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DON CARLO di Verdi dal Magggio Musicale Fiorentino in diretta tv su Rai 5

maggio 4, 2017

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Domani, 5 maggio 2017, alle 19:55 su Rai 5 andrà in onda in diretta dall’Opera di Firenze Don Carlo di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo inaugura il Maggio Musicale, l’ultimo che avrà Zubin Mehta come direttore principale.

Don-Carlo-antepiano-3-940x440-©-Pietro-Paolini-Terraproject-Contrasto

Lo spettacolo sarà diretto da Zubin Mehta, la regia è di Giancarlo Del Monaco. Interpreti principali: Roberto Aronica, Julianna Di Giacomo, Dmitrij Beloselskij, Massimo Cavalletti, Ekaterina Gubanova, Eric Halfvarson, Oleg Tsybulko.

Don-Carlo-antepiano-1-940x440-©-Pietro-Paolini-Terraproject-Contrasto

Quest’anno ricorre il 150 anniversario della prima rappresentazione del Don Carlos, ma anche a Firenze si dà la versione in quattro atti che è del 1884.

© delle foto Pietro Paolini

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Come per La gazza ladra ancora una diretta tv autentica, con la Scorzoni, più carina del solito, e stavolta Sandro Cappelletto. Mi pare che la conduzione  della serata e le presentazioni siano state più efficaci e meno inconcludenti.
Lo spettacolo con la regia di Giancarlo Del Monaco è di impianto tradizionale (come usasi dire) con una ardita variante nel finale: Don Carlo è ucciso da Filippo. Cupo e pomposo (come quello di De Hana proposto dal Regio di Torino e ritrasmesso poche settimane fa), un po’ marmoreo e statico nella regia con i cantanti che duettano spesso senza neppure guardarsi in volto o mantenendo distanze notevoli e con qualcuno più intento a guardare il gobbo che a interagire con l’altro personaggio. Queste cose sfuggono forse in teatro, ma il video le rileva implacabilmente. Sulla parte musicale preferisco astenermi, poiché la ripresa audio era davvero infelice, soprattutto nel primo atto (mi sembra essere migliorata un po’ nel corso dell’opera): meglio lasciare la parola a chi era presente in sala. Potrei azzardare un pari merito tra gli interpreti senza particolari eccellenze e mi è parso che gli applausi finali avvalorino ciò: qualche dissenso per Halfvarson. Festeggiato, giustamente, Zubin Mehta che è al suo ultimo Maggio da direttore principale. Ignoro i retroscena di questa decisione e non so se sia conseguente a una volontà del Maestro. Spero che non si tratti di una “rottamazione” secondo lo stile di quelle in voga da qualche tempo nel nostro Paese.

DON CARLO di Verdi (Torino,2013) su Rai 5

marzo 11, 2017

locandina

Andrà in onda domani su Rai 5 il Don Carlo di Giuseppe Verdi andato in scena al Regio di Torino nell’aprile del 2013. Lo spettacolo voleva festeggiare i 40 della nuova sala del Regio e la scelta cadde su un allestimento pomposo già rappresentato nello stesso teatro nel 2006. Fu trasmesso in diretta tv dalla stessa rete. Da segnalare che nella recita Barbara Frittoli fu sostituita da Svetlana Kasyan. Lo segnalai già allora e rimando al post già scritto:

https://musicofilia.wordpress.com/2013/05/07/don-carlo-di-verdi-dal-teatro-regio-di-torino-su-rai-5/

Rai 5 vuole ricordare i 150 del Don Carlo la cui prima parigina avvenne appunto 150 anni oggi (11 marzo 1867). Si trattava del Don Carlos, versione francese in 5 atti. La versione che viene trasmessa è invece quella in 4 atti la cui prima avvenne a Milano nel 1884. Due anni dopo a Modena fu rappresentata la versione italiana in 5 atti. Strano modo di celebrare gli anniversari, trasmettere la versione che risale a 17 anni dopo. Se trasmettere la versione francese era un po’ difficile (esistono, per ciò che ne so, due soli video: uno un po’ ridotto e pasticciato, un altro completo con una regia però da fare spavento), si poteva almeno ricorrere alla versione in 5 atti, ma se non sbaglio le versioni di cui dispone la Rai senza pagare diritti sono tutte in 4 atti, salvo non restaurare quella diretta da Abbado, ammesso che i nastri esistano ancora: a proposito di “perle” di archivio.

DON CARLO di Verdi (Milano,2008) su Rai 5

gennaio 16, 2016

Domani, 17 gennaio 2016, su Rai 5 andrà in onda Don Carlo di Giuseppe Verdi nell’edizione che inaugurò la Stagione 2008/09 del Teatro alla Scala. Dirige Daniele Gatti, la regia è di Stéphane Braunschweig.

locandina

Locandina dello spettacolo

Erano i tempi in cui la Rai non trasmetteva in diretta la serata inaugurale della Scala per cui bisognava ricorrere a Sky o ad Arte TV: questo Don Carlo dovette attendere Rai 5 e fu trasmesso nientemeno che nel 2011. A suo tempo fece notizia la sostituzione del tenore Filianoti con Stuart Neill, con strascico di polemiche:

http://www.ilgiornale.it/news/scala-don-carlo-8-minuti-applausi-fischi-e-polemiche.html

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Stuart Neill ©M.Brescia

A questa edizione dedicai uno dei primi post nel blog nato da poco:

https://musicofilia.wordpress.com/2008/12/09/don-carlo-inaugura-la-stagione-alla-scala/

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Stuart Neill e Fiorenza Cedolins ©M.Brescia

Una recensione della serata inaugurale:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-don-carlo

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Ferruccio Furlanetto © M.Brescia

Riporto anche la recensione di Giorgio Pestelli su La Stampa:

La Spagna, come cornice nel Don Carlo di Verdi, di solito viene rappresentata o abbagliante o tenebrosa; ma la nuova produzione con cui la Scala ha inaugurato ieri la stagione 2008-09, direttore Daniele Gatti, regìa e scene di Stéphane Braunschweig, ignora l’alternativa, anzi si può dire ignori anche la Spagna, per dedicarsi a una scenografia essenziale, di poche linee geometriche, e al rigoroso gioco a scacchiera di colori bianchi e neri; una concessione paesaggistica, con ariose vedute di boschi, evoca la foresta di Fontainebleau dove si è svolto l’antefatto; meno necessaria l’idea di far circolare per la scena dei bambini come immagini dell’infanzia dei protagonisti, ispirandosi, secondo quanto si legge sul programma, a un passo di Schiller; ma allo spettatore la trovata sembra un’inutile stravaganza, anche perché i frugoletti non si limitano ad apparire (bellissima in sè l’entrata di Filippo seguito da una Elisabetta bimba), ma entrano anche nell’azione, ad esempio nella scena dell’autodafé, in modi che contrastano con il realismo sempre univoco di Verdi. Tuttavia, a parte questi impacci, che si potrebbero rimuovere mandando a letto i bambini, la regìa di Braunschweig non solo ha salvaguardato la scabra serietà di fondo dell’opera, ma ha lavorato con fine intuito sui cantanti dando rilievo ai loro drammi famigliari: è felicissima l’immagine di Filippo che, dopo averla insultata, tiene fra le sue braccia Elisabetta, come se sapesse che è lui ad avere più bisogno di lei.
Ma ancora più ricca di spunti nuovi è la direzione musicale di Daniele Gatti; non che manchi la massa sonora e lo scatto, basta sentire la partenza bruciante del quadro dell’autodafé, o il respiro risorgimentale del tema dell’amicizia; ma è un fatto che le nostre orecchie sono continuamente indirizzate a cogliere finezze e velature di armonia, di ritmo, di fraseggio, il tutto realizzato splendidamente dall’orchestra scaligera in gran vena. Alcuni punti sono esemplari: nel meraviglioso Preludio al terzo quadro (peccato non aver tenuto il sipario chiuso per tutta la sua durata!), nell’introduzione al monologo di Filippo i timbri puri e gli impasti assumono un colore schiettamente mitteleuropeo, un sentore di Brahms e di Mahler portati spontaneamente ad affiorare nella grandiosa unità ritmica della scena dell’autodafè. Ma ancora un particolare fra tanti: quando il re Filippo canta «nel posar sul mio capo la corona» la qualità spoglia, fredda, dell’accordo sottostante dei fiati basta a svelarne la funebre tragicità sotto la pompa esteriore; anche nelle parti meno alte, i contorni mondani e dialoghi salottieri, sempre accurate sottolineature di accenti espressivi: attenzioni forse superflue in un’altra opera, non nel Don Carlo, testo principe di un Verdi «europeo».
Questa presenza sinfonica di primo piano è anche dovuta al fatto che la compagnia vocale, in generale, non è di quelle irresistibili; certo, Ferruccio Furlanetto si muove come un pesce nell’acqua nella parte di Filippo: scolpito e autorevole nei confronti «politici» con Rodrigo e con il Grande Inquisitore, in Ella giammai m’amò si rende intelligibile senza mai staccarsi dalla mezza voce; diventa credibile il suo amore per la giovane regina, un sentimento, di solito trascurato, che aggiunge intima tristezza alla complessità shakespeariana del personaggio. Il Carlo di Stuart Neill non è aiutato dal fisico ma ha timbro squillante e voce sicura. Lascia un po’ a desiderare nei tratti indecisi, introversi del personaggio.
L’Inquisitore Anatolis Kotscherga è nella parte.
Il frate-Carlo V Diogenes Randes ha una voce tonante come occorre. Fiorenza Cedolins come Elisabetta ha voce pulita e duttile, capace di seguire le pieghe più segrete della melodia in tutti i momenti in cui ricorda il passato felice; ma per i gesti tragici le manca ancora qualche grado di volume e di intensità drammatica. Dolora Zajicki è una Eboli un po’ stanca, la sua voce va e viene, non ha un arco continuo ma nell’aria del rimorso ha tirato fuori le unghie; il Rodrigo di Dalibor Jenis è un po’ diseguale nei registri e ha una voce poco chiara che deve ancora maturare.
Cori bene istruiti da Bruno Casoni e bravi i sei deputati fiamminghi tenuti da Gatti in una timida penombra, presaga della grandine che sta per scaricarsi sul loro capo. Non necessaria, ma interessante, la ripresa dalla prima versione del compianto sul cadavere di Rodrigo, col tema che poi Verdi trasporterà nel Requiem. Alla fine sette minuti di applausi misti a dissensi molto pronunciati per il regista, meno per il direttore. Qualche fischio isolato per la primadonna e il grande Inquisitore. © La Stampa/G.Pestelli

“Don Carlo” di Verdi (Torino,2013) su Rai 5

agosto 28, 2013

Ramon Vargas nel Don Carlo a Torino ©Ramella e Giannese

Domani sera alle 21:15 sarà replicato su Rai 5 il Don Carlo già trasmesso in prima serata lo scorso maggio. Una buona occasione per chi non lo avesse visto o per chi volesse rivederlo. Al Regio di Torino è stato un grande successo, a dimostrazione che gli allestimenti “tradizionali” sono i più amati dal pubblico, o almeno dalla maggioranza.

Io rimando al post scritto a suo tempo:

https://musicofilia.wordpress.com/2013/05/07/don-carlo-di-verdi-dal-teatro-regio-di-torino-su-rai-5/

Alla recensione segnalata aggiungo:

http://www.gbopera.it/2013/04/un-don-carlo-in-gran-spolvero-per-il-compleanno-del-regio/#more-51018

http://www.gbopera.it/2013/04/%C2%ABpronta-a-scoppiar-la-folgore-del-ciel%C2%BB-ancora-don-carlo-a-torino-cast-alternativo/

DON CARLO di Verdi dal Salzburger Festspiele su Arte,ORF2 e in streaming su medici.tv

agosto 14, 2013

Anja Harteros nel Don Carlo a Salzburg
© M.Rittershaus

Venerdì 16 agosto 2013 sarà trasmesso il Don Carlo di Giuseppe Verdi in scena al Salzburger Festspiele. Alle 20:05 su Arte o in alternativa su ORF2.

Scena di insieme
© M.Rittershaus

Dirige Antonio Pappano, la regia è di Peter Stein. Nei ruoli principali: Jonas Kaufmann (Carlo), Anja Harteros (Elisabetta), Matti Salminen (Filippo II), Thomas Hampson (Rodrigo), Ekaterina Semenchuk (Eboli), Eric Halfvarson (Il Grande Inquisitore), Robert Lloyd (Il frate).

Anja Harteros e Jonas Kaufmann nel Don Carlo
© M.Rittershaus

Chi non fosse provvisto di antenna parabolica può vederlo in streaming su medici.tv alle 17:30.

http://www.medici.tv/#!/don-carlo-verdi-salzburg-festival

Robert Lloyd e Jonas Kaufmann nel Don Carlo
© M.Rittershaus

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Qualche impressione a caldo dopo la visione/ascolto in tv. Edizione in 5 atti: quindi Modena, con integrazioni (coro dei boscaioli iniziale, coro e duetto Elisabetta/Eboli all’inizio del III atto, canto in morte di Posa nel IV atto). Allestimento tutto sommato nel solco della tradizione: a parte il minimalismo scenico poteva essere un’edizione di 30 anni fa, il che in fondo non è male, visti gli scempi di cui sono stati capaci alcuni registi. Tra i cantanti i migliori mi sono sembrati la Harteros, Kaufmann e la Semenchuk. Hampson mi pare cominci ad avere qualche piccola difficoltà. Salminen dimostra i suoi 68 anni compiuti lo scorso 7 luglio: l’interprete c’è, eccome, il cantante decisamente meno. Halfvarson è il solito Inquisitore dalla voce cavernosa, meglio tacere di Robert Lloyd, Filippo II in tempi ormai lontani adesso Frate. Pappano con i Wiener mi sembra che abbia diretto il suo miglior Don Carlo, di gran lunga rispetto a quello parigino degli anni 90, ma anche rispetto a quello londinese del 2008.

Lo spettacolo continua a essere visibile su medici.tv, non so ancora per quanto tempo.