Posts Tagged ‘Debussy’

Concerto Tabachnik – Lisiecki alla OSN Rai

maggio 12, 2018

Attendevo da tempo Mirga Gražinytė-Tyla, direttrice (o si dovrà adesso dire direttora? boh?!) lituana

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Mirga Gražinytė-Tyla

invece una indisposizione (forse dovuta alla di lei gravidanza) ha portato Michel Tabachnik sul podio della OSN.

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Michel Tabachnik ©M.Vernetti

Il sito della Orchestra scrive di debutto e in senso stretto lo è, ma Tabachnik in realtà sul podio dell’Auditorium Rai diresse la Sinfonica di Torino tra il 1978 e il 1981 almeno cinque volte in più stagioni. Assistente di Pierre Boulez, diresse anche sue composizioni e alternava nei programmi musica del Novecento con i grandi classici di repertorio. I “diversamente giovani” come me che frequentavano i concerti Rai già allora lo ricordano sicuramente. In Tabachnik si sente l’influenza di Boulez nello stile interpretativo, lucido, asciutto, privo di ridondanze, in perfetta aderenza alla partitura. Non è un caso, forse, che abbia diretto Debussy e Bartók, autori molto cari al suo mentore. È vero che erano già in programma per un’altra bacchetta, ma chiamare Tabachnik a sostituirla è stata, a mio giudizio, una scelta molto indovinata. Il Prélude à l’après-midi d’un faune ha avuto il notevolissimo valore aggiunto del flauto di Giampaolo Pretto, nel Concerto per orchestra di Bartók, pagina frequente all’OSN, le singole prime parti hanno avuto modo di mettere in luce tutte le loro altissime qualità in una performance elegante e sobria.

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Michel Tabachnik sul podio della OSN Rai ©M.Vernetti

Jan Lisiecki invece è al suo ritorno nelle Stagioni OSN Rai: due anni fa aveva eseguito il Primo Concerto di Chopin, adesso propone il Secondo op.21. Giovanissimo, 23 anni, si esibisce in tutto il mondo con notevoli successi.

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Jan Lisiecki esegue Chopin alla Rai © M.Vernetti

Chopin è il suo autore prediletto, anche per le origini polacche della famiglia. “La musica di Chopin è così intrisa di un anelito verso la sua terra che, ascoltandola si riesce a penetrare nella sua cultura. Ma come ogni grande artista Chopin è anche universale, le emozioni che riesce a trasmettere arrivano a qualsiasi pubblico del mondo.” “Io sono nato in Canada, ma la mia famiglia è di origini polacche. La prima volta che l’ho suonato a Varsavia, alla prestigiosa Philharmonic Hall, in platea c’erano i miei nonni. Era la prima volta che mi ascoltavano. E stato molto emozionante per loro e anche per me.” (da un’intervista al Corriere).

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Jan Lisiecki rispone agli applausi © M.Vernetti

Anche stavolta ha conquistato il pubblico torinese (aveva anche sonato al Regio nel Quarto di Beethoven un paio di anni fa). Come bis lo stesso della volta scorsa: Träumerei da Kinderszenen di Schumann.

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Applausi finali © M.Vernetti

In definitiva una bella serata: rimane almeno in me il cruccio di non aver visto Mirga Gražinytė-Tyla, spero nel futuro…

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Mirga Gražinytė-Tyla

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“Pelléas et Mélisande” (Torino,2015) in omaggio a Claude Debussy su Rai 5

marzo 24, 2018

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Domani è il Centenario della morte di Claude Debussy. Rai 5 per l’occasione replica il Pelléas et Mélisande che inaugurò la Stagione 2015/16 della OSN Rai. È una esecuzione in forma di concerto.

https://musicofilia.wordpress.com/2015/10/17/pelleas-et-melisande-di-debussy-inaugura-la-stagione-201516-della-osn-rai/

Concerto Denève – Thibaudet da S.Cecilia su Rai 5

febbraio 15, 2018
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Jean-Yves Thibaudet e Stéphane Denève a S.Cecilia © Musacchio & Ianniello

Stasera su Rai 5 un concerto eseguito a Roma lo scorso novembre all’Auditorium Parco della Musica con un programma tutto francese. Ibert, Saint-Saëns, Debussy, Ravel. Sul podio Stéphane Denève, al piano Jean-Yves Thibaudet.

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Stéphane Denève © Musacchio & Ianniello

Programma:

Ibert, Escales
Saint‐Saens, Concerto per pianoforte n.5 “Egiziano”
Debussy, Trois Nocturnes
Ravel, Daphnis et Chloé suite II

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©Musacchio & Ianniello

Musica francese alla Stagione OSN Rai con Valčuha e Cominati

dicembre 2, 2017

Juraj Valčuha è tornato sul podio della OSN Rai con un programma tutto francese. Un repertorio a lui molto congeniale come ha spesso dimostrato negli anni che lo hanno visto direttore principale dell’Orchestra. Memorabile fu ad es. il Pelléas et Mélisande di Debussy con cui inaugurò la Stagione di un paio di anni fa.

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Juraj Valčuha ©Più luce

E proprio a Debussy è dedicata la prima parte del Concerto. “Pezzo forte” la Fantaisie per piano e orchestra, brano giovanile ripudiato dall’Autore che ne impedì l’esecuzione, finché fu in vita (fu eseguito postumo nel 1919). Ne è stato solista Roberto Cominati, che di Debussy si è rivelato grande interprete.

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Esecuzione della Fantasia di Debussy ©Più Luce

Ama la Fantaisie, che aveva eseguito con Valčuha a Bratislava, e ne riconosce i pregi: «Un’orchestrazione importante e accuratissima, tanto per cominciare. E il secondo tempo è magnifico, specie nella sezione lenta, la cui cantabilità avvolgente sembra anticipare certe sonorità moderne e un andamento quasi alla Bill Evans. La seconda parte del brano resta, secondo me, la più interessante sotto il profilo armonico. Timbricamente, però, è l’intero lavoro a risultare straordinario» (intervista a Sistema Musica). Difatti è una pagina molto interessante e meriterebbe una maggior diffusione. L’esecuzione è stata magistrale e l’intesa tra Solista e Orchestra perfetta. Applaudito a lungo Cominati ha proposto due bis: Claire de lune di Debussy e la trascrizione di Moszkowsky del “Lascia che io pianga” di Handel.

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Cominati esegue i bis © Più luce

La serata era iniziata con un brano di gran lunga più conosciuto: Ibéria da Images pour orchestre , reso in tutto il suo fascino timbrico e in tutta la magia di colori.

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Le percussioni in Ibéria © Più Luce

La seconda parte del concerto è iniziata con la Suite dalle musiche di scena per Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré. Pagina di estrema raffinatezza assente forse da troppo tempo dalle Stagioni Rai  di Torino (un refuso del programma farebbe risalire agli inizi del Basso Medioevo l’ultima esecuzione, ma in ogni caso i 32 anni di assenza sono tanti). Bene ha fatto Valčuha a riproporla.

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Juraj Valčuha ©Più Luce

Si conclude con le musiche per balletto dal Faust di Gounod. Il balletto fu inserito da Gounod nel V atto dell’opera per soddisfare le richieste dell’Opéra di Parigi. Di solito viene espunto dalle rappresentazioni, ma ebbe soprattutto in passato una buona fortuna discografica e vanta incisioni di Karajan, Solti, Ozawa, Fistoulari, Gibson…, e non a torto, poiché è, a mio parere, una delle più riuscite musiche per balletto del grand opéra, di molto superiore ad es. a quelle inserite nel Roméo et Juliette di Gounod. Valčuha ha diretto nello scorso gennaio a Firenze un’edizione del Faust con la regia di McVicar in cui ha ricevuto notevoli consensi di critica e forse è rimasto sedotto da questo balletto che ha voluto proporre a conclusione di serata. Riuscitissima prova dell’Orchestra soprattutto nella Danse antique, nelle Variations de Cléopatre e in modo particolare nella scatenata Danse de Phryné.

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L’OSN diretta da Valčuha nel concerto ©Più Luce

Applausi finali calorosi e meritatissimi.

James Conlon chiude la Stagione OSN Rai con Berlioz, Debussy e Stravinskij

maggio 20, 2017

Come annunciato nel post precedente è stato l’ultimo concerto della stagione questo che ha visto il direttore principale James Conlon sul podio e Ula Ulijona, prima viola dell’Orchestra, solista nell’Harold en Italie di Berlioz.

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Ula Ulijona nell’inizio dell’Harold en Italie © Più Luce

L’Harold en Italie nell’esiguo repertorio per viola e orchestra fu soprattutto in passato il cavallo di battaglia di grandi violisti e anche nell’Orchestra della Rai di Torino si ebbero esecuzioni di Dino Asciolla, Luigi Alberto Bianchi, Aldo Bennici ….. Da quando è nata l’OSN Rai (1994) le tre (salvo errori) performance dell’Harold sono state affidate alle prime parti (Luca Ranieri, Simone Briatore e adesso Ula Ulijona). Scelta in fondo più pertinente in quanto la viola ha nella Sinfonia una funzione concertante, più che solistica in senso stretto e i virtuosismi sono in realtà affidati all’orchestra (soprattutto nel quarto movimento, in cui la viola a un certo punto quasi si assenta, stavolta anche fisicamente).

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Durante il quarto movimento… © Più Luce

Ottima performance con la Ulijona che ha così festeggiato giovedì il suo compleanno. È un privilegio per la OSN averla come prima viola: Ula Ulijona fu per anni nella Kremerata Baltica di Gidon Kremer, è prima viola della OSN dal 2010.

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Applausi al termine dell’Harold © Più Luce

Grande successo al termine della Sinfonia.
Nella seconda parte una luminosa esecuzione de La mer di Debussy e una delle costanti dell’Orchestra, la suite dall’Oiseau de feu di Stravinskij, che già la OSN eseguì dalla “nascita” con Prêtre sul podio e che rimane uno dei brani preferiti. Non poteva non dirigerlo Conlon al termine del primo anno che lo ha visto direttore principale. È una pagina che suscita sempre entusiasmi e ovazioni. Nei miei lontani ricordi c’è una performance del 1968 con Mario Rossi sul podio della Orchestra di Rai Torino: anche il compassato pubblico torinese di allora (ben diverso da quello di oggi) applaudì calorosamente (e a merito).

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Applausi finali © Più Luce

Termina così la Stagione 2016/17, seguiranno quattro concerti “primaverili” dedicati al violino. Tra pochi giorni si dovrebbe conoscere la futura stagione 2017/18: chissà se anche stavolta ci sarà il solito indovina-indovinello con i nomi degli interpreti già diffusi su Sistema Musica e il programma completo tenuto gelosamente nascosto, anche agli abbonati? E chissà se ci saranno ancora brutte sorprese sull’orario di inizio concerti?