Posts Tagged ‘Otello’

“Otello” di Verdi (Napoli,2014) su Rai 5

marzo 19, 2017

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Prosegue il ciclo sul “Verdi maturo” con Otello. Rai 5 ripropone l’edizione del San Carlo di Napoli dell’aprile 2014 già trasmessa e già replicata. Regia di Henning Brockhaus, direzione di Nicola Luisotti. Protagonisti principali: Marco Berti, Lianna Haroutounian, Roberto Frontali. Ne scrissi a suo tempo:

https://musicofilia.wordpress.com/2014/04/23/otello-di-verdi-dal-san-carlo-di-napoli-su-rai-5/

Segnalo anche una recensione:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/napoli-teatro-di-san-carlo-otello

Stamane attorno alle ore 10:00.

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“Otello” di Verdi (Napoli,2014) su Rai 5

aprile 9, 2016
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Lianna Haroutounian e Marco Berti in Otello ©F.Squeglia

Dopo Romeo e Giulietta Rai 5 prosegue il percorso shakespeariano con Otello. Domani sarà replicato l’Otello di Verdi che andò in scena al San Carlo di Napoli due anni fa. Ne scrissi già per cui replico anch’io:

https://musicofilia.wordpress.com/2014/04/23/otello-di-verdi-dal-san-carlo-di-napoli-su-rai-5/

Oltre l’autocitazione è doveroso segnalare altre opinioni:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/napoli-teatro-di-san-carlo-otello

Notti liriche agostane sulle reti Rai: Otello e La Bohème

agosto 16, 2015

Come consuetudine le reti “generaliste” Rai trasmettono in Agosto l’opera lirica: lo fanno di notte dedicandola a coloro che insonni non partecipano alla movida o a coloro che sono insonni perché la subiscono. Comunque stanotte Raiuno trasmetterà Otello di Giuseppe Verdi nell’allestimento del San Carlo di Napoli già diffuso lo scorso anno da Rai 5 e Raitre nella notte tra lunedì e martedì La Bohème di Puccini nell’allestimento di Torre del Lago, anche questo trasmesso un anno fa da Rai 5. Come si vede nelle repliche è cambiato il “senso di marcia”: adesso da Rai 5 si passa alle reti generaliste, al contrario di quanto avveniva in passato. Replico anch’io:

https://musicofilia.wordpress.com/2014/04/23/otello-di-verdi-dal-san-carlo-di-napoli-su-rai-5/

https://musicofilia.wordpress.com/2014/07/30/la-boheme-di-puccini-dal-festival-puccini-su-rai-5/

OTELLO di Verdi al Teatro Regio di Torino

ottobre 22, 2014

Se escludiamo le due recite-evento del 1997 con Abbado e i Berliner, destinate ai VIP e ai fortunati che riuscirono a trovar posto a 500mila lire d’allora, erano 33 anni che al Regio di Torino non andava in scena l’Otello di Verdi. Vi fa ritorno con una produzione nuova affidata a un under 40 britannico, Walter Sutcliffe, che vanta collaborazioni con David McVicar. Vede nell’opera di Verdi un processo di trasformazione: Otello diviene via via più umano, ma infine non riesce a sfuggire alla sua natura essenzialmente distruttiva. Jago preme sulla sua insicurezza che in effetti è legata a questo processo, poiché proprio in questo farsi più umano e meno soldato, più uomo a tutto tondo, Otello diviene anche più vulnerabile. Jago si insinua in quella vulnerabilità e Otello si difende diventando sempre più distruttivo; in questo è propriamente un personaggio da tragedia classica, perché ha la capacità di evolvere, di trasformarsi e tuttavia viene costantemente tirato indietro, non può sfuggire al suo destino, al suo essere fatto essenzialmente per uccidere. Non vuole sovraccaricare la scena di elementi superflui: In un dramma shakespeariano sono le parole che raccontano la storia e in effetti quanto più si riempie la scena, tanto meno efficace diventa il dramma, come se ciò che sta sul palcoscenico intralciasse le parole e dunque l’azione. Lo spazio scenico viene concepito come una sorta di labirinto:questa è stata per noi la chiave, un ambiente che è propriamente in sé una macchina militare, con la domanda se sia possibile sfuggire a questa macchina. Non si trattava di ricreare il castello di Otello a Cipro, ma neppure di essere moderni a ogni costo e spostare l’ambientazione in Afghanistan; semmai di trovare una collocazione al di fuori del corso storico. Questi gli annunci, ne è comunque sortito uno spettacolo non propriamente bello da vedere (scene di Saverio Santoliquido) con costumi che definire brutti è ancor poco (costumi di Elena Cicorella) e una regia che tutto sommato rientrava nella tradizione, con poche e gratuite varianti: Jago che uccide due musulmani nel coro “Vittoria, vittoria”, Jago che uccide Emilia nel finale (un femminicidio in più) e che rimane ucciso a sua volta. Discutibile l’uso delle luci (luci di Rainer Casper) con quella camera da letto in piena luce nell’ultimo atto. Coreografie con momenti di gusto non eccelso (le movenze copulatorie durante il “Fuoco di gioia”). Insomma se la maggioranza del pubblico rimpiange gli spettacoli di “una volta” forse tutti i torti non ha. Se questo Otello non è bello da vedere è in compenso stupendo da ascoltare.

Gregory Kunde © Ramella e Giannese

Gregory Kunde © Ramella e Giannese

Gregory Kunde, 60 anni già compiuti, dimostra una giovinezza vocale da fare invidia a un trentenne. Avevo già ascoltato il suo Otello verdiano nel video da Palazzo Ducale a Venezia (meraviglioso) e in quell’ultimo atto dall’Opera di Firenze, ma pensavo che la riproduzione non fosse affidabile. Riesce a essere un Otello “completo”, folgorante nell’Esultate!, imperioso in Abbasso le spade!, sensuale nel duetto d’amore, fragile e dolente in Dio mi potevi, tragico e commovente fino alle lacrime in Niun mi tema. Che voce! che fraseggio accuratissimo! che tecnica di canto! Impossibile far di meglio. Non rimpiango gli Heldentenor del passato ormai remoto che al di là degli atletismi vocali finivano poi col dare una interpretazione monocorde e poco articolata, facendo di Otello solo un mostro assatanato.

Erika Grimaldi © Ramella e Giannese

Erika Grimaldi © Ramella e Giannese

Al suo fianco la sensibilissima e toccante Desdemona di Erika Grimaldi. La giovane cantante astigiana dimostra una maturità artistica notevole. Sa rendere alla perfezione l’umanità, lo sgomento del personaggio con un canto pieno di sfumature e un fraseggio ben articolato. Eccellenti i due duetti (soprattutto quello del III atto), meraviglioso il IV atto con la Canzon del salice e l’Ave Maria.

Kunde ed Erika Grimaldi nel IV atto © Ramella e Giannese

Kunde ed Erika Grimaldi nel IV atto © Ramella e Giannese

Jago è Ambrogio Maestri, che sta ormai diventando il baritono verdiano del momento.

Ambrogio Maestri © Ramella e Giannese

Ambrogio Maestri © Ramella e Giannese

Insinuante, diabolico nei duetti con Otello, Roderigo e Cassio. Imponente e quasi violento nel Credo. Non ha il physique du role, con la sua mole monumentale, ma riesce a rendere credibilissimo il personaggio come pochi.

Maestri e Kunde © Ramella e Giannese

Maestri e Kunde © Ramella e Giannese

Non sono da meno i comprimari da Salvatore Cordella (Cassio), a Luca Casalin (Roderigo), da Emilio Marcucci (Montano) a Seung Pil Choi (Lodovico) a Samantha Korbey (Emilia) fino all’Araldo di Lorenzo Battagion.

Finale III atto © Ramella e Giannese

Finale III atto © Ramella e Giannese

Se uno spettacolo d’opera riesce musicalmente il merito è soprattutto del direttore d’orchestra. In questo caso un superlativo Gianandrea Noseda, che ha creato un perfetto e miracoloso equilibrio tra palcoscenico e buca orchestrale. Mai una volta che l’orchestra coprisse i cantanti e nel difficilissimo concertato finale del III atto si riuscivano a cogliere le parole dei singoli personaggi: caso quasi unico!

(Il mio commento fa riferimento alla recita del 21 ottobre 2014)

OTELLO di Verdi dal San Carlo di Napoli su Rai 5

aprile 23, 2014

Domani in prima serata Rai 5 trasmetterà l’Otello di Verdi nell’allestimento in scena al Teatro San Carlo di Napoli. Regia di Henning Brockhaus, direzione di Nicola Luisotti. Protagonisti principali: Marco Berti, Lianna Haroutounian, Roberto Frontali.

Marco Berti nel ruolo di Otello

Marco Berti nel ruolo di Otello

Repliche domenica 27 aprile al mattino, martedì 29 pomeriggio e sabato 3 maggio preserale.

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Spero che gli spettatori in sala abbiano capito di più l’allestimento, che in tv risultava spesso criptico. Si inizia con Jago che tira giù una tela che raffigura un particolare del celebre trittico di Hyeronimus Bosch “Il giardino delle delizie” , che comunque spesso ricompare nel corso della rappresentazione e a personaggi dei dipinti di Bosch sembrano ricondurre i vari mimi che affollano molto frequentemente il palcoscenico. Compaiono i soliti “doppi” cui ormai bisogna un po’ rassegnarsi frequentando le grandi istituzioni liriche, come durante il duetto del primo atto, ma la ripresa televisiva per fortuna in parte ci grazia da questo elemento di disturbo. Non mi sembra che le originalità siano molto risolte, come ad es. i feriti cui Emilia e Desdemona danno assistenza durante il II atto. La regia è comunque di alto livello e i cantanti riescono ad essere scenicamente efficacissimi. Superlativi i costumi e le luci. Se l’allestimento suscita perplessità, la parte musicale non ne suscita affatto, anzi secondo me è pienamente convincente.

Marco Berti in "Esultate!" al San Carlo di Napoli

Marco Berti in “Esultate!” al San Carlo di Napoli

A partire dalla splendida direzione di Nicola Luisotti, che si conferma uno dei migliori direttori d’orchestra italiani under 60. Ottimi i protagonisti con una eccellenza assoluta: lo Jago di Roberto Frontali, perfetto sotto ogni aspetto.

Roberto Frontali in "Credo in un Dio crudel" al San Carlo

Roberto Frontali in “Credo in un Dio crudel” al San Carlo

Non da meno la meravigliosa Desdemona di Lianna Haroutounian, per me una vera sorpresa.

Liana Haroutounian canta la Canzone del salice al San Carlo

Lianna Haroutounian canta la Canzone del salice al San Carlo

Una sorpresa anche Marco Berti nel ruolo di Otello. Confesso che ero un po’ scettico sulla sua performance: mi sono completamente ricreduto.

Berti canta "Dio mi potevi scagliare..." al San Carlo

Berti canta “Dio mi potevi scagliare…” al San Carlo

Certo non tutto è perfetto, però finalmente ascoltare un Otello non proveniente dall’Est Europa con pronuncia incomprensibile, urli da cosacco inalberato e via dicendo, ma un italiano con dizione perfetta, che capisce perfettamente ciò che sta cantando e lo dimostra è già un passo da gigante nel panorama lirico del momento. Poi Berti ha lo squillo generoso per la parte e sono certissimo che la affinerà nel corso degli anni.

Duetto del primo atto

Duetto del primo atto

Ottimi i comprimari, a partire dal Cassio di Alessandro Liberatore alla Emilia di Anna Malavasi al Roderigo di Antonello Ceron, dal Lodovico di Seung Pil Choi al Montano di Venceslav Anastasov.

"Pria d'ucciderti, sposa, ti baciai" Marco Berti al San Carlo

“Pria d’ucciderti, sposa, ti baciai” Marco Berti al San Carlo

La ripresa tv era molto buona (tenuto conto delle difficoltà dell’allestimento) e consiglierei di trasferire lo staff che opera al San Carlo a far le riprese tv anche alla Scala….

Finale dell'opera

Finale dell’opera

Insomma un Otello da vedere e soprattutto da ascoltare (anche più di una volta).