Victor de Sabata 50 years

dicembre 11, 2017

VdS

50 anni fa, l’11 dicembre 1967 moriva a Santa Margherita Ligure Victor de Sabata. Grandissimo, sommo interprete, fra i più grandi in assoluto. Per le note biografiche rimando alla completissima voce della Treccani:

http://www.treccani.it/enciclopedia/victor-de-sabata_(Dizionario-Biografico)/

È un peccato che le testimonianze discografiche, quasi tutte live, non rendano piena giustizia alla sua arte.

Questa sinfonia da I Vespri Siciliani per me ha un valore particolare: fu il primo brano di musica classica che conobbi. Avevo 4 anni e mio Padre aveva comprato il 78 giri, che ancora conservo gelosamente.

La DGG ha pubblicato un album di 4 CD con alcune registrazioni del grande Maestro:

http://www.deutschegrammophon.com/en/cat/4798196

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Fabio Luisi e Alexander Melnikov alla Stagione OSN Rai

dicembre 10, 2017
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Fabio Luisi sul podio della OSN Rai © Più Luce

Fabio Luisi ha finalmente debuttato sul podio della OSN Rai. È quasi incredibile che una delle maggiori orchestre italiane abbia finora ignorato un Direttore di tale statura. Luisi diresse l’Orchestra di Rai Torino nel lontano 1992, un quarto di secolo fa, quando era ancora agli inizi della sua attività e quasi sconosciuto, ma con la OSN, nata nel 1994, è un debutto. Viene in compenso accolto con i dovuti onori: il concerto, oltre i due turni di abbonamento, è stato eseguito a Piacenza e oggi sarà eseguito a Brescia, in più Luisi tornerà a giugno per un concerto rossiniano. Speriamo che sia l’inizio di una lunga collaborazione. Il Maestro ha espresso il suo entusiasmo per l’Orchestra, il pubblico è accorso numerosissimo (sabato il sold out!!!) a dimostrazione che i grandi interpreti esercitano il giusto appeal e non c’è bisogno sempre del  Boléro o della Rapsodie in blue per riempire la sala. Luisi ha proposto lo stesso programma eseguito alla Filarmonica della Scala lo scorso febbraio: due poemi sinfonici di Richard Strauss (Don Juan e Ein Heldenleben), autore di cui è notevole interprete fin da quando era a Dresda. Chi frequenta assiduamente la vita musicale torinese forse ricorderà Luisi a capo della Staatskapelle di Dresda dirigere nel settembre 2007 Ein Heldenleben per MITO Settembre Musica, e nell’ottobre 2013 a capo dell’Orchestra dell’Accademia della Scala dirigere il Don Juan proprio all’Auditorium Toscanini per l’Unione Musicale. Insomma sono una costante nella attività artistica del Direttore e l’esecuzione ascoltata con l’OSN è una delle migliori possibili.

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L’OSN in Vita d’eroe ©Più luce

Pubblico entusiasta e lunghe e meritate ovazioni. Tra i due poemi straussiani il Concerto KV 466 di Mozart con Alexander Melnikov al pianoforte.

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Alexander Melnikov esegue Mozart alla Rai ©Più Luce

A Torino avevamo ascoltato Melnikov poche settimane fa al Lingotto con Kurrentzis e MusicAEtena nel Secondo Concerto di Shostakovich: è stata una fortunata coincidenza poterlo nuovamente applaudire in uno dei capolavori della letteratura concertistica. Agli insistenti applausi ha risposto con breve e quasi telegrafico bis: il Prelude n.3 di Chopin.

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Applausi finali ©Più luce

ANDREA CHÉNIER di Giordano inaugura la Stagione alla Scala

dicembre 9, 2017

Chenier scala

Premetto che ho visto e ascoltato l’opera in diretta tv su Rai 1, per cui ciò che scrivo è condizionato da tale fruizione. La Rai è tornata a trasmettere la prima della Scala sulla rete “ammiraglia”, il che ha il vantaggio di essere vista in tutta Italia (Rai 5 in molte località non si riceve!!!) e comporta lo svantaggio di break pubblicitari etc. La ripresa video è stata a mio parere disastrosa, con momenti imbarazzanti come le riprese dall’alto (che necessità c’era?), la ripresa sul pubblico in sala all’inizio del terzo quadro (boh?), l’immagine di Chailly deformata sullo specchio nel terzo quadro (non si poteva evitare?): peccato davvero perché lo spettacolo di Martone avrebbe meritato miglior servizio. Anche la ripresa audio lasciava a desiderare, ma questa purtroppo è una costante: la Rai ha trascurato la classica per un quarto di secolo (altro che tradizione, come afferma Antonio Di Bella) e adesso che finalmente ha capito l’errore manca di quello standard che altre tv europee hanno raggiunto. A me l’allestimento di Martone è piaciuto: il Regista conosce bene il periodo storico in cui si svolgono i fatti, ha l’intelligenza e l’umiltà  di non pretendere di saperne più di Giordano e Illica, non stravolge nulla; in più agisce in perfetta sintonia con Chailly che ha voluto dare all’opera un flusso continuo senza interruzioni e quindi utilizzando la piattaforma girevole non interrompe l’azione neanche tra un quadro e l’altro (salvo ovviamente tra il secondo e il terzo in cui c’è l’intervallo). Qualcuno ha accusato il Regista di timore, altri di andare dietro all’audience: ma mi domando in un’opera così radicata nel suo tempo come l’Andrea Chénier che tipo di operazione potesse fare senza cadere nel ridicolo e nell’assurdo. La parte musicale mi è parsa di assoluta eccellenza. il merito va tutto a Riccardo Chailly, che quest’opera ama profondamente (e si sente), la considera un capolavoro e la tratta come tale. È riuscito a coinvolgere il Regista e tutto il cast con cui ha svolto un lavoro meticolosissimo, ne è sortita una esecuzione indimenticabile. Mi riferisco non alle singole parti, su cui si potrà ovviamente trovare di meglio soprattutto nel passato remoto, ma all’insieme che ha funzionato alla perfezione. Che bello assistere a un’opera dove non ci sono protagonismi e anche la star della serata si mette alla pari con gli altri (vabbè, uno è suo marito….). Al punto che mi verrebbe da dire che questo non è l’Andrea Chénier della Netrebko, né quello di Martone, né quello di Chailly, né quello di Eyvazov, ma è veramente l’Andrea Chénier di Giordano. Scusate se è poco…

L’AMICO FRITZ di Mascagni (Venezia,2016) su Rai 5

dicembre 9, 2017

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Chi sperava in una differita dell’Andrea Chénier su Rai 5 deve, per il momento, pazientare. Domani andrà in onda L’amico Fritz di Pietro Mascagni in una edizione dello scorso anno andata in scena al Teatro La Fenice di Venezia con la regia di Simona Marchini e la direzione di Fabrizio Maria Carminati. Interpreti principali: Alessandro Scotto di Luzio, Carmela Remigio, Teresa Jervolino, Elia Fabbian.

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Qualche recensione dello spettacolo:

http://www.gbopera.it/2016/06/lamico-fritz-al-teatro-la-fenice-di-venezia/

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/venezia-teatro-la-fenice-lamico-fritz

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Pietro Mascagni

Mi ero illuso che con questa proposta Rai 5 volesse rendere omaggio a Pietro Mascagni, di cui il 7 dicembre ricorre l’anniversario della nascita: invece no, l’omaggio c’è, ma è al Teatro La Fenice e si andrà avanti per tutto il mese (si è iniziato con Norma la scorsa domenica, si proseguirà con Alceste, Flauto Magico, Traviata, Schiaccianoci).

 

“Andrea Chénier” di Giordano in diretta dal Teatro alla Scala

dicembre 6, 2017
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Umberto Giordano nel 1896, anno della prima di Andrea Chénier

Ci voleva il 150enario della nascita di Umberto Giordano e soprattutto Riccardo Chailly per far tornare l’Andrea Chénier alla Scala. Un ritorno trionfale, visto che è l’opera che inaugura la Stagione 2017/18.

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Riccardo Chailly

Chailly è un convinto interprete dell’opera di Giordano e le ultime volte alla Scala (1982 e 1985) fu proprio lui a dirigerla.

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Cappuccilli, Chailly ed Anna Tomowa Sintow agli applausi nel 1982 ©Lelli Masotti

Nel 1982: José Carreras, Anna Tomowa Sintow e Piero Cappuccilli erano gli interpreti principali. Lo spettacolo portava al firma di Lamberto Puggelli. Lo stesso spettacolo fu ripreso nel 1985 con Eva Marton nel ruolo di Maddalena.

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Eva Marton nel 1985 © Lelli Masotti

Andando indietro nel tempo rimane leggendaria l’edizione del 1955 con Maria Callas, Mario Del Monaco e Aldo Protti con Antonino Votto sul podio.

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Maria Callas, Antonino Votto e Mario Del Monaco © E.Piccagliani

Nel 1960 Del Monaco sarà con Renata Tebaldi ed Ettore Bastianini, Gavazzeni sul podio.

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La Tebaldi e Del Monaco nel 1960 © E.Piccagliani

Se consideriamo le precedenti:nel 1947 Gigli, Di Giulio, Tagliabue, direttore Serafin, nel 1949 Tebaldi, Del Monaco, Silveri e nel 1951 Maria Caniglia, Del Monaco, Giuseppe Taddei entrambe dirette da Victor De Sabata, le edizioni di Andrea Chénier alla Scala non sono poi tante negli ultimi 70 anni e direi che si sono diradate andando avanti nel tempo fino a scomparire. Insomma bisogna essere grati a Riccardo Chailly per una scelta che alcuni hanno definito “coraggiosa”.

Perché inaugurare con «Andrea Chénier»?

«Perché è una bellissima e difficile partitura. Perché manca alla Scala da trentadue anni. Perché è un’opera che è nata qui. Perché c’è tutto un repertorio, italiano e scaligero, che Milano non può e non deve trascurare. L’importanza storica e musicale dello Chénier è almeno pari a quella di Cavalleria rusticana».  © La Stampa

Il cast comprende Anna Netrebko, Yusif Eyvazov, Luca Salsi, Annalisa Stroppa, Mariana Pentcheva nei ruoli principali.

Lei ha sempre rivendicato la bellezza di Chénier.

«Secondo me, è un dato di fatto. Certo, si tratta anche di rileggere Chénier, sia dal punto di vista musicale che da quello scenico, con occhi contemporanei, evitando l’enfasi retorica, la routine, un certo autocompiacimento vocale che pure fanno parte della storia interpretativa dell’opera. L’importante è eseguirla com’è scritta, non concentrandosi sulle sei romanze più celebri ma valorizzando anche la musica che le collega. Per apprezzare la ricchezza di una partitura in realtà raffinata, piena di echi e citazioni, dal Tristan che viene proprio citato letteralmente ai concertati di Otello. Per questo voglio che non ci siamo interruzioni, niente applausi dopo le romanze». © La Stampa

La regia è affidata a Mario Martone e lo spettacolo si annuncia “tradizionale”, nel senso che l’ambientazione sarà nel suo tempo, periodo storico che Martone conosce bene. Può sembrare altro atto di coraggio scegliere un regista rispettoso delle indicazioni del libretto e sicuramente scontenterà coloro che preferiscono vedere un Andrea Chénier ambientato nella contemporaneità, chissà con quali inevitabili stramberie.

Scena

Scena dall’opera ©La Stampa

Diretta tv su Rai 1 domani a partire dalle 17:45. Differita su Arte a partire dalle 22:50. Il sito della Scala annuncia anche una differita su Rai 5, ma non precisa la data.

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Un trionfo, a giudicare dagli applausi e dagli omaggi floreali lanciati in palcoscenico alla fine dell’opera. A caldo, direi, meritati soprattutto per Chailly.  Entusiasmo alle stelle. Insomma un grande successo. Riguardandola  e riascoltandola forse scriverò qualcosa in più.

L’ho scritto:

https://musicofilia.wordpress.com/2017/12/09/andrea-chenier-di-giordano-inaugura-la-stagione-alla-scala/