Posts Tagged ‘Un ballo in maschera’

“Un ballo in maschera” di Verdi su Rai 5

febbraio 10, 2018

Domani su Rai 5 sarà replicato Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi in una edizione andata in scena alla Scala nel 2001. Direttore Riccardo Muti, regista Liliana Cavani.  Nel cast Salvatore Licitra, Maria Guleghina, Bruno Caproni, Mariana Pentcheva, Ofelia Sala nei ruoli principali. La segnalai a suo tempo:

https://musicofilia.wordpress.com/2016/01/02/un-ballo-in-maschera-di-verdi-scala2001-su-rai-5/

 

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UN BALLO IN MASCHERA di Verdi (Scala,2001) su Rai 5

gennaio 2, 2016
locandina

Locandina

Domani andrà in onda su Rai 5  Un ballo in maschera di Verdi registrato alla Scala il 15 maggio 2001. Spettacolo con la regia di Liliana Cavani e la direzione di Riccardo Muti. Nel cast Salvatore Licitra, Maria Guleghina, Bruno Caproni, Mariana Pentcheva, Ofelia Sala nei ruoli principali.

Salvatore Licitra ne Il Ballo in Maschera © A.Tamoni

Salvatore Licitra ne Il Ballo in Maschera © A.Tamoni

Alla prima rappresentazione ci fu qualche dissenso, come risulta dalla recensione del compianto Sergio Sablich:

http://www.giornaledellamusica.it/rol/?id=754

e dalla cronaca di Laura Dubini:

http://archiviostorico.corriere.it/2001/maggio/14/Scala_festa_per_Muti_Cavani_co_0_0105148643.shtml

Maria Guleghina © A. Tamoni

Maria Guleghina © A. Tamoni

Lo stesso anche nella recensione di Paolo Gallarati su La Stampa, che riporto.

«Un ballo in maschera» torna alla Scala dopo quattordici anni: una lunga assenza per la più mozartiana delle opere di Verdi, dove non solo la scena del ballo è chiaramente modellata sul finale primo del «Don Giovanni», ma l’elemento mozartiano è presente nella misura i cui il sorriso, la grazia, l’ironia, accompagnano la passione e volteggiano sui presagi di morte. Tocca al direttore, prima di tutti, amalgamare questi elementi, e far sì che la grande partitura possa irradiare la molteplicità dei suoi significati.
L’impresa, come noto, è assai difficile, ma Riccardo Muti ha dato qui un’altra delle sue prove di lettura penetrante e squisita sensibilità nel tradurre le indicazioni di Verdi. Sin dal preludio, l’orchestra ha suonato con energia, precisione, ma senza rigidezze, con un fraseggio elastico e sonorità corpose, trasparenti. Nel «Ballo», i contrasti nettissimi di «Rigoletto» «Trovatore» e «Traviata» vengono ammorbiditi in un gioco di sfumature: ecco quindi Muti avvolgere la passione infelice di Amelia e Riccardo in sonorità vaporose, caldi efflussi di violoncelli, accompagnamenti soffici e cullanti, ed improvvisamente lasciare che su questo velluto brillino, come perle, i ritmi delle danze, gli scatti ritmici di quella mondanità che circonda la corte dell’infelice governatore di Boston, e dà ai suoi modi un’elegante sprezzatura, riflessa nei guizzi del paggio Oscar. Tutto scintilla, dunque, in un gioco di riflessi, ma senza sfacciataggine, come talvolta, purtroppo, accade: basta sentire con quale luminosità l’ottavino sottolinea i gorgheggi del paggio, o come viene reso il ritmo della mazurca di morte, con la seconda nota della cellula ritmica lievemente più tenuta del solito, il che l’ammorbidisce, togliendole ogni secchezza, e riempie la favolosa scena con un senso di mistero.
I cantanti si sono prodigati con alterni risultati per entrare nella visione così complessa e articolata di Muti. Salvatore Licitra è un buon tenore, canta con dizione chiarissima, ed è vocalmente efficace. Gli manca un poco l’eleganza e la sprezzatura del personaggio, lo slancio della giovinezza sognante e generosa. Maria Guleghina riesce piuttosto bene nei momenti lirici che costellano il duetto del secondo atto, e nell’aria del terzo, quando Amelia chiede al marito, deciso ad ucciderla, di poter riabbracciare ancora una volta il figlio: melodia intrisa di pianto e di dolore, cantata con vera intensità nell’atmosfera raggelante del teatro. I loggionisti, infatti, erano furibondi, non tanto perché la Guleghina tratteggia un personaggio un poco generico, ma per alcuni acuti mal piazzati: così, alla fine dello spettacolo, hanno contestato vivacemente non solo lei, ma tutti i cantanti, con reazioni decisamente sproporzionate ai supposti misfatti e poco realistiche, visti i tempi che corrono. Il personaggio di Renato è stato sdoppiato tra due interpreti: Ambrogio Maestri non stava bene e si è fato sostituire da Bruno Caproni nel terzo atto. La sua esecuzione dell’aria «Eri tu» è stata vocalmente pulita e attendibile dal punto di vista espressivo, ma non è riuscita a smontare il broncio perdurante del loggione.
La più brava è parsa Ofelia Sala nella parte del paggio Oscar, resa con una vocina trillante e agile, di timbro gradevole; buona, seppure di peso piuttosto leggero, Mariana Pentcheva come Ulrica. La regia di Liliana Cavani, con scene monumentali in stile neoclassico-coloniale di Dante Ferretti e costumi di Gabriella Pescucci, ha servito l’azione con discrezione, belle luci e movimenti garbati: una regia un poco prevedibile ma posta gradevolmente al servizio della musica. Alla fine, come s’è detto il pubblico si è diviso tra applausi e dissensi altrettanto convinti. © La Stampa / P. Gallarati
Scena ultimo atto © A.Tamoni

Scena ultimo atto © A.Tamoni

UN BALLO IN MASCHERA di Verdi dal Regio di Torino su Rai 5

giugno 19, 2012

Il ballo del III atto ©Teatro Regio Torino

Col dovuto anticipo, in modo da programmare visione o videoregistrazione, segnalo che Giovedì 21 giugno alle 21:15 su Rai 5 sarà trasmesso in lieve differita dal Teatro Regio di Torino Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo è una riproposta di quello andato in scena nel giugno 2004 (allora con Vincenzo La Scola, Sylvie Valayre, Ambrogio Maestri, direttore Carlo Rizzi) con la regia di Lorenzo Mariani. Dirige Renato Palumbo. Nei ruoli principali: Gregory Kunde, Oksana Dyka, Marianne Cornetti (che nel 2004 era nel secondo cast), Gabriele Viviani, Serena Gamberoni.

Gregory Kunde e Oksana Dyka nel duetto del secondo atto ©Teatro Regio Torino

Per alcune informazioni sullo spettacolo rimando a quanto scritto su Sistema Musica:

http://www.comune.torino.it/sfogliato/sistemamusica/2012/giugno_luglio/index.html?pageNumber=23

Marianne Cornetti nella seconda scena del primo atto ©Teatro Regio Torino

Nell’attesa propongo la bella recensione di Giancarlo Landini su Operaclick:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-un-ballo-maschera

Scena dal terzo atto dell’opera ©Teatro Regio Torino

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La rituale “necessità” in uso nei teatri lirici di postdatare di almeno un secolo l’opera in scena ci porta negli USA del Novecento (anni 40) poiché  al Regista il Ballo in maschera ha subito fatto venire in mente il noir del cinema americano dell’epoca e in modo particolare il cinema di Hitchcock (così in un’intervista teletrasmessa prima dello spettacolo). Mah, saranno almeno 50 anni che conosco quest’opera e altrettanti che conosco il cinema hitchcockiano, però questa associazione, per miei limiti, non l’avevo mai fatta. Al limite gli unici collegamenti potrebbero essere alcuni elementi di sophisticated comedy reperibili nei film del grande Maestro che ben potrebbero inserirsi in quella che sicuramente è l’opera più polivalente di Verdi. Triangolo amoroso o quadrilatero? L’amore di Riccardo per Amelia (mai consumato!) non maschera forse altro? Quante volte ci si “maschera”…: un ruolo è già en travesti, ci si traveste per andar da Ulrica, Amelia nell’orrido campo è “velata” per celare la propria identità,  il ballo non può che essere in maschera…..

Saper vorreste
Di che si veste,
Quando l’è cosa
Ch’ei vuol nascosa.
Oscar lo sa,
Ma nol dirà…
Tra là là là là…

Canta Oscar maliziosamente…..

Chissà Tcherniakov che cosa riuscirebbe a fare! 😉

Scena dal secondo atto ©Teatro Regio Torino

Tra i cantanti: un bravissimo! a Serena Gamberoni, impareggiabile Oscar, sia vocalmente che scenicamente, un bravo! a tutti gli altri.

UN BALLO IN MASCHERA diretto da Muti su Rai 5

marzo 27, 2011

Attualmente in onda, iniziata in notevole anticipo rispetto a quanto segnalato sulla guida programmi on line, l’edizione scaligera de Un ballo in maschera con la regia di Liliana Cavani e la direzione di Riccardo Muti. È del 2001: protagonisti Salvatore Licitra, Maria Guleghina, Bruno Caproni. Edizione conosciuta e presente sul web in VOD. Un articolo del Corriere dopo la prima.

(clickando sui caratteri azzurri ci si collega direttamente)

Forse replica sabato notte (il pomeriggio di venerdì non più).  Altri pochi titoli e il ciclo verdiano necessariamente volgerà al termine: terminerà anche la programmazione di opere su Rai 5? È legittimo sospettarlo e temerlo vista la drastica riduzione dei concerti sinfonici (da 7 a 1 per settimana), la soppressione della replica dell’opera al venerdì pomeriggio. Staremo a vedere….

UN BALLO IN MASCHERA di Verdi al Teatro Superga

gennaio 25, 2011

In costante ascesa qualitativa la decima stagione lirica del Teatro Superga di Nichelino. La collaborazione con la Compagnia Latina Opera Lirica ha dato tre risultati eccellenti e si spera continui nel tempo. La formula è vincente: cast più o meno stabili con cantanti che hanno imparato a interagire e collaborare tra loro con un perfetto gioco di squadra, un regista (Sandro Santillo) di cui è doveroso lodare il buon gusto e lo scrupolo nel rendere al massimo le indicazioni dell’Autore e la grande capacità di far fluire lo spettacolo senza intoppi, stessa orchestra (l’ottima Filarmonica del Piemonte) affidata alla guida di esperti professionisti del podio, un grande  coro (il Coro Lirico del Piemonte diretto dalla bravissima Sonia Franzese): risultati entusiasmanti con pubblico in standing ovation. Dopo Rigoletto e Barbiere ecco Un ballo in maschera. Nuovamente lo splendido Sergio Bologna, protagonista nelle precedenti opere, nella parte di Renato con un Eri tu da antologia (tanto per citare il pezzo forte), ma perfetto in tutta l’opera. Al suo fianco Ignacio Encinas, già applaudito Duca nel Rigoletto, come Riccardo: protagonista amoroso, generoso anche vocalmente, insomma di quei tenori che non si risparmiano e danno al pubblico ciò che si aspetta da loro. La serata però riservava la sorpresa di una Amelia d’eccezione: Olga Romanko.

Olga Romanko

Soprano di grande temperamento, in cui la bellezza della voce gareggia con la bellezza soggiogante della persona: una Amelia che ha saputo emozionare sia nel duetto del secondo atto e ancora di più nell’aria del terzo. Nella parte di Ulrica Ambra Vespasiani, una delle voci mezzosopranili più belle e amate: un vero privilegio averla a Nichelino. Il soprano Giada Lee ha interpretato efficacemente la parte di Oscar. Alessandro Reschitz (Silvano), Riccardo Matiotto (Samuel), Marco Sportelli (Tom) completavano il cast. A dirigere Nicola Colabianchi che ha dato i giusti tempi e la giusta sonorità all’orchestra, non coprendo mai le voci. L’opera è stata preceduta dall’esecuzione dell’Inno di Mameli: una bella idea per iniziare i festeggiamenti del 150enario.