Posts Tagged ‘Luca Ronconi’

“Falstaff” di Verdi su Rai 5

febbraio 3, 2018
Ferraguti,_Arnaldo_(1862-1925),_Milano,_Davanti_la_porta_del_loggione_della_Scala_-_Illustrazione_Italiana,1893

Coda davanti alla porta del loggione del Teatro alla Scala il 9 febbraio 1893 (prima assoluta del Falstaff)

Il prossimo 9 febbraio saranno 125 anni dalla prima assoluta del Falstaff di Verdi. In ricordo di questo evento Rai 5 dedica la sua Domenica operistica all’ultima opera verdiana, ma non solo: l’intero mese di febbraio sarà dedicato a Verdi. Seguiranno Un ballo in maschera, Rigoletto e Trovatore. Tutte edizioni già trasmesse, come d’uso (le primizie sono destinate in genere al giovedì sera). Per questo Falstaff si è scelto l’allestimento andato in scena a Firenze nel 2014 e trasmesso nel 2015. Sul podio Zubin Mehta, regia di Luca RonconiAmbrogio Maestri, Eva Mei, Roberto de Candia, Elena Zilio, Laura Polverelli, Yijie Shi, Ekaterina Sadovnikova, Mario Luperi, Gianluca Sorrentino nei ruoli principali. Lo avevo già segnalato a suo tempo:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/04/09/falstaff-di-verdi-firenze2014-su-rai-5/

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“Il Trittico” di Puccini su Rai 5

maggio 6, 2017

Domani, 7 maggio 2017, Rai 5 replicherà Il Trittico di Puccini nella edizione andata in scena alla Scala nel 2008 con la regia di Ronconi e la direzione di Chailly. Già trasmesso più volte, rimando a un post dello scorso anno:

https://musicofilia.wordpress.com/2016/02/20/il-trittico-di-puccini-su-rai-5/

Nel corso del mese saranno trasmesse anche La Fanciulla del West e Edgar.

I VESPRI SICILIANI di Verdi (Bologna,1986) su Rai 5

aprile 8, 2017

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Continua l’omaggio a Leo Nucci con I Vespri Siciliani. Si tratta di un’edizione andata in scena a Bologna nel febbraio 1986 con la regia di Luca Ronconi e la direzione di Riccardo Chailly. Oltre a Leo Nucci nel ruolo di Monforte, ci sono Veriano Luchetti (Arrigo), Susan Dunn (Elena), Bonaldo Giaiotti (Procida) e in un ruolo minore (Ninetta) una giovanissima e bellissima Anna Caterina Antonacci.

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Decisamente un bel cast. Riporto quanto scrisse Massimo Mila su La Stampa:

Tra le opere meno fortunate di Verdi I vespri siciliani non godono il vantaggio delle cosiddette opere minori, che ogni tanto sono .scoperte, da qualcuno e per alcuni anni vengono salutate come una rivelazione e girano da un teatro all’altro. I vespri siciliani tutti li conoscono, per sentito dire, e le melodie sono diventate popolari attraverso la Sinfonia, questa sì famosissima. Ma ventiquattro rappresentazioni (di cui quattro radiofoniche) nel corso di questo secolo sono una cosa da ridere. E’ la prima opera del nuovo corso che l’arte di Verdi prese dopo la Traviata e non sfugge all’impaccio delle opere prime. Scritta su libretto francese di Scribe, poi tradotto misteriosamente in italiano, soffre pure dell’impossibilità, o perlomeno difficoltà, di ottenere dal celebre uomo di teatro francese gli infiniti aggiustamenti e trasformazioni a cui Verdi sottoponeva i testi del suoi librettisti italiani. Quando si aveva l’onore di un libretto di Scribe, o prendere o lasciare. II libretto non era brutto (tra l’altro Scribe l’aveva già, adoperato, in altro quadro storico, per Il duca d’Alba di Donizettl, ma Verdi non lo sapeva); pero aveva un taglio ridondante in cinque atti con un enorme balletto e innumerevoli cambiamenti di scena. In Italia, la stessa storia Verdi l’avrebbe raccontata in tre atti, con due ore di musica. Sicché accade che l’opera è indubbiamente meno buona di Rigoletto e Traviata e nello stesso tempo è più moderna, corrisponde a una concezione teatrale più avanzata che quella elementare e sommarla degli «anni di galera». La psicologia del personaggi è assai più complessa e fine. Non c’è più tutto il bene da una parte e tutto il male dall’altra come nel teatro del burattini, ma nel personaggio di Monforte, governatore francese a Palermo, che riconosce suo figlio in Arrigo, capo del siciliani in rivolta, si concentra tutto quel nodo di sofferte passioni che Verdi collegava alla figura del padre.-In un certo senso è tipico che nel titolo dell’opera non sta il nome d’un personaggio, bensì quello di un avvenimento storico: perché in realtà nei Vespri non c’è un protagonista, bensì un sistema di rapporti umani tra diverse persone avvicinate dall’amore e dilaniate dalla passione politica. Questa complicata situazione a raggiera Verdi raffronta con una musica di nuova maturità psicologica e drammatica, che divampa in alcune situazioni fondamentali, e langue in certe lungaggini marginali del libretto. Certo, bisogna dire che se c’è una possibilità per I vespri siciliani di ritornare in auge, essa potrebbe partire da questa splendida rappresentazione bolognese, che sotto la guida asciutta, precisa, molto verdiana, di Riccardo Chailly, ha radunato un’eccellente compagnia di interpreti non solo bravi, ma singolarmente adatti al rispettivi personaggi. Magnifica protagonista femminile il soprano Susan Dunn. Non ha molta scena, ma si spiega bene con la purezza della voce, che è limpida eppure profondamente espressiva. Impostasi favorevolmente sin dal suo apparire in scena, ha avuto un trionfo nell’ultimo atto (i cinque atti dell’opera sono stati ridotti a tre, senza balletto, con due intervalli lunghi e due brevi, lasciando giustamente isolato al centro il terzo atto, dove fiammeggia il dramma del riconoscimento e scontro tra padre e figlio). Nel reparto maschile si è fatta valere l’ottima caratterizzazione del personaggi: il baritono Leo Nucci, il tenore Luchetti e il basso Giaiotti sembrano quei cantanti che Verdi si cercava per stamparci addosso i rispettivi personaggi, in questo caso: il governatore Monforte, il giovane siciliano Arrigo e il fanatico Giovanni da Procida, nel quale si riflette l’ombra di Mazzini, perlomeno quale lo vedevano i governi europei dell’epoca e quale è stato immaginato di recente, a proposito delle vicende palestinesi, Tutti sono stati applauditi in scena nelle arie principali e i personaggi minori hanno fatto degnamente corona: Caterina Antonacci, Gian franco Casarini e Sergio Fontana, Sergio Bertocchi, Giuseppe Morresi e Walter Brighi. L’orchestra risponde bene alle sollecitazioni di Chailly e il coro ha tratto profitto dalle istruzioni di Fulvio Angius, maestro il cui merito è ben conosciuto a Torino. E la scena, lo spettacolo? Difficile distinguere tra il merito delle belle scene mediterranee di Pasquale Grossi e l’attesissima regia di Ronconi. Ma anche qui tutto è filato liscio. Movimenti sciolti e credibili delle masse (un po’ meno efficaci quelli del personaggi, tra i quali si distingue Luchetti per animosa partecipazione “personale). Niente carrettini o marchingegni semoventi in scena, salvo la nave che alla fine del second’atto passa davanti alla spiaggia portando la bella gente francese e siciliana col suo madrigaletto mondano. Anche questo particolare, che la Callas aveva inspiegabilmente omesso nello spettacolo di Torino per l’inaugurazione del Regio, Ronconi l’ha puntigliosamente realizzato, comportandosi questa volta da bravo figliolo e da quel grande inventore teatrale che è sempre, sia quando fa le bizzarrie, sia quando riga diritto. Cosi è stato coinvolto anche lui, senz’ombra di dissensi, nelle ovazioni trionfali che hanno sancito il successo dello spettacolo. ©La Stampa

Ronconi in un’intervista lamentava che per esigenze del Teatro Comunale si fossero tagliati i ballabili in quanto viene a mancare “un elemento importante del grand opèra”.

E a quest’opera che ha due passaporti, uno italiano e uno francese, che rappresentata in Francia fa fare bella figura ai francesi, rappresentata in Italia sembra patriottica, finisce per mancare, senza balletto, proprio il suo carattere, senza balletto, proprio del suo carattere francese. Resta alquanto sbilanciata la prevalenza dei cori. Vengono però al pettine i nodi dell’azione”. “I Vespri” vennero scritti per Parigi. Ma la cacciata dei francesi da Palermo è un curioso soggetto per Parigi. Un soggetto retorico. In fondo i personaggi simpatici, i “buoni”, sono quelli francesi o che per successive agnizioni passano dalla parte dei francesi. Gli italiani sono dei guastafeste, fino alla fine. E anche dei guastafeste sleali. Il patriottismo di quest’opera è perciò una convenzione retorica. © La Repubblica

Credo che sia la prima volta che Rai 5 manda in onda questa edizione (in genere trasmette lo spettacolo scaligero diretto da Muti) ed è un’occasione da non perdere.

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Domani intorno alle ore 10:00 con replica martedì pomeriggio.

FALSTAFF di Verdi in diretta streaming dal Carlo Felice di Genova

gennaio 20, 2017

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Come segnalato da Pramzan, stasera sarà possibile seguire in diretta streaming dal canale Youtube del Teatro Carlo Felice di Genova alle 20:30 il Falstaff di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo è una ripresa della regia di Luca Ronconi, dirige Andrea Battistoni. Questo il cast:

Sir John Falstaff Carlos Álvarez
Ford  Alessandro Luongo
Fenton  Pietro Adaìni
Dottor Cajus Cristiano Olivieri
Bardolfo Marcello Nardis
Pistola Luciano Leoni
Mrs. Alice Ford Rocío Ignacio 
Nannetta Leonore Bonilla
Mrs. Quickly Barbara Di Castri
Mrs. Meg Page Manuela Custer

http://www.streamingcarlofelice.com/

IL TRITTICO di Puccini su Rai 5

febbraio 20, 2016

Domani ricorre il primo anniversario della morte di Luca Ronconi. In suo ricordo Rai 5 trasmetterà Il Trittico di Puccini al mattino e il Falstaff di Verdi nottetempo. Rai 5 ha sempre dedicato un grande spazio al grande Regista: per i suoi 80 anni dedicò un intero mese di programmazione operistica. Il Trittico è l’edizione scaligera andata in scena nel marzo 2008 (lo spettacolo in tv è dell’11 marzo 2008) diretta da Riccardo Chailly. Nel 2008,anno di celebrazioni pucciniane, Rai 2 lo trasmise in ore notturne smembrando le opere (trasmise prima Il Tabarro e alcune settimane dopo le altre due opere); successivamente Rai 5 lo trasmise almeno un paio di volte “senza operazioni chirurgiche”. Come si sa, Puccini concepì questi tre atti unici per essere eseguiti in unica serata, ma la sua volontà è stata ed è tradita dai direttori artistici dei teatri che smembrano l’insieme per fare poi abbinamenti discutibilissimi (lo scorso anno Suor Angelica fu abbinata con Goyescas al Regio di Torino). Vedere e ascoltare Il Trittico così come lo concepì l’Autore è divenuta occasione rara, quindi da non perdere questa replica, soprattutto per chi non la conoscesse ancora.

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Qualche recensione dello spettacolo:

http://www.sipario.it/recensioniliricat/item/1735-sipario-recensioni-trittico-il.html

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-il-trittico

Scena da Il Tabarro © M.Brescia

Il commento di un amico blogger:

http://www.dicoseunpo.it/blog/2008/03/14/il-trittico-pucciniano-alla-scala/

Scena da Suor Angelica ©M.Brescia

L’edizione del Falstaff che sarà trasmessa la notte tra domenica e lunedì è quella dell’Opera di Firenze del 2014, già diffusa da Rai 5 e di cui già scrissi:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/04/09/falstaff-di-verdi-firenze2014-su-rai-5/

Scena da Gianni Schicchi ©M.Brescia