Posts Tagged ‘Sergio Bologna’

L’ELISIR D’AMORE di Donizetti al Teatro Superga

febbraio 22, 2011

Continua fruttuosa la collaborazione artistica fra il Teatro Superga di Nichelino e la Compagnia Latina Opera Lirica. L’elisir d’amore è stato il quarto allestimento della corrente decima stagione lirica nato da questo fecondo e felice connubio che si spera duri nel tempo. Un allestimento fatto nuovamente con buon gusto e finezza, in cui sono state bandite quelle cadute di stile che spesso affliggono l’opera di Donizetti. Melodramma giocoso, come viene definito, deve avere quelle mezze tinte, quella cifra elegiaca senza cui si rischia di farne una volgare farsa. Non deve ovviamente mancare l’elemento comico, ma va giustamente dosato. Sandra Balducci (Adina) e Alejandro Escobar (Nemorino) hanno perfettamente caratterizzato i due protagonisti. La Balducci, già conosciuta dal pubblico per una indimenticabile Violetta e per una efficace Nedda nella scorsa stagione, ha confermato la sua intelligenza di interprete e il suo alto stile di canto, facendo di Adina non la soubrette che spesso si vede in tanti allestimenti, ma una donna sensibile, capricciosa (come la definisce il libretto), ma innamorata (anche se incosapevolmente) di Nemorino già dall’inizio. Alejandro Escobar ha dato di quest’ultimo la migliore caratterizzazione possibile: timido, impacciato, ingenuo, follemente innamorato. Il suo canto non è mai andato sopra le righe e si è mantenuto in quel clima di elegia che ha toccato il culmine in Una furtiva lagrima interiorizzata. Ancora Sergio Bologna che è riuscito a rendere umano e quasi simpatico Belcore, in genere vittima di esagerazioni fuori luogo. Belcore è ottuso, superficiale (l’esatto opposto di Nemorino), ma non è una macchietta: è un personaggio a tutto tondo. Bologna ha dato un’altra lezione di stile, evitando quegli eccessi che capita di ascoltare anche da suoi colleghi illustri. Misurato anche il Dulcamara di Cesidio Iacobone. Dulcamara deve esser buffo, ma senza cadere nelle insidie di un canto fatto di artifici di cattivo gusto. Gli elementi comici ci sono già tutti, inutile forzare la parte. Iacobone ha superato brillantemente la prova. Maria Russo (Giannetta) completava l’ottimo cast. Come negli altri allestimenti l’ottimo Coro Lirico del Piemonte (diretto da Sonia Franzese) e l’Orchestra Filarmonica del Piemonte, stavolta affidata alla esperta bacchetta di Franz Albanese. La regia di Sandro Santillo è stata come sempre attenta, efficace, rigorosa nel rendere il giusto spirito dell’opera.

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UN BALLO IN MASCHERA di Verdi al Teatro Superga

gennaio 25, 2011

In costante ascesa qualitativa la decima stagione lirica del Teatro Superga di Nichelino. La collaborazione con la Compagnia Latina Opera Lirica ha dato tre risultati eccellenti e si spera continui nel tempo. La formula è vincente: cast più o meno stabili con cantanti che hanno imparato a interagire e collaborare tra loro con un perfetto gioco di squadra, un regista (Sandro Santillo) di cui è doveroso lodare il buon gusto e lo scrupolo nel rendere al massimo le indicazioni dell’Autore e la grande capacità di far fluire lo spettacolo senza intoppi, stessa orchestra (l’ottima Filarmonica del Piemonte) affidata alla guida di esperti professionisti del podio, un grande  coro (il Coro Lirico del Piemonte diretto dalla bravissima Sonia Franzese): risultati entusiasmanti con pubblico in standing ovation. Dopo Rigoletto e Barbiere ecco Un ballo in maschera. Nuovamente lo splendido Sergio Bologna, protagonista nelle precedenti opere, nella parte di Renato con un Eri tu da antologia (tanto per citare il pezzo forte), ma perfetto in tutta l’opera. Al suo fianco Ignacio Encinas, già applaudito Duca nel Rigoletto, come Riccardo: protagonista amoroso, generoso anche vocalmente, insomma di quei tenori che non si risparmiano e danno al pubblico ciò che si aspetta da loro. La serata però riservava la sorpresa di una Amelia d’eccezione: Olga Romanko.

Olga Romanko

Soprano di grande temperamento, in cui la bellezza della voce gareggia con la bellezza soggiogante della persona: una Amelia che ha saputo emozionare sia nel duetto del secondo atto e ancora di più nell’aria del terzo. Nella parte di Ulrica Ambra Vespasiani, una delle voci mezzosopranili più belle e amate: un vero privilegio averla a Nichelino. Il soprano Giada Lee ha interpretato efficacemente la parte di Oscar. Alessandro Reschitz (Silvano), Riccardo Matiotto (Samuel), Marco Sportelli (Tom) completavano il cast. A dirigere Nicola Colabianchi che ha dato i giusti tempi e la giusta sonorità all’orchestra, non coprendo mai le voci. L’opera è stata preceduta dall’esecuzione dell’Inno di Mameli: una bella idea per iniziare i festeggiamenti del 150enario.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Rossini al Teatro Superga di Nichelino

dicembre 21, 2010

Figaro evidentemente porta bene al Teatro Superga: due stagioni fa un indimenticabile allestimento delle Nozze mozartiane, quest’anno un eccellente Barbiere rossiniano, che oltre alle ovazioni del pubblico ha avuto gli elogi dell’Assessore alla Cultura, che al termine dello spettacolo ha pubblicamente lodato gli interpreti per l’altissimo livello artistico della rappresentazione. Lodi che sottoscrivo in pieno: uno spettacolo riuscitissimo sotto tutti gli aspetti. Il merito va a tutti, nessuno escluso. Inizierei però dal regista Sandro Santillo, che già il mese scorso aveva curato l’allestimento del Rigoletto. Nelle maggiori istituzioni i registi d’opera sono oggi in primissimo piano, al punto che l’opera viene quasi attribuita a loro (si parla ormai della “Traviata di Zeffirelli”, dell'”Aida di Ronconi”, dellla “Carmen di Emma Dante”….), nelle realtà minori, il Barbiere di Siviglia è ancora di Rossini (per fortuna…) e il regista rischia di passare in secondo piano. Santillo ha dimostrato di essere un grande regista d’opera, che sa valorizzare al massimo le indicazioni del libretto e i retaggi della tradizione, che sa mantenere il giusto equilibrio nello spettacolo evitando che i cantanti si lascino prendere troppo la mano, che sa curare i movimenti dei singoli coordinandoli col tutto. Se lo spettacolo ha avuto una piena riuscita e, come ha riconosciuto l’Assessore, i cantanti sono stati degli “ottimi attori” gran parte del merito va all’ottimo regista. Quindi il direttore d’orchestra, Michele Gennarelli, che ha saputo dare il giusto suono all’orchestra, senza che questa prevaricasse sui cantanti (credo che sia la maggior lode che si possa fare a un direttore che agisce in un teatro nato non per la lirica, privo di fossa orchestrale, che parte del pubblico invoca).

Sergio Bologna nei panni di Figaro

Sergio Bologna, che avevamo applaudito appena un mese fa come Rigoletto, era Figaro. Il ruolo in cui debuttò e che ha cantato anche all’Opera di Roma con la direzione di Gelmetti. Bologna nella versatilità dei ruoli dimostra sempre la sua cifra stilistica: una tecnica di canto perfetta e una misura che lo tengono lontano da eccessi di qualunque tipo, per cui il suo Figaro è buffo, ma mai volgare o sopra le righe. Un cantante per palati esigenti e raffinati, che finisce però col conquistare tutti. Claudia Marchi era Rosina: era stata una Bouillon passionale e vendicativa nella Adriana della scorsa primavera, eccola invece adesso spiritosa e disinvolta a contrastare il suo tutore. Gran bella voce e ottima tecnica, sa affrontare i vocalizzi con la massima disinvoltura. Alejandro Escobar era Almaviva. Il tenore colombiano ha bellissima voce e non dimostra alcuna difficoltà in una parte che mette a dura prova molti interpreti. Si dice, a ragione o a torto, che un allestimento del Barbiere si giudica da Bartolo, personaggio che spesso viene travisato e ridotto a macchietta. Marco Sportelli rende giustizia al ruolo, ha bella voce e buona tecnica, sa essere comico, ma evita gli eccessi. Ha cantato la difficilissima aria con un vertiginoso e rapidissimo sillabato, senza alcuna difficoltà. Gabriele Bolletta è stato un Basilio spiritoso e divertente. Maria Russo ha impersonato efficacemente Berta. Rimane da citare il simpatico Franco Rizzo nella parte di Fiorello.

Maria Russo, Claudia Marchi, Alejandro Escobar nel finale del I atto

Ottimi i contributi del Coro Lirico del Piemonte diretto da Sonia Franzese e della Orchestra Filarmonica del Piemonte.

Questa decima stagione lirica è iniziata con due allestimenti di alto livello: ci sono da aggiungere gli encomi al Comune di Nichelino e ai suoi Amministratori.

RIGOLETTO inaugura la Stagione Lirica 2010/11 al Teatro Superga di Nichelino

novembre 7, 2010

Il Teatro Superga di Nichelino (TO) giunge alla sua decima stagione lirica che inaugura con un’opera tra le più amate in assoluto e che ha già rappresentato più volte (l’ultima due anni fa): Rigoletto di Giuseppe Verdi. L’allestimento ricalca abbastanza per scene quello del 2008, la regìa è stata più sobria. Tutto nella tradizione, senza alcuna pretesa di proporre chissà quale nuova prospettiva di lettura in un’opera che gli appassionati conoscono a memoria e potrebbero cantare integralmente. La scenografia era bella, pur nella sua essenzialità e la regìa di Sandro Santillo, di ottimo gusto, ha saputo curare ogni aspetto. Nel ruolo eponimo una vecchia conoscenza del Teatro, che nelle scorse stagioni si ha avuto modo di apprezzare nei ruoli di Scarpia, Germont padre, Dottor Malatesta…: Sergio Bologna.

Sergio Bologna

Non finirò mai di lodare lo stile e la misura di questo ottimo baritono, che eccelle sia nei ruoli verdiani e che in quelli veristi. Non c’è mai eccesso o forzatura nel suo canto, mai nulla di plateale che possa strappare il facile applauso. Un Rigoletto quindi che oltre a essere cantato bene è stato una autentica lezione di stile: il Pari siamo era giustamente cupo e introverso, nei duetti con Gilda emergeva il padre amoroso e ansioso, il “vendicatore” esprimeva soprattutto il dolore e la rabbia impotente di chi si sente oppresso e profondamente offeso. Una interpretazione intensa e vibrante che ha finito col conquistare il pubblico. Mimma Briganti era stata Gilda nel Rigoletto di due anni fa e ne avevo già scritto allora; direi che stavolta ha superato se stessa: Caro nome è stato una autentica meraviglia, un momento di vera estasi che la Briganti ha reso in modo eccelso.

Mimma Briganti

Nel ruolo del Duca Ignacio Encinas, tenore spagnolo di illustre scuola (Gianni Poggi, Gino Bechi) che proprio in Rigoletto aveva debuttato a Madrid. È un cantante dalla bella e potente voce, che non risparmia e dà al pubblico tutto se stesso, un po’ come i tenori di una volta. Strappa quindi le ovazioni del pubblico che rimane subito conquistato dalla sua generosa performance.

Ignacio Encinas

Valerio Marchetti (Sparafucile) e Giorgia Bertagni (Maddalena) completavano degnamente il cast dei personaggi principali. Mi spiace davvero di non poter citare neanche i nomi dei bravi comprimari, che il programma di sala non riportava lasciandoli in un ingiusto anonimato. Perfetto il Coro Lirico del Piemonte diretto dalla bravissima Sonia Franzese. L‘Orchestra Filarmonica del Piemonte era diretta dal giovane Valerio Galli, che ha saputo creare il giusto equilibrio col palcoscenico in una situazione ambientale forse non proprio ideale.

Doveroso concludere con un plauso al Comune di Nichelino, al suo Sindaco e al suo Assessore alla Cultura. In una Italia dove i governi si ricordano della Cultura e della Musica Classica solo nel momento di effettuare tagli finanziari, scoprire delle realtà e degli amministratori che fanno eccezione alla squallida regola suscita ammirazione e fa sperare che in un futuro l’esempio venga  seguito anche a livello nazionale.

Da lodare l’iniziativa che allega l’intero libretto dell’opera al programma di sala distribuito gratuitamente.

“Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” chiudono la stagione d’opera al Teatro Superga

maggio 10, 2010

Una chiusura di stagione davvero in grande, con due allestimenti curatissimi sotto ogni profilo. Cavalleria Rusticana e Pagliacci tornano a far coppia, dopo le separazioni e i divorzi che tante direzioni artistiche hanno operato costruendo in cambio connubi spesso stridenti e incongrui. Il Teatro Superga per coronare la conclusione della sua nona stagione lirica ha messo su due cast ragguardevoli, dando vita a due spettacoli che hanno giustamente entusiasmato il pubblico. Nella vita del teatro ci sono serate fortunate (anche se più che alla fortuna i risultati sono dovuti all’impegno e alla bravura di chi vi concorre) e quella di Sabato 8 Maggio di certo lo è stata per Nichelino. Spettacoli tradizionali con una regìa (di Guido Zamara) curatissima fin nei minimi dettagli: tanto buon gusto e nessuna banalità. Il Coro Puccini di Torino, diretto da Gianluca Fasano, che ha avuto una assidua collaborazione col Teatro, si è davvero coperto di gloria, dando prove magistrali in entrambe le opere. Claudio Maria Micheli, a capo dell’Orchestra che porta il nome del Teatro Superga, ha dimostrato che un bravo direttore d’opera sa come superare i problemi acustici dell’ambiente in cui agisce e che l’assenza di buca è spesso solo un alibi per colleghi meno attenti. In altri termini stavolta le voci sono state perfettamente percettibili da ogni parte della sala. Va comunque detto che si trattava di voci davvero eccellenti di interpreti che non si sono affatto risparmiati e hanno dato il meglio di sé.

In Cavalleria Rusticana Nila Masala è stata una Santuzza piena di temperamento, con una presenza scenica da grandissima interprete. Accanto a lei l’ottimo Turiddu di Young Hoon Shin, tenore coreano di prestigioso curriculum. Alfio era Ettore Nova, già applaudito come Don Pasquale, che ha dimostrato la sua poliedricità di interprete. Maria Vittoria Paba (Lola), che in questa stagione ha già collaborato in vari spettacoli, ha confermato la sua bravura. Elisa Bartoli ha impersonato efficacemente Mamma Lucia.

In Pagliacci un protagonista d’eccezione: Renzo Zulian, che di certo non  ha bisogno di presentazioni. Un Canio perfetto: intenso, commovente, con una voce che non fa rimpiangere veramente nessuno. È stato davvero un piacere poter rivedere e riascoltare Sandra Balducci (Nedda), che aveva aperto la stagione con una indimenticabile Violetta in Traviata. Anche questa volta un’interpretazione magistrale, che conferma la preparazione di un soprano che sicuramente raggiungerà alti traguardi. Ogni volta che ascolto Sergio Bologna (Silvio, ma anche il Prologo) non riesco a fare a meno di ammirarne la bravura estrema e la serietà di interprete misurato ed efficace. Ettore Nova è stato un ottimo Tonio e Silvano Paolillo, già applaudito quest’anno in almeno altre due produzioni, un efficace Beppe.

Applausi calorosissimi e meritatissimi a tutti gli interpreti: non si poteva immaginare una chiusura di stagione migliore.

L’applauso comunque più caloroso e meritato va al Comune di Nichelino e al suo Assessore alla Cultura. In una Italia, dove ci si ricorda della cultura e della buona musica solo quando bisogna operare tagli finanziari, sono un esempio preclaro di che cosa significa avere una giusta scala di valori e pensare all’elevazione culturale dei propri amministrati, senza badare a eventuali ritorni economici o elettorali. Se in Italia tutti agissero così vivremmo sicuramente in un Paese migliore.

Intanto è già pronto il cartellone della prossima stagione!!!