Posts Tagged ‘Verdi’

Rigoletto … Don Carlos

marzo 11, 2019

Buon compleanno a due titoli verdiani: Rigoletto (Venezia, 11 marzo 1851) e Don Carlos (Parigi, 11 marzo 1867).

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SIMON BOCCANEGRA di Verdi in streaming dal Carlo Felice di Genova

febbraio 15, 2019

Stasera grande dilemma: Simone o Lucia? Come ha segnalato Pramzan dal Carlo Felice di Genova alle 20:00 diretta streaming del Simon Boccanegra.

http://www.streamingcarlofelice.com

Direttore d’Orchestra, Andriy Yurkevych
Regia e scene, Andrea De Rosa
regia ripresa da Luca Baracchini
Costumi, Alessandro Lai
Light e video designer, Pasquale Mari
Allestimento Teatro Mariinskij di San Pietroburgo

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro, Francesco Aliberti

Personaggi e interpreti principali

Simon Boccanegra, Ludovic Tézier
Jacopo Fiesco, Giorgio Giuseppini
Amelia Grimaldi, Vittoria Yeo
Gabriele Adorno, Francesco Meli
Paolo Albiani, Leon Kim
Pietro, Luciano Leoni
Un’ancella di Amelia, Simona Marcello
Fantasma di Maria, Luisa Baldinetti

RIGOLETTO al Teatro Regio di Torino

febbraio 13, 2019

rigoletto

Coproduzione del Regio con il Massimo di Palermo, dove inaugurò la Stagione, con la Shaanxi Opera House e l’Opera di Liegi, giunge a Torino il Rigoletto firmato John Turturro, forse lo spettacolo più atteso dal pubblico, soprattutto per il nome del Regista. La formula di affidare a registi di cinema regie d’opera risulta vincente in quanto ad appeal sul grande pubblico. Che poi i filmmaker siano grandi registi d’opera è tutt’altro discorso. In genere si mantengono prudenti nelle scelte, non stravolgono l’intreccio, producono uno spettacolo “tradizionale”. Così fa anche Turturro, che è alla sua prima regia d’opera. Sposta la vicenda nel Settecento (cosa che si nota nelle scene a corte, ma non nelle altre), poche altre piccole “libertà” come la presenza di Maddalena nel duetto Rigoletto-Sparafucile nel primo atto, Gilda che anziché dal sacco duetta nel finale a mo’ di apparizione, una coreografia di figure nerovestite, simbolo di morte, nella scena della tempesta, poi tutto secondo tradizione. Lo spettacolo non è una sorpresa in quanto già visto in tv e in rete, però in teatro rende molto meglio. Fondato soprattutto su un sapientissimo uso delle luci, curate da Alessandro Carletti, le quali ricreano atmosfere plumbee con una nebbia quasi onnipresente, epifanie del male cui solo Gilda rimane estranea e vittima. È abbastanza evidente l’uomo di cinema in questo spettacolo in cui luce e inquadratura prevalgono sul resto. La recita cui ho assistito vedeva in scena il secondo cast. Eccellente per dirla in breve. Amartuvshin Enkhbat è un protagonista straordinario per voce, tecnica di canto e interpretazione. Questo baritono trentatreenne proveniente dalla Mongolia è un vero fenomeno. Un “Pari siamo” e un “Cortigiani vil razza…” da antologia. Non da meno Gilda Fiume nel ruolo di Gilda. Perfetta in “Caro nome” (forse la più bella da me ascoltata dal vivo), commovente nei duetti con Rigoletto. Grandissimo soprano. Iván Ayon Rivas è un Duca di bella voce che ha saputo valorizzare nelle arie e nei duetti.

Rivas Fiume

Ayon Rivas e Gilda Fiume nel duetto del primo atto ©E.Piva/TRT

Romano Dal Zovo è un ottimo Sparafucile. Carmen Topciu una efficace Maddalena.

scena terzo atto

Rivas, Topciu, Dal Zovo, Fiume e Enkhbat in “Bella figlia…” ©E.Piva/TRT

Notevoli tutti i comprimari, ottimo come sempre il Coro. A me la direzione di Renato Palumbo è piaciuta. Molto varia nell’agogica, funzionale al canto. Ben equilibrato il rapporto buca/palcoscenico. Ho letto altrove che l’orchestra copriva spesso le voci: nella recita cui ho assistito ciò non è mai successo.

 

“Giovanna d’Arco” di Verdi (Milano,2015) su Rai 5

febbraio 2, 2019

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Su Rai 5 inizia da domani un ciclo di opere dirette da Riccardo Chailly al Teatro alla Scala. Si parte con Giovanna d’Arco che inaugurò la Stagione 2015/16. 

locandina

Le opere saranno precedute dalle lezioni introduttive tenute dal Maestro ai giovani universitari.

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Francesco Meli e Anna Netrebko ©Brescia & Amisano

L’opera fu trasmessa in diretta tv e rimando a ciò che scrissi allora:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/12/08/giovanna-darco-inaugura-con-successo-la-stagione-alla-scala/

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Scena di insieme ©Brescia & Amisano

Seguiranno nel corso del mese La Fanciulla del West, Don Pasquale, Andrea Chénier. 

LA TRAVIATA al Regio di Torino

dicembre 21, 2018

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“La Traviata degli specchi” approda al Regio di Torino ed è grande successo, almeno di pubblico. È chiamato così l’allestimento ideato da Josef Svoboda più di un quarto di secolo fa per lo Sferisterio di Macerata, riproposto ivi varie volte e rappresentato in molti teatri sempre con consensi pressoché unanimi. Un’idea geniale sta alla base dello spettacolo: uno specchio inclinato di circa 50° riflette il pavimento della scena con tappeti dipinti e i personaggi. L’effetto è di grande impatto, al di là dei significati che si possono attribuire allo “specchio”. Nel finale dell’opera lo specchio si alza e mostra alla morte di Violetta anche il pubblico in sala.

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Un colpo di genio indubbiamente. La regia dello spettacolo è stata e rimane affidata a Henning Brockhaus. Non sempre mi convincono alcune scelte come quella dei danzatori durante il primo duetto Violetta/Alfredo che toglie intimità alla scena. Non mi è neppure parsa tanto curata la “regia” dei cantanti che più di una volta mi sono sembrati abbandonati alla loro capacità personale di stare in scena (mi riferisco al II cast). Anche Brockhaus cede alla tentazione di non lasciare dubbi sulla condotta morale dei personaggi (anche il pubblico più sprovveduto sa che a quelle feste i convitati non andavano certo per recitare il rosario) con qualche immagine di dubbio gusto. Comunque lo spettacolo tiene bene e piace al pubblico.

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Lo spettacolo cui ho assistito vedeva in scena il secondo cast con Irina Dubrovskaya nel ruolo di Violetta, Giulio Pelligra in quello di Alfredo, Damiano Salerno in quello di Germont padre. 

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Irina Dubrovskaya nel ruolo di Violetta a Lecce lo scorso anno

Un vero peccato che una indisposizione, nonostante la quale ha cantato lo stesso, abbia in parte compromesso la performance della Dubrovskaya. Il soprano siberiano ha affrontato ripetutamente questo ruolo con successo in vari teatri tra cui la Fenice di Venezia (dove lo ripeterà il prossimo marzo) e ha una presenza scenica notevole favorita anche dalla innegabile bellezza. Il pubblico torinese le ha tributato una lunghissima ovazione finale.

Irina a Brindisi

La Dubrovskaya (Violetta a Brindisi)

Se Violetta giunge dalla fredda e lontana Siberia, i Germont figlio e padre giungono invece dalla calda Sicilia. Giulio Pelligra, catanese, ha bella voce e ha il ruolo di Alfredo in repertorio (lo ha cantato la scorsa estate a Roma) e conferma le sue notevoli doti canore.

GP

Giulio Pelligra a terra con la Dubrovskaya in Traviata al Regio

Damiano Salerno, siracusano, ha una voce di colore chiaro ed è riuscito a rendere Germont padre un po’ meno antipatico del solito. Notevoli tutti i comprimari, ottimo il coro. Ho lasciato per ultimo il direttore Donato Renzetti, che ha dato una lettura intimista dell’opera. Ha creato un magico equilibrio tra buca e palcoscenico non coprendo mai le voci dei cantanti. Sembrerebbe una cosa ovvia, ma a riuscirci non sono poi in molti. Teatro tutto esaurito anche in recita fuori abbonamento, pubblico entusiasta.