Posts Tagged ‘Riccardo Chailly’

Concerto per Milano in diretta su Rai 5

giugno 10, 2018

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Stasera alle 21:15 su Rai 5 in diretta da Piazza del Duomo in Milano sarà trasmesso il Concerto per Milano della Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly con Denis Matsuev solista. In programma il Concerto n.1 op.23 di Ciaikovskij e i Quadri di una esposizione di Musorgskij orchestrati da Ravel. Brani più che popolari come d’altronde l’evento richiede.

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DON PASQUALE di Donizetti in diretta dalla Scala su Rai 5

aprile 19, 2018
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© Brescia e Amisano

Stasera alle 19:55 su Rai 5 in diretta dalla Scala Don Pasquale di Donizetti nell’allestimento di Davide Livermore con la direzione di Riccardo Chailly.

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© Brescia e Amisano

Interpreti: Ambrogio Maestri, Rosa Feola, René Barbera, Mattia Olivieri, Andrea Porta.

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© Brescia e Amisano

Lo spettacolo ha raccolto notevoli consensi di critica:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-don-pasquale

https://bachtrack.com/review-don-pasquale-livermore-maestri-teatro-alla-scala-milan-april-2018

https://www.connessiallopera.it/recensioni/2018/milano-teatro-alla-scala-don-pasquale/

“Il Turco in Italia” (Cremona, 1997) su Rai 5

marzo 3, 2018

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Continua la festa rossiniana su Rai 5: domani ben due appuntamenti. Al mattino Il Turco in Italia in una pregevolissima edizione del 1997. Fu trasmessa esattamente sei anni fa nello stesso giorno (quando si dice “gli anniversari”) e rimando alla segnalazione di allora:

https://musicofilia.wordpress.com/2012/03/03/il-turco-in-italia-di-rossini-cremona1997-su-rai-5/

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Mariella Devia ne Il Turco in Italia

” La gazza ladra” di Rossini (Milano,2017) su Rai 5

gennaio 20, 2018

locandina

Domani su Rai 5 sarà replicata La gazza ladra di Rossini che fu trasmessa in diretta dal Teatro alla Scala lo scorso 18 Aprile 2017. Ne scrissi in quell’occasione:

https://musicofilia.wordpress.com/2017/04/18/la-gazza-ladra-di-rossini-in-diretta-tv-su-rai-5/

ANDREA CHÉNIER di Giordano inaugura la Stagione alla Scala

dicembre 9, 2017

Chenier scala

Premetto che ho visto e ascoltato l’opera in diretta tv su Rai 1, per cui ciò che scrivo è condizionato da tale fruizione. La Rai è tornata a trasmettere la prima della Scala sulla rete “ammiraglia”, il che ha il vantaggio di essere vista in tutta Italia (Rai 5 in molte località non si riceve!!!) e comporta lo svantaggio di break pubblicitari etc. La ripresa video è stata a mio parere disastrosa, con momenti imbarazzanti come le riprese dall’alto (che necessità c’era?), la ripresa sul pubblico in sala all’inizio del terzo quadro (boh?), l’immagine di Chailly deformata sullo specchio nel terzo quadro (non si poteva evitare?): peccato davvero perché lo spettacolo di Martone avrebbe meritato miglior servizio. Anche la ripresa audio lasciava a desiderare, ma questa purtroppo è una costante: la Rai ha trascurato la classica per un quarto di secolo (altro che tradizione, come afferma Antonio Di Bella) e adesso che finalmente ha capito l’errore manca di quello standard che altre tv europee hanno raggiunto. A me l’allestimento di Martone è piaciuto: il Regista conosce bene il periodo storico in cui si svolgono i fatti, ha l’intelligenza e l’umiltà  di non pretendere di saperne più di Giordano e Illica, non stravolge nulla; in più agisce in perfetta sintonia con Chailly che ha voluto dare all’opera un flusso continuo senza interruzioni e quindi utilizzando la piattaforma girevole non interrompe l’azione neanche tra un quadro e l’altro (salvo ovviamente tra il secondo e il terzo in cui c’è l’intervallo). Qualcuno ha accusato il Regista di timore, altri di andare dietro all’audience: ma mi domando in un’opera così radicata nel suo tempo come l’Andrea Chénier che tipo di operazione potesse fare senza cadere nel ridicolo e nell’assurdo. La parte musicale mi è parsa di assoluta eccellenza. il merito va tutto a Riccardo Chailly, che quest’opera ama profondamente (e si sente), la considera un capolavoro e la tratta come tale. È riuscito a coinvolgere il Regista e tutto il cast con cui ha svolto un lavoro meticolosissimo, ne è sortita una esecuzione indimenticabile. Mi riferisco non alle singole parti, su cui si potrà ovviamente trovare di meglio soprattutto nel passato remoto, ma all’insieme che ha funzionato alla perfezione. Che bello assistere a un’opera dove non ci sono protagonismi e anche la star della serata si mette alla pari con gli altri (vabbè, uno è suo marito….). Al punto che mi verrebbe da dire che questo non è l’Andrea Chénier della Netrebko, né quello di Martone, né quello di Chailly, né quello di Eyvazov, ma è veramente l’Andrea Chénier di Giordano. Scusate se è poco…