Posts Tagged ‘Riccardo Chailly’

Concerto per l’Italia in diretta su Rai 5

settembre 12, 2020

Domani sera alle 20:15 in diretta da piazza del Duomo in Milano Rai 5 trasmetterà il Concerto per l’Italia della Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly, solista Maxim Vengerov. In programma il Concerto per violino e orchestra di Mendelssohn, le sinfonie da Norma, Forza del destino e Guglielmo Tell, l’intermezzo da Manon Lescaut.

Messa da Requiem di Verdi dal Duomo di Milano in diretta su Rai 5

settembre 2, 2020

Venerdì 4 Settembre sarà eseguita nel Duomo di Milano la Messa da Requiem di Verdi. Orchestra e Coro del Teatro alla Scala diretti da Riccardo Chailly, maestro del Coro Bruno Casoni. Solisti Krassimira Stoyanova, soprano, Elīna Garanča, mezzosoprano, Franceso Meli, tenore, René Pape, bassoDiretta tv su Rai 5 a partire dalle 20:15.

 

TOSCA di Puccini inaugura con successo la Stagione al Teatro alla Scala

dicembre 12, 2019

Applausi

Successo grande e meritato di pubblico, di critica e televisivo… Sì, con 3 milioni di audience Tosca risulterebbe l’opera più seguita in tv (in Italia). Questo è il dato che mi dà più soddisfazione essendo io stato sempre un sostenitore della presenza dell’opera nei palinsesti televisivi. Naturalmente l’evento è stato opportunamente anticipato sui media con articoli, interviste ecc.: né poteva essere diversamente visto che il pubblico televisivo è stato per decenni diseducato da un digiuno imposto da chi era (e forse è ancora) convinto della inutilità dell’opera e della cultura in generale sugli schermi tv. Mi auguro che questa sorta di “medioevo” televisivo sia archiviato per sempre e che il cambiamento di rotta sia duraturo.

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Te Deum © Brescia & Amisano

Ho atteso un po’ a scrivere qualcosa in più sullo spettacolo, fruito in tv, per far decantare l’emozione della diretta, per rivederlo e riascoltarlo a mente più fredda. Confermo che si tratta di una Tosca molto riuscita sia sotto il profilo musicale, sia per l’allestimento. Può sembrare incredibile, ma Tosca non aveva mai inaugurato la stagione scaligera. Grande cura e massimo impegno ha messo Riccardo Chailly nel preparare questo evento. Volendo dare un motivo di interesse in più ha proposto la versione del 14 gennaio 1900, quella della prima assoluta al Costanzi di Roma. Le differenze non sono moltissime e vengono percepite soprattutto da chi conosce l’opera a memoria: alcune misure aggiuntive nel duetto tra Mario e Tosca nel primo atto; un diverso, ma non troppo, Te Deum; una versione un po’ più lunga della preghiera di Spoletta al termine della tortura di Mario; due misure aggiuntive al Vissi d’arte con intervento di Scarpia; una versione più lunga della morte di Scarpia; una conclusione diversa dell’opera dopo la morte di Cavaradossi con la ripresa del tema di “E lucevan le stelle”. È ovviamente molto interessante la proposta, ma al limite dimostra, almeno a mio parere, che Puccini non sbagliò ad apportare le modifiche.

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Finale I atto © Brescia e Amisano

Davide Livermore al suo secondo Sant’Ambrogio consecutivo ha l’intelligenza e il buon gusto di non trasporre l’opera nel tempo, di non tentare riletture azzardate, di fare uno spettacolo “kolossal” ricorrendo alla tecnologia e grazie alla macchina teatrale del Teatro con rapidi cambi di scena, sollevamenti, rotazioni, discese e chi più ne ha ne metta. Spettacolo che conquista il pubblico, sia quello più “conservatore” sia quello che vuole l’innovazione a tutti i costi. Lo coadiuva il solito staff (Giò Forma per le scene, Antonio Castro per le luci, D Wok per i video, Gianluca Falaschi per i costumi).

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Anna Netrebko © Brescia e Amisano

Cast strepitoso con una “diva” protagonista. Tale si può ormai considerare Anna Netrebko. Una Tosca piena di temperamento, credibile scenicamente e vocalmente: una splendida interpretazione.

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Francesco Meli © Brescia e Amisano

Accanto a lei Francesco Meli, uno dei tenori italiani migliori. Il nome del tenore era rimasto in forse per lungo tempo, ma la scelta è stata azzeccata: un eccellente Cavaradossi, voce generosa, fraseggio molto curato. Scenicamente molto credibile.

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Luca Salsi © Brescia e Amisano

Luca Salsi è uno Scarpia esemplare: forte, viscido, mellifluo, sadico. Insomma perfetto. Inoltre grandissimo professionista: con la massima disinvoltura ha salvato la Netrebko dalla gaffe (divenuta virale sui social) evitando una défaillance dello spettacolo. Solo per questo meriterebbe un applauso a parte.

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Alfonso Antoniozzi © Brescia e Amisano

Un vero lusso il Sagrestano di Alfonso Antoniozzi. Forse il migliore mai ascoltato.

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“Muori dannato” © Brescia e Amisano

Si è tanto parlato del #MeToo a proposito di Tosca: chissà se le donne seguiranno quest’esempio? I maschi sono avvisati….

II atto

II atto © Brescia e Amisano

Eccellenti Carlo Bosi (Spoletta), Carlo Cigni (Angelotti), Giulio Mastrototaro (Sciarrone), Ernesto Panariello (Carceriere) e Gianluigi Sartori (Pastorello).

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“Come è bello il mio Mario” © Brescia e Amisano

In conclusione una Tosca che si ricorderà a lungo: siamo grati alla Rai per la diretta tv.

 

 

“Andrea Chénier” di Giordano (Scala,2017) su Rai 5

novembre 30, 2019

Con la replica di Andrea Chénier di Giordano si conclude domani il ciclo dedicato da Rai 5 alla attività di Riccardo Chailly alla Scala in questi ultimi anni. Replicato nello scorso febbraio rimando ai post precedenti:

https://musicofilia.wordpress.com/2019/02/16/andrea-chenier-di-giordano-milano2017-su-rai-5/

https://musicofilia.wordpress.com/2017/12/09/andrea-chenier-di-giordano-inaugura-la-stagione-alla-scala/

https://musicofilia.wordpress.com/2017/12/06/andrea-chenier-di-giordano-in-diretta-dal-teatro-alla-scala/

“Manon Lescaut” di Puccini (Scala,2019) su Rai 5

novembre 23, 2019

Domani su Rai 5 andrà in onda Manon Lescaut di Puccini nell’allestimento della Scala di Milano dello scorso aprile che vede David Pountney alla regia e Riccardo Chailly sul podio. È stata trasmessa dalla stessa rete l’11 aprile u.s.

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L’allestimento “ferroviario” di Pountney ha giustamente suscitato perplessità nel pubblico. Pountney sposta l’azione dal Settecento a fine Ottocento e l’ambienta in una stazione ferroviaria (!!!), che “simbolo dello sconvolgimento sociale del XIX secolo; oltre a essere il luogo dell’instabilità, dello spostamento e della caduta delle antiche certezze, ha fornito l’immagine più distintiva della sessualità sfrenata: il treno che romba lanciato nel tunnel a tutto vapore!” (note di regia). Boh? Come ho scritto altre volte nella quasi totalità delle opere di Puccini queste trasposizioni spazio temporali non funzionano e questa Manon ne è un esempio preclaro. Chi volesse ancora verificare potrebbe vedere la Manon rappresentata a Baden Baden trasposta nella Francia di Vichy o quella della ROH con momenti imbarazzanti e di pessimo gusto.

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Chailly sceglie la Ur-Manon, quella rappresentata al Regio di Torino nel 1893. Le differenze principali sono nel concertato finale del I atto e nell’aria “Sola, perduta, abbandonata” un po’ più estesa.

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Maria José Siri e Roberto Aronica

Nel cast vocale Maria José Siri, Roberto Aronica, Massimo Cavalletti, Carlo Lepore, Marco Ciaponi. 

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Maria José Siri nel II atto

Roberto Aronica ha sostituito Marcelo Álvarez, indisposto.

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III atto

A me questa Manon non è piaciuta, soprattutto per l’allestimento (e dire che i treni mi piacciono…). Comunque anche la parte musicale non mi ha particolarmente convinto.

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ultimo atto

Segnalo una recensione in cui si fa riferimento a una recita con Álvarez nel ruolo di Des Grieux.

https://www.gbopera.it/2019/04/manon-lescaut-al-teatro-alla-scala/

(foto di Brescia e Amisano)