Posts Tagged ‘Marc Albrecht’

Concerto Albrecht-Lozakovich su Rai 5

giugno 15, 2017
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Daniel Lozakovich

In diretta/differita dall’Auditorium Rai stasera alle 21:15 andrà in onda su Rai 5 l’ultimo concerto del Festival di Primavera della OSN Rai. Protagonista Daniel Lozakovich, solista nel Concerto n.1 di Max Bruch. Lozakovich è nato nel 2001 e ha debuttato a soli 8 anni di età, si esibisce nelle maggiori istituzioni e ha già un contratto con la DGG. Un vero prodigio.

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Marc Albtrecht

Dirige Marc Albrecht, che ha un solido legame con la OSN Rai. Apre la serata l’ouverture da Hans Heiling di Marschner e la chiude con la Quarta Sinfonia di Schumann.

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Concerto diretto da Marc Albrecht a S. Cecilia su Rai 5

aprile 28, 2016

Marc Albrecht ha sostituito Daniele Gatti, indisposto, a Roma e ha portato a termine il ciclo delle Sinfonie di Schumann.

Marc Albrecht dirige Schumann a Roma © Musacchio & Ianniello

In programma la Seconda e la Quarta Sinfonia di Schumann e il Canto del Destino di Brahms.

L’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia nel Canto del Destino di Brahms © Musacchio e Ianniello

Una recensione del concerto:

http://www.giornaledellamusica.it/rol/?id=5191

Applausi a Direttore e Orchestra © Musacchio & Ianniello

Stasera alle 21:15 su Rai 5

Simone Lamsma e Marc Albrecht alla OSN Rai

gennaio 31, 2015

A Torino è il momento dei virtuosi del violino: dopo Leonidas Kavakos, Renaud Capuçon (per altro in concorrenza nella stessa serata), Viktoria Mullova ecco Simone Lamsma al suo debutto alla OSN Rai.

Simone Lamsma interpreta Elgar a Madrid lo scorso 10 gennaio

Simone Lamsma nel Concerto di Elgar a Madrid il 5 dicembre 2014

29 anni compiuti lo scorso 5 ottobre, la Violinista olandese si sta affermando sulla scena internazionale. Al suo apparire fa subito colpo per l’innegabile bellezza della persona, ma appena suona lo Stradivari “Mlynarski” seduce con l’assoluta bellezza del suono. Cantabilità e melodia ne sono tratti peculiari e non è casuale che tra i suoi autori preferiti ci sia Elgar e tra i brani in repertorio abbia il Concerto in re maggiore op.61 di Beethoven eseguito all’Auditorium Toscanini per la Stagione della OSN Rai.

Simone Lamsma nel Concerto op.61 alla Rai

Simone Lamsma nel Concerto op.61 alla Rai

La Lamsma rende perfettamente l’estremo lirismo espressivo dell’unico concerto per violino di Beethoven e trova in Marc Albrecht sul podio un partner musicale ideale.

Simone Lamsma al termine del Concerto di Beethoven alla Rai

Simone Lamsma al termine del Concerto di Beethoven alla Rai

Applausi calorosi e meritatissimi cui ha risposto con un bis bachiano.

Applausi al termine del Concerto op.61

Applausi al termine del Concerto op.61

Un ritorno per Marc Albrecht di cui già scrissi nelle altre occasioni (chi fosse interessato a leggere clicki sul tag del suo nome). Direttore della Netherlands Philharmonic e di conseguenza della Dutch National Opera, predilige Wagner, Richard Strauss e i contemporanei. Ha completato la serata con la Prima Sinfonia in do minore op.68 di Brahms (invece della Seconda in un primo tempo programmata e a cui continuano a far riferimento i comunicati stampa dell’Orchestra).

Marc Albrecht dirige la Prima di Brahms alla Rai

Marc Albrecht dirige la Prima di Brahms alla Rai

Albrecht ne ha dato una lettura tesa, di notevole spessore fonico con ottoni e timpani in evidenza, dai tempi un po’ stretti, con il ritornello tagliato. In altre parole sembrava voler sottolineare l’ascendenza beethoveniana della composizione: la Nona, ma anche la Quinta (con cui la Prima brahmsiana condivide la tonalità di do minore e, casualmente, quasi il numero d’opus con una unità di scarto); un percorso che dai contrasti, le tensioni e drammi iniziali giunge alla conclusione luminosa e catartica.

Marc Albrecht sul podio della OSN nella Prima di Brahms

Marc Albrecht sul podio della OSN nella Prima di Brahms

Insomma si direbbe che per Albrecht la Prima di Brahms sia proprio la “Decima” di Beethoven, anche se con sonorità che la apparentano ai poemi sinfonici di Strauss. Si può dissentire da tale interpretazione, ma va riconosciuta la coerenza con cui il Direttore la porta a termine.

Applausi finali a Direttore e Orchestra

Applausi finali a Direttore e Orchestra

Tanto per non smentirmi:

– La Prima di Brahms in quattro mesi è stata eseguita a Torino ben tre volte. (Il famoso “coordinamento” tra istituzioni musicali…)

– Il Concerto op.61 di Beethoven lunedì sarà eseguito al Regio nella Stagione Sinfonica del Teatro (altro effetto del “coordinamento”…)

– Il Concerto di cui sopra sarà in concomitanza con due concerti di altre due istituzioni musicali torinesi (Unione Musicale e Accademia Stefano Tempia) con frustrazione e rinunce di tanti fedeli abbonanti (meno male che si “coordinano”…).

Bah…: non che le programmazioni concertistiche debbano necessariamente essere “coordinate”, ma se ci si provasse ci sarebbe sicuramente una maggiore fruibilità con benefici per tutti. Finché esistono solo nelle flatulenze verbali di qualche politico locale i risultati sono quelli attuali… Smiley

 

Alexei Volodin e Marc Albrecht alla Stagione OSN RAI

ottobre 26, 2012

Pubblico un po’ più numeroso, forse attratto dal Quinto Concerto per piano e orchestra di Beethoven, che ha sempre un notevole appeal anche in chi non frequenta solitamente le sale per concerto, ovvero attratto da lui:

Alexei Volodin suona il Quarto Concerto di Prokof’ev a Mosca il 24/04/2012

Alexei Volodin. Mi farebbe piacere pensarlo, perché il giovane pianista pietroburghese è di certo uno dei migliori e completi interpreti della sua generazione e un suo concerto è sicuramente da non perdere.

Alexei Volodin a Mosca

Eccellente tecnica, suono straordinario, interpretazione di forte intensità: qualità messe in luce ieri sera nel Concerto beethoveniano. Virtuosismo non gratuito, ma giustamente esibito.

Le mani di Alexei Volodin sulla tastiera del piano.

Ha trovato in Marc Albrecht un partner ideale. Il Maestro tedesco, già conosciuto e apprezzato dal pubblico torinese dei Concerti Rai, ama sonorità plastiche, che sa equilibrare perfettamente nell’orchestra e calibrare con la dimensione della sala e che ben si coniugano con il pianismo di Volodin.

Marc Albrecht

È apprezzato interprete di Richard Strauss, Mahler (autori che aveva diretto nei precedenti concerti Rai) nonché di Wagner e dei contemporanei. Lo scorso anno ha avuto la prestigiosissima nomina alla Filarmonica Olandese e alla De Nederlandse Opera.

Marc Albrecht

Ieri sera ha iniziato la serata con l’Ouverture dal Rienzi di Richard Wagner e l’ha conclusa con la trascrizione del Quartetto op.25 di Brahms fatta da Arnold Schönberg, forse l’unica trascrizione orchestrale che non mi fa eccessivamente rimpiangere l’originale cameristico, anche perché si tratta di un vero capolavoro per tanti versi autonomo rispetto all’originale, sebbene ne rispetti in pieno la costruzione del discorso.

Marc Albrecht

Peculiarità ben messe in luce dalla interpretazione di Marc Albrecht. Orchestra in eccellente forma, come ormai di regola.

Marc Albrecht dirige R.Strauss alla OSN Rai

aprile 23, 2010

Marc Albrecht

Nato ad Hannover il 1964, Marc Albrecht è figlio d’arte: suo padre è Georg Alexander Albrecht, direttore che a soli 29 anni era divenuto GMD (Genaral Musik Director) ad Hannover. Lo ricordo in un bel Tristano nel 1971 al Nuovo di Torino e nella stessa opera tre anni dopo al Comunale di Bologna. Marc ha studiato con lui ed ha iniziato la carriera come assistente di Claudio Abbado alla Gustav Mahler Jugendorchester e succesivamente come assistente di Gerd Albrecht (omonimo, ma non parente) all’Opera di Amburgo. Dal 1995 al 2001 è allo Staatstheater di Darmstadt, poi alla Deutsche Oper di Berlino, quindi dal 2005 alla Filarmonica di Strasburgo. Nel 2008 è stato nominato direttore alla DNO (De Nederlandse Oper) e quindi alla Nederlands Philharmonic, incarichi che si protrarranno fino al 2012. Era già stato sul podio della OSN e vi è tornato con un programma interamente straussiano. Brani che sono nel suo repertorio e che ha inciso con l’etichetta PentaTone

Il disco straussiano diretto da Marc Albrecht

La chicca è il Träumerei am Kamin da Intermezzo, un breve interludio assente da 61 anni dai programmi Rai di Torino (l’Autore all’epoca era ancora in vita), che ha aperto la serata che è proseguita con i Vier letzte Lieder in cui ha cantato il mezzosoprano Christiane Iven, specialista nel campo liederistico.

Christiane Iven © M.Sigmund

Peccato che l’incanto delle ultime note di Im Abendrot (“ist dies etwa der Tod?”) sia stato rovinato dall’eccessivo entusiasmo di un fanatico straussiano che ha esternato rumorosamente la sua passione anticipando gli applausi. Nella seconda parte Don Juan e Till Eulenspiegel, di cui Albrecht ha dato un’interpretazione ipervitalistica e scalpitante e in cui le prime parti dell’orchestra hanno avuto modo di eccellere (Carlo Romano all’oboe, Corrado Saglietti al corno, Franco Da Ronco al clarinetto piccolo, Alessandro Milani al violino). Applausi convinti e meno invasivi anche da chi non fa parte delle tifoserie straussiane.

Ripresa tv, che conferma la mia ipotesi sulla scelta dei concerti di più breve durata [Sulla ripresa di questo avevo scommesso 😉 ]