Posts Tagged ‘Teatro alla Scala’

MADAMA BUTTERFLY di Puccini dal Teatro alla Scala in diretta su Rai 1

dicembre 6, 2016
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© Brescia & Amisano

Domani, 7 Dicembre 2016, si inaugura la Stagione 2016/17 del Teatro alla Scala con Madama Butterfly di Puccini. Sarà proposta nella prima versione, quella che andò in scena alla Scala il 17 febbraio 1904 e che non ebbe successo. Riccardo Chailly prosegue il percorso artistico filologico sulle opere di Puccini con questa proposta. La regia è di Alvis Hermanis. I ruoli principali sono affidati a Maria José Siri, Bryan Hymel, Carlos Alvarez, Annalisa Stroppa, Carlo Bosi. 

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©Brescia & Amisano

L’evento sarà trasmesso in diretta su Rai 1. Dopo 19 anni anni torna la diretta su Rai 1 dalla Scala. La Rai ufficialmente presenta la cosa come una celebrazione dei 40 anni della prima volta: la diretta dell’Otello di Verdi il 7 dicembre 1976. In quanti lo ricordano?   io benissimo: fu un avvenimento! Stavolta vorrebbe esserlo, per cui hanno scomodato Milly Carlucci, Antonio Di Bella e Serena Scorzoni a condurre la diretta, lasciando perdere Rai 5 e il nuovo format di Massimo Bernardini. Credo che, al di là di quanto ufficialmente dichiarato, il motivo del “trasloco” su Rai 1 sia dovuto alla diretta in HD, possibile ormai solo sulle prime tre reti Rai (Rai5 non ha ancora il canale in HD, neanche sul satellitare: fino allo scorso anno l’unica rete Rai in HD trasmetteva programmi da tutte le altre reti Rai). La cosa farà slittare il sacrosanto TG1: chissà se i giornalisti della testata protesteranno vivacemente come fecero 19 anni fa? Lo sapremo…

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© Brescia & Amisano

La diretta parte dalle 17:45. Attenzione: a quanto mi risulta non sono previste repliche almeno a breve scadenza.

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Poche frasi a caldo dopo la diretta tv. Lo spettacolo nel complesso mi è piaciuto: niente stravolgimenti e innovazioni, meglio così. Parte musicale di ottimo livello, soprattutto la direzione di Chailly. La diretta tv su Rai 1 ha raggiunto anche le zone che non ricevono ancora Rai 5, ma ha infarcito lo spettacolo di pubblicità e di TG straordinari sulle sorti del governo. Gli applausi finali sono stati tagliati sul più bello. I conduttori mi hanno fatto rimpiangere di molto Bernardini e persino i cartoon demenziali del suo format. Forse a mente più fredda scriverò qualcosa in più, nel frattempo rimando al post di Amfortas, come al solito più veloce della luce airplane2.gif:
https://amfortas.wordpress.com/2016/12/07/recensione-abbastanza-seria-di-madama-butterfly-al-teatro-alla-scala-di-milano-viene-la-siri/

Il mio commento:
https://musicofilia.wordpress.com/2016/12/09/madama-butterflyversione-1904-alla-scala-di-milano-regia-di-alvis-hermanis-direttore-riccardo-chailly/

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“Le nozze di Figaro” di Mozart dal Teatro alla Scala su Rai 5

novembre 2, 2016
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© Brescia e Amisano

Stasera a partire dalle 19:55 su Rai 5 in diretta dal Teatro alla Scala Le nozze di Figaro di Mozart nel nuovo allestimento firmato Frederic Wake-Walker. Direttore Franz Welser-Möst. Interpreti principali: Carlos Alvarez, Markus Werba, Diana Damrau, Golda Schulz, Marianne Crebassa, Anna Maria Chiuri, Andrea Concetti, Kresimir Spicer, Theresa Zisser.

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© Brescia e Amisano

Lo spettacolo subentra all’allestimento “storico” di Strehler: non ha suscitato particolari entusiasmi, neanche dal punto di vista musicale.

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-il-dubbioso-debutto-della-nuova-produzione-delle-nozze-

E Alberto Mattioli su La Stampa del 28 Ottobre u.s.:

A memoria, dovrebbe essere il primo caso di sesso orale visto sul palcoscenico della Scala. Siamo all’ultimo atto delle Nozze di Figaro di Mozart. Susanna ancora travestita da Contessa sollazza Figaro con cui si è appena rappacificata, suscitando la gelosia del Conte. Ovvio che non si veda nulla di porno, anzi che non si veda quasi nulla di nulla. Loro sono un po’ arretrati, Figaro è allungato su una sedia, davanti ne ha delle altre, e Susanna è china di fronte a lui. Inequivocabile ma allusivo.
In ogni caso, nessuno scandalo, forse perché il pubblico era stremato dalla direzione di Franz Welser-Möst, peraltro l’altra sera più vispo del solito, oppure perché era una prima fuori abbonamento per un pubblico di stranieri che mettevano piede per la prima volta alla Scala e magari all’opera, quindi di bocca buona (ops!).
E poi non è nemmeno una novità assoluta. Di simili pratiche se ne sono già viste, anzi intuite, nella Carmen di Bieito, transitata anche al Regio di Torino (Mercédès – o Frasquita – a uno dei contrabbandieri, dietro a una Mercedes, intesa come l’auto) e nella Salomedi McVicar al Covent Garden (lei a Erode fuori scena, dopo che erano caduti tutti e sette i veli). E non parliamo di certo Novecento spregiudicato, tipo il Grand Macabre di Ligeti.
In ogni caso, l’exercice de fellation era il momento meno osceno della regia di Frederic Wake-Walker, che ha montato alla Scala la più orrenda produzione dell’era Pereira. Al confronto la paleolitica Zauberflöte di Peter Stein era una boccata d’aria fresca. Non si è capito con esattezza dove l’ignoto britanno volesse andare a parare, però una cosa è certa: delle Nozze non ha capito nulla. E ha trasformato la più bella commedia di tutti i tempi in una farsa sgangherata. Già quella del teatro nel teatro è la tipica idea dei registi che non hanno idee. Peggio se si concretizza in un suggeritore tabaccoso parcheggiato in un angolo della scena e in un gruppo di mime nerovestite che intervengono a sproposito nell’azione. Ogni personaggio, e Dio sa quanto quelli delle Nozze siano veri, umani, autentici, diventa una macchietta, Figaro sempre saltellante, Bartolo sempre sballonzolante, Cherubino sempre volteggiante, ah ah ah, che ridere.
Scene e costumi, di Anthony McDonald, di livello equivalente. Basti dire che il Conte è vestito da semaforo, scarpe verdi, calze gialle, culotte rossa, e nel finale a torso nudo perché, si sa, è sempre infoiato. Per carità, non si tiri fuori la querelle degli antichi e dei moderni. Questo spettacolo tutto è men che moderno. Umilia le Nozze a una serie di gag, castiga Mozart nella funesta categoria del «carino» e non riesce nemmeno a essere davvero camp come forse ambiva. In un teatro, peraltro, dove i veri grandi registi d’opera di oggi si vedono pochissimo.
Peccato per gli interpreti, tutti più o meno bravi. Ma si sono prestati a questa boiata pazzesca, e non li nominiamo nemmeno. © La Stampa

Attenzione: nell’immediato non sono previste repliche.

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© Brescia e Amisano

Non so quanto la ripresa tv rendesse l’idea dello spettacolo: credo che almeno un quarto di esso venisse sacrificato dalle scelte di regia televisiva, per cui risultava forse meno comprensibile che in sala. Ma probabilmente anche chi curava la ripresa tv sarà rimasta disorientata da uno spettacolo abbastanza caotico e irrisolto. Tra gli intervistati c’era chi diceva “troppa carne al fuoco”, altri “il regista non ha osato molto”, nessuno si è espresso come il rag. Fantozzi:

e forse bisognerebbe cominciare nei teatri d’opera a definire in modo efficace e pertinente le sciocchezze che ci vengono presentate da registi che pretendono di saperne più di Mozart e Da Ponte in fatto di teatro.

GIOVANNA D’ARCO di Verdi in diretta dalla Scala su Rai 5

dicembre 6, 2015

Lunedì 7 Dicembre 2015: Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi inaugura la Stagione 2015/16 del Teatro alla Scala. Alle 17:30 diretta su Rai 5 e su RaiHD. Nell’attesa qualche anticipo sulla edizione:

http://video.corriere.it/moshe-leiser-giovanna-d-arco-donna-sacrificale-yihadista/303068b8-9903-11e5-85fc-901829b3a7ed

http://video.corriere.it/riccardo-chailly-giovanna-d-arco-vincere-preconcetto-chi-non-conosce-l-opera-la-qualita/100c5532-9792-11e5-921c-1e256576138f

http://video.corriere.it/francesco-meli-il-mio-carlo-vii-tsunami-continuo-come-carattere/f9e8bc7e-9902-11e5-85fc-901829b3a7ed

http://video.corriere.it/anna-netrebko-onorata-far-parte-storia-scala/5de225c0-984b-11e5-b53f-3b91fd579b33

Il cast:

http://www.teatroallascala.org/it/stagione/2015-2016/opera/giovanna-d-arco-7-dicembre.html

Chi non riuscisse a vedere la diretta, potrà vedere la differita su Arte alle 21:50 (canale tedesco) o alle 22:30 (canale francese).

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Boh! Comincio dalle cose un po’ buffe: sia i titoli di testa che di coda ribadivano “nuova produzione del Teatro alla Scala”: sfido io, dopo 150 anni!!! Smiley. Passo a quelle tristi: la regia tv a cura del Centro di Produzione Rai di Milano era come al solito distante dal mio gusto personale in fatto di riprese televisive d’opera (un po’ di eufemismo non guasta): insomma non mi ha aiutato molto a decriptare uno spettacolo che a me è parso tutto sommato ridicolo (ma forse a teatro mi avrebbe fatto un altro effetto) Smiley. Quelle un po’ più gratificanti: la parte musicale mi è sembrata molto buona; Chailly ce l’ha messa tutta a dimostrare la sua convinzione che si tratta di un Verdi meno conosciuto, ma non minore; la Netrebko è all’altezza del ruolo, Meli si dimostra un ottimo tenore (uno dei migliori, a mio giudizio), a Cecconi va un plauso per la supplenza in extremis risolta più che onorevolmente, Coro e Orchestra come sempre fantastici Smiley. A mezzanotte e 20′ vado a dormire Smiley, non senza aver prima segnalato la recensione dell’amico Amfortas, che come sempre il 7 dicembre batte anche il Frecciarossa 1000 in fatto di velocità Smiley:

https://amfortas.wordpress.com/2015/12/07/recensione-semiseria-ed-espressa-di-giovanna-darco-al-teatro-alla-scala-di-milano-allestimento-ridicolo-e-i-registi-erano-due/

Recensione con cui fondamentalmente concordo. Se riesco a riordinar le idee, forse scriverò qualcosa anch’io… A domani o dopodomani…

Ed eccomi:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/12/08/giovanna-darco-inaugura-con-successo-la-stagione-alla-scala/

 

TURANDOT di Puccini in diretta dalla Scala su Rai 5

aprile 30, 2015

Domani 1° Maggio 2015 si inaugura l’Expo e alla Scala va in scena Turandot di Puccini. “All’alba vincerò…” Vinceremo? chissà… In ogni caso questa Turandot col finale di Luciano Berio sarà di buon auspicio. Sul podio Riccardo Chailly, regia di Nikolaus Lehnhoff. Nei ruoli principali: Nina Stemme, Aleksandrs Antonenko, Maria Agresta, Alexander Tsymbalyuk. Diretta su Rai 5 a partire dalle 19:40. Nell’attesa, questa intervista a Riccardo Chailly:

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Scena degli enigmi © Brescia/Amisano

Scena degli enigmi © Brescia/Amisano

Sull’allestimento e la regia non mi esprimo in quanto la ripresa tv non riusciva assolutamente a renderne l’idea. Siamo alle solite, mi era parso che le riprese dalla Scala fossero un po’ migliorate ed ecco la smentita. E dire che il CPTV di Napoli (che effettua anche le riprese a Firenze) fa delle ottime regie televisive nel campo della lirica e dei concerti: perché non affidare esclusivamente a loro le riprese delle opere e lasciare al CPTV di Milano solo le partite di calcio e gli spettacoli di musica pop? Non è andata neanche tanto meglio sul piano musicale in quanto la ripresa audio era schiacciata sulle alte frequenze. Posso azzardare che tra i cantanti la migliore è stata Maria Agresta, di molte spanne su tutti gli altri (mi pare che il pubblico in sala concordasse), seguita da Nina Stemme, da cui mi sarei aspettato un po’ di più. I due protagonisti maschili non mi hanno convinto, in particolare il Calaf di Antonenko. Sulla direzione di Chailly mi pare che la parte più riuscita sia il finale di Luciano Berio di cui il Direttore è convinto interprete: anzi direi che questo finale fosse la parte più convincente di tutto lo spettacolo. D’altronde mi sembra che Chailly avesse convogliato tutte le sue energie su di esso. Sul resto non dico, ma lascio che si esprimano i presenti in sala.

Il finale © Brescia/Amisano

Il finale © Brescia/Amisano

Una recensione che si riferisce però alla replica del 5 maggio:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-turandot-0

Nina Stemme a Aleksandrs Antonenko © Brescia & Amisano

Nina Stemme a Aleksandrs Antonenko © Brescia & Amisano

NABUCCO di Verdi (Scala,1986) su Rai 5

aprile 4, 2015
La locandina

La locandina

Fa un po’ effetto leggere sulla locandina “L’opera sarà trasmessa in diretta da Raitre-TV”: sì, perché era il 7 dicembre 1986 e Raitre era ancora, sebbene generalista, rete culturale; trasmise il Tutto Shakespeare della BBC, le Sinfonie di Mahler dirette da Bernstein, il tutto in prima serata, poi…. be’ lasciamo perdere. Questo Nabucco fu anche il primo “Sant’Ambrogio” di Muti alla Scala, l’inizio di un lungo connubio.

Domani, Domenica di Pasqua, su Rai 5 si potrà rivivere l’atmosfera di questi anni 80 milanesi e italiani, che sembrano veramente lontani. È una bella edizione, con una bella ripresa tv, affidata nientemeno che a Brian Large. Insomma niente a che vedere con le riprese tv dalla Scala degli ultimi anni, in cui si è fatta più attenzione a lampadari, tendaggi, particolari insignificanti in primissimo piano…. (nelle ultime comunque va riconosciuto un miglioramento…).