Posts Tagged ‘London Symphony Orchestra’

La London Symphony Orchestra diretta da Noseda inaugura al Regio di Torino MITO Settembre Musica 2016

settembre 3, 2016
LSO Noseda

La LSO con Gianandrea Noseda sul podio

Con un bel concerto della London Symphony diretta da Gianandrea Noseda, cha da questa stagione è direttore ospite principale e come tale sta dirigendo la tournée dell’Orchestra dal 24 Agosto al prossimo 14 Settembre, è iniziata a Torino la nuova edizione di MITO Settembre Musica. La tournée iniziata a Lubiana ha toccato molte città europee e Torino e Milano sono tra queste, in esse viene eseguita in prima italiana la trascrizione orchestrale di Cinque Preludi dal Secondo libro di Debussy a cura di Nikos Christodoulou. Gli altri due brani, La Mer di Debussy e la Seconda Sinfonia di Rachmaninov, sono in comune con la maggior parte dei concerti proposti in tournée. Christodoulou ha orchestrato tutti i 12 Preludi che nel 2012 sono stati eseguiti ad Atene diretti da lui stesso. A scegliere i Cinque eseguiti a Torino ieri sera (replica a Milano stasera) è stato Noseda. “Trascrivere non è solo trasferire una composizione da una destinazione strumentale a un’altra. È entrare nell’anima di una partitura, intrecciare un dialogo con un autore al di là del tempo. Un’arte affascinante praticata da sempre: Bach trascriveva Vivaldi, Mozart faceva lo stesso con Cimarosa, Brahms con Schubert, Ravel con Musorgskij… Le trascrizioni raccontano un’altra storia della musica.” “Orchestrare i Preludes, cardine del pianismo novecentesco, non è far torto a chi li ha scritti, ma cercare di farli rivivere in uno spazio diverso capace di svilupparne le infinite possibilità. A Debussy sono stato fedele al cento per cento, senza però, mai cercare di imitarlo” (intervista a Christodoulou sul Corriere della Sera del 28 Agosto 2016). A giudicare dai cinque preludi eseguiti il lavoro di Christodoulou è stato molto scrupoloso e diligente e, secondo me, ha riprodotto bene lo stile orchestrale di Debussy. Era presente in sala e ha risposto ai calorosi applausi del pubblico, che ha apprezzato la Composizione. La serata è proseguita con La Mer e terminata con la Seconda Sinfonia di Rachmaninov, che a dispetto dei numerosi detrattori continua ad avere vita particolarmente felice. Noseda che di Rachmaninov è convinto interprete ne ha dato una lettura equilibrata senza forti coinvolgimenti emotivi. Il rapporto che si è instaurato già con la London Symphony mi è parso eccellente, il che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che Noseda è davvero uno dei migliori direttori del momento: averlo a Torino come direttore del Regio riempie di orgoglio. A lungo festeggiati Orchestra e, soprattutto, Direttore hanno ancora concesso due bis: il Trepak da Lo Schiaccianoci di Ciaikovski e la Danza Ungherese n.5 di Brahms (a proposito di trascrizioni….): pubblico restio ad andar via, ma Noseda ha fatto cenno che era ora di riposare. È terminato così il primo concerto del MITO, l’unico forse,a mio parere, che possa stare alla pari con le precedenti edizioni del Festival. Quanto seguirà mi pare piuttosto imparentato con le manifestazioni di piazza estive. Si sfruttano le risorse locali. Quindi il tutto diventa in realtà un anticipo delle stagioni che da ottobre a giugno le istituzioni musicali torinesi offrono. Anzi se si confrontano i cartelloni di queste si scopre senza difficoltà che l’offerta nei prossimi mesi è di gran lunga più stimolante e interessante. C’è stato ieri sera un assaggio delle grandi “novità”: la presentazione in quattro minuti (chissà perché non cinque?) di Stefano Catucci (impresa disperata, su cui preferisco non infierire), i sopratitoli con la guida all’ascolto (non è una novità, ma un vezzo del nuovo direttore artistico, che già un paio di lustri fa l’aveva proposto e che evidentemente non aveva avuto un gran riscontro). Per carità, si possono anche aggiungere cose alla precedente conduzione, purché lo si faccia con la dovuta sobrietà, senza presentarle come le novità di cui tutti avevano necessità e senza atteggiamenti messianici che sono completamente fuori luogo.

P.S.: l’unica novità che ho apprezzato molto e che condivido è l’invito al pubblico, già scritto sul programma e ribadito da Stefano Catucci, a spegnere completamente gli smartphone in quanto i display sono fonte di disturbo per chi viene al concerto ad ascoltar la musica. Finalmente! Auspico che l’invito si trasformi in obbligo e che venga adottato da tutte le istituzioni musicali: sono stufo di essere circondato ai concerti da spettatori che consultano Facebook e la posta elettronica.

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VALERY GERGIEV

maggio 2, 2009
Valery Gergiev

Valery Gergiev

Valery Gergiev compie oggi 56 anni. Nasce a Mosca il 2 maggio 1953 da genitori osseti e in Ossezia, a Vladikavkaz, la famiglia si trasferisce, dove Valery compie i suoi primi studi musicali. Dal 1972 al 1977 frequenta il Conservatorio di Leningrado, studiando con Ilya Musin. Nel 1978 fa il suo debutto al Kirov (l’attuale Marinskij) con Guerra e pace di Prokofiev. Dal 1981 al 1985 è direttore della Orchestra Filarmonica Armena. Nel 1988 diviene direttore principale e artistico del Teatro Marinskij e nel 1996 il governo con la carica di direttore artistico e generale gli affiderà il completo controllo musicale e amministrativo del teatro. Dal 1995 al 2008 è direttore principale della Filarmonica di Rotterdam, dal 1997 primo direttore ospite del Metropolitan di New York. Nel 2007 diviene direttore principale della London Symphony Orchestra.

Difficile immaginare una carriera più luminosa e ricca di quella di Gergiev, in cui incarichi prestigiosissimi si sommano e si accavallano.

Anche se il repertorio russo è quello in cui eccelle, ha notevolmente allargato i suoi interessi: recentemente con la London Symphony sta affrontando il ciclo mahleriano.

Inizierei proprio con un breve estratto mahleriano: novembre 2007, LSO, Barbican Centre.

Ora un “suo” classico, Shéhérazade di Rimsky-Korsakov: Orchestra del Marinskij, 2003, Sala del Conservatorio di Mosca. Al violino: Sergei Levitin

Il Principe Igor di Borodin nella produzione 1998 del Marinskij:
ecco le Danze Polovesiane:

Per concludere l’inizio del Sacre stravinskijano (che comunque può essere visto e ascoltato tutto)

ANDRÉ PREVIN

aprile 6, 2009
Andre Previn

André Previn

André Previn compie oggi 80 anni. Nato a Berlino il 6 aprile 1929, Andreas Ludwig Priwin emigrò con la famiglia negli U.S.A. nel 1939 e divenne cittadino statunitense nel 1943. Iniziò come pianista

Una foto giovanile di Previn (a dx), nel 1953, con Julie London e Bobby Troup

Una foto giovanile di Previn (a dx), nel 1953, con Julie London e Bobby Troup

e compositore di musiche per film. Sue molte colonne sonore (Irma La Dolce, Gigi, l’arrangiamento di My Fair Lady, l’arrangiamento e direzione della colonna sonora del film Jesus Christ Superstar….)

André Previn (a sin.) con Sammy Davis e Elmer Bernstein nel 1963 alla consegna degli Oscar

André Previn (a sin.) con Sammy Davis e Elmer Bernstein nel 1963 alla consegna degli Oscar

Passò alla direzione d’orchestra alla fine degli anni 60. Nel 1968 divenne direttore principale della London Symphony, incarico che mantenne fino al 1979.

Previn all'epoca dell'incarico con la LSO

Previn all'epoca dell'incarico con la LSO

Passò quindi alla Pittsburgh Symphony, alla Royal Philharmonic, alla Los Angeles Philharmonic. Attualmente è conductor laureate della London Symphony.

Previn nel 1988

Previn nel 1988

Tra le sue composizioni più famose l’opera A Streetcar Named Desire del 1997.

Ha avuto una vita sentimentale piuttosto intensa: cinque matrimoni (con Betty Bennet, Dorothy Langan, Mia Farrow, Heather Sneddon, Anne Sophie Mutter).

Previn con Mia Farrow e i loro figli gemelli nel 1971

Previn con Mia Farrow e i loro figli gemelli nel 1971

Dalla Mutter, sposata nel 2002, ha divorziato nel 2006.

Musicista completo, di grandissimo talento, ha dedicato forse la maggior parte della sua attività alla direzione d’orchestra, dove ha raggiunto esiti altissimi, che non sempre, a mio giudizio, gli sono stati pienamente riconosciuti. Probabilmente giungere dal mondo del cinema ed essere oggetto di cronache mondane a causa della sua vita privata non gli hanno giovato. Innumerevoli le incisioni, alcune di assoluto riferimento: tra queste citerei l’integrale delle sinfonie di Rachmaninov, le integrali dei balletti di Ciaikovskij, le integrali di Romeo e Giulietta e Cenerentola di Prokofiev… La EMI lo festeggia con la pubblicazione (oggi) di un box di 10 CD con alcune sue magistrali interpretazioni a capo della LSO.

Qualche inserto musicale

– Il primo risale agli anni 70. A capo della London Symphony in una registrazione in studio con Arthur Rubinstein al piano:

– Il secondo lo vede in veste di pianista e direttore nella Rapsodia in Blue e risale agli inizi degli anni 90

(l’ascolto può essere completato con la II parte)

Il terzo risale al 2007 ed è la prima parte del III movimento della Seconda di Rachmaninov, di cui fu sempre magnifico interprete

(l’ascolto può essere completato da chi ne ha desiderio, anzi può ascoltare tutta la sinfonia…)

– L’ultimo è di quest’anno: in veste di pianista con la ex moglie A.S. Mutter e Lynn Harrel nel secondo movimento dello stupendo Trio op.49 di Mendelssohn