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“Zelmira” di Rossini su Rai 5

agosto 26, 2017

Domani su Rai 5 Zelmira di Rossini, come nel 2015 c’è confusione sulla edizione da trasmettere. Rimando al post di allora:

https://musicofilia.wordpress.com/2015/11/14/zelmira-di-rossini-su-rai-5/

 

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ZELMIRA di Rossini su Rai 5

novembre 14, 2015

Domani, 15 novembre 2015, su Rai 5 andrà in onda Zelmira di Gioachino Rossini. In quale edizione? Il sito ufficiale della rete continua a nascondere i dati come se fossero pudende, sono ricomparse indicazioni su siti non ufficiali:

http://guidatv.quotidiano.net/zelmira/15-11-2015/rai_5/6773822/

Ho riportato queste (le altre si equivalgono): a prima vista si direbbe l’edizione del ROF 2009, ma….. alcuni dati mi disorientano. Insomma dell’edizione 2009 rimarrebbe il direttore, Roberto Abbado, il luogo però mi pare che non fosse il Teatro Rossini, ma l’Adriatic Arena, poi il regista non era Livermore, ma Giorgio Barberio Corsetti. Il cast poi non corrisponde affatto. E allora? l’edizione precedente vedeva Norrington sul podio… Boh? Insomma il Totolirica continua… Smiley Domani la soluzione.

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Scena dall’opera

Soluzione: ovviamente è l’edizione ROF 2009. Da segnalare che le indicazioni errate erano di origine Rai, difatti sono anche nelle info presenti sulla trasmissione. Non riesco a capirne la ragione. Comunque ecco il cast: Alex Esposito, Kate Aldrich, Gregory Kunde, Juan Diego Florez, Marianna Pizzolato, Mirco Palazzi, Francisco Brito, Savio Sperandio. Direttore Roberto Abbado. Regista Giorgio Barberio Corsetti. Ecco la recensione di Paolo Gallarati su La Stampa del 12 agosto 2009:

“Vienna, aprile 1822. Rossini porta la sua Zelmira, rappresentata a Napoli il mese prima ed è un trionfo. L’opera è aspra, severa, inserita sulla linea di Ermione. Le melodie sono quasi sempre spezzate, i vocalizzi articolati in dentellature taglienti; le forme tendono ad aprirsi per seguire l’andamento degli affetti e, soprattutto, i recitativi scavano nelle situazioni con un’originalità strumentale e una forza declamatoria notate con stupore dai contemporanei. Nell’insieme, il colorito è cupo, talvolta perfino violento cosicché, a seconda dell’esecuzione, questa strana Zelmira può apparire arida, oppure piena di eccitazione febbrile.
Questa era l’impressione avuta dopo la prima, folgorante esecuzione pesarese, nel 95. Quella che domenica ha inaugurato il Rossini Opera Festival, all’Adriatic Arena, ne ha, in parte, rinnovato il ricordo, grazie alla presenza del tenore Juan Diego Flórez, voce gelida e penetrante, l’ideale per questo repertorio e per il personaggio del guerriero Ilo, sempre in bilico tra espressione drammatica e voli nei più spericolati gorgheggi. Flórez piazza senza sforzo note acutissime, lasciando capire che potrebbe volteggiare liberamente ancora più su, ma nello stesso tempo scolpisce le parole in modo che non se ne perda una. Ne deriva un magnetismo scenico che rende interessanti anche le pagine povere di melodia. Gli altri cantanti non hanno lo stesso potere attrattivo, a parte Marianna Pizzolato, che ha incantato nell’aria di Emma, «Ciel pietoso, ciel clemente», dolcissima preghiera accompagnata dall’arpa come l’aria di Zelmira «Perché mi guardi», altra gemma dell’opera: e Kate Aldrich l’ha cantata con stile e molta commozione. Curiosamente, in questo dramma guerresco le parti più belle sono riservate ai rapporti familiari, giocati tra Ilo, Zelmira e suo padre, lo spodestato re Polidoro, ben cantato da Alex Esposito. Alla voce del tenore Gregory Kunde, un veterano del canto rossiniano, era affidato il violento usurpatore Antenore: parte difficilissima, superata con onore.
Su tutto ha governato la bacchetta di Roberto Abbado: direzione finissima, agile, precisa, piena di vivacità e di morbidezza e capace di trascinare tutti verso il trionfo finale. Non così per lo spettacolo, sonoramente contestato, di Giorgio Barberio Corsetti. L’alta tecnologia ha effetti notevoli: un grande specchio flessibile, ossia soggetto a ondulazioni che muovono le immagini, riflette sullo sfondo ora l’orchestra e il direttore, ora varie figure, viste in vertiginose prospettive dall’alto. Ma a tanta bravura illusionistica, dovuta a Gianluca Cappelletti, non corrispondono soluzioni utili per l’azione; i militari che strisciano nella sabbia, o i corpi sanguinanti che si contorcono, distraggono dalla musica; i costumi moderni dei parà, con elmetto e mitra, visti mille volte, oppure dei sacerdoti, vestiti da preti greco-ortodossi o, ancora, dei notabili in doppio petto, finiscono per apparire involontariamente ridicoli. Movimentare l’opera seria rossiniana, eminentemente statica, è cosa notoriamente difficilissima; ma rinunciare alla bellezza (Pizzi) o all’ironia (Ronconi) impone di scegliere una terza via, che Barberio Corsetti sembra individuare nel virtuosismo tecnologico e multimediale, certamente pieno di possibilità, ma ancora da chiarire nei mezzi e nei fini.” © La Stampa/Paolo Gallarati

Segnalo poi la recensione di Renato Verga, riferita al video in visione in tv attualmente:

http://operaincasa.com/2014/06/04/zelmira/