Posts Tagged ‘Mahler’

Concerto inaugurale Stagione OSN Rai in diretta su Rai 5

ottobre 19, 2018

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Affidato alla bacchetta di James Conlon, direttore principale, il primo concerto della Stagione 2018/19 della OSN Rai. In programma la Sinfonia KV 338 di Mozart e la Prima Sinfonia di Mahler. Il Concerto sarà trasmessa in diretta da Rai 5 con inizio alle 19:55.

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Mahler e Beethoven alla OSN Rai con Hartmut Haenchen e Michelle Breedt

febbraio 24, 2018

Torna Hartmut Haenchen sul podio della OSN Rai dopo due anni. Ci aveva lasciati con la Prima di Mahler e riprende con Blumine (il secondo tempo della Sinfonia, cassato dall’Autore), quasi un “..dove eravamo rimasti”. Haenchen, che Opernwelt ha scelto come “Direttore dell’anno 2017” sulla base del voto di 50 giornalisti di tutto il mondo, è uno dei migliori interpreti di Mahler e lo ha dimostrato ripetutamente.

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Un momento di Blumine con Roberto Rossi (prima tromba) di spalle e Haenchen sul podio

La serata è proseguita con i Kindertotenlieder che hanno avuto Michelle Breedt voce solista. La Breedt è spesso presente a Torino: fu Brangania nel Tristano al Regio lo scorso ottobre, ma alla OSN, per rimanere in Mahler, fu solista nella Seconda Sinfonia nel 2014 e nel 2005 nel Das Lied von der Erde.

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Michelle Breedt nei Kindertotenlieder alla OSN 

Grande interpretazione con splendide prime parti dell’Orchestra (Carlo Romano all’oboe).

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Carlo Romano solista nei Kinertotenlieder

A questo punto mi sarei, forse ingenuamente, aspettato una conclusione con la Quinta Sinfonia di Mahler, invece… si rimane in quinta, ma la Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Un salto indietro di circa 100 anni, con tanto di “destino che bussa alla porta”.

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Hartmut Haenchen dirige la Quinta di Beethoven (“il destino che bussa…”)

La Quinta è la quinta per antonomasia, la sinfonia che almeno nelle prime battute conoscono tutti, anche coloro che di classica sono digiuni impenitenti. Sicché il pubblico corre sempre numeroso e così è stato anche stavolta e con condizioni meteo più favorevoli ci sarebbe stato il sold out. Dopo Blumine applausi stiticissimi, senza neppure una chiamata (che vergogna!), un po’ meglio dopo i Kindertotenlieder, rivolti per lo più alla Breedt, ma dopo la Quinta, tripudio generale.

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Orchestra e Direttore agli applausi dopo la Quinta di Beethoven

Concerto OSN Rai in diretta/differita su Rai 5

febbraio 22, 2018
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Hartmut Haenchen

Stasera alle 21:15 su Rai 5 andrà in onda in diretta/differita l’11° concerto della Stagione OSN Rai. Sul podio Hartmut Haenchen, solista Michelle Breedt. In programma musiche di Mahler (Blumine e Kindertotenlieder) e Beethoven (Quinta Sinfonia). Salvo errori è la seconda volta che un concerto di questa Stagione sinfonica è trasmesso in diretta/differita su Rai 5 (il primo fu il concerto inaugurale a ottobre). In altre parole quella che dovrebbe essere una prassi corrente diviene quasi un evento da segnare sul calendario.

Il commento sulla serata dal vivo:
https://musicofilia.wordpress.com/2018/02/24/mahler-e-beethoven-alla-osn-rai-con-hartmut-haenchen-e-michelle-breedt/

James Conlon dirige Dvorák e Mahler alla OSN Rai

ottobre 27, 2017
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Mahler e Dvorak negli anni della composizione dei brani

Dvorák e Mahler sono due autori che stanno particolarmente a cuore a James Conlon. Con la OSN Rai vorrebbe affrontare l’intero ciclo sinfonico mahleriano (ha già diretto la Settima qualche anno fa e con la Quinta inaugurò la passata Stagione), a Dvorák ha dedicato già dei concerti monografici nelle stagioni passate e c’è da scommettere che nelle prossime farà altrettanto. Per il secondo concerto della Stagione in corso ha scelto L’arcolaio d’oro op.109 di Dvorák e Das klagende Lied di Mahler. Due fiabe con risvolti macabri e inquietanti, che forse si adattano anche alla imminente notte di Halloween . Nella prima un re si innamora di una fanciulla che viene uccisa e smembrata dalla matrigna per far sposare al re la di lei figlia, ma un indovino in cambio di un arcolaio d’oro ricompone il corpo della fanciulla, l’arcolaio attraverso il fruscio della ruota rivela al re la verità. Le due traditrici vengono date in pasto ai lupi ed il re sposa finalmente la fanciulla che ama.  Nella seconda due fratelli sono alla ricerca di un fiore rosso per poter sposare una arrogante e sprezzante regina, il fratello che lo trova viene assassinato dall’altro, ma un menestrello farà con un osso del fratello ucciso un flauto il cui suono riproduce il canto accusatorio del defunto. Andrà alle nozze e quel suono rivelando la verità farà svenire la regina e crollare il castello. Come è evidente i punti in comune sono molti almeno nel contenuto.

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James Conlon dirige L’Arcolaio d’Oro © Più Luce

L’arcolaio d’oro op.109 risale alla maturità del Compositore, è uno dei quattro poemi sinfonici ispirati alle ballate di K.J. Erben. Non gode di frequenti esecuzioni, almeno qui alla Rai di Torino: una sola 10 anni fa, quando furono eseguiti tutti e quattro distribuiti nell’arco dell’intera stagione. Non sarebbe male eseguirli nella stessa serata: chissà che prima o poi avvenga.

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Esecuzione de L’Arcolaio d’Oro © Più Luce

Das klagende Lied è l’opera 1 di Mahler. Composizione giovanile di genesi travagliata: Schmerzenkind (figlio del dolore) per usare la parola del Compositore. Vi lavorò intensamente, ma non riuscì a farlo eseguire. Fu bocciata al Beethoven Preis nel 1881, fu rifiutata da Liszt nel 1883, così dall’editore Schott nel 1891. Mahler rivide la partitura tagliando la prima parte, riuscì a farla pubblicare nel 1899 dall’editore Weinberger nell’edizione in due parti e venne eseguita nel 1901 in questa forma. Solo nel 1935 Alfred Rosé, nipote di Mahler, dirige per Radio Vienna la prima assoluta della composizione, in una versione mista: cioè Waldmärchen nella redazione del 1880, le altre due parti nella redazione del 1898. [ Stando alle indicazioni del programma così è stata eseguita ieri sera]. Ci vorrà il 1970 per l’esecuzione integrale in sala da concerto, nello stesso anno Pierre Boulez la inciderà in disco. Nel 1997 uscirà l’edizione critica dell’edizione 1880. Attualmente alcuni direttori eseguono la versione in due parti, altri la mista, alcuni come Kent Nagano quella del 1880. Alla Rai di Torino già nel 1973 si eseguì la partitura integrale sotto la bacchetta di Fulvio Vernizzi, ci vorrà il 1985 per un’altra performance con Zoltan Pesko nell’ambito di Settembre Musica, poi nel 1991 Aldo Ceccato la propose nella versione in due parti, infine nel 1997 Sinopoli la diresse per quel progetto mahleriano con la OSN che purtroppo la morte prematura interruppe. Dopo 20 anni la dirige Conlon con il concorso di validi solisti (Aga Mikolaj, Yulia Matochkina, Brenden Gunnell e Thomas Tatzl) e del Coro Filarmonico di Brno istruito da Petr Fiala.

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Il Coro Filarmonico di Brno © Più Luce

Esecuzione di grande spessore, con Orchestra, Coro e Solisti in ottima forma.

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Esecuzione del Das klagende Lied © Più Luce

L’orchestra spesso però copriva le voci dei solisti, almeno così si percepiva dal mio posto. Ho come la sensazione che Conlon non abbia ancora familiarizzato molto con l’acustica dell’Auditorium Toscanini, che dopo il “rattoppo” è divenuta una sala più indicata per le chamber orchestra o i concerti solistici, che non per una orchestra a pieno organico: in questo caso necessita “abbassare il volume”.

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Applausi finali © Più Luce

 

James Conlon inaugura la Stagione OSN Rai con Schubert e Mahler

ottobre 21, 2016
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Applausi a James Conlon e all’OSN © Più Luce

Doppia inaugurazione: di Stagione sinfonica e di incarico di nuovo direttore principale. Con due Quinte Sinfonie (di Schubert e di Mahler) James Conlon ha dato inizio alla sua attività presso la OSN Rai. Un inizio strepitoso, va subito detto, due esecuzioni davvero da antologia. Non è la prima volta che la Quinta di Mahler inaugura le stagioni della OSN: nel 2010 con Valčuha, nel 2003 con Prêtre, per citare le prime che mi vengono in mente. Stavolta viene abbinata alla Quinta di Schubert. Un abbinamento di composizioni di natura opposta, eppure c’è tra di esse un nesso. Nascono entrambe nella civiltà musicale viennese. La composizione schubertiana, di cui ricorre il bicentenario, sembra volgere il suo sguardo al Settecento, “è la più mozartiana delle sinfonie di Schubert” (per citare Conlon), un Mozart comunque con la tenera intimità schubertiana. La Quinta di Mahler sembra una preveggenza del Novecento con la crisi di quel mondo asburgico e di quei valori che la Grande Guerra da lì a poco avrebbe spazzato via: uno sguardo inquieto al mondo che verrà. Abbinare Schubert a Mahler non è un inedito: due settimane fa Haitink ha abbinato l’Incompiuta al Das Lied von der Erde a Berlino, e per restare in casa OSN Saraste abbinò la Quinta di Mahler alla Quarta di Schubert nel 2005.

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La OSN esegue la Quinta di Schubert © Più Luce

Della composizione schubertiana è stata data un’esecuzione di estrema trasparenza con i fiati in giusto rilievo, in cui le affinità settecentesche e “mozartiane” venivano messe in luce.

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Conlon e la OSN nella Quinta di Mahler © Più Luce

Il pezzo forte e più atteso però era la Sinfonia di Mahler di cui è stata data una esecuzione davvero straordinaria, a mia memoria la più bella ascoltata dalla OSN Rai in questi 22 anni. Merito di James Conlon che questo repertorio conosce profondamente.

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James Conlon dirige la Quinta di Mahler © Più Luce

Ha in programma di dirigere tutte le sinfonie di Mahler nei prossimi anni (la Settima l’aveva già diretta quattro anni fa) e la prospettiva è entusiasmante.

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Applausi finali © Più Luce

Tripudio finale con varie chiamate al Direttore. Be’ l’Orchestra sembra finalmente tornata al livello dei tempi di Inbal. O forse lo è sempre rimasta?….