per clarinetto e orchestra op.73) e Dvorak (Ottava Sinfonia). È possibile seguirlo in diretta streaming sulla Digital Hall per gli abbonati.

Concerto della OSN Rai in diretta su Rai 5. Dirige James Conlon, solista Jennifer Koh.

maggio 5, 2016

Antonin Dvorák nel 1885, anno della VII Sinfonia

Dedicato interamente a musiche di Antonin Dvorák il Concerto della OSN Rai che sarà trasmesso in diretta tv stasera a partire dalle 20:20 su Rai 5. In programma l’Ouverture Carnaval op. 92, il Concerto per violino e orchestra op. 53 e la Settima Sinfonia op. 70. Sul podio James Conlon, che dal prossimo ottobre sarà direttore principale dell’Orchestra.

James Conlon

Solista nel Concerto Jennifer Koh, violinista statunitense di origini coreane.

Jennifer Koh ©C.Berkey/NY Times

Conlon ha interesse per la musica di Dvorák: al Concerto di Capodanno alla Fenice aveva diretto l’Ottava Sinfonia, sua la direzione di una giustamente celebre edizione di Rusalka con la Fleming e la regia di Carsen. La Koh ha una particolare passione per la musica ceca. Ci sono i presupposti per un concerto di notevole interesse.

Jennifer Koh alla prova generale con la OSN Rai

Il commento del concerto dal vivo:

https://musicofilia.wordpress.com/2016/05/06/james-conlon-e-jennifer-koh-alla-osn-rai/

Mario Brunello suona Kabalevskij alla Stagione Rai. Sul podio John Axelrod

aprile 15, 2012

Mario Brunello ©M.Branca

Mario Brunello ha un repertorio vastissimo che spazia da Bach ai contemporanei. Ha proposto per il 17° concerto della Stagione Rai il Secondo Concerto op.77 di Dmitrij Kabalevskij, opera non molto nota, almeno da noi, e che risulta in prima esecuzione Rai a Torino.

Dmitrij Kabalevskij (a sx) con Daniil Shafran, esecutore dei suoi concerti per violoncello e orchestra.

Composto nel 1964, il concerto si mantiene fedele alla totale adesione dell’Autore ai canoni dell’estetica musicale di regime, di cui Kabalevskij fu sempre convinto assertore. Ciò forse lo ha fatto spesso liquidare frettolosamente in Occidente e giunge quanto mai opportuna l’occasione per conoscerlo più a fondo e rivalutarlo. I motivi di interesse non sono pochi e il Concerto ha momenti notevoli, soprattutto nell’ampio finale, che Brunello ha messo in luce con una performance superlativa. Sul podio John Axelrod, che aveva già collaborato con Brunello a Lugano nello scorso novembre nel Secondo concerto di Rota.

John Axelrod

L’assidua collaborazione con l’Orchestra sta dando risultati eccellenti e devo dire che Axelrod mi stupisce sempre di più a ogni sua apparizione. Spero veramente che questo fecondissimo rapporto continui nel tempo, anche se istituzioni più intraprendenti e lungimiranti se lo sono assicurato con incarichi fissi. Kabalevskij, il musicista sovietico per antonomasia, è stato racchiuso da due pagine che evocano gli Stati Uniti (una casualità?): le Variazioni su “America” di Ives e la Nona Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”di Dvořák. Quest’ultima è pagina fin troppo conosciuta e forse logorata dalla routine. Axelrod è riuscito a restituirle una perduta verginità con una intensa, partecipe e convinta interpretazione che ha coinvolto al massimo Orchestra e pubblico. Lo ha fatto senza andarsi a cacciare in chissà quali ricercatezze e nuove prospettive di lettura, ma con lo slancio e la musicalità di chi vi si accosta quasi per la prima volta. E sembrava davvero di provare magicamente le stesse emozioni della prima volta di ascolto… Quando un interprete riesce a far questo è, secondo me, un “grande”: comincio a pensare che Axelrod sia veramente tale.

Tate dirige Delius, Britten e Dvořák alla Stagione OSN Rai

marzo 20, 2009

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Il pezzo forte della serata era sicuramente la cantata drammatica Phaedra op.93 per voce e piccola orchestra di Benjamin Britten, composizione estrema del Musicista britannico, in cui la morte è vista come unica via d’uscita di una passione impossibile (l’amore incestuoso di Fedra per Ippolito). “Death will give me freedom; oh it’s nothing not to live. Death to the unhappy’s no catastrophe!”. La breve composizione su testo di Robert Lowell, da Racine, alterna recitativi accompagnati da clavicembalo e violoncello e arie secondo lo schema delle cantate barocche, ma la scrittura musicale esprime tutta la inquietudine dell’inconscio di Fedra. Ne è stata ottima interprete il mezzosoprano Julianne Young, che avevo già ammirato e applaudito nella parte di Alcina nell’Orlando Furioso di Vivaldi nel settembre 2006.

Julianne Young

Julianne Young

Se la Phaedra era in prima esecuzione Rai, l’ultima esecuzione della Sesta di Dvořák (la Prima nella numerazione Simrok) risaliva a più di 30 anni fa sotto la bacchetta del compianto Yuri Ahronovich, che tanto amava questa sinfonia al punto che è il motivo che introduce al sito web a lui dedicato. Meriterebbe più attenzione e diffusione in sede concertistica, dove a nulla sembra aver giovato l’inserimento in catalogo delle prime quattro sinfonie dell’Autore se poi ne vengono solitamente trascurate sei. Jeffrey Tate, che già nel 2001 aveva proposto la Quinta, ne ha dato una bella interpretazione dove gli influssi brahmsiani si coniugavano perfettamente con quelli di musica popolare ceca, senza caricare questi di eccessive valenze folkloristiche.

Ad aprire il concerto Brigg Fair, “rapsodia inglese” di Frederick Delius, in cui sono evidenti reminiscenze debussyane. Vi propongo la prima parte (che può esser completata eventualmente da chi ne ha piacere)

Si replica stasera.