Posts Tagged ‘La Bohème’

LA BOHEME di Puccini (Torino, 1996) su Rai 5

settembre 9, 2017
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Pavarotti e la Freni provano La Boheme

Domani su Rai 5 si ricorda Luciano Pavarotti con La Boheme che andò in scena al Regio di Torino dal 1 febbraio 1996 in occasione del centenario dell’opera. Fu trasmessa in diretta tv da Rai 2. Fu un evento che i torinesi ricordano di sicuro,anche perché la rappresentazione fu affiancata da altre manifestazioni legate all’opera. Cast stellare con Pavarotti e la Freni. Lucio Gallo,Nicolai Ghiaurov, Anna Rita Taliento in altri ruoli. Come curiosità segnalo Davide Livermore come Parpignol. Dirige Daniel Oren che allora aveva un rapporto costante con il Regio di Torino, la regia è di Patroni Griffi. Spettacolo tradizionale, come oggi si usa dire, forse meglio così, almeno secondo me.

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(Locandina)

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“La bohème” di Puccini con Daniela Dessì (Cagliari,1998) su Rai 5

novembre 5, 2016

Domani, replica martedì, su Rai 5 continua il ricordo di Daniela Dessì con La bohème di Giacomo Puccini. Non è l’edizione di Torre del Lago del 2014, ma un’edizione andata in scena a Cagliari nel febbraio del 1998 e trasmessa a suo tempo da Rai 1. Allora suscitò attenzione per la presenza in essa di Andrea Bocelli nel ruolo di Rodolfo.

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La Dessì e Bocelli nel II atto di Bohème

Nel cast figurano Patrizia Ciofi nel ruolo di Musetta, Renato Girolami (Marcello), Erwin Schrott (Colline).

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Daniela Dessì nel terzo atto

Regia di Lorenzo Mariani, scene e costumi di Pier Luigi Samaritani. Dirige Steven Mercurio.

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La Dessì e Bocelli nel IV atto di Bohème

Le recensioni dell’epoca ovviamente puntarono la loro attenzione soprattutto sulla prestazione di Bocelli.

“La bohème” di Puccini dal Regio di Torino in streaming su The Opera Platform

ottobre 31, 2016
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Scena iniziale dell’opera © Ramella e Giannese

Come già segnalato da Pramzan, è visibile in streaming su The Opera Platform (e lo sarà per sei mesi) La bohème pucciniana che ha inaugurato la stagione del Regio di Torino. La bohème è costantemente rappresentata nel Teatro torinese e forse non si sentiva la necessità di una ulteriore proposta. Lo si è fatto per celebrare i 120 anni della prima assoluta avvenuta proprio a Torino. Vent’anni fa si celebrò il centenario e lo si fece in pompa magna con Pavarotti, la Freni e Ghiaurov, un allestimento “di tradizione” firmato Patroni Griffi e la direzione di Daniel Oren. Fu trasmesso in diretta tv (Rai 5 lo ha replicato a sorpresa – ne era annunciato un altro – e farebbe bene a riproporlo). Stavolta era giocoforza ricorrere a qualcosa di meno tradizionale e rivolgendosi al regista catalano Alex Ollé si è inevitabilmente finiti nella contemporaneità. Non c’è nulla di originale e di non visto in ciò: di Bohème ambientate al giorno d’oggi ne ho viste già quel tanto che mi basta fino alla “Bohème nel condominio” della TV Svizzera di qualche anno fa (forse tutto sommato la più convincente). A parte questa trasposizione nella banlieu dei nostri giorni poi lo spettacolo corre su binari più che tradizionali e il video evidenzia una carenza notevole di regia, i cantanti spesso sembrano abbandonati alle proprie capacità: insomma se i registi d’opera anziché ingegnarsi a fare viaggi, gratuiti, nel tempo si preoccupassero di curare la regia vera e propria sarebbe già un gran bene.

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© Ramella e Giannese

A costo di sembrare retrogrado ho rimpianto l’eccellente spettacolo firmato Zeffirelli, soprattutto l’edizione scaligera di qualche anno fa diretta da Bartoletti proposta spesso da Rai 5, dove la regia dei cantanti è curata in modo meticoloso.

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© Ramella e Giannese

Spesso leggo e sento dire che queste trasposizioni temporali vorrebbero rendere l’opera attuale e avvicinarla ai giovanissimi. Boh?! La prima volta che vidi La boheme fu in tv, avevo 10 anni, era lo spettacolo del Festival dei Due Mondi di Spoleto con la regia di Giancarlo Menotti e la direzione di Thomas Schippers (Mimì era Mietta Sighele, Rodolfo Lorenzo Sabatucci): spettacolo tradizionalissimo, che mi piacque infinitamente e mi commosse. I giovani di oggi che cosa hanno di diverso rispetto a quelli dell’altro ieri come me, per non essere in grado di apprezzare La bohème così come voluta da Puccini? Bisogna per forza fargli vedere Rodolfo con il netbook? Mimì deve morir di cancro? Le lattivendole devono invece essere prostitute? Mah…

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© Ramella e Giannese

Qualche recensione dello spettacolo:

http://www.gbopera.it/2016/10/torino-teatro-regio-la-boheme-2/

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-trionfa-la-boh%C3%A8me-periferia-con-la-regia-di-oll%C3%A9

In ricordo di Ettore Scola

gennaio 20, 2016

Ettore Scola si è spento ieri all’età di 84 anni. In suo ricordo Rai 5 trasmetterà stasera La Bohème di Puccini andata in scena a Torre del Lago nel 2014. Veramente dal palinsesto ufficiale non si capisce se sarà una mezza Bohème (dal momento che è prevista una durata di 55 minuti): spero che siano errori di inserimento e che l’opera sia integrale. Vorrei riportare nuovamente quanto dichiarò nell’occasione di questa regia:

Quando un regista di cinema si accinge a mettere in scena una grande opera lirica, parte spesso con propositi innovativi, che vorrebbero rivoluzionare impianti e concezioni adottati in altre edizioni rappresentate in tutti i teatri del mondo. Rivisitazioni, attualizzazioni, aggiornamenti, contributi in video e in digitale, effetti stroboscopici, infinite possibilità di ‘modernizzare’ il melodramma si affollano nella sua mente inquieta: Don Giovanni potrebbe essere gay, Tosca una terrorista anni ’70 (1970), Rigoletto un comico di cabaret, con Figlia escort e Duca agli arresti domiciliari. E se Falstaff fosse un alieno? E Così Fan Tutte una costellazione? Poi, per fortuna, tutto rientra: umiltà e buonsenso gli ricordano che la modernità è già in tutte quelle opere, nella musica, nei sentimenti, nell’ anima che le hanno rese eterne. Quando decise di ispirarsi al romanzo di Herny Murgèr Scènes de la vie de boheme, Puccini non era mai stato a Parigi, ma gli anni trascorsi al conservatorio di Milano e i ricordi delle improvvisazioni musicali, nate in casa del maestro Amilcare Ponchielli, con suoni caotici e striduli, quasi delle jam sessions ante litteram, dettero a quell’ambientazione una credibilità artistica tale da far dire a Debussy “Nessuno ha mai ritratto
Parigi meglio di Puccini”. Il Maestro aveva colto i segni delle rivoluzioni artistiche che in quegli anni scuotevano l’Europa: e le maggiori novità percorrono soprattutto Parigi, dalla letteratura realistica che si afferma con Maupassant e Zola, alle ricerche di scomposizione della luce nella pittura degli impressionisti, al gusto per l’arte orientale, alle scoperte delle nuove generazioni che cercano altri modi di immaginare
l’avvenire.
Suggestioni che non potevano non stimolare il genio di Puccini. Nella sua opera quattro studenti – un poeta, un pittore, un filosofo e un musicista – dividono fame e freddo in un monocamera, sempre impegnati nella ricerca di piccoli lavori precari (ma cosa ci sarebbe da modernizzare?) come la vendita di vecchi libri, qualche ripetizione agli scolari più ciuchi e, in particolare, la ideazione di manifesti pubblicitari o di locandine per i cabaret. Nessuno di quegli imbrattatele, rifiutati dalle grandi esposizioni del Salon d’Art, avrebbe mai immaginato che un secolo dopo quelle opere sarebbero state battute a Sotheby per milioni di euro, come aveva previsto il loro solitario difensore Emile Zola, che sui giornali dell’epoca scriveva: “Bonne chance aux jeunes artistes du futur!” Ma, in attesa del successo e della gloria, Rodolfo e i suoi amici debbono vivere la loro goliardica follia e soffrire d’amore per la fragile Mimì e per la generosa Musetta, accompagnati per sempre da una musica immortale. E’ la intuizione ambientale di Puccini che mi piacerà sottolineare nella Bohème di questa stagione al Festival di Torre del Lago.

…e di nuovo.. La Bohème di Puccini, stavolta su Rai 1

agosto 30, 2015

Bozzetto di Adolfo Hohenstein per la prima rappresentazione dell’opera

Spero che coloro che si commuovono alla morte di Mimì abbiano fatto una buona scorta di fazzoletti, perché la Rai in pochi giorni ci ha dato una vera overdose dell’opera pucciniana. Stanotte su Raiuno sarà nuovamente trasmessa e di nuovo nell’allestimento di Torre del Lago 2014 appena replicato da Raitre. Non credo che la cosa sia voluta, dimostra la mancanza di coordinamento nella programmazione tra le reti Rai.