Posts Tagged ‘Wagner’

SIEGFRIED (Scala,2012) su Rai 5

novembre 18, 2017

locandina

Proseguono su Rai 5 le repliche del Ring diretto da Barenboim con la regia di Guy Cassiers. Domani Siegfried.

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Peter Bronder e Lance Ryan nel I atto © Brescia e Amisano

Fu tramesso in diretta nell’ottobre 2012:

https://musicofilia.wordpress.com/2012/10/24/siegfried-in-diretta-dalla-scala-su-rai-5/

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Nina Stemme e Lance Ryan nel III Atto © Brescia e Amisano

Recensioni:

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-siegfried

http://www.gbopera.it/2012/11/milano-teatro-alla-scala-siegfried/

duetto

Nina Stemme e Lance Ryan nel duetto © Brescia e Amisano

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“Die Walküre” su Rai 5

novembre 11, 2017

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Domani prosegue su Rai 5 la riproposta del Ring diretto da Barenboim con la regia di Guy Cassiers.

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Waltraud Meier e Simon O’Neill ©Brescia e Amisano

Prima giornata: Die Walküre. Questa Walküre segnò il ritorno alla diretta dalla Scala sulle reti Rai. Poiché con questo Ring Rai Cultura vuole omaggiare Barenboim che tra pochi giorni festeggia i suoi 75 anni, ma anche celebrare (forse il termine è un po’ esagerato) i 40 anni di collaborazione tra Rai tv e La Scala andrebbero ricordate alcune cose.

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Vitalij Kowaliov e Ekaterina Gubanova © Brescia e Amisano

Tutto ebbe inizio il 7 dicembre 1976: Otello di Verdi, regia di Zeffirelli e direzione di Carlos Kleiber. I miei coetanei ricordano sicuramente l’evento di quella prima diretta tv dalla Scala. Si proseguì, anche se il S.Ambrogio talvolta venne differito per varie cause, fino a quando l’opera venne esiliata dalle reti Rai. Un direttore Rai ebbe il coraggio di riproporla con il Macbeth nel 1997, vi fu una vera e propria rivolta dei giornalisti del TG1 per lo slittamento orario della testata, così il rapporto si interruppe fino al 2010 con la nascita di Rai 5.

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Nina Stemme e Vitalij Kowaliov © Brescia e Amisano

Insomma ci sarebbe poco da celebrare, piuttosto sarebbe ora che in Rai recitassero un mea culpa: forse fanno finta di non ricordare che le dirette dalla Scala erano trasmesse su Sky e su Arte fino al 2009 e venivano differite su Rai 3 in pieno agosto.

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La cavalcata delle Walkirie ©Brescia e Amisano

Comunque si spera che l’impegno di Rai Cultura continui anche a favore della musica classica.

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Kowaliov e la Stemme ©Brescia e Amisano

Poiché è una plurireplica rimando a uno dei post scritti in precedenza:

https://musicofilia.wordpress.com/2012/10/13/die-walkure-di-wagner-scala2010-su-rai-5/

“Das Rheingold” (Milano, 2010) su Rai 5

novembre 4, 2017

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Domani con la replica di Das Rheingold Rai 5 rende omaggio a Barenboim che il 15 novembre raggiungerà il traguardo dei 75 anni. Nel corso del mese sarà trasmesso tutto il Ring. Qualche recensione dello spettacolo:

http://www.operaclick.com/node/2406

http://drammaturgia.fupress.net/recensioni/recensione1.php?id=4587

http://www.musicalcriticism.com/opera/scala-rheingold-0510.shtml

Una recensione del video:

http://www.classical.net/music/recs/reviews/a/arh08090blua.php

TRISTAN UND ISOLDE al Teatro Regio di Torino

ottobre 16, 2017

Dopo dieci anni torna al Regio di Torino il Tristan un Isolde di Richard Wagner, con un allestimento firmato Claus Guth e ideato per l’Opernhaus di Zurigo, dove fu rappresentato nel 2008 e nel 2015. Guth, spinto forse dal fatto che Zurigo è il luogo dove ebbe origine il Tristano, ambienta l’opera in un ambiente borghese di metà Ottocento che potrebbe corrispondere al Villa Wesendonck nei pressi di Zurigo, dove Wagner era ospitato da Otto Wesendonck, ricco uomo d’affari suo ammiratore.

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Villa Wesendonck nel 1857, epoca della composizione dell’opera

Come è noto, Wagner conosciuta Mathilde Wesendonck se ne innamorò follemente e travolto dalla passione interruppe la composizione del Siegfried per comporre il Tristan und Isolde.

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Mathilde Wesendonck

Molti biografi pretendono che i due non “consumarono” (chissà perché l’idealizzazione dei grandi debba comportare sempre la loro castità….): poco importa, in realtà la passione fu immensa, ma Minna, moglie del Maestro, intercettò delle lettere che mostrò a Otto, fu scandalo e la storia purtroppo finì. Insomma un triangolo, anzi quadrilatero, come tanti in questo mondo. Guth finisce con l’identificare Tristan con Richard e Isolde con Mathilde, ovviamente Otto diventa Re Marke, Brangäne è lo sdoppiamento di Isolde/Mathilde e Kurwenal, forse, lo sdoppiamento di Tristan/Richard: il tutto in ambiente borghese.

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Inizio dell’opera con Isolde sul letto e Brangaene alla finestra © Ramella e Giannese

Ovviamente niente mare, niente nave, niente marinai…. : una piattaforma girevole cambia continuamente gli ambienti in cui si sviluppa l'”azione”.

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Isolde e Tristan hanno bevuto il filtro © Ramella e Giannese

Questa lettura “borghese” dell’opera funziona? Forse sulla carta sì, sulla scena a mio modestissimo avviso no. Se all’inizio può destare interesse alla lunga (e sono cinque ore con gli intervalli) stanca nella sua incongruenza, soprattutto non desta emozioni. Ridurre il Tristano a una storia di corna potrà forse stimolare molte identificazioni nel pubblico (si spera non in Re Marke), ma finisce con lo svilirlo e non poco.

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Inizio del secondo atto © Ramella e Giannese

Se alcuni momenti sono riusciti, altri sono quanto meno imbarazzanti: Isolde che spegne la luce di casa (invece che la fiaccola), il duello con i coltelli da tavola tra Tristan e Melot, Tristan che muore sulla tavola da pranzo….

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Verso il finale: arriva Isolde… © Ramella e Giannese

Insomma quanto è bello il Tristano così come lo concepì l’Autore, che cosa deprimente può divenire in mano a registi che pretendono di saperne più di lui. E aggiungerei, come era bello quel Tristano di dieci anni fa che fece torcere il naso a chi non ama gli allestimenti che poco si discostano dal libretto, ma che piacque tanto a me al punto che tornai a vederlo dopo pochi giorni.

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D’accordo, non fa discutere, però…..

Venendo alla parte musicale, inizierei dalla direzione di Gianandrea Noseda. È la prima volta che si accosta al Tristano e lo ha fatto con estremo scrupolo, studiando per mesi la partitura. I risultati hanno premiato tanto impegno. Una bella direzione: forse i  tempi erano spesso veloci, come nell’abitudine del Maestro, ma la concertazione era puntuale e per essere una “prima volta” la lode è meritata. Peter Seiffert, su cui avevo letto riserve alla prima rappresentazione, è stato un ottimo Tristan, sì certo, senile e appesantito dal fisico, ma sfido a trovare oggi un Tristan migliore di lui. Mi ha convinto meno Ricarda Merbeth (Isolde), spesso in difficoltà e forse non aiutata dai tempi di Noseda. Di buon livello la Brangäne di Michelle Breedt. Ottimi Martin Gantner (Kurvenal) e Steven Humes (Marke). Eccellenti i comprimari.

Termino con una nota autobiografica: a datare del 1971 ho visto tutti i Tristano dati al Regio. Nel 1971 ancora al Teatro Nuovo con Ernst Kozub e Ingrid Biøner, diretto da Georg Alexander Albrecht (il papà di Marc Albrecht). Nel 1976 diretto da Peter Maag, con Richard Cassilly, Anna Green, Simon Estes, Siegmund Nimssgern, Beverly Wolff, le scene e i costumi erano di Alberto Burri. Nel 2007 con John Treleaven, Eva Johansson, Kurt Rydl, Albert Dohmen, Lioba Braun, direttore Stefan Anton Reck, regista Stephen Pickover. Ieri questo di cui sopra. Anche se affidarsi alla memoria è sempre un azzardo il migliore direi che fu quello del 1976, se non altro per la direzione del compianto Peter Maag, il peggiore quello adesso in scena, non per la parte musicale, ma per l’allestimento.

LOHENGRIN di Wagner (Scala,2012) su Rai 5

settembre 2, 2017

Domani sarà replicato Il Lohengrin  che inaugurò la Stagione 2012/13 del Teatro alla Scala. Fu trasmesso in diretta:

https://musicofilia.wordpress.com/2012/12/05/lohengrin-di-wagner-teatro-alla-scala-in-diretta-tv-e-non-solo/