Posts Tagged ‘Ciaikovskij’

Concerto per Milano in diretta su Rai 5

giugno 10, 2018

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Stasera alle 21:15 su Rai 5 in diretta da Piazza del Duomo in Milano sarà trasmesso il Concerto per Milano della Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly con Denis Matsuev solista. In programma il Concerto n.1 op.23 di Ciaikovskij e i Quadri di una esposizione di Musorgskij orchestrati da Ravel. Brani più che popolari come d’altronde l’evento richiede.

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Alexander Malofeev e Myung-Whun Chung alla OSN Rai

maggio 30, 2018
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Alexander Malofeev 

Non ancora diciottenne Alexander Malofeev è un pianista conteso dalle maggiori istituzioni musicali mondiali. Vincitore del primo premio al Concorso Ciaikovskij del 2014 è balzato alla notorietà e da allora si è esibito sui palcoscenici più prestigiosi. Debutta alla OSN Rai con la Rapsodia su un tema di Paganini op.43 di Rachmaninov, pagina di grande virtuosismo, famosa soprattutto per quella XVIII variazione

di cui anche il cinema ha fatto uso: Miklos Rozsa la inserì efficacemente nel film “Storia di tre amori” del 1953, con Moira Shearer che la danza (i giovanotti come me forse la ricordano):

Mi sono spesso domandato se questo uso della sua musica abbia veramente giovato a Rachmaninov: Breve incontro, Quando la moglie è in vacanza, Shine…etc.: mah… Comunque performance come quella di Maloseev le rendono sicuramente giustizia.

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Maloseev nella Rapsodia op.43 di Rachmaninov

Applauditissimo il giovanissimo pianista non si è risparmiato e ha concesso due bis: la Dumka op.59 di Ciaikovskij, brano eseguito al Concorso Ciaikovskij del 2014 e per chiudere in fireworks il Precipitato dalla VII Sonata di Prokof’ev, che fa sempre effetto sul pubblico come ben sanno tutti i virtuosi che se lo possono permettere.

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Maloseev esegue il Precipitato

Sul podio un atteso ritorno: Myung-Whun Chung.

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Myung-Whun Chung sul podio della OSN Rai

Il Maestro coreano ha completato la serata con una magistrale interpretazione della Terza Sinfonia di Beethoven. Esecuzione che ha mandato in visibilio il pubblico, stavolta numerosissimo (sold out), a dimostrazione che i grandi interpreti sono un forte richiamo.

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Applausi finali a Chung 

©foto M.Vernetti

Andris Poga e Bertrand Chamayou debuttano alla OSN Rai

febbraio 16, 2018

Doppio debutto di due giovani interpreti alla OSN Rai: il direttore Andris Poga e il pianista Bertrand Chamayou. Quasi coetanei (37 anni Poga, 36 Chamayou) si erano già incontrati, forse casualmente dal momento che Poga sostituiva il previsto Orozco a Santa Cecilia nel marzo dello scorso anno, proprio nel Concerto n.2 di Saint-Saëns che è stato proposto nel 10° concerto della Stagione Rai. Incontro felicissimo nei risultati poiché entrambi sono accomunati da uno stile interpretativo che non alza mai i toni, asciutto, essenziale, privo di magniloquenza.

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Bertrand Chamayou e Andris Poga nel II Concerto di Saint-Saëns ©Musacchio e Ianniello

Il Secondo Concerto di Saint-Saëns fu amato da grandi pianisti (tra cui Arthur Rubinstein, della cui performance esiste un video) forse per il grande spazio dato allo strumento, soprattutto nel primo movimento in cui è protagonista quasi assoluto. Chamayou ne dà una interpretazione di un virtuosismo mai esibito, ma che mette in luce la raffinatezza e la brillantezza della pagina. Perfetta sintonia con Orchestra e Direttore. Un bis generoso: la “Pavane pour une infante défunte” di Ravel.

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Bertrand Chamayou ©Musacchio e Ianniello

Andris Poga è al suo debutto sul podio della OSN Rai, ma non al suo debutto torinese: infatti proprio all’Auditorium Toscanini aveva diretto nel maggio del 2016 la OGI nella V di Mahler.

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Andris Poga © Musacchio e Ianniello

Ha aperto la serata con l’ouverture Le Carnaval romain di Berlioz terminandola con la Quinta Sinfonia di Ciaikovskij. Orchestra trasparente, sonorità contenute e dimensionate alla sala (ne dovrebbero trarre insegnamento altri suoi colleghi convinti di essere open air): ne hanno tratto giovamento entrambe le pagine, soprattutto la Sinfonia di Ciaikovskij sottratta così a magniloquenze non pertinenti e fuorvianti. Buon successo di pubblico.

Concerto della OSN Rai in diretta tv su Rai 5. Dirige Daniel Smith. (con commento della serata dal vivo)

novembre 12, 2015

Rai 5 mantiene l’impegno di trasmettere alcuni concerti della OSN in diretta tv. Stasera alle 20:30 andrà in onda il 5° concerto della stagione 2015/16 che vede sul podio Daniel Smith e avrà la partecipazione di Ian Bostridge. Il programma:

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Romeo e Giulietta, ouverture fantasia (versione 1880)

Gustav Mahler
Da “Das Knaben Wunderhorn”
Revelge
Der Tamboursg’sell
Wo die schönen Trompeten blasen
Des Antonius von Padua Fischpredigt

Sergej Prokof’ev
Morte di Tibaldo da Romeo e Giulietta, suite n. 1 op. 64bis

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore  op. 55 Eroica 

Prove d’orchestra con Daniel Smith sul podio presso l’Auditorium Toscanini

È moda da un po’ di anni legare spesso i brani in programma con un filo conduttore. Ci prova anche Daniel Smith, secondo cui il filo conduttore sarebbe “la passione”: «Sì, la passione… quell’emozione forte e quasi incontrollabile. Per quanto riguarda la prima parte del concerto potremmo parlare di una sorta di festival letterario, diviso tra Shakespeare e una collazione di anonime poesie tedesche. Cominciamo con Romeo e Giulietta versione Ciajkovskij, dove ho scelto di sottolineare non tanto il tema dell’amore, quanto le altre passioni presenti nella vicenda: gelosia, odio, avidità, rabbia, volontà di vendetta. L’amore qui non trionfa: a farlo è il circolo vizioso costituito dai sette peccati capitali. Come farebbe Shakespeare nell’allestire una sua tragedia, abbiamo voluto introdurre a metà un intermezzo di carattere diverso. Ed ecco allora i Lieder da Des Knaben Wunderhorn, affidati a una voce straordinaria qual è quella di Ian Bostridge, una voce in grado di rendere i diversi umori di questo capolavoro. Poi di nuovo Shakespeare, questa volta nella lettura che dà Prokof’ev nel suo celebre balletto, per un finale che spero sia entusiasmante». (intervista a F.Festa su Sistema Musica). A questo punto però la Terza di Beethoven? «Una Sinfonia che sento in maniera molto personale, anche perché Beethoven la compose a trentatré anni, la mia età attuale, e questo certamente mi influenza. Nelle sue pagine lo stato d’animo varia continuamente tra speranza e frustrazione. La mia lettura dell’Eroica è cambiata dopo la morte dell’attore Robin Williams, un artista che, come Beethoven, ha dedicato la sua vita a far felice il pubblico mentre era divorato dai suoi demoni interiori. Nel dirigere questa Sinfonia, sento che sto mettendo a nudo la mia anima, e tutto ciò mi spaventa». (intervista citata). Boh… A me pare molto più banalmente che Daniel Smith avendo questa sinfonia in repertorio avesse voglia di dirigerla a Torino, tanto è vero che sabato 14 p.v. a Savona con la stessa Orchestra la dirigerà abbinata alla Pastorale. Comunque staremo a sentire e… vedere.

Daniel Smith prova Beethoven all’Auditorium Toscanini della Rai.

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Non ho visto la diretta tv in quanto ho seguito il Concerto dal vivo. Una bella serata indubbiamente. Il giovanissimo Daniel Smith è direttore dall’aspetto simpatico e accattivante e mi sembra che sappia il fatto suo.

Daniel Smith dirige la OS Rai © Più Luce

Prima parte “shakespeariana”, ma non troppo…: Mahler come intervallo? e la Morte di Tebaldo (5 minuti scarsi di musica che solitamente propongono come bis) in chiusa che era un po’ tirata via e sprecata. Comunque l’Ouverture fantasia di Ciaikovsky è stata molto ben eseguita e in essa si percepiva lo Smith direttore d’opera nella sottolineatura della cantabilità del tema d’amore e nella drammatizzazione del tema del conflitto. Ian Bostridge è quel grande liederista che ben si sa e ha interpretato da par suo i quattro Lieder di Mahler. Pare che la voce da alcuni settori della sala non si sia tanto sentita (non dalla mia postazione): forse un leggero abbassamento di voce c’era (un colpo di tosse fra due Lieder), di sicuro l’acustica dell’Auditorium conferma la sua precarietà.

Ian Bostridge e Daniel Smith nel concerto alla OSN Rai © Più Luce

L’Eroica di Beethoven nella seconda parte. Bella esecuzione, ricca di slancio e passione, insomma molto “sentita” dal Direttore, come aveva dichiarato nell’intervista.

Esecuzione della Terza di Beethoven © Più Luce

Lo schieramento dell’Orchestra con i violoncelli opposti ai violini, a mio parere, se ha giovato in Ciaikovsky, non è stato invece pertinente in Beethoven, dove invece sarebbe stato opportuno opporre primi e secondi violini. Applausi ad Orchestra e Direttore che ha voluto stringere la mano agli orchestrali in segno di stima.

Daniel Smith si complimenta con gli Orchestrali della OSN Rai © Più Luce

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Visto il video in differita. Fatte ovviamente le dovute lodi per la diretta e il progresso compiuto in questi 5 anni, un appunto: perché non inserire i sottotitoli nei Lieder di Mahler? si dà per scontato che gli ascoltatori li conoscano a memoria? credo che i sottotitoli in questi casi valgano quanto, se non più, delle introduzioni all’ascolto.

La Novosibirsk Philharmonic Orchestra a MITO Settembre Musica 2015

settembre 11, 2015

La Novosibirsk Philharmonic Orchestra

Lo scorso anno, dopo il concerto dell’Orchestra della Radio Polacca, in un commento su questo blog “suggerivo” di consultare il catalogo Naxos per reperire buone orchestre low cost. Si direbbe che il suggerimento sia stato accolto: ben due concerti della Filarmonica di Novosibirsk, attualmente in tournée (stasera suonerà a Verona), nell’edizione torinese di MITO. Avendo perso il primo, ho ascoltato il secondo con programma ciaikovskiano (Concerto op.35 e Sinfonia n.6). Una breve presentazione su La Stampa, già citata, inserisce l’Orchestra nel “gotha” delle orchestre russe con quelle di S.Pietroburgo e Mosca (non sono specificate quali e a Mosca ad es. di orchestre ce ne sono un buon numero e di eccellente livello): un po’ una iperbole a mio giudizio, ispirata comunque dalle note biografiche del sito di MITO, a sua volta quasi copiate da quelle del sito Naxos da prendere con la dovuta cautela in quanto stilate con fini promozionali. Devo però precisare che una rivista musicale russa inseriva l’Orchestra in oggetto tra le migliori del Paese a fianco a quelle delle due città principali (forse la fonte ispiratrice del tutto è proprio questa rivista?). Scrivo questo solo per ridimensionare il giudizio e non creare paralleli del tutto inopportuni tra la Filarmonica di San Pietroburgo e quella di Novosibirsk, almeno a mio parere. Si tratta comunque di una formazione di tutto rispetto che merita di essere ascoltata e anche inserita in un festival prestigioso come ancora è Settembre Musica. Nata circa 60 anni fa in una città che per popolazione è la terza della Russia (un milione e mezzo di abitanti) per opera di Arnold Kats che ne fu direttore fino alla morte (2007), da allora è diretta da Gintaras Rinkevicius.

Gintaras Rinkevicius

Gintaras Rinkevicius

L’Orchestra e il Direttore hanno un repertorio vasto e nel canale Youtube di Stas Ovchinnikov, violoncellista dell’Orchestra, è possibile vedere e ascoltare alcune performance.

Gintaras Rinkevicius dirige la Novosibirsk Philharmonic a Torino © MITO

Solista nel Concerto per violino e orchestra op.35 di Ciaikovskij è stato Itamar Zorman, 30enne israeliano che collabora spesso con le orchestre russe.

Itamar Zorman

La sua interpretazione mi è sembrata tenersi un po’ lontana dagli aspetti virtuosistici della pagina, quelli che avevano fatto giudicare il Concerto “insuonabile”, per puntare sull’aspetto lirico. Il suono del Guarneri 1745 era quasi sommesso, al punto da creare difficoltà all’Orchestra per non coprirlo, la cadenza non particolarmente esibita. Gli applausi gli sono stati tributati calorosi già al termine del primo movimento (non credo per sbaglio) e ovviamente alla fine. Zorman ha concesso due bis: la Melodia ebraica di Joseph Achron, in cui ha dato forse il meglio di sé, e un brano da una Sonata per violino solo di J.S.Bach.

Gli archi della Novosibirsk Philharmonic © MITO

È seguita nella seconda parte la Sesta Sinfonia “Patetica” di cui l’Orchestra ha dato una onesta e dignitosa esecuzione. Se qualche sprovveduto aveva iniziato ad applaudire alla fine del terzo movimento subito zittito dall’abilità di Rinkevicius ad attaccare immediatamente il quarto, la sala è riuscita stavolta a rispettare la lunga pausa finale con con cui termina la Sinfonia: quasi un inedito. Applausi festosi ad Orchestra e Direttore che hanno concluso concedendo come bis la Farandole dall’Arlésienne di Bizet.

Rinkevicius e la Novosibirsk Philharmonic al termine del concerto a Torino © MITO

Chissà se qualche “autorevole” presenza in sala avrà rimpianto anche stavolta le Orchestre del Regio e della Rai? Comunque se non altro il confronto con queste, soprattutto con la OSN, era più pertinente ….