Posts Tagged ‘Tchaikovsky’

La Novosibirsk Philharmonic Orchestra a MITO Settembre Musica 2015

settembre 11, 2015

La Novosibirsk Philharmonic Orchestra

Lo scorso anno, dopo il concerto dell’Orchestra della Radio Polacca, in un commento su questo blog “suggerivo” di consultare il catalogo Naxos per reperire buone orchestre low cost. Si direbbe che il suggerimento sia stato accolto: ben due concerti della Filarmonica di Novosibirsk, attualmente in tournée (stasera suonerà a Verona), nell’edizione torinese di MITO. Avendo perso il primo, ho ascoltato il secondo con programma ciaikovskiano (Concerto op.35 e Sinfonia n.6). Una breve presentazione su La Stampa, già citata, inserisce l’Orchestra nel “gotha” delle orchestre russe con quelle di S.Pietroburgo e Mosca (non sono specificate quali e a Mosca ad es. di orchestre ce ne sono un buon numero e di eccellente livello): un po’ una iperbole a mio giudizio, ispirata comunque dalle note biografiche del sito di MITO, a sua volta quasi copiate da quelle del sito Naxos da prendere con la dovuta cautela in quanto stilate con fini promozionali. Devo però precisare che una rivista musicale russa inseriva l’Orchestra in oggetto tra le migliori del Paese a fianco a quelle delle due città principali (forse la fonte ispiratrice del tutto è proprio questa rivista?). Scrivo questo solo per ridimensionare il giudizio e non creare paralleli del tutto inopportuni tra la Filarmonica di San Pietroburgo e quella di Novosibirsk, almeno a mio parere. Si tratta comunque di una formazione di tutto rispetto che merita di essere ascoltata e anche inserita in un festival prestigioso come ancora è Settembre Musica. Nata circa 60 anni fa in una città che per popolazione è la terza della Russia (un milione e mezzo di abitanti) per opera di Arnold Kats che ne fu direttore fino alla morte (2007), da allora è diretta da Gintaras Rinkevicius.

Gintaras Rinkevicius

Gintaras Rinkevicius

L’Orchestra e il Direttore hanno un repertorio vasto e nel canale Youtube di Stas Ovchinnikov, violoncellista dell’Orchestra, è possibile vedere e ascoltare alcune performance.

Gintaras Rinkevicius dirige la Novosibirsk Philharmonic a Torino © MITO

Solista nel Concerto per violino e orchestra op.35 di Ciaikovskij è stato Itamar Zorman, 30enne israeliano che collabora spesso con le orchestre russe.

Itamar Zorman

La sua interpretazione mi è sembrata tenersi un po’ lontana dagli aspetti virtuosistici della pagina, quelli che avevano fatto giudicare il Concerto “insuonabile”, per puntare sull’aspetto lirico. Il suono del Guarneri 1745 era quasi sommesso, al punto da creare difficoltà all’Orchestra per non coprirlo, la cadenza non particolarmente esibita. Gli applausi gli sono stati tributati calorosi già al termine del primo movimento (non credo per sbaglio) e ovviamente alla fine. Zorman ha concesso due bis: la Melodia ebraica di Joseph Achron, in cui ha dato forse il meglio di sé, e un brano da una Sonata per violino solo di J.S.Bach.

Gli archi della Novosibirsk Philharmonic © MITO

È seguita nella seconda parte la Sesta Sinfonia “Patetica” di cui l’Orchestra ha dato una onesta e dignitosa esecuzione. Se qualche sprovveduto aveva iniziato ad applaudire alla fine del terzo movimento subito zittito dall’abilità di Rinkevicius ad attaccare immediatamente il quarto, la sala è riuscita stavolta a rispettare la lunga pausa finale con con cui termina la Sinfonia: quasi un inedito. Applausi festosi ad Orchestra e Direttore che hanno concluso concedendo come bis la Farandole dall’Arlésienne di Bizet.

Rinkevicius e la Novosibirsk Philharmonic al termine del concerto a Torino © MITO

Chissà se qualche “autorevole” presenza in sala avrà rimpianto anche stavolta le Orchestre del Regio e della Rai? Comunque se non altro il confronto con queste, soprattutto con la OSN, era più pertinente ….

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Olga Kern e il Rach 3 alla OSN Rai

giugno 19, 2015
Olga Kern © F.Baez

Olga Kern © F.Baez

La Bellezza ha vinto, anzi trionfato: sala piena stavolta (c’ero anch’io Smiley), sebbene con balconata e galleria chiuse. Che Olga Kern sia bella, anzi bellissima, non ci sono dubbi di sorta, per di più è una pianista strepitosa, di un virtuosismo trascendentale che non ha confronti, per altro non tanto esibito fine a se stesso in modo circense (come altri suoi colleghi), ma sempre legato alle ragioni espressive della pagina eseguita.

Olga Kern esegue il Terzo di Rachmaninov alla Rai ©Più Luce

Olga Kern esegue il Terzo di Rachmaninov alla Rai ©Più Luce

L’interprete ideale per il Terzo Concerto di Rachmaninov, famoso e famigerato banco di prova per i virtuosi del piano.

Olga Kern

Olga Kern

Olga Pušečnikova (Kern è il cognome materno, adottato perché più semplice da ricordare e … pronunciare dai non russofoni) è nata in una famiglia di musicisti che vantano legami con Ciaikovski e Rachmaninov, nel 2001 vinse il Van Cliburn proprio con l’esecuzione del Terzo di Rachmaninov

(per inciso: si guardi chi è il direttore in questa performance AIM and AOL Instant Messenger Smileys and their keyboard shortcuts)

Non poteva concludersi meglio questo “Festival Pianistico di Primavera” della OSN Rai, la Kern è sicuramente l’interprete di riferimento per questa pagina che in larga parte deve la sua notorietà presso il grande pubblico grazie al cinema, tanto per cambiare…. Shine film australiano (non “americano”, come scritto sul programma di sala) del 1996, ispirato alla vita di David Helfgott, fece conoscere questo concerto anche a chi ignorava il nome del suo Autore (a dimostrazione che la musica classica piace a tutti e che non richiede poi grandi opere di iniziazione; c’è il rischio anzi che i non iniziati siano stati più capaci di apprezzare questa pagina di quei tanti “esperti” che si ostinano a avanzare riserve sul suo valore musicale).

Olga Kern prova il Terzo di Rachmaninov alla Rai

Olga Kern prova il Terzo di Rachmaninov alla Rai

Quindi pubblico numeroso e in delirio al termine della performance. Non poteva essere altrimenti.

Olga Kern risponde agli applausi ©Più Luce

Olga Kern risponde agli applausi ©Più Luce

La Kern, sebbene esausta, ha ancora concesso due bis, tra cui la trascrizione del “Volo del calabrone”.

Juraj Valčuha

Mi stavo quasi dimenticando di lui: Juraj Valčuha, che sul podio della OSN Rai, è stato un ottimo partner musicale della Kern. Nella seconda parte della serata è stata proposta la Quinta Sinfonia op.64 di Ciaikovski. L’abbinamento non è insolito (fu proposto un paio di anni fa anche dalla Filarmonica di San Pietroburgo): oltre alle affinità tra i due Compositori, le due pagine potrebbero essere accomunate dalle valutazioni negative dei detrattori. Il Terzo di Rachmaninov è considerato “concerto per virtuosi del piano” (hollywoodiano è definito nel programma di sala per l’esibito virtuosismo) e la Quinta di Ciaikovski è stata spesso definita “sinfonia per direttori d’orchestra”, considerandone il magistero tecnico a scapito della ispirazione. L’Autore fu, a dire il vero, il primo ad avanzar riserve. Ne ho scritto in occasione della esecuzione diretta Valčuha nell’ottobre 2011 e non sto a ripetermi:

https://musicofilia.wordpress.com/2011/10/14/concerto-inaugurale-della-stagione-dellosn-rai-201112/

La memoria non sempre è affidabile e può fare brutti scherzi, però mi pare che Valčuha avesse centrato il bersaglio molto meglio in quella occasione. Stavolta, ferma restando l’ottima performance, mancava, a mio parere, quel quid che rende grande una interpretazione rischiando di avvalorare la tesi di chi la considera “sinfonia per direttori d’orchestra”.

Applausi finali dopo la Quinta di Ciaikovski ©Più Luce

Applausi finali dopo la Quinta di Ciaikovski ©Più Luce

Sinfonie russe con Pinchas Steinberg al Regio di Torino

marzo 28, 2015

Pinchas Steinberg

Pinchas Steinberg ha un rapporto costante con il Teatro Regio di Torino. Torna quasi annualmente a dirigere produzioni operistiche e concerti sinfonici. Un rapporto di lunga durata premiato da esiti notevolissimi. Come quello del concerto del 26 marzo u.s. il cui programma abbinava due sinfonie russe. La rarissima e poco conosciuta Seconda in do minore op.19 di Dmitri Kabalevskij e la celeberrima Sesta in si minore op.64 di Ciaikovskij. Ovviamente l’attrattiva era la Seconda Sinfonia di Kabalevskij, che probabilmente era in prima esecuzione torinese. Composta nel 1934 da un autore ligio alle direttive di regime consta di tre movimenti. Il culmine espressivo è forse l’Andante non troppo centrale. Rimane di questa sinfonia una testimonianza toscaniniana del 1949. Poche le incisioni discografiche (l’instancabile Neeme Järvi), per cui l’esecuzione affidata alla bacchetta di Pinchas Steinberg è stata una ghiotta occasione da non perdere. Tanto più che l’Orchestra del Regio è stata magnifica sia nell’insieme che negli assoli. Intensa anche l’esecuzione della Patetica di Ciaikovskij con una orchestra in grande spolvero. L’Orchestra del Teatro Regio conferma una ennesima volta l’eccellente livello raggiunto, pari ormai (secondo me) a quello della concittadina OSN Rai: merito del Direttore principale e dei direttori di alto livello che sono chiamati a dirigerla. Ovazioni finali meritatissime a Orchestra e Direttore.

 

Trii russi con Dora Schwarzberg – Romain Garioud – Fabio Bidini al Conservatorio di Torino per l’Unione Musicale

gennaio 15, 2015
Dora Schwarzberg, Fabio Bidini e Romain Garioud

Dora Schwarzberg, Fabio Bidini e Romain Garioud

Un abbinamento ormai usuale e indovinato (anche nella discografia) quello del Trio op. 67 di Shostakovich e del Trio op. 50 di Ciaikovskij. Entrambe le composizioni furono scritte in memoriam di amici appena scomparsi. Il Trio di Shostakovich fu composto in ricordo dell’amico Ivan Sollertinskij, direttore del Conservatorio di Leningrado e promotore in URSS della musica di Mahler. Nel Trio l’omaggio all’amico ebreo è evidente nell’utilizzo della musica klezmer nella “danza funebre” dell’Allegretto finale. Il Trio di Ciaikovskij fu composto in memoria di Nikolaj Rubinstein, pianista e compositore e direttore del Conservatorio di Mosca. Brano di dimensioni notevoli, sebbene in due soli movimenti, conosce solo di recente una discreta diffusione fuori dai confini russi. È comunque la composizione da camera di Ciaikovskij forse più eseguita, se si pensa che i Quartetti per archi (a mio parere molto belli) sono quasi ignorati e il bellissimo Sestetto circola (e raramente) nella trascrizione per orchestra d’archi. L’omaggio a Rubinstein è evidente non tanto nel Pezzo elegiaco iniziale, in tipico stile ciaikovskiano, quanto nel Tema e Variazioni successivo in cui il piano ha un ruolo preminente e lo stile dell’amico scomparso riecheggia sia nel tema sia in molte variazioni.

Delle due composizioni, precedute da una trascrizione di Octobre (Chant d’automne) da Le Stagioni di Ciaikovskij, ha dato una bella interpretazione il Trio composto da Dora Schwarzberg, Romain Garioud e Fabio Bidini. Più convincenti, a mio modesto avviso, in Ciaikovskij di cui hanno saputo cogliere la profonda vena elegiaca, sottesa anche nell’apparente accademismo delle variazioni.

GLI STIVALETTI (Cherevichki) di Ciaikovskij dal Teatro Lirico di Cagliari su Rai 5

gennaio 7, 2015

Scena da “Gli stivaletti” al Lirico di Cagliari © Priamo Tolu

Domani sera alle 21:15 su Rai 5 andrà in onda Gli Stivaletti di Ciaikovskij nell’allestimento andato in scena al Teatro Lirico di Cagliari il mese scorso. Si tratta della riproposta di uno spettacolo fortunato del 2000, rappresentato anche alla Scala nel 2005. La regia è di Yuri Aleksandrov, dirige Donato Renzetti. Questa la locandina dello spettacolo:

http://www.teatroliricodicagliari.it/media/2/81288502027609/locandina_stivaletti.pdf

La trama dell’opera:

http://www.teatroliricodicagliari.it/media/2/92609307847362/trama_stivaletti.pdf

Le note di regia:

http://www.teatroliricodicagliari.it/media/2/04573577701083/note_di_regia_stivaletti.pdf

Gli Stivaletti - Cagliari, 2014

Scena da “Gli stivaletti” al Lirico di Cagliari © Priamo Tolu

Una recensione dello spettacolo:

http://www.gbopera.it/2014/12/cagliari-teatro-lirico-cerevicki/

Cagliari, Teatro Lirico: “Čerevički”

© Priamo Tolu

Da non perdere. Replica domenica mattina.