Posts Tagged ‘Bruckner’

Karl-Heinz Steffens e Herbert Schuch alla OSN Rai

gennaio 20, 2017

Doppio debutto alla OSN Rai: Karl-Heinz Steffens ed Herbert Schuch. Il primo si è dedicato da un po’ di anni alla direzione d’orchestra riscuotendo notevolissimi consensi, dopo una prestigiosa attività di clarinettista presso i Berliner Philharmoniker.

steffens

Karl-Heinz Steffens sul podio della OSN ©Più Luce

Il secondo è uno dei pianisti più accreditati della giovane generazione. Debutto in Rai, ma a Torino entrambi avevano avuto modo di farsi conoscere ed applaudire. Steffens aveva diretto nel marzo dello scorso anno un concerto wagneriano al Teatro Regio, Schuch aveva tenuto un recital per l’Unione Musicale ad Alba nell’aprile del 2014 eseguendo sonate di Beethoven e Schubert, due autori che predilige. Stavolta Schuch ha proposto l’esecuzione del Terzo Concerto di Beethoven, pagina che gli ha fruttato un ECHO Klassik per la registrazione con la WDR Orchester.

schuch-lvb

Herbert Schuch interpreta il Terzo Concerto di Beethoven alla Rai © Più Luce

Pagina che padroneggia e in cui mette in luce la sua intelligenza e sensibilità espressiva dimostrandosi un pianista maturo, nonostante la sua giovane età.

schuchsteff

Un momento del Concerto © Più Luce

Nella seconda parte della serata Karl-Heinz Steffens ha diretto la Settima Sinfonia di Bruckner. Proprio a Bruckner in questo momento sta dedicando gran parte della sua attività di direttore con l’Orchestra di Ludwigshafen. La Settima è la sinfonia più conosciuta e amata, forse la più riuscita. Ebbe un momento di diffusione grazie al cinema: Visconti la inserì nel film Senso.

(mi scuso per il doppiaggio inglese di un film italiano, ma il “convento” passa questo)

Steffens ne ha dato una bellissima interpretazione con una Orchestra perfetta in tutti settori.

steffens-bruckner

Steffens dirige Bruckner ©Più Luce

Esecuzione coronata da applausi da parte di un pubblico non particolarmente numeroso: influenza o la solita brucknerfobia che affligge ancora il pubblico torinese da tempo immemore? Stasera si replica.

—–
Come mi hanno fatto notare, Herbert Schuch non è al suo debutto presso la OSN, avendo già eseguito il Concerto di Ullmann il 28 maggio 2005. Mi scuso per l’errore.

Annunci

L’Orchestra Filarmonica di S.Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov inaugura MITO Settembre Musica 2015

settembre 7, 2015

È giunto alla nona edizione MITO Settembre Musica e inizia con gli stessi interpreti e identico programma sia a Milano (il 5 settembre) che a Torino (il 6 settembre). Grandissimi interpreti (forse il top dell’intera programmazione, a mio giudizio almeno): la Filarmonica di S.Pietroburgo e il suo direttore Yuri Temirkanov. L’illustre compagine è stata nominata “orchestra residente” del Festival già lo scorso anno: il riconoscimento di un dato di fatto, in quanto la sua presenza è stata una costante fin dal 1995, quando era ancora Torino Settembre Musica. Un legame di cui siamo fieri, soprattutto a Torino, visto che il Festival è nato, cresciuto e maturato qui. I legami con Temirkanov sono di più antica data e risalgono al 1972 quando ancora da noi quasi sconosciuto diresse un concerto alla Sinfonica di Torino Rai, lasciando stupefatti gli spettatori (fra cui lo scrivente);

Yuri Temirkanov prova al Kirov (oggi Marinskij) negli anni 70.

Yuri Temirkanov prova al Kirov (oggi Marinskij) negli anni 70.

tornò spesso sullo stesso podio (mai però da quando l’Orchestra è diventata Sinfonica Nazionale) e il pubblico torinese, solitamente compassato e misurato, divenne suo fervente ammiratore.

Yuri Temirkanov (agosto 2015)

Yuri Temirkanov (agosto 2015)

Ho spesso scritto che le orchestre russe, tra cui la Filarmonica di S.Pietroburgo, quando vengono in tournée da noi continuano l’antica abitudine di eseguire brani del repertorio russo, come se fossero prodotti a DOP, lamentando implicitamente che i programmi fossero spesso un replay di quanto proposto in precedenza. Be’, eccomi accontentato: stavolta Mendelssohn e Bruckner e le loro Quarte sinfonie.

La Filarmonica di S.Pietroburgo alla Scala il 5 settembre 2015

La Filarmonica di S.Pietroburgo alla Scala il 5 settembre 2015 © MITO

Ho letto alcune tentativi di individuare legami fra i due brani proposti con acrobazie mentali di tutto rispetto. Molto più semplicemente io penso che la Quarta di Mendelssohn sia stato un gradito omaggio alla nostra Italia essendo la Quarta di Bruckner il brano che l’Orchestra sta eseguendo in tournée (è stato eseguito ad Annecy il 30 agosto u.s., abbinato al Terzo concerto di Prokof’ev) …. ci sarebbe l’area austro-tedesca di provenienza e il n.° 4, ma si rischia però così di finire nel banale.

La Filarmonica di San Pietroburgo durante l'esecuzione della Quarta di Bruckner alla Scala il 5 settembre 2015 ©MITO

La Filarmonica di San Pietroburgo durante l’esecuzione della Quarta di Bruckner alla Scala il 5 settembre 2015 ©MITO

Questi autori sono sempre stati nel repertorio dell’Orchestra: esistono testimonianze discografiche di sinfonie bruckneriane dirette da Mravinskij che sono artisticamente eccelse. Quindi nulla di inedito, se non la proposta nella nostra città (a Milano lo scorso anno c’era già stata una esecuzione brahmsiana). Ascoltare il suono di questa Orchestra, che rimane diverso da quello ormai omologato della maggior parte delle orchestre occidentali e che Temirkanov sembra voler gelosamente preservare e conservare nel tempo, è sempre una gioia. Il colore degli archi e degli strumenti a fiato è qualcosa di affascinante. È tale anche in questo repertorio.

Assolo di corno all'inizio della Quarta di Bruckner

Assolo di corno all’inizio della Quarta di Bruckner

In Bruckner non c’è la ricerca di possibili ascendenze wagneriane, ma l’esaltazione della intensa ed espressiva cantabilità dei temi; forse era possibile scorgere qualche reminiscenza slava nel canto dei violoncelli nell’Andante e il Trio dello Scherzo sembrava avere un che di ciaikovskiano, ma forse sono solo impressioni. Il suono degli ottoni era stupendo e in questa Sinfonia diventa un valore aggiunto notevolissimo.

Applausi all'Orchestra e a Temirkanov al Lingotto il 6 settembre 2015

Applausi all’Orchestra e a Temirkanov al Lingotto il 6 settembre 2015 ©MITO

Bellissima anche l’Italiana di Mendelssohn, eseguita senza ritornelli (come ai vecchi tempi) e con un suono corposo che evitava volutamente i tentativi di filologie attualmente in voga.

Applausi al termine della Quarta di Mendelssohn a Torino il 6 settembre 2015

Applausi al termine della Quarta di Mendelssohn a Torino il 6 settembre 2015 ©MITO

Anche il bis proposto al termine del concerto era coerente con il repertorio austro-tedesco: il Momento Musicale n.3 di Schubert nella trascrizione di Ferdinand Thieriot. Applausi calorosi e affettuosi al termine della serata.

Spettatrice in standing ovation al termine del concerto © MITO

Spettatrice in standing ovation al termine del concerto © MITO

David Garrett alla Sinfonica Rai. Dirige Tomas Netopil

marzo 6, 2015
David Garrett da foto ©T.Sabo

David Garrett da foto ©T.Sabo

Sold out all’Auditorium Toscanini della Rai: caso piuttosto raro, soprattutto se in programma non ci sono né il Boléro né la Rapsodie in Blue, bensì Brahms e nientemeno Bruckner. Sì, però c’era lui:

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett. Basta la parola! Giovanissimi con ovazioni da stadio gremivano ordini di posti anche poco appetibili (come galleria e balconata laterali), meno giovani sono accorsi incuriositi soprattutto dopo il film su Paganini, over …. (come lo scrivente) erano compiaciuti nel ringiovanimento di una sala che generalmente al rosso delle poltrone alterna il grigio dei capelli. Potere dei media!!! Certo che David Garrett a livello mediatico ci sa fare. Un look anticonformista, che lo fa sentir vicino ai giovanissimi, il crossover in cui è specialista con incursioni nel rock, un indubbio virtuosismo e il gioco è fatto. Il suo album Rock Symphonies del 2010 è stato un vero successo e ha venduto un milione di copie.

A questo punto ci si aspetterebbe una lettura estroversa, estrosa, zeppa di effetti quando affronta pagine come il Concerto in re maggiore op.77 di Brahms proposto a Torino.

David Garrett durante l'esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

David Garrett durante l’esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

Invece Garrett lo ha eseguito in modo “castigato”, quasi pudico: non dico che eguagliava la lettura sommessa, intima di Midori dell’ultima volta in quel di OSN Rai (2013), ma non ne era neppure tanto lontano. Devo aggiungere che qualche prova in più avrebbe giovato, a mio parere: solista e orchestra non mi sono parsi in totale sintonia e l’orchestra copriva spesso il suono del violino (esecuzione di giovedì 5 marzo).

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

Mi aspettavo un numero maggiore di bis, dove il vero, l’autentico Garrett sarebbe emerso; invece è stato molto parco: una pagina bachiana e un breve brano virtuosistico eseguito a velocità da F1 con ovazioni da stadio alle quali l’Auditorium non è ancora abituato.

David Garrett durante il bis © Più Luce

David Garrett durante il bis © Più Luce

Dopo di che è scomparso e l’Orchestra ha intuito che era ora di alzarsi. In verità incombeva nella seconda parte un monumento sinfonico: la Quinta Sinfonia di Anton Bruckner e Garrett deve aver capito che di tempo non ne avanzava molto. [Non si poteva abbinare un brano di durata più breve e lasciare più spazio a Garrett dal momento che la maggior parte degli spettatori era accorsa per lui?]

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Stavo quasi dimenticando il bravo Tomáš Netopil (potere dei media!!!) che ha affrontato la sinfonia col giovanile ardore dei suoi 40 anni dandone una lettura tesa, mossa, dai tempi stretti, bruciando il tutto in poco più di 65 minuti: evidentemente la velocità di Garrett lo ha contagiato. Parte del pubblico nonostante la generosità di Netopil ha gradualmente abbandonato la sala durante l’esecuzione, creando spesso disturbo a chi invece rimaneva saldo in postazione.

La sala durante il concerto © Più Luce

La sala durante il concerto © Più Luce

Ci saranno motivi molto seri per costringere chi ha necessità o desiderio di lasciare la sala a usufruire di una sola uscita facendo spesso fare un lungo giro con rumor di tacchi durante i pizzicati bruckneriani. Se invece così seri non dovessero essere, visto che le vigilantes sono in numero congruo (una per uscita) perché non fare utilizzare l’uscita più vicina senza creare eccessivi disagi? Visto l’appeal mediatico dell’evento mi sarei aspettato non dico la diretta tv, sulla cui morte ormai piango sconsolato, ma almeno una ripresa con differita: niente!  Come mai si lascia perdere David Garrett, il cui feedback in termini di audience sarebbe stato notevole? rinuncio a capire Smiley.

 

Gaetano d’Espinosa dirige l’OSN Rai

ottobre 26, 2013

Quando si dice le combinazioni…Smiley: questa settimana a Torino un concerto della Dresden Staatskapelle, uno diretto da Fabio Luisi e uno diretto da Gaetano d’Espinosa.

Gaetano d'Espinosa

Gaetano d’Espinosa

Luisi fu direttore della Dresden Staatskapelle, di cui d’Espinosa fu Konzertmeister per 7 anni, ma non solo: fu proprio Luisi a scoprire il talento di d’Espinosa e a incoraggiare e farsi mentore della sua attività di direttore d’orchestra. Attività che iniziò casualmente; d’Espinosa non ha compiuto studi di direzione d’orchestra presso istituzioni musicali, ma dimostra qualità  fuori dal comune e in poco tempo sta emergendo sulla scena internazionale dirigendo orchestre di grandissimo prestigio. Ha già diretto alla Scala e l’ Orchestra Verdi di Milano, i cui vertici dimostrano una intraprendenza che dovrebbe servir d’esempio ai vertici della OSN Rai, non ha perso tempo nominandolo direttore ospite principale.

http://www.laverdi.org/italian/direzione_musicale.php

Gaetano d'Espinosa

Gaetano d’Espinosa

A giudicare dall’ottima Quarta Sinfonia di Bruckner eseguita nel terzo concerto della Stagione della OSN Rai siamo di fronte a un direttore che in breve tempo si affermerà tra i maggiori in circolazione oggi. Tempi stretti, fraseggio incisivo, un Bruckner meno contemplativo del solito; una visione personale un po’ in controtendenza che convince pienamente. L’Orchestra ha suonato magnificamente, una delle migliori performance degli ultimi tempi e ha dimostrato un’eccellente intesa col Direttore.

Gaetano d'Espinosa dirige l'OSN Rai

Gaetano d’Espinosa dirige l’OSN Rai

Nella prima parte delle serate sono stati inseriti brani volti a valorizzare alcune prime parti dell’Orchestra. Giovedì due concerti per violino, oboe e archi (il RV548 di Vivaldi e il BWV 1060a di J.S. Bach), Venerdì la Sinfonia Concertante KV297b di Mozart. Carlo Romano (oboe), Roberto Ranfaldi (violino) solisti il giovedì, Francesco Pomarico (oboe), Cesare Coggi (clarinetto), Corrado Saglietti (corno) Elvio Di Martino (fagotto) solisti il venerdì.

EUGEN JOCHUM

novembre 1, 2011

Eugen Jochum

Il nome di Eugen Jochum evoca immediatamente, soprattutto nei meno giovani, il nome di Anton Bruckner. Non a torto: sebbene Jochum sia stato anche grande interprete di Beethoven, Brahms, Bach e di tutto il repertorio sinfonico tedesco, fu soprattutto un apostolo di Bruckner, di cui diede interpretazioni che ancora oggi sono considerate un punto fermo. Incise due integrali sinfoniche bruckneriane: con la DGG negli anni 60

e con la EMI, poi commercializzata dalla Brilliant, alla fine degli anni 70.

Appartenente a una famiglia di musicisti (il padre era organista, il fratelli Otto e Georg Ludwig furono anch’essi direttori), nacque a Babenhausen il 1 novembre 1902. Dopo gli studi di pianoforte e organo ad Augsburg, studiò direzione d’orchestra a Monaco e in questa città debuttò nel 1926 dirigendo i Münchner Philharmoniker nella Settima di Bruckner. Nominato direttore all’Opera di Kiel, successivamente a Mannheim, quindi Generalmusikdirektor a Duisburg nel 1930. Dal 1932 al 1934 fu direttore alla Radio di Berlino ed ebbe anche occasione di dirigere i Berliner Philharmoniker. Nel 1934 succedette a Karl Boehm all’Opera e alla Filarmonica di Amburgo. Come Jochum stesso dichiarò in un’intervista ad Alan Blyth su The Grammophone, ad Amburgo il regime era “reasonably liberal”, il che gli permise di non iscriversi mai al partito, di includere nei programmi anche autori messi al bando  “I had a free hand to do everything I wanted to do”. Rimase ad Amburgo fino al 1949, quindi tornò a Monaco dove fu a capo dell’Orchestra della Radio Bavarese fino al 1960. Ebbe un frequente rapporto con l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam dove affiancò dal 1961 al 1963 Haitink. Fu spesso direttore della London Philharmonic e della London Symphony che lo nominò conductor laureate: proprio con la London Symphony realizzò la seconda integrale sinfonica beethoveniana. Dal 1969 al 1973 fu direttore principale dei Bamberger Symphoniker. Sulla sua passione bruckneriana dichiarò nella intervista citata sopra “Every young conductor has his problems with Mozart and Beethoven. I never found I had these problems with Bruckner; he seemed to come to me naturally.” Grande suo amore fu Bach.  “Perhaps even more than Bruckner, I love Bach.” Alcune sue incisioni bachiane sono ancora oggi esemplari. ad Haydn giunse piuttosto tardi.  “Haydn I came to later than the others. I used to conduct much more Mozart than Haydn”. Eugen Jochum morì a Monaco il 26 marzo 1987, giorno del 160° anniversario della morte di Beethoven.

Per ricordarlo propongo ai “volenterosi” un video con l’intera Settima di Bruckner:

http://www.youtube.com/playlist?list=PL48C84B79550AA0E8