Posts Tagged ‘Mendelssohn’

Christoph Eschenbach debutta sul podio della OSN Rai

aprile 21, 2017
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Christoph Eschenbach sul podio della OSN Rai © Più Luce

Ho molto vivo nella memoria il ricordo di Christoph Eschenbach al suo debutto all’Auditorium Rai di Torino con l’Orchestra di Rai Torino in veste di solista nel Terzo Concerto di Beethoven. Era il 1971. Se lo ricordo è perché mi colpì profondamente la sua performance. Raramente avevo ascoltato dal vivo (e avrei ascoltato anche in futuro) un tocco così terso, “pulito”, perfetto direi. Acquistai dei dischi interpretati da lui, insomma mi era parso il pianista ideale del momento e del futuro. Quale fu poi la mia delusione quando constatai che Eschenbach gradualmente finì col privilegiare l’attività di direttore d’orchestra! Non che sul podio non abbia dato grandissime prove, ma a mio modestissimo parere l’Eschenbach pianista era superiore all’Eschenbach direttore. Come tale ha rivestito incarichi di altissimo prestigio, dato interpretazioni eccellenti (alcune immortalate in disco, il ciclo mahleriano, notevole, disponibile in video ancora on line sul suo sito personale), ed eccolo finalmente sul podio della OSN Rai. Diciamo che era ora, dal momento che si tratta di una delle migliori orchestre d’Italia e d’Europa, anche se i vertici Rai sono tardi e restii ad accorgersene. Se ne è accorto invece subito Christoph Eschenbach e lo ha dichiarato a voce e al termine del concerto di ieri sera non ha esitato ad applaudire per primo l’Orchestra: è stato un applauso reciproco che orchestrali e direttore si sono vicendevolmente tributati.

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Applausi reciproci tra Eschenbach e la OSN ©Più Luce

Programma tutto sinfonico con la Quarta Sinfonia di Mendelssohn e il Quartetto op.25 di Brahms nella trascrizione orchestrale di Schönberg. Pagina quest’ultima che Eschenbach sembra amare molto (forse gli ricorda i tempi in cui la eseguiva nella versione originale per piano e archi?) e che sicuramente è stata la più riuscita della serata. Grandi applausi da parte del pubblico, che spera ovviamente in suo ritorno: quanto dovrà aspettare?

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Christoph Eschenbach dirige la OSN Rai © Più Luce

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Stefan Jackiw suona Mendelssohn alla Rai. Dirige Juraj Valčuha.

novembre 4, 2016
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Stefan Jackiw (a sx) con Juraj Valčuha © Più Luce

31 anni, americano, madre coreana e padre ucraino, Stefan Jackiw divenne famoso nel web nel 2011 quando alla Sidney Opera House eseguì il finale del Concerto op.64 di Mendelssohn in occasione della prova conclusiva della YouTube Symphony Orchestra (30 milioni di spettatori!!!: il concerto di classica più ascoltato in assoluto). Lo stesso concerto con cui nel 1999 debuttò a Londra e con cui debutta alla OSN Rai con Juraj Valčuha sul podio (il prossimo 25 novembre lo eseguirà a Bratislava con la Philharmonia Orchestra sempre con Valčuha sul podio). Insomma ormai il Concerto di Mendelssohn è divenuto per Jackiw il brano che lo contraddistingue.

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Stefan Jackiw esegue Mendelssohn alla Rai © Più Luce

Lo esegue con estrema facilità e disinvoltura. Forse manca un po’ di trasporto emotivo e di lirismo, che in una pagina come questa starebbero bene. Non si è fatto pregare per il bis bachiano che ha generosamente concesso.

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Jackiw suona Bach © Più Luce

Valčuha è tornato sul podio della OSN, stavolta da ospite – è uno dei due impegni di questa Stagione (chi sperava in un possibile incarico si rassegni, la Konzerthaus Orchester di Berlino lo ha già nominato principale direttore ospite) – e ha racchiuso il Concerto mendelssohniano tra due pagine russe: Il lago incantato di Ljadov e la Terza Sinfonia di Prokof’ev. La prima è una breve pagina contemplativa e delicata, la seconda una partitura fiammeggiante e di grande virtuosismo orchestrale.

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Esecuzione della Terza di Prokof’ev  © Più Luce

Valčuha non si è fatto prendere la mano e si è mantenuto su un piano equilibrato senza eccessi che in una partitura come questa sono facili.

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Applausi finali a Direttore e Orchestra © Più Luce

Applausi finali con una punta di rimpianto consci che la presenza di Valčuha sarà ormai sporadica e affidata alla sua volontà e ai suoi impegni.

“Sogno di una notte di mezza estate” di Balanchine – Mendelssohn su Rai 5

aprile 16, 2016

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Prosegue l’omaggio a Shakespeare su Rai 5 con l’ennesima replica del balletto Sogno di una notte di mezza estate su musiche di Mendelssohn. Protagonisti d’eccezione: Roberto Bolle, Alessandra Ferri e Massimo Murru. Domani mattina con replica martedì. Stamane, con replica domani tardo pomeriggio, La fille du régiment di Donizetti con Juan Diego Florez e Patrizia Ciofi, già trasmessa in passato:

https://musicofilia.wordpress.com/2012/11/03/la-fille-du-regiment-di-donizetti-carlo-felice2005-su-rai-5/

In compenso La donna serpente di Casella dopo la diretta di giovedì non gode di alcuna replica. Smiley

Vilde Frang interpreta Britten alla Stagione OSN Rai. Dirige Juraj Valčuha

novembre 27, 2015

Il Concerto in re minore op.15 per violino e orchestra di Britten non sembra godere di frequenti esecuzioni, almeno a Torino. È in seconda esecuzione Rai, dopo la prima avvenuta nel dicembre 2004 (solista Frank Peter Zimmermann); un’altra esecuzione è stata nell’aprile 2013 con Isabelle Faust in un concerto per l’Unione Musicale in occasione del centenario della nascita dell’Autore. Non so se ci siano state altre esecuzioni (non ne ricordo). E dire che si tratta di una pagina molto bella e, credo, di sicura presa sul pubblico. Bene ha fatto la giovane violinista norvegese Vilde Frang a proporla nella sua seconda presenza presso la OSN Rai (aveva eseguito l’op.35 di Ciaikovskij nel settembre 2012). Non è affatto scoraggiata dalle notevolissime difficoltà esecutive del Concerto.

Vilde Frang esegue Britten alla OSN Rai © Più Luce

Se ne direbbe anzi sedotta. “…per me eseguirlo spesso non è ancora abbastanza: l’ho scoperto tardi e non riesco a separarmene. Mi ha catturato alla radio, per caso, suonato da un violinista che lo eseguiva con una tale intensità da lasciarmi folgorata: è come se la musica di Britten, con quell’incipit così misterioso, mi portasse su un altro pianeta, mi facesse partecipe di un linguaggio che non conosco ma di cui non posso fare a meno”. “È molto impegnativo, è vero, non solo tecnicamente. Ma per me suonare il Concerto op. 15 è una necessità: di fronte a questo, la stessa parola “insuonabile” perde completamente significato” (intervista a Sistema Musica).

Vilde Frang alla OSN Rai © Più Luce

Il Concerto fu definito “insuonabile” da alcuni contemporanei… Si direbbe che la Frang ha una passione per i concerti definiti tali, visto che anche il Concerto di Ciaikovskij proposto nel 2012 ebbe questa definizione. Ma la sua tecnica supera brillantemente ogni difficoltà.

Applausi al termine © Più Luce

La seconda parte della serata comprendeva invece un brano noto: la Sinfonia n.3 “Scozzese” di Mendelssohn. Ho una particolare predilezione per questa Sinfonia, che mi è cara anche per motivi affettivi, per cui ogni ascolto riesce a destarmi emozione. È stato così anche ieri sera grazie a una superlativa esecuzione diretta da Juraj Valčuha, che sembra voler lasciare il miglior ricordo possibile di sé al termine del suo incarico di direttore principale. Anzi, si direbbe che da quando è stato nominato il suo successore voglia dimostrare di non essergli affatto inferiore AIM and AOL Instant Messenger Smileys and their keyboard shortcuts.

Juraj Valčuha dirige la Scozzese di Mendelssohn © Più Luce

E dall’ascolto di questa “Scozzese” è un po’ difficile trovare di meglio. Per altro ha avuto l’intelligenza, a mio parere, di tagliare il ritornello dell’esposizione nel primo movimento , in barba alle nuove mode che lo vorrebbero tassativo, ma in questa Sinfonia (e non solo) appesantisce inutilmente la pagina.

Esecuzione della Scozzese di Mendelssohn © Più Luce

Be’, in questa Stagione le migliori performance si sono avute con Valčuha: spiace sapere che raggiunto questo livello ci lasci per altri lidi… Smiley. Al di là dei ringraziamenti formali e delle assicurazioni che si manterranno i rapporti con lui, non si potrebbero formalizzare le intenzioni con un incarico che dia queste garanzie? o è chiedere troppo?….

Meritatissimi applausi a Valčuha e alla OSN al termine della Sinfonia © Più Luce

L’Orchestra Filarmonica di S.Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov inaugura MITO Settembre Musica 2015

settembre 7, 2015

È giunto alla nona edizione MITO Settembre Musica e inizia con gli stessi interpreti e identico programma sia a Milano (il 5 settembre) che a Torino (il 6 settembre). Grandissimi interpreti (forse il top dell’intera programmazione, a mio giudizio almeno): la Filarmonica di S.Pietroburgo e il suo direttore Yuri Temirkanov. L’illustre compagine è stata nominata “orchestra residente” del Festival già lo scorso anno: il riconoscimento di un dato di fatto, in quanto la sua presenza è stata una costante fin dal 1995, quando era ancora Torino Settembre Musica. Un legame di cui siamo fieri, soprattutto a Torino, visto che il Festival è nato, cresciuto e maturato qui. I legami con Temirkanov sono di più antica data e risalgono al 1972 quando ancora da noi quasi sconosciuto diresse un concerto alla Sinfonica di Torino Rai, lasciando stupefatti gli spettatori (fra cui lo scrivente);

Yuri Temirkanov prova al Kirov (oggi Marinskij) negli anni 70.

Yuri Temirkanov prova al Kirov (oggi Marinskij) negli anni 70.

tornò spesso sullo stesso podio (mai però da quando l’Orchestra è diventata Sinfonica Nazionale) e il pubblico torinese, solitamente compassato e misurato, divenne suo fervente ammiratore.

Yuri Temirkanov (agosto 2015)

Yuri Temirkanov (agosto 2015)

Ho spesso scritto che le orchestre russe, tra cui la Filarmonica di S.Pietroburgo, quando vengono in tournée da noi continuano l’antica abitudine di eseguire brani del repertorio russo, come se fossero prodotti a DOP, lamentando implicitamente che i programmi fossero spesso un replay di quanto proposto in precedenza. Be’, eccomi accontentato: stavolta Mendelssohn e Bruckner e le loro Quarte sinfonie.

La Filarmonica di S.Pietroburgo alla Scala il 5 settembre 2015

La Filarmonica di S.Pietroburgo alla Scala il 5 settembre 2015 © MITO

Ho letto alcune tentativi di individuare legami fra i due brani proposti con acrobazie mentali di tutto rispetto. Molto più semplicemente io penso che la Quarta di Mendelssohn sia stato un gradito omaggio alla nostra Italia essendo la Quarta di Bruckner il brano che l’Orchestra sta eseguendo in tournée (è stato eseguito ad Annecy il 30 agosto u.s., abbinato al Terzo concerto di Prokof’ev) …. ci sarebbe l’area austro-tedesca di provenienza e il n.° 4, ma si rischia però così di finire nel banale.

La Filarmonica di San Pietroburgo durante l'esecuzione della Quarta di Bruckner alla Scala il 5 settembre 2015 ©MITO

La Filarmonica di San Pietroburgo durante l’esecuzione della Quarta di Bruckner alla Scala il 5 settembre 2015 ©MITO

Questi autori sono sempre stati nel repertorio dell’Orchestra: esistono testimonianze discografiche di sinfonie bruckneriane dirette da Mravinskij che sono artisticamente eccelse. Quindi nulla di inedito, se non la proposta nella nostra città (a Milano lo scorso anno c’era già stata una esecuzione brahmsiana). Ascoltare il suono di questa Orchestra, che rimane diverso da quello ormai omologato della maggior parte delle orchestre occidentali e che Temirkanov sembra voler gelosamente preservare e conservare nel tempo, è sempre una gioia. Il colore degli archi e degli strumenti a fiato è qualcosa di affascinante. È tale anche in questo repertorio.

Assolo di corno all'inizio della Quarta di Bruckner

Assolo di corno all’inizio della Quarta di Bruckner

In Bruckner non c’è la ricerca di possibili ascendenze wagneriane, ma l’esaltazione della intensa ed espressiva cantabilità dei temi; forse era possibile scorgere qualche reminiscenza slava nel canto dei violoncelli nell’Andante e il Trio dello Scherzo sembrava avere un che di ciaikovskiano, ma forse sono solo impressioni. Il suono degli ottoni era stupendo e in questa Sinfonia diventa un valore aggiunto notevolissimo.

Applausi all'Orchestra e a Temirkanov al Lingotto il 6 settembre 2015

Applausi all’Orchestra e a Temirkanov al Lingotto il 6 settembre 2015 ©MITO

Bellissima anche l’Italiana di Mendelssohn, eseguita senza ritornelli (come ai vecchi tempi) e con un suono corposo che evitava volutamente i tentativi di filologie attualmente in voga.

Applausi al termine della Quarta di Mendelssohn a Torino il 6 settembre 2015

Applausi al termine della Quarta di Mendelssohn a Torino il 6 settembre 2015 ©MITO

Anche il bis proposto al termine del concerto era coerente con il repertorio austro-tedesco: il Momento Musicale n.3 di Schubert nella trascrizione di Ferdinand Thieriot. Applausi calorosi e affettuosi al termine della serata.

Spettatrice in standing ovation al termine del concerto © MITO

Spettatrice in standing ovation al termine del concerto © MITO