Posts Tagged ‘Madama Butterfly’

MADAMA BUTTERFLY su RAI 5

agosto 13, 2017

Oggi su RAI 5 una delle più belle Butterfly in video: quella del 2004 all’ Arena di Verona con la regia di Zeffirelli. Già trasmessa e replicata, ma val la pena di rivederla.

https://musicofilia.wordpress.com/2013/02/16/madama-butterfly-arena-di-verona2004-su-rai-5/

“Madama Butterfly”(versione 1904) alla Scala di Milano.Regia di Alvis Hermanis, direttore Riccardo Chailly.

dicembre 9, 2016

Premetto che ho visto e ascoltato l’opera in diretta tv, per cui ciò che scrivo è condizionato dalla fruizione televisiva.

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“Un bel dì vedremo” ©Brescia & Amisano

Credo che fosse dal 1983 che la Stagione della Scala non si inaugurava con un’opera di Puccini e ci voleva un fervente pucciniano come Riccardo Chailly per proporre un Sant’Ambrogio con un capolavoro di Puccini. Lo ha fatto portando avanti il progetto artistico filologico di presentare le opere del Lucchese come concepite in origine dall’Autore. Così ecco Madama Butterfly nella versione che il 17 febbraio 1904 fu un insuccesso clamoroso proprio al Teatro alla Scala. Insuccesso dovuto alla claque organizzata dall’editore Sonzogno, rivale di Ricordi, che comunque spinse Puccini ad apportare modifiche all’opera, che già nella seconda versione trionfò a Brescia pochi mesi dopo. Puccini continuò a modificare la Butterfly: quella che tutti ben conosciamo è la quarta versione rappresentata a Parigi nel 1906 e pubblicata nel 1907. L’opera in origine è divisa in due atti, comprende nel primo atto alcune battute di “colore locale”, non proprio politicamente corrette, ci sono battute in più anche nel duetto, nel secondo atto “Scuoti quella fronda…” è un po’ diverso e più esteso, l’interludio è un po’ diverso, manca l’aria di Pinkerton, la figura di Kate ha un ruolo maggiore, Pinkerton offre un risarcimento in denaro (che Butterfly rifiuta), l’aria finale è leggermente diversa e il finale è un po’ più lento. Questo in estrema sintesi. In breve la figura di Pinkerton nella versione originale è più odiosa e antipatica che in quella definitiva e sembrerebbe che la preoccupazione maggiore di Puccini sia stata proprio quella di rendere il protagonista maschile meno abietto, nei limiti del possibile. In compenso la figura di Butterfly giganteggia di più nella prima versione: forse un po’ troppo per l’epoca?

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Duetto del primo atto © Brescia & Amisano

Una didascalia nella diretta tv per tutto spettacolo indicava “prima assoluta mondiale”: non ho capito a che cosa facesse riferimento. Mi è parso anche di aver sentito dire da una conduttrice o da una intervistato che si tratta della prima volta dopo il 17 febbraio 1904: il che è corretto se riferito alla Scala, ma non lo è riferito in generale. Questa versione è frutto dello studio condotto da Julian Smith (come dichiarato dal sottotitolo), direttore d’orchestra britannico specialista di Puccini, che nella sua lunga permanenza alla Welsh National Opera la diresse, ovviamente, e più volte, altre rappresentazioni si ebbero alla North Opera of Britain di Leeds. insomma nell’U.K. questa versione è in repertorio già da tempo e tra le interpreti c’è stata anche la “nostra” Nuccia Focile. Esiste anche una edizione discografica della Naxos che fa riferimento a uno spettacolo della Bremen Oper: dirige Gunter Neuhold e fu registrata tra il 15 e il 19 dicembre 1997 (può essere ascoltata anche su Spotify).

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Comunque al di là di queste precisazioni, il fatto che La Scala inauguri con questa versione è sicuramente un avvenimento. Come ho già scritto “a caldo” lo spettacolo mi è piaciuto. Alvis Hermanis, che altre volte mi aveva lasciato perplessità, stavolta mi ha convinto. È probabile che abbia invece deluso coloro che vanno a teatro ormai per vedere come il regista è riuscito a rovinare un’opera e ne godono, io preferisco invece le regie che rispettano l’autore, gli interpreti e la maggioranza degli spettatori. Questa di Hermanis stavolta è in questo gruppo. Per altro ha anche curato la regia dei cantanti, cosa che molti non fanno. La direzione di Chailly mi è sembrata ottima e, considerata la passione che mette in questo progetto pucciniano, non poteva essere altrimenti.

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“Scuoti quella fronda…” © Brescia & Amisano

Buoni gli interpreti vocali, soprattutto femminili. Maria José Siri è una sensibile Butterfly, Annalisa Stroppa un’ottima Suzuki, notevole anche Nicole Brandolino come Kate. Degli interpreti maschili molto bene Carlos Alvarez come Sharpless e Carlo Bosi come Goro, un po’meno Bryan Hymel nella parte di Pinkerton. Ottimi i comprimari.

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Annalisa Stroppa, Maria José Siri e Carlos Alvarez © Brescia & Amisano

Successo di pubblico, la ripresa tv su Rai 1 purtroppo ha tagliato gli applausi sul più bello per dare spazio alla pubblicità e al TG1. Domani sera, come ha gentilmente segnalato Marco, Rai 5 replicherà lo spettacolo in prima serata: chissà se con i 15 minuti di applausi?

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MADAMA BUTTERFLY di Puccini dal Teatro alla Scala in diretta su Rai 1

dicembre 6, 2016
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© Brescia & Amisano

Domani, 7 Dicembre 2016, si inaugura la Stagione 2016/17 del Teatro alla Scala con Madama Butterfly di Puccini. Sarà proposta nella prima versione, quella che andò in scena alla Scala il 17 febbraio 1904 e che non ebbe successo. Riccardo Chailly prosegue il percorso artistico filologico sulle opere di Puccini con questa proposta. La regia è di Alvis Hermanis. I ruoli principali sono affidati a Maria José Siri, Bryan Hymel, Carlos Alvarez, Annalisa Stroppa, Carlo Bosi. 

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©Brescia & Amisano

L’evento sarà trasmesso in diretta su Rai 1. Dopo 19 anni anni torna la diretta su Rai 1 dalla Scala. La Rai ufficialmente presenta la cosa come una celebrazione dei 40 anni della prima volta: la diretta dell’Otello di Verdi il 7 dicembre 1976. In quanti lo ricordano?   io benissimo: fu un avvenimento! Stavolta vorrebbe esserlo, per cui hanno scomodato Milly Carlucci, Antonio Di Bella e Serena Scorzoni a condurre la diretta, lasciando perdere Rai 5 e il nuovo format di Massimo Bernardini. Credo che, al di là di quanto ufficialmente dichiarato, il motivo del “trasloco” su Rai 1 sia dovuto alla diretta in HD, possibile ormai solo sulle prime tre reti Rai (Rai5 non ha ancora il canale in HD, neanche sul satellitare: fino allo scorso anno l’unica rete Rai in HD trasmetteva programmi da tutte le altre reti Rai). La cosa farà slittare il sacrosanto TG1: chissà se i giornalisti della testata protesteranno vivacemente come fecero 19 anni fa? Lo sapremo…

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© Brescia & Amisano

La diretta parte dalle 17:45. Attenzione: a quanto mi risulta non sono previste repliche almeno a breve scadenza.

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Poche frasi a caldo dopo la diretta tv. Lo spettacolo nel complesso mi è piaciuto: niente stravolgimenti e innovazioni, meglio così. Parte musicale di ottimo livello, soprattutto la direzione di Chailly. La diretta tv su Rai 1 ha raggiunto anche le zone che non ricevono ancora Rai 5, ma ha infarcito lo spettacolo di pubblicità e di TG straordinari sulle sorti del governo. Gli applausi finali sono stati tagliati sul più bello. I conduttori mi hanno fatto rimpiangere di molto Bernardini e persino i cartoon demenziali del suo format. Forse a mente più fredda scriverò qualcosa in più, nel frattempo rimando al post di Amfortas, come al solito più veloce della luce airplane2.gif:
https://amfortas.wordpress.com/2016/12/07/recensione-abbastanza-seria-di-madama-butterfly-al-teatro-alla-scala-di-milano-viene-la-siri/

Il mio commento:
https://musicofilia.wordpress.com/2016/12/09/madama-butterflyversione-1904-alla-scala-di-milano-regia-di-alvis-hermanis-direttore-riccardo-chailly/

“Madama Butterfly” di Puccini (Verona, 2004) su Rai 5

maggio 3, 2015

Si rimane in repertorio pucciniano con Madama Butterfly. È la replica di una bella edizione con la regia di Zeffirelli registrata all’Arena di Verona nel 2004.

La Cedolins nella scena finale.

Fiorenza Cedolins

Fiorenza Cedolins, Marcello Giordani, Juan Pons nel cast vocale. Daniel Oren sul podio. Replico anch’io:

https://musicofilia.wordpress.com/2013/02/16/madama-butterfly-arena-di-verona2004-su-rai-5/

Rai 5 ore 10:00 circa.

MADAMA BUTTERFLY di Puccini (Regio di Torino,2014) su Rai 5

febbraio 12, 2014

Domani, 13 febbraio 2014, su Rai 5 in prima serata Madama Butterfly nell’edizione andata in scena al Teatro Regio di Torino pochi giorni fa. Lo spettacolo è stato anche diffuso in diretta il 4 febbraio u.s. nelle sale cinematografiche del circuito Microcinema. Sarà replicato da Rai 5 domenica mattina, ma non sono previste le repliche del martedì pomeriggio e del sabato preserale.

Scena dal I atto ©Ramella & Giannese per Teatro Regio

Scena dal I atto ©Ramella & Giannese per Teatro Regio

L’interesse principale è nella regia di Damiano Michieletto. Regia di quelle “che fanno discutere” e poiché ormai la talkshowdipendenza è uno dei mali della nostra epoca la fortuna ha arriso all’Audace, al punto che dopo il 2010 lo spettacolo è stato ripreso nel 2012 e adesso nel 2014 (c’è da supporlo per il 2016?).

Scena dall'atto primo ©Ramella & Giannese per Teatro Regio

Scena dall’atto primo ©Ramella & Giannese per Teatro Regio

Principali interpreti vocali: Amarilli Nizza, Massimiliano Pisapia, Alberto Mastromarino, Giovanna Lanza. Direttore Pinchas Steinberg. 

Scena dal secondo atto ©Ramella & Giannese per Teatro Regio

Scena dal secondo atto ©Ramella & Giannese per Teatro Regio

Nell’attesa propongo tre recensioni:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-madama-butterfly-0

http://www.gbopera.it/2014/02/ogni-farfalla-da-uno-spillo-e-trafitta/

http://www.ilcorrieremusicale.it/2014/02/04/la-butterfly-a-torino/

Scena da atto I ©Ramella &Giannese per Teatro Regio

Scena da atto I ©Ramella &Giannese per Teatro Regio

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A costo di sembrar “retrogrado” non mi unisco al coro dei laudatores di questo allestimento. Non sono ostile alle regie “innovative” se queste arricchiscono l’opera e ne svelano significati reconditi, ma secondo me non è il caso di questa Butterfly. L’urgenza di portare nella contemporaneità una vicenda che trova la sua ragion d’essere solo nell’epoca per cui è stata concepita (era contemporanea a Puccini) finisce, secondo me, con lo snaturarla e renderla assurda. Il Regista legge la vicenda in chiave di turismo sessuale contemporaneo, il che francamente non mi convince neanche un po’. Presenta Pinkerton come un erotomane all’ultimo stadio che non pago di tre o quattro prostitute a volta arriva a sposarne una (???!!!), ma non solo: torna sul luogo del delitto dopo tre anni accompagnato dalla moglie (!!!!), che poi sembra appartenere allo stesso genere, e prende il figlio. Cio-cio-san è presentata come una baby squillo. Goro come un protettore di prostitute. Il Console è complice di questo immondo fenomeno di sfruttamento. Cio-cio-san si spara un colpo in testa forse in preda a un momento di sconforto, impensabile che possa farlo in questo contesto perché “non può serbar vita con onore”. La Abramo Lincoln è un’auto (con targa italiana) fortemente inquinante se a distanza è visibile “il fil di fumo”… Mah. Butterfly, nell’opera di Puccini, non è una prostituta ma una geisha, che non esercitava il mestiere più antico del mondo ma era intrattenitrice specializzata in canto e danza (Cio-cio-san d’altronde lo afferma chiaramente nel secondo atto quando dice che dovrebbe tornare a cantare). Goro è un nakodo (è dichiarato tale nel secondo atto da Cio-cio-san), una figura che in Giappone esiste ancora e si occupa dei matrimoni combinati e ovviamente lo fa a pagamento essendo un professionista (i cento yen che Pinkerton gli dà sono la sua parcella, non è il prezzo per le prestazioni sessuali di Butterfly, come ha pensato il Regista). Pinkerton ha un facile vangelo da colonizzatore, ma non è quel maniaco sessuale che ne fa questo allestimento. I 15 anni della sposa non indicano pedofilia, essendo questa l’età in cui spesso le donne prendevano all’epoca marito nei matrimoni combinati cento anni fa (anche le mie bisnonne in Italia a 16 anni avevano avuto il primo figlio). Butterfly coltiva il sogno americano, vedendo negli USA un mondo dove la donna è emancipata e gode di diritti che in Giappone le sono negati; a me sembra innamorata degli USA più che di Benjamin Franklin, si sente americana e alla verifica che il suo sogno è crollato piuttosto che tornare a essere geisha sceglie la morte con onore. Tutto ciò mi sembra assente nell’allestimento in oggetto: in un mondo globalizzato gli USA hanno ormai imposto la loro egemonia culturale ed economica e il sogno americano ha ormai rivelato i suoi limiti e le sue contraddizioni, difficile che la protagonista possa coltivarlo. Si pensa erroneamente che l’opera così come la concepì il suo Autore 110 anni fa sia meno crudele di ciò che fa vedere Damiano Michieletto, ma secondo me non è vero: l’edizione pucciniana a me fa star davvero male e ogni volta la morte della protagonista mi colpisce profondamente; con questa edizione invece ho solo provato fastidio, più che altro per lo scarso rispetto che ormai si ha nei teatri lirici nei confronti di chi vede e ascolta. (Mi scuso con eventuali lettori per la lunghezza)

©Ramella & Giannese per  Teatro Regio

©Ramella & Giannese per Teatro Regio