Posts Tagged ‘stagioniconcertistiche’

“La Creazione” di Haydn da S.Cecilia su Rai 5

dicembre 23, 2015

Domani, 24 dicembre 2015, vigilia di Natale, su Rai 5 sarà trasmessa “La Creazione” di F.J. Haydn eseguita all’Auditorium Parco della Musica in Roma nei giorni scorsi. L’Orchestra e il Coro dell’Accademia di S.Cecilia sono diretti da Andrés Orozco-Estrada (maestro del coro: Ciro Visco).

Andrés Orozco-Estrada © Musacchio e Ianniello

Solisti vocali: Christiane Karg, Benjamin Bruns, Günther Groissböck. 

I Solisti vocali durante l’esecuzione © Musacchio/Ianniello

Repliche sabato a mezzogiorno e domenica nel tardo pomeriggio.

Orchestra, Solisti e Coro © Musacchio e Ianniello

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Spiace dover rilevare l’assenza dei sottotitoli. L’avevo già notato nei Lieder mahleriani cantati da Bostridge, nella Messa in si minore (in questo caso avevo pensato che li reputassero superflui), adesso nell’Oratorio di Haydn Smiley. Credo che i sottotitoli siano più utili e necessari della brevissima presentazione che introduce il brano. Non vorrei che si trattasse di un “nuovo corso” di Rai Cultura…Smiley

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La “Messa in si minore” di J.S.Bach diretta da Ottavio Dantone alla OSN Rai

dicembre 18, 2015

È consuetudine ormai che nelle stagioni della OSN Rai venga invitato un direttore specializzato nella prassi esecutiva filologica. Ottavio Dantone aveva già diretto nel 2011 “La passione di Gesù Cristo” di Salieri e nel 2013 un memorabile “Messiah” di Händel. Torna per uno dei vertici assoluti della musica di tutti i tempi: la Messa in si minore di Johann Sebastian Bach.

Ottavio Dantone sul podio della OSN Rai © Più Luce

Sotto la guida di Ottavio Dantone l’Orchestra ha dimostrato di aver raggiunto una estrema duttilità e di saper passare con facilità dal repertorio contemporaneo (in cui è in un certo senso “specializzata”) a quello della prima metà del Settecento toccando anche qui livelli di assoluta eccellenza. Merito anche delle ottime prime parti negli interventi solistici: Roberto Ranfaldi (violino), Giampaolo Pretto (flauto), Francesco Pomarico e Teresa Vicentini (oboi d’amore), Ettore Bongiovanni (corno da caccia).

Roberto Ranfaldi e Berit Solset nella Messa in si minore © Più Luce

Giampaolo Pretto nella Messa in si minore © Più Luce

Di alto livello il cast vocale: Berit Solset, Delphine Galou, Martin Vanberg, Matthew Brook.

Berit Solset e Delphine Galou nella Messa in si minore © Più Luce

Ma il vero protagonista della Messa in si minore è in realtà il coro: il Coro Maghini, istruito da Claudio Chiavazza, che già aveva collaborato con Dantone nelle precedenti esecuzioni citate, e che nella stessa sala aveva eseguito lo scorso maggio la Messa in si con l’Academia Montis Regalis, si conferma ancora una volta come una delle eccellenze musicali di cui Torino può andare giustamente fiera. Nato nel 1995 con l’intento di affiancare l’OSN Rai, priva di un coro, ha raggiunto nell’arco di 20 anni un livello altissimo e ne sono testimonianza le numerose performance di cui è protagonista.

Il Coro Maghini e l’OSN Rai nel Kirie della Messa in si minore © Più Luce

Eccellente performance in questa Messa in si minore. Applausi calorosi e meritatissimi al termine a tutti gli interpreti.

Claudio Chiavazza, Ottavio Dantone, Berit Solset, Delphine Galou, Martin Vanberg, Matthew Brook rispondono agli applausi © Più Luce

Messa in si minore di Bach in diretta su Rai 5

dicembre 17, 2015

Stasera in prima serata su Rai 5 dall’Auditorium Toscanini della Rai sarà trasmessa la Messa in si minore di J.S.Bach. Ottavio Dantone dirige la OSN Rai e il Coro Maghini istruito da Claudio Chiavazza. Solisti: Berit Solset, Delphine Galou, Martin Vanberg, Matthew Brook. 

Ottavio Dantone

Nell’attesa si può consultare il programma di sala:

http://www.orchestrasinfonica.rai.it/dl/docs/1450270996086P9_2015.pdf

Serena Scorzoni è pronta per la diretta tv © Più Luce

Il commento sulla serata dal vivo:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/12/18/la-messa-in-si-minore-di-j-s-bach-diretta-da-ottavio-dantone-alla-osn-rai/

Passione e folclore alla Stagione OSN Rai con Anita Rachvelishvili e Maria Toledo. Dirige Josep Pons

dicembre 4, 2015

El amor brujo di Manuel de Falla ha compiuto cento anni, almeno nella sua forma originale di gitaneria per piccola orchestra e cantaora, quella che l’Autore compose per Pastora Imperio. In questa forma è stata proposta all’Auditorium Toscanini per la Stagione della OSN Rai. Sul podio uno specialista del repertorio, il direttore catalano Josep Pons, che questa versione aveva già inciso per l’Harmonia Mundi.

Josep Pons © Più Luce

Maria Toledo, cantaora dalla voce seducente e dal fascino prorompente, è stata interprete vocale irresistibile: 

Maria Toledo all’Auditorium Rai nel El Amor Brujo © Più Luce

«El amor brujo è scritto alla perfezione per essere cantato da una voce flamenca: consente di valorizzare i miei quejíos, il mio modo specifico di costruire il lamento. E nel personaggio di Candela posso esprimere col mio canto l’odio e l’amore, tutta la potenza passionale di noi donne!» (intervista a Sistema Musica).

Maria Toledo © Più Luce

Credo che in questa versione originale si tratti di una prima esecuzione Rai a Torino [non ne sono certo poiché manco di dati sicuri, ma sono quasi convinto che le precedenti fossero o la versione del 1916 per orchestra allargata e voce di mezzosoprano o la suite dal balletto del 1925, tanto è vero che la presentazione, riciclata, nel programma di sala fa riferimento a queste (ma non si poteva scrivere ex novo?!)]. Aggiungo che questa versione a mio parere è di gran lunga più bella delle successive, soprattutto se così ben eseguita.

Esecuzione de El amor brujo alla OSN Rai © Più Luce

Ma El amor brujo non era la sola attrattiva della bellissima serata, c’erano anche le Siete canciones populares españolas di de Falla orchestrate da Luciano Berio e soprattutto c’era lei:

Anita Rachvelishvili © Più Luce

Anita Rachvelishvili. Nel 2009, a soli 25 anni, fu una rivelazione con Carmen alla Scala, oggi è uno dei mezzosoprani più affermati e applauditi nel mondo dell’opera. Grande personalità, voce stupenda e intelligenza interpretativa: qualità emerse anche nelle brevi canciones di de Falla. «Le Siete canciones di Falla sono musica da camera che già richiede, in generale, un approccio vocale completamente diverso da quello operistico. In questo caso poi cambia anche lo stile: è indispensabile rifarsi al flamenco, usare proprio un’altra posizione della voce e un altro tipo di tecnica. Io conduco da tempo varie ricerche sulla vocalità, esplorando anche il jazz per esempio, o il tango, che porto spesso in concerto in giro per il mondo con una mia band. Qui si tratta del flamenco, che come canto mi affascina da tempo e che appena posso vado ad ascoltare dal vivo» (intervista a Sistema Musica).

Anita Rachvelishvili canta le Siete canciones populares di de Falla/Berio © Più Luce

Grande successo di pubblico con ovazioni al termine.

Applausi alla Rachvelishvili e alla OSN Rai © Più Luce

Il concerto è iniziato con le Quattro Danze dal balletto Estancia di Alberto Ginastera, magistralmente dirette da Josep Pons sul podio della OSN Rai.

L’OSN Rai diretta da Josep Pons esegue le Quattro Danze da Estancia di Ginastera © Più Luce

La Sesta di Mahler diretta da John Axelrod alla OSN Rai

ottobre 30, 2015

Torino in questi giorni sta vivendo un momento mahleriano: dopo la Seconda Sinfonia al Regio ecco la Sesta Sinfonia all’Auditorium Toscanini con l’OSN Rai diretta da John Axelrod (a queste va aggiunta una trascrizione per 17 strumenti della Nona eseguita dalla Orchestra Filarmonica di Torino il 20 ottobre u.s.).

Gustav Mahler con Alma a Basilea nel 1903, anno in cui iniziò la composizione della Sesta Sinfonia

Gustav Mahler con Alma a Basilea nel 1903, anno in cui iniziò la composizione della Sesta Sinfonia

La Sesta è una delle sinfonie mahleriane più eseguite dalla OSN Rai. L’ultima performance è del maggio 2011 con Semyon Bychkov [non del febbraio 2008 (Marc Albrecht) come segnalato erroneamente dal programma di sala, che fu la precedente]. A queste vanno aggiunte almeno Vassily Sinaisky nel 2005 e Yutaka Sado nel 2002.

Mahler a Vienna nel 1904, anno in cui terminò la VI Sinfonia

Mahler a Vienna nel 1904, anno in cui terminò la VI Sinfonia

Stavolta John Axelrod, che con la OSN Rai ha un rapporto collaudato e che già nel gennaio 2011 aveva diretto una applaudita Nona Sinfonia. «Mahler una sfida? Sì, la più difficile per un direttore. È l’Everest tra le montagne della musica, e non solo per le dimensioni o per la sua grandiosità. La ragione è che Mahler è stato un grande direttore e un eccellente compositore, a tal punto da esigere un’incredibile padronanza tecnica e musicale per le sue partiture, anche nel caso in cui fornisca al direttore annotazioni o indicazioni specifiche» (così dichiara in un’intervista su Sistema Musica.

Prove della Sesta Sinfonia con John Axelrod sul podio

Axelrod vanta fra i suoi maestri Leonard Bernstein: inevitabile la passione per Mahler, di cui Axelrod è divenuto acclamato interprete. «Tornando agli insegnamenti di Bernstein: io giovane studente e lui che mi faceva scoprire cosa c’era dietro le note di Mahler. Mi ha aiutato a capire in che modo comunicare il senso del suo mondo e nonostante siano ormai tanti gli anni che ho trascorso sul podio, sono sempre rimasto fedele tanto a Mahler quanto a Bernstein. Sono felice di aver potuto dirigere molte Sinfonie mahleriane con diverse orchestre italiane e, in particolare, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Con la Sesta affronto il lato tragico dell’opera mahleriana e ne sono consapevole. Del resto, il continuo mutare dalla tonalità maggiore a quella minore, attraverso i movimenti di questa Sinfonia, è come passare dall’oscurità alla luce: il ciclo continuo della morte e della rinascita». (intervista citata).

John Axelrod dirige la Sesta di Mahler ©Più Luce

Una interpretazione caratterizzata da sonorità piuttosto corpose (un po’ troppo forse per l’Auditorium Toscanini, che dopo il rattoppo acustico è divenuta sala più idonea per complessi da camera che per orchestre mahleriane e i direttori in tal caso dovrebbero… “abbassare il volume”), da ritmi marziali e da una forte drammaticità: insomma si voleva esaltare l’aspetto apocalittico e “tragico” della partitura.

Trombe e timpani della OSN Rai durante l’esecuzione della Sesta di Mahler © Più Luce

Il momento culminante che tutti attendono….:

Uno dei colpi di martello ©Più Luce

Orchestra in forma che ha riscosso i meritati applausi al termine.

Applausi al “martellatore” © Più Luce

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Qualche riferimento alle esecuzioni della Sesta nel passato torinese, incompleto in quanto basato su miei ricordi e qualche piccola indagine.

  • L’esecuzione Rai del 1972 diretta da Leif Segerstam, già citata in questo blog, è la prima cui ho assistito. Ma non era la prima alla Rai di Torino.
  • Ce ne fu una nell’ottobre 1957 (ignoro se fu questa la prima) diretta da Harold Byrns inserita in un programma di notevole interesse, che testimonia l’operato intensamente culturale e, direi, ardito della Rai di allora in campo musicale. L’ho ricavato dal Radiocorriere di allora di cui riporto l’annuncio, sottolineando la completezza di informazione come d’uso allora. Inoltre riporto anche l’articolo che presenta il concerto e ne raccomando la lettura (può essere ingrandito), poiché in esso non si fa alcun cenno alla Sesta di Mahler Smiley. Senza nulla togliere ai brani che precedono, credo che la Sinfonia fosse il pezzo forte della serata: è proprio il caso di dire che il “tempo di Mahler non era ancora venuto”
  • Articolo del Radiocorriere che presenta il concerto diretto da Harold Byrns.

    Articolo del Radiocorriere che presenta il concerto diretto da Harold Byrns.

    Pagina del Radiocorriere del 26 Ottobre 1957

    Pagina del Radiocorriere del 26 ottobre 1957