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“Simon Boccanegra” di Verdi (Firenze,2002) su Rai 5

gennaio 12, 2019

Basta, ormai mi rassegno m1510: quante volte ho scritto che la Rai dovrebbe trasmettere il Simon Boccanegra diretto da Abbado con la regia di Strehler che nel 1978 riprese e diffuse? Ho perso il conto. Niente!! t2625. Continua imperterrita a replicare l’edizione del Maggio Musicale Fiorentino del 2002 e non c’è omaggio o ricorrenza che tenga. Così sarà anche domani.

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Scene dall’opera

Per carità, bella edizione, ma non c’è paragone con l’altra. Tra l’altro è già stata trasmessa pochi mesi fa e credo che ormai la conoscano tutti. Rimando al post che a sua volta rimanda a un altro….:

https://musicofilia.wordpress.com/2018/06/03/simon-boccanegra-firenze2002-su-rai-5/

 

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COSÌ FAN TUTTE di Mozart (Ferrara,2000) su Rai5

gennaio 5, 2019

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Rai 5 inizia domani con questa replica di Così fan tutte un omaggio a Claudio Abbado a cinque anni dalla morte. Si tratta della edizione rappresentata a Ferrara nel febbraio 2000, trasmessa nell’estate dello stesso anno da Rai2, replicata da Rai 5 nel giugno 2013 (in occasione degli 80 anni del Maestro) e nel gennaio 2014 in occasione della scomparsa. La regia è di Mario Martone. Cantano: Melanie Diener, Anna Caterina Antonacci, Daniela Mazzuccato, Nicola Ulivieri, Charles Workmann, Andrea Concetti.

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Anna Caterina Antonacci e Melanie Diener nel I atto

Una recensione di Paolo Gallarati su La Stampa© del 10/2/2000:

Fedele al suo appuntamento ferrarese con l’opera lirica, Claudio Abbado ha diretto l’altra sera una brillantissima esecuzione di “Così fan tutte” che entra nel suo repertorio dopo quelle delle “Nozze di Figaro” e del “Don Giovanni”. Delle tre opere su testi di Da Ponte, “Così fan tutte” è la più ambigua e sfuggente: la vicenda dei due ufficiali napoletani che si travestono da nobili albanesi per mettere alla prova la fedeltà delle rispettive ragazze e conquistano l’uno la fidanzata dell’altro, non è solo una farsa. La musica di Mozart vi instaura un gioco sottilissimo tra menzogna e verità, tanto da rappresentare una condizione perenne dell’esistenza umana: scoprire il volto dietro la maschera, la verità dei sentimenti dietro l’esteriorità dei comportamenti.
Più che le intermittenze del cuore, l’esecuzione, rigorosamente integrale, di Claudio Abbado punta essenzialmente a sottolineare la vivacità della commedia organizzata dal filosofo Don Alfonso, con la complicità della servetta Despina, per dimostrare ai due ingenui giovanotti la tesi che “così fan tutte”. Il gioco scenico acquista così un mordente esplosivo. Basti sentire con quale chiarezza vengono cantati i recitativi, tanto che quasi nulla del testo di Da Ponte va perduto.
Dal canto suo, la meravigliosa Mahler Chamber Orchestra, dal suono piuttosto secco e nervoso, è tutto un fremito vibrante sottopelle, pazzo divertimento per la messinscena della burla che non è comicità gratuita bensì maliziosa trasgressione, eccitazione, prurito, gusto vorace per l’avventura. Siamo dunque nel Settecento sensista e materialista di Condillac e del Barone d’Holbach, più che in quello sentimentale di Rousseau, rappresentato dalla benevola tolleranza di Don Alfonso verso la “necessità del core”: ma la musica di Mozart sopporta benissimo anche questa visione che va d’accordo con la regia di Mario Martone, ricca di trovate ma un po’ debor dante nei movimenti degli attori che entrano in platea, saltano, si ruzzolano sul palco e sui due letti sempre presenti in scena insieme a sedie, poltrone, paraventi, specchi, comodini. Persino Don Alfonso, per attenersi a questa impostazione, deve ringiovanire: Martone non si preoccupa del fatto che nei “crini già grigi” del “vecchio filosofo” Da Ponte e Mozart ironizzino sulla saccenteria del “secolo filosofico”, mostrandone insieme la saggezza. Trasforma invece Don Alfonso in un ragazzo che contribuisce in modo essenziale alla vivacità, molto napoletana, dell’assieme ma perde di contrasto rispetto a Gugliemo e Ferrando. I quali dovrebbero essere irriconoscibili dalle due ragazze per quasi tutta la vicenda, e invece non si travestono, se non con due baffetti disegnati colla matita: non riesco a capire perché, in una regia così attenta agli effetti teatrali, Martone rinunci alla naturale efficacia comunicativa che possiede il gesto di mascherarsi in scena, e alla fine smascherarsi tra lo stupore generale.
Questo fatto non ha compromesso, comunque, la riuscita dello spettacolo, accolto con applausi grandiosi per Abbado, il regista e gli ottimi cantanti: Daniela Mazzucato, splendida Despina, Melanie Diener e Anna Caterina Antonacci che intrecciano voluttuosamente le voci di Dorabella e Fiordiligi, Nicola Ulivieri, brillante Guglielmo, Andrea Concetti, molto dinamico nella parte di Don Alfonso e Charles Workmann, tenore dalla voce non bellissima ma dotato di gusto e di stile.

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Anna Caterina Antonacci “Smanie implacabili..”

E la recensione di Michelangelo Zurletti su La Repubblica©:

Fin dalle prime battute dell’Ouverture è chiaro che la lettura di Così fan tutte di Abbado è altra cosa rispetto alle solite letture, più o meno belle. Stacco di tempo vertiginoso, strappate violente, suono secco e duro: quell’Ouverture non introduce bellurie e non cerca equilibri, anzi li sconvolge, aspira alla folle journée annunciata dalle Nozze di Figaro: che si può realizzare molto meglio qui con soli sei personaggi e con un libretto straordinario, in un gioco travolgente e festoso di equivoci e paradossi, in una commedia pungente e divertente. Che sia poi anche un lavoro malinconico e perfino amaro lo scopriamo poi, intanto entriamo senza complimenti nel regno della commedia scanzonata.
Le nostre aspettative sono tutte sconvolte: la lettura è una rilettura radicale, scopre e evidenzia timbri che non abbiamo mai notato, contrappunti rimasti da sempre indistinti, riapre tutti i tagli (compresa la terza aria di Ferrando, dalla quale per la verità non traiamo grande giubilo), salva recitativi e arie con naturalezza, nel senso che i recitativi avvicinandosi alle arie assumono e anticipano di queste il ritmo e, nel cembalo, perfino il profilo melodico. Inoltre Abbado adopera il clavicembalo del basso continuo (il bravissimo Enrico Maria Cacciari in coppia col violoncellista Thomas Ruge) con garbo e continui ammicchi, e consente ai cantanti (come già nel “Don Giovanni” di Aix) fioriture gradevoli e stilisticamente appropriate. L’ascolto è un’esperienza: dopo questa edizione Così fan tutte sarà un’altra cosa.
Anche in scena è un’altra cosa. Mario Martone (con scene di Sergio Tramonti, costumi di Vera Marzot) fa qui quello che aveva fatto a Napoli: poche cose, scena fissa, lettini gemelli ma non identici onnipresenti, a dire che i giochi in ogni caso finiscono a letto, travestimenti appena accennati a significare che ciò che conta è ciò che si vuole, che si vede o non si vede ciò che si vuole o non si vuole vedere.
C’è sempre la passerella davanti all’orchestra e la piattaforma aggettante in modo che tutto vada verso il pubblico, favorendo al massimo la comunicazione del testo. C’è in più una vivacità di movimenti che si acuisce con l’impostazione del direttore: se ne avvantaggia la commedia. Movimenti che compongono e scompongono simmetrie in sincrono vivissimo con quelle mozartiane secondo un meccanismo di recitazione tanto oliato da apparire perfettamente naturale.
Di conseguenza è evidente che c’è stato un grandissimo lavoro sugli attori. Don Alfonso può permettersi finalmente di non essere affatto un vecchio ma di essere un altro giovane della combriccola, più agile degli altri, anzi, e per ribadire la sua giovinezza entra e esce dai palchi di proscenio con salti da acrobata. E come sono bravi questi giovani cantanti, come si divertono divertendo noi.
Sono molto bravi anche vocalmente. Se possiamo immaginare una voce più bella di quella dell’americano Charles Workman nel ruolo di Ferrando, è difficile trovarne una altrettanto musicale (la ripresa di “un’ aura amorosa”, grazie anche all’ impalpabile leggerezza di Abbado, è semplicemente magnifica). Stupenda nella sua vocalità germanica Melanie Diener come Fiordiligi, bravissima ancora una volta Anna Caterina Antonacci nel ruolo di Dorabella e travolgente come sempre Daniela Mazzucato come Despina. Nicola Ulivieri è un Guglielmo perfetto e Andrea Concetti un Alfonso di rara finezza. Non possiamo tacere del prezioso contributo della Mahler Chamber Orchestra e del Coro Ferrara Musica, ineccepibili.
Il pubblico è rimasto a lungo perplesso della novità della lettura e ha lasciato passare buona parte del primo atto senza reazioni (non ne ha avute neppure dopo lo stupendo quintetto) e poi ha preso ad applaudire dopo le arie un po’ per volta, ormai rassicurato sull’eccezionalità dell’impresa, per scatenarsi alla fine in un entusiastico applauso.

“Don Chisciotte” di Minkus (Scala,2014) in ricordo di Rudolf Nureyev su Rai 5

marzo 17, 2018
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Rudolf Nureyev ©E.Piccagliani

80 anni fa, il 17 marzo 1938, nasceva Rudolf Nureyev. Per ricordarlo Rai 5 trasmetterà alle 19:15 una sua coreografia: il “Don Chisciotte” di Ludwig Minkus andato in scena alla Scala nel 2014 e trasmesso in differita dalla stessa rete il 2 ottobre 2014.

locandina

Lo segnalai allora e rimando al post:

https://musicofilia.wordpress.com/2014/10/02/don-chisciotte-di-minkus-dalla-scala-su-rai-5/

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Scena di insieme ©Brescia e Amisano

Concerto OSN Rai in diretta/differita su Rai 5

febbraio 22, 2018
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Hartmut Haenchen

Stasera alle 21:15 su Rai 5 andrà in onda in diretta/differita l’11° concerto della Stagione OSN Rai. Sul podio Hartmut Haenchen, solista Michelle Breedt. In programma musiche di Mahler (Blumine e Kindertotenlieder) e Beethoven (Quinta Sinfonia). Salvo errori è la seconda volta che un concerto di questa Stagione sinfonica è trasmesso in diretta/differita su Rai 5 (il primo fu il concerto inaugurale a ottobre). In altre parole quella che dovrebbe essere una prassi corrente diviene quasi un evento da segnare sul calendario.

Il commento sulla serata dal vivo:
https://musicofilia.wordpress.com/2018/02/24/mahler-e-beethoven-alla-osn-rai-con-hartmut-haenchen-e-michelle-breedt/

Capodanno musicale … in tv

dicembre 30, 2017

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Dedicato a coloro che saluteranno il nuovo anno con buona musica:

Si parte il 31 dicembre :

  • ore 17:00 su MDR l’immancabile Nona di Beethoven dal Gewandhaus di Lipsia. Quest’anno dirige Alan Gilbert.
  • ore 17:30 su ZDF il Silvesterkonzert dalla Semperoper di Dresda diretto come al solito da Christian Thielemann e dedicato per lo più all’operetta.
  • ore 17:25 su Arte (francese), ma ore 18:40 su Arte (tedesco) il Silvesterkonzert dei Berliner Philharmoniker dretto da Simon Rattle con Joyce DiDonato: musiche di Dvorak, R.Strauss, Bernstein, Shostakovich.
  • ore 21:15 su Rai 5 Lo Schiaccianoci di Ciaikovskij registrato nel 2012 alla Fenice di Venezia.

Giorno 1° gennaio:

  • ore 11:15 su ZDF o su ORF2 in diretta o in differita alle 13:40 su Rai 2 o alle 21:15 su Rai 5 il Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker diretto quest’anno da Riccardo Muti.
  • ore 12:20 su Rai 1 in diretta o alle 18:20 in differita su Rai 5 la seconda parte del Concerto di Capodanno dalla Fenice di Venezia quest’anno diretto da Myung-Whun Chung con Maria Agresta e Michael Fabiano. Il concerto in versione integrale sarà trasmesso da Rai 5 il 10 febbraio alle 8:15 e alle 18:45.

A tutti buona fine e miglior principio!!!!