Iván Fischer e la Budapest Festival Orchestra inaugurano a Torino MITO Settembre Musica 2014

La Budapest Festival Orchestra

La Budapest Festival Orchestra

La Budapest Festival Orchestra (Budapesti Fesztiválzenekar) e il suo fondatore e direttore Iván Fischer sono una presenza abituale a MiTo Settembre Musica (già lo scorso anno tennero un concerto e il prossimo è già annunciata una Settima di Mahler): un privilegio, giacché si tratta di una delle migliori orchestre del mondo, superiore (anche a mio modestissimo avviso) di molte spanne ad altre forse di maggiore presa mediatica. Basta ascoltare il suono degli archi (meraviglioso, indescrivibile a parole), la fusione perfetta delle varie sezioni, l’equilibrio sonoro: merito, certo, della attività costante nei 30 anni di attività del Direttore che è divenuto una delle bacchette più prestigiose di oggi.

Iván Fischer

Iván Fischer

Ieri sera ha inaugurato al Regio di Torino il MITO Settembre Musica con un programma che a prima vista appare come una compilation, come quelle che gli automobilisti amano ascoltare durante i loro percorsi in quanto poco impegnative.

Brani di breve durata, a parte l’Incompiuta di Schubert che comunque è tra le sinfonie una delle più brevi, legate forse dall’essere espressione di quel mondo musicale dell’Impero Austro Ungarico, che la Grande Guerra, di cui ricorre il centenario e che in parte è filo conduttore del Festival di quest’anno, fece tramontare definitivamente e l’identità dei popoli che lo formavano si affermò in tutta la sua pienezza. Forse significativamente la serata è iniziata con tre Danze Ungheresi di Brahms (che nella orchestrazione di Fischer suonavano però in modo più idiomatico), l’Ungheria vista da Vienna e identificata col mondo tzigano ed è terminata con le Galántai táncok di Kodály (cavallo di battaglia di Fischer e della Orchestra), del 1933, l’Ungheria vista da un Ungherese: insomma tutta un’altra musica… I valzer e le polke degli Strauss inseriti nella seconda parte, che per un po’ hanno evocato il Neujahrkonzert, sono la massima espressione musicale della Vienna asburgica prima del Conflitto che quel mondo spazzerà via. Qualche presagio è insito nei due Lieder mahleriani da Des Knaben Wunderhorn, cantati splendidamente da Roman Trekel, inquietudini sconosciute alle melodie della Vienna danzante.
Iván Fischer

Iván Fischer

Esecuzioni da antologia, in cui Orchestra e Direttore hanno dato il meglio di sé. Per bis un brano di Dvořák, in cui le parti femminili dell’Orchestra si sono esibite vocalmente. Stasera a Milano un programma “più impegnativo” interamente dedicato a Brahms.

Per chi volesse riascoltare qualche brano, come la Danza Ungherese n.14:

http://www.deezer.com/track/64151410

o la Leggenda op.59 n.10 di Dvorák:

http://www.deezer.com/track/66748823

o le Danze di Galánta:

http://www.deezer.com/track/65343079

(L’account per gli ascolti è gratuito)

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