Posts Tagged ‘Bizet’

CARMEN di Bizet al Teatro Regio di Torino

dicembre 25, 2019

Carmen di Bizet torna al Regio di Torino dopo tre anni, stavolta in un allestimento famoso del Teatro Lirico di Cagliari firmato Stephen Medcalf, che vinse il Premio Abbiati 2006. Il Regista britannico sposta la vicenda nella Spagna franchista, ma a parte questa trasposizione temporale rimane fedele al libretto: insomma uno spettacolo che può soddisfare le esigenze di chi vuole innovazioni nel teatro d’opera e di chi rimane fedele alla “tradizione”. A parte i costumi, i ventilatori a soffitto nella taverna di Lillas Pastia, un aereo nel terzo atto tutto scorre secondo libretto.

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III atto

Si è giustamente scelta la versione opéra-comique con i parlati. Circa un cinquantennio fa la versione Guiraud con i recitativi cantati sembrò archiviata per sempre al punto da destare scandalo la pubblicazione di un’edizione discografica a metà degli anni 70 che li riproponeva; oggi però tale versione sembra riprendersi una rivincita e molte istituzioni anche importanti (come ad es. il San Carlo di Napoli pochi anni fa) la rappresentano. È molto strano che da una parte si scritturano registi che danno letture innovative dell’opera mentre dall’altra musicalmente si torna indietro di mezzo secolo. Giacomo Sagripanti, sul podio del Regio, si tiene fedele e coerente con questa scelta e dà una lettura sobria dell’opera, priva di effetti plateali. I parlati eseguiti quasi integralmente portano la durata complessiva dello spettacolo a 4 ore circa (compresi i due intervalli e la pausa cambio scena tra terzo e quarto atto), parte dei cantanti non ha familiarità con la lingua francese e di conseguenza recita piuttosto male: è uno scotto da pagare ma ne vale secondo me la pena. Carmen è opéra-comique e come tale va eseguita. Ho scelto una recita con il secondo cast, soprattutto per la presenza di Martina Belli nel ruolo eponimo.

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Martina Belli

La Cantante reggiana ha Carmen in repertorio da un paio di anni, ne ha il phisique du rôle, sa dare la giusta carica di sensualità e di erotismo, aiutata dalla innegabile bellezza. A ciò si aggiunga una prova musicale maiuscola, grazie a una voce vellutata e voluttuosa e a una interpretazione che coglie tutte le sfumature del personaggio. Insomma non ho avuto dubbi sulla scelta e non me ne sono affatto pentito.

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Martina Belli ©M.Barbaro

Una bellissima sorpresa la Micaëla di Giuliana Gianfaldoni, che conoscevo solo di nome. Una voce incantevole, eterea, che ben si addice al personaggio: una Micaëla ideale.

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Giuliana Gianfaldoni nel ruolo di Micaela ©E.Piva

Meno appagante il cast maschile: Peter Berger (Don José) ha bella voce, ben timbrata, ma la scarsa familiarità col francese forse lo mette in difficoltà e non solo nei parlati. Non mi ha convinto neppure l’Escamillo di Andrei Kymach, che mi è sembrato un po’ a disagio nei panni del torero (nella aria del Toreador mi è parso fuori tempo rispetto all’orchestra).

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a dx : Martina Belli e Andrei Kymach nel II atto ©E.Piva

Ottimi i comprimari  e come sempre il Coro.

Belli e Berger

Martina Belli e Peter Berger © E.Piva

“Les pêcheurs de perles” di Bizet al Teatro Regio di Torino

ottobre 14, 2019

La Stagione lirica del Regio di Torino parte con un’opera non molto diffusa: Les pêcheurs de perles di Bizet. Si è scritto e parlato di “scelta coraggiosa”. Tengo a precisare, visto che altrove non mi è parso espresso chiaramente, che il merito, se merito c’è, va esclusivamente alla gestione precedente (Graziosi-Galoppini).

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Manifesto della prima assoluta del 1863

Mancava dalle scene torinesi dal maggio 1959 quando fu data come “I pescatori di perle” con interpreti come Alfedo Kraus e Renata Scotto, direttore Oliviero De Fabritiis (bei tempi!!!!). Nel marzo 2015 venne eseguita in forma di concerto all’Auditorium Rai nella Stagione della OSN. Ne scrissi e segnalo il post:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/03/13/les-pecheurs-de-perles-di-bizet-alla-osn-rai/

Come scrissi allora, il titolo negli ultimi anni gode di un discreto interesse: nel 2004 a Venezia (anche in DVD), nel 2008 a Trieste in uno spettacolo con la regia di Sparvoli che fu ripreso in altri teatri (Verona, Napoli, Parma, Modena), a Salerno nel 2012, nel 2016 a Firenze. PescatoriDiPerle_041

Ryan Mc Adams, 37enne direttore statunitense, è un po’ uno specialista di questa partitura che ha già affrontato alla Rai nel 2015 e a Firenze l’anno successivo. Tale si è rivelato anche stavolta al Regio e la sua direzione è stata concordemente ammirata da pubblico e critica. Meno invece l’allestimento di Julien Lubek e Cécile Roussat che hanno curato regia, scene, costumi, coreografia e luci. Le recensioni da me lette sono in maggior parte negative. A me invece lo spettacolo non è dispiaciuto. «È una fiaba romantica che si muove con sensualità in un Oriente fantastico, specchio dei nostri sogni, per farci gustare il sapore inafferrabile del ricordo; certo datato nel tempo, ma di portata universale, ancora oggi» (così i registi in una intervista su Sistema Musica). « Il nostro allestimento propone l’opera come una serie di quadri – ora più luminosi, ora in chiaroscuro – che mettono in risalto l’evoluzione psicologica dei protagonisti nelle diverse fasi dell’azione. È come se i ricordi dei protagonisti si esprimessero sotto forma di dipinti nei quali il popolo-coro funge da sfondo. Due elementi saranno onnipresenti: l’acqua, rappresentata dagli specchi, e i tetti a punta evocanti un’Oriente sensuale magico e misterioso, come tante alcove segrete dove si racconta la storia» (idem).

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Nel cast vocale svetta Hasmik Torosyan nella parte di Leila. Le parti cantate da lei sono state le più convincenti.

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Hasmik Torosyan

Molto meno il Nadir di Kévin Amiel. Nell’aria più famosa dell’opera mi è sembrato in difficoltà, si è poi ripreso nel secondo e nel terzo atto. Pierre Doyen ha affrontato il ruolo di Zurga sostituendo il collega indisposto. Sostituzione avvenuta in extremis e almeno per questo merita le lodi.

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Non male Ugo Guagliardo nel ruolo di Nourabad. Ottimo il Coro istruito da Andrea Secchi. Pubblico numeroso che ha tributato applausi agli interpreti.

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“Carmen” di Bizet (Verona,2003) su Rai 5

agosto 17, 2019

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Continua l’omaggio a Zeffirelli con questa Carmen areniana pluritrasmessa e plurireplicata. D’accordo che siamo a Ferragosto ed è meglio non proporre novità prelibate, ma riproporre, anche se con ottime intenzioni, un’opera trasmessa due mesi fa è un po’ esagerato. Se penso che nelle teche Rai giacciono l’Otello del 1976 e la Bohème dirette da Kleiber (di cui ricorre il 15° anniversario della scomparsa, un po’ trascurato), la Turandot diretta da Maazel non posso non “fare la lagna” alla ennesima riproposta di questa Carmen che, a mio modestissimo avviso, non è la tra le miglior cose del grande Regista. Comunque domani mattina alle 10:00 circa su Rai 5.

https://musicofilia.wordpress.com/2011/08/27/carmen-di-bizet-arena-2003-su-rai-5/

LES PÊCHEURS DE PERLES di Bizet (Rai OSN, 2015) su Rai 5

marzo 30, 2019

Domani andrà in onda la replica de Les Pêcheurs de perles di Bizet eseguita nel marzo 2015 all’Auditorium Toscanini nel corso della Stagione della OSN Rai. Fu una delle migliori serate degli ultimi anni della OSN Rai e val la pena di rivederla e riascoltarla. Ne scrissi a suo tempo:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/03/13/les-pecheurs-de-perles-di-bizet-alla-osn-rai/

CARMEN di Bizet (Verona,2003) su Rai 5

ottobre 20, 2018

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Prosegue il ciclo che Rai 5 ha dedicato alle regie d’opere affidate a registi di cinema. Il ciclo genera dalla trasmissione in differita il prossimo giovedì del Rigoletto che John Turturro ha allestito al Massimo di Palermo. Dopo Ozpetek e la Cavani, Franco Zeffirelli. Be’ Zeffirelli a dire il vero è stato in realtà un regista di teatro, sia opera che prosa, che ha fatto anche del cinema e, a mio modestissimo avviso, rimane regista di teatro anche quando fa del cinema, non a caso le sue prove migliori in questo campo furono proprio le versioni cinematografiche dei drammi scespiriani. Fece anche dei filmopera, con risultati però non molto convincenti. Il regista d’opera nasce prima del regista di cinema: già agli inizi degli anni cinquanta del secolo scorso aveva curato regie alla Scala ( La Cenerentola, L’elisir d’amore, Il Turco in Italia), nel cinema, a parte qualche aiuto regia, bisogna arrivare al 1957 con Camping (pellicola di non grande rilievo), ma soprattutto alla fine degli anni sessanta con La bisbetica domata e Romeo e Giulietta. Nel frattempo aveva curato regie d’opera rimaste famose tra cui la celeberrima Bohème, che ancora oggi resiste nel tempo. Delle regie zeffirelliane Rai 5 ha scelto questa Carmen data all’Arena nel 2003. Poteva scegliere di molto meglio e il materiale non mancava. Fu trasmessa dalla stessa rete in pieno agosto nel 2011 e rimando a ciò che scrissi allora:

https://musicofilia.wordpress.com/2011/08/27/carmen-di-bizet-arena-2003-su-rai-5/