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David Garrett alla Sinfonica Rai. Dirige Tomas Netopil

marzo 6, 2015
David Garrett da foto ©T.Sabo

David Garrett da foto ©T.Sabo

Sold out all’Auditorium Toscanini della Rai: caso piuttosto raro, soprattutto se in programma non ci sono né il Boléro né la Rapsodie in Blue, bensì Brahms e nientemeno Bruckner. Sì, però c’era lui:

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett. Basta la parola! Giovanissimi con ovazioni da stadio gremivano ordini di posti anche poco appetibili (come galleria e balconata laterali), meno giovani sono accorsi incuriositi soprattutto dopo il film su Paganini, over …. (come lo scrivente) erano compiaciuti nel ringiovanimento di una sala che generalmente al rosso delle poltrone alterna il grigio dei capelli. Potere dei media!!! Certo che David Garrett a livello mediatico ci sa fare. Un look anticonformista, che lo fa sentir vicino ai giovanissimi, il crossover in cui è specialista con incursioni nel rock, un indubbio virtuosismo e il gioco è fatto. Il suo album Rock Symphonies del 2010 è stato un vero successo e ha venduto un milione di copie.

A questo punto ci si aspetterebbe una lettura estroversa, estrosa, zeppa di effetti quando affronta pagine come il Concerto in re maggiore op.77 di Brahms proposto a Torino.

David Garrett durante l'esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

David Garrett durante l’esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

Invece Garrett lo ha eseguito in modo “castigato”, quasi pudico: non dico che eguagliava la lettura sommessa, intima di Midori dell’ultima volta in quel di OSN Rai (2013), ma non ne era neppure tanto lontano. Devo aggiungere che qualche prova in più avrebbe giovato, a mio parere: solista e orchestra non mi sono parsi in totale sintonia e l’orchestra copriva spesso il suono del violino (esecuzione di giovedì 5 marzo).

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

Mi aspettavo un numero maggiore di bis, dove il vero, l’autentico Garrett sarebbe emerso; invece è stato molto parco: una pagina bachiana e un breve brano virtuosistico eseguito a velocità da F1 con ovazioni da stadio alle quali l’Auditorium non è ancora abituato.

David Garrett durante il bis © Più Luce

David Garrett durante il bis © Più Luce

Dopo di che è scomparso e l’Orchestra ha intuito che era ora di alzarsi. In verità incombeva nella seconda parte un monumento sinfonico: la Quinta Sinfonia di Anton Bruckner e Garrett deve aver capito che di tempo non ne avanzava molto. [Non si poteva abbinare un brano di durata più breve e lasciare più spazio a Garrett dal momento che la maggior parte degli spettatori era accorsa per lui?]

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Stavo quasi dimenticando il bravo Tomáš Netopil (potere dei media!!!) che ha affrontato la sinfonia col giovanile ardore dei suoi 40 anni dandone una lettura tesa, mossa, dai tempi stretti, bruciando il tutto in poco più di 65 minuti: evidentemente la velocità di Garrett lo ha contagiato. Parte del pubblico nonostante la generosità di Netopil ha gradualmente abbandonato la sala durante l’esecuzione, creando spesso disturbo a chi invece rimaneva saldo in postazione.

La sala durante il concerto © Più Luce

La sala durante il concerto © Più Luce

Ci saranno motivi molto seri per costringere chi ha necessità o desiderio di lasciare la sala a usufruire di una sola uscita facendo spesso fare un lungo giro con rumor di tacchi durante i pizzicati bruckneriani. Se invece così seri non dovessero essere, visto che le vigilantes sono in numero congruo (una per uscita) perché non fare utilizzare l’uscita più vicina senza creare eccessivi disagi? Visto l’appeal mediatico dell’evento mi sarei aspettato non dico la diretta tv, sulla cui morte ormai piango sconsolato, ma almeno una ripresa con differita: niente!  Come mai si lascia perdere David Garrett, il cui feedback in termini di audience sarebbe stato notevole? rinuncio a capire Smiley.

 

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Tomáš Netopil e Nikolaj Znaider alla OSN Rai

ottobre 30, 2009

Il programma del terzo concerto della stagione OSN Rai ha forse come filo conduttore le ricorrenze anniversarie dei tre compositori: i bicentenari di Schumann e Mendelssohn e il 60enario di Richard Strauss. A celebrare il rito due coetanei, giovani ma già affermati: il direttore Tomáš Netopil e il violinista Nikolaj Znaider.

netopil

Tomáš Netopil

Moravo, 34 anni, Netopil ha compiuto i suoi studi di violino e direzione d’orchestra in patria perfezionandosi poi alla scuola del grande Jorma Panula. Dotato di grande musicalità e slancio, riesce facilmente a conquistare orchestre e pubblico con interpretazioni trascinanti.

Nikolaj Znaider, nato a Copenhagen da famiglia polacco-israeliana, ha studiato con Boris Kushnir. A 16 anni vinse il primo premio alla quarta edizione della Carl Nielsen Competition, da allora ha intrapreso una carriera strepitosa che lo ha visto esibirsi con le maggiori istituzioni musicali del mondo e con i più grandi direttori di oggi. Suona un Guarneri del 1741 che fu del leggendario Fritz Kreisler.

znaider

Nikolaj Znaider

Il programma di ieri sera, in replica stasera, iniziava con l’Ouverture Julius Caesar che Schumann compose per un’opera che rimase solo un abbozzo. Pagina non frequente nei programmi dei concerti e nelle incisioni discografiche, che meriterebbe di essere più eseguita e conosciuta. Il secondo brano invece è conosciutissimo e quest’anno è già stato proposto a Torino almeno due volte: il Concerto in mi minore op.64 di Mendelssohn, ma è uno di quei capolavori che non ci si stancherebbe mai di ascoltare, sicuri che ogni volta darà nuove emozioni. A maggior ragione se a interpretarlo c’è un virtuoso come Znaider. Probabilmente non c’era invece necessità di riascoltare per una ennesima volta l’Also sprach Zarathustra di Richard Strauss, che deve la sua popolarità soprattutto al cinema di Stanley Kubrick. La popolarità di massa veramente si limita ai primi 90 secondi, forse i più ispirati e suggestivi di tutta la composizione. Comunque poiché la pagina rimane sempre un ottimo test per saggiare oltre che i propri impianti hifi casalinghi anche il livello delle orchestre ben venga tutto sommato la verifica. Superamento a pieni voti (nonostante un piccolissimo incidente perdonabilissimo e più che comprensibile) per orchestra e direttore.

Confermo il miglioramento dell’acustica in platea (ma forse anche in altri settori) dovuto alla copertura parziale del coro con una struttura in plexiglas. La stessa sensazione mi è stata confermata da altri spettatori. Insomma una dimostrazione che perseguendo alcuni obiettivi se ne raggiungono poi altri imprevisti. Che risultato invece abbiano le luci nelle riprese tv sarà da verificare quando saranno teletrasmesse. Spero che sia diverso da quello del concerto trasmesso su Raitre stanotte (all’1:40!!!) ripreso alla Scala da altro staff e altra regia: Daniele Gatti e gran parte degli orchestrali avevano la pelle così arrossata per l’effetto delle luci rosse soffuse da farli sembrare pronti per un immediato ricovero in un ospedale dermatologico.