Autori italiani e “nordici” alla OSN Rai con Silvia Chiesa al violoncello e Corrado Rovaris sul podio

Davvero un bel programma nel 4° Concerto della Stagione della OSN Rai con una prima parte dedicata a due compositori italiani della “generazione dell’Ottanta” (Ottorino Respighi e Ildebrando Pizzetti)

Ildebrando Pizzetti e Ottorino Respighi

Ildebrando Pizzetti e Ottorino Respighi

e una seconda a due compositori del Nord Europa (Edvard Grieg e Carl Nielsen).

Edvard Grieg e Carl Nielsen

Edvard Grieg e Carl Nielsen

L’interesse era ancor maggiore poiché si trattava di brani in genere poco eseguiti (almeno qui a Torino). La suite dal balletto La boutique fantasque, che Respighi compose su musiche di Rossini e il Concerto in do per violoncello e orchestra che Pizzetti compose nel 1934 per Enrico Mainardi. Di questo secondo brano, quasi dimenticato, ne è stata interprete Silvia Chiesa, che lo ha inciso per la Sony con l’OSN diretta da Rovaris (registrato nel gennaio scorso e in vendita dal 4 novembre).

Silvia Chiesa riscopre tre maestri del novecento italiano nel nuovo cd per Sony - Silvia Chiesa

Copertina del CD

Ecco cosa dice Silvia Chiesa in una intervista su Sistema Musica della proposta del Concerto:

«Quando la Sony mi ha invitato a incidere, mi è sembrato doveroso fare una scelta artistica e morale precisa: quella di difendere, e quindi rivalutare, il repertorio italiano per violoncello e orchestra, e in particolare quello novecentesco. È nato così il cd che contiene i Due concerti di Nino Rota. Poi, secondo l’obiettivo di questo progetto Sony, ecco la registrazione proprio del Concertodi Pizzetti, pagina che abbiamo deciso di abbinare al Concerto di Casella e all’Adagio e variazioni di Respighi. L’incisione è stata realizzata peraltro con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Corrado Rovaris. Del tutto naturale quindi pensare di presentare quel concerto dal vivo» E ancora: la durata è intorno alla mezz’ora, il primo movimento si sviluppa per circa quindici minuti. Inoltre, il rapporto tra il violoncello e l’orchestra è fortemente competitivo, intrecciandosi in una partitura dalla strumentazione densa, ma molto ben scritta e con chiarezza. Peraltro, tutto il concerto è innervato da una suggestiva vena melodica, che sono sicura sorprenderà e affascinerà l’ascoltatore; il secondo movimento è un bel cantabile, lento e molto lirico, che poi sfocia in un virtuosistico finale. Qui emerge con evidenza la complessità della scrittura per violoncello realizzata da Pizzetti, a volte persino sperimentale come appunto nell’inizio di questo terzo movimento, che si apre con una serie di accordi da eseguire in grande velocità».

Silvia Chiesa esegue il Concerto di Pizzetti alla Rai © +luce

Silvia Chiesa esegue il Concerto di Pizzetti alla Rai © +luce

Ottima esecuzione con una perfetta sintonia tra Orchestra e Solista.

Applausi a Silvia Chiesa ©+luce

La seconda parte inizia con la celebre prima suite dalle musiche di scena per il Peer Gynt. In Italia il primo brano (Il mattino) ebbe una grandissima popolarità per essere stato “colonna sonora” di un Carosello tv.

Povero Grieg! Tanto più che il brano finì con l’esser conosciuto come “La pancia non c’è più”. Comunque la popolarità non gli mancò. (Ancora oggi d’altronde l’incipit del Così parlò Zarathustra è conosciuto dai più col titolo del film di Kubrick che lo rese popolare). Completava il programma la Quarta Sinfonia di Carl Nielsen, la più conosciuta del grande Compositore danese. Mi domando come mai le Sinfonie di Nielsen, che non presentano grandi difficoltà di ascolto, siano così poco eseguite e conosciute da noi. Ancora ieri sera il pubblico, già poco numeroso, ha abbandonato progressivamente la sala (alcuni nell’intervallo, altri dopo il Peer Gynt) lasciando pochi “fortunati”. Sì perché l’esecuzione diretta da Corrado Rovaris meritava davvero di essere ascoltata.

Corrado Rovaris dirige l’OSN nella Quarta di Nielsen ©+luce

Direttore prevalentemente operistico Corrado Rovaris dagli interessi barocchi di inizio carriera ha allargato il repertorio fino ai contemporanei. Le esecuzioni di ieri sera sono state esemplari: dal brano di Respighi al bellissimo Peer Gynt alla sfolgorante Quarta di Nielsen: un ottimo direttore e una orchestra in piena forma.

Applausi meritati a Direttore e Orchestra ©+luce

A quando un Aimez-vous Nielsen? Non c’è il romanzo, ma a Torino ce ne sarebbe bisogno e forse la risposta sarebbe affermativa.

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14 Risposte to “Autori italiani e “nordici” alla OSN Rai con Silvia Chiesa al violoncello e Corrado Rovaris sul podio”

  1. Diana Says:

    Io non ho abbandonato il concerto di giovedì perché distolta dal programma, ma perché la durata dei brani era piuttosto lunga e il concerto sarebbe terminato a tarda ora. Spostare l’orario alle 21:00 non è stata una buona trovata. Era stata annunciata per le dirette televisive, ma finora i tre concerti ripresi dalla televisione sono stati trasmessi in differita. E allora?
    Il problema del parcheggio in zona è peggiorato con aumento di piste ciclabili disertate dai ciclisti che sfrecciano impunemente sui marciapiedi riservati ai pedoni e l’aumento di posti riservati ad autorità che rimangono vuoti. I mezzi pubblici serali sono stati ridotti e si minaccia di ridurli ancora di più. Inoltre la sicurezza non è garantita da nessuno. Dobbiamo andare tutti in giro con la scorta e l’auto blu?

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    La durata dei brani riportata sul programma di sala era un po’ sovrastimata: il concerto è terminato alle 23:15 ca. Comunque è verissimo che sono stati ripresi tre concerti su quattro, ma che nessuno di questi è stato trasmesso in diretta. Per cui le esigenze di palinsesto finora non ci sono di fatto state. Guardi io sono e rimango un convinto sostenitore delle dirette tv dei concerti della OSN Rai: sentivo qualche spettatore che lamentandosi come Lei dell’orario sosteneva che la differita è la stessa cosa. No, non lo è. Certo che poi le dirette bisogna farle, altrimenti l’eventuale disagio inflitto agli abbonati diventa inutile e ci si sente presi in giro.
    Quanto agli altri inconvenienti da Lei esposti sottoscrivo tutto. Quando l’OSN tornò finalmente nella sede di piazza Rossaro nel 2006 mi ero permesso di evidenziare le difficoltà di parcheggio in zona. Mi fu risposto che fino al 1995 la sede era quella e il pubblico veniva numeroso: già, solo che nell’arco di 11 anni i parcheggi di superficie in zona si erano ridotti considerevolmente e in questi 8 anni la riduzione è aumentata con una progressione implacabile. A ciò va aggiunto che i mezzi pubblici sono stati “ridimensionati” e che all’orizzonte non si vede nulla di positivo. Per recarmi in Auditorium affronto un viaggio di durata superiore a quella prevista dalla Frecciarossa da Torino a Milano. In detto viaggio è compreso anche un percorso a piedi di circa un Km. per tratta…Smiley

  3. alberto Says:

    Certamente una esecuzione (anche ripartita in più stagioni) delle sei sinfonie (e dei tre concerti) di Carl Nielsen potrebbe essere apprezzata da un pubblico dotato di qualche curiosità.
    In molti anni di presenza nelle sale torinesi io ho ascoltato alla RAI le Sinfonie n.2 e n.4 (con ieri DUE volte) e il Concerto per flauto (ascoltato anche alla OFT).
    Con la De Sono la Serenata per archi. Null’altro.
    Grieg: la Prima Suite da Peer Gynt (che un tempo risultava uno dei brani più popolari del repertorio) non risulterbbe MAI eseguita dalla RAI a Torino, mentre vi furono due edizioni delle musiche di scena complete (con soluzioni diverse per il testo).
    La Boutique Fantasque: l’ultima esecuzione RAI di una suite fu con Noseda una decina d’anni fa, non quella del ’92 citata nel programma di sala.
    Pizzetti: molto eseguito sino alla metà degli anni’50 alla RAI (venti esecuzioni del Concerto dell’Estate) è poi sostanzialmente (e a mio modesto avviso ingiustamente sparito.
    Il Concerto per violoncello prima dell’esecuzione del ’62 era stato eseguito altre tre volte.
    Il programma usciva dunque dai consueti standard (piuttosto ristretti e ripetitivi) della programmazione RAI. Però la risposta del pubblico (in termini di presenze, non di accoglienza) non è stata gran cosa.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Nielsen è il grande assente dalle programmazioni. Anche Grieg comunque e tutto il sinfonismo nordeuropeo che andrebbe riscoperto e giustamente valutato. In tempi ormai lontani la Rai era “pioniera” in tal senso. Ricordo quando il tempo di Mahler “non era giunto” aperture di stagione in suo nome e la risposta di pubblico anche allora in termini numerici era scarsa. Il pubblico però va anche “educato”, e l’Orchestra dell’Ente radiofonico pubblico avrebbe il dovere di farlo. Inseguire l’audience (sembra che la tv ormai detti legge in tutto) è la cosa peggiore in assoluto.

  5. alberto Says:

    Effettivamente ricordo (il “solito ” libro ERi mi consente di indicare l’anno: il 1970) una inauguraziome con la Seconda di Mahler (dir. Piero Bellugi) subito seguita da una Terza con il grande Jascha Horenstein. Entrambe le sinfonie erano in prima esecuzione RAI (e -penso- tout court a Torino) e mi pare di ricordare che il pubblico (e vi era una sola serata) non fosse folto.

  6. Roberto Mastrosimone Says:

    Ricordi molto bene: pubblico decisamente scarso, soprattutto alla Terza diretta da Horenstein, il che è quasi incredibile se si pensa che la Terza di Mahler diretta da Horenstein (questa torinese seguiva quella londinese con la London Symphony) era e rimane un riferimento assoluto nel campo dell’interpretazione.

  7. Mauro Says:

    Disperando di udire mai una Quinta di Nielsen in Italia, mi sono avventurato quest’estate sino a Londra (essendone ripagato). Suppongo sia stata scelta la Quarta, quale omaggio per i 150 anni dalla nascita dell’autore, appunto perché già nel repertorio dell’orchestra (diretta a suo tempo da Slobodeniouk).
    Avrei preferito, oltre a una maggiore “effusività”, un po’ più di trasparenza laddove il tessuto orchestrale s’inspessiva, ma questa “pesantezza” in certi passaggi più congestionati mi par di ricordare valesse anche per la precedente esecuzione, almeno in rapporto alle esecuzioni in disco cui ero abitutato, quindi può darsi dipenda anche dalla scrittura orchestrale di Nielsen, nonché dall’acustica, e infine dalla mia deficienza di ascoltatore.
    Colgo l’occasione per segnalare un mio pallino: le musiche di scena di Aladdin, di cui pare anche l’autore non fosse molto soddisfatto, ma che a me piacciono molto. Se ne riempirebbe un intero concerto.

  8. Roberto Mastrosimone Says:

    L’acustica dell’Auditorium Rai presenta molti problemi, non risolti dagli interventi fatti durante la bonifica e parziale ristrutturazione di qualche anno fa. Difficile se non difficilissimo trovare un posto ideale in tal senso. Secondo la mia esperienza i migliori sono nel fondo della platea, dopo la fila 17. Alcuni spettatori che hanno il posto in tali file si spostano in avanti (nei posti spesso liberi) pensando di fare un affare: lo fanno a loro danno. Man mano che si avanza la percezione del suono peggiora. Anche la fila dei VIP non è un granché. Stendo drappi pietosi su balconata e galleria.

  9. alberto Says:

    Condivido con Mauro la passione per Aladdin. Diffficile però che potremo mai ascoltare queste musiche al di fuori dell’ottimo , ma unico, disco Chandos diretto da Gennady Rozdestevensky.
    Non sarebbe unica difficoltà (per mettere in piedi un siffatto progetto) il testo in danese di Oehlenschaeger (dal cui stesso testo “La lampada magica” Ferruccio Busoni aveva tratto il testo per coro maschile (Cantico) nel suo monumentale Concerto per pianoforte , coro virile e orchestra. Là però il testo era stato tradotto da Busoni in tedesco (“le parole alemanne”).
    A me stesso ricordo che anni fa ascoltai a Monte Carlo (con la ottima orchestra locale diretta da Temirkanov) l’ouverture dalla bella opera Maskarade.
    Se uno guarda il sito della Carl Nielsen Society, vedrà un’assoluta preponderanza, nel mondo, di esecusioni della Quarta Sinfonia e una poco spiegabile rara presenza della magnifica Quinta.

  10. Roberto Mastrosimone Says:

    La suite da Aladdin potrebbe però trovar spazio nella programmazione della OSN. Certo bisogna trovare il direttore che la abbia in repertorio e rischiare qualche poltrona di platea vuota…

  11. alberto Says:

    Non credo che vi sarebbero problemi per trovare un direttore per la suite da Aladdin.
    Il “solito” libro ERI mi fa scoprire che il 1966 fu per la RAI di Torino quasi un anno “nielseniano” .Infatti: 1l 19 aprile Francesco Cristopoli (a me ignoto) diresse la ouverture da concerto Helios (già registrata senza pubblico nel ’54 dal ben più noto Ettore Gracis).
    Il 16 giugno Per Dreier (che poi, varii anni dopo, diresse al Regio un concerto INTERAMENTE “sibeliano” e cui si deve la prima discografica delle musiche per Peer Gynt complete) diresse l’ouverture e gli interludi sinfonici da Maskarade.
    Il 30 settembre Giusepope Garbarino e Arturo Basile (versatile ed anche impegnato nei migliori teatri d’opera del mondo) eseguirono il Concerto per clarinetto.
    Il 17 dicembre Ferruccio Scaglia (che diresse a Torino, per esempio, la prima e unica esecuzione di Seconda e Terza di Sciostakovich) registrò SENZA PUBBLICO la Quarta Sinfonia.

    (Per inciso rilevo anche che la Rai di Torino negli anni ’50-’70 eseguì un maggior numero di musiche …..del bolognese Riccardo Nielsen, fautore di un’avanguardia piuttosto “commonplace”, e oggi dimenticatissimo.
    Di questi io ascoltai (direttore il bravo e versatilissimo Fulvio Vernizzi) “6+5 Fasce sonore per un gruppo di archi”.
    Quel concerto però presentava anche due brani assai belli (e rari) ; il Concerto per sette strumenti a fiato, timpani , batteria e archi di Frank Martin e la Sinfonia “Nozze rustiche” di Karl Goldmark.

  12. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie delle informazioni. Il 1966 forse c’era un intento di celebrare con un anno di ritardo il centenario della nascita? Comunque emerge la diversa qualità della programmazione dei concerti della Rai di allora, più attenta alla diffusione della musica, senza farsi condizionare dall’audience. Va comunque riconosciuto che nella programmazione della Stagione in corso c’è un po’ di ripetitività in meno: speriamo che sia l’inizio….

  13. Mauro Says:

    Ma pensa… E dove sarà finita quella registrazione della Quarta? Ho cercato video di Nielsen Riccardo ma a una prima occhiata ho trovato solo una sonata per violoncello. In compenso, non che c’entri molto (se non fosse che fu allievo anche di Pizzetti, presente nel programma del concerto), ci sono diverse cose di Mario Zafred, che mi sembra autore molto interessante, anche se forse non tale da farmi saltare sulla poltrona. Mi riprometto di sentire per intero il concerto per viola.

  14. Amphion Says:

    La fila 17 è ottima! Sulla partecipazione ed educazione del pubblico non mi esprimo, penso che a Torino si dovrebbe rinvigorore un po’ di buona creanza sabauda. E spiegare al pubblico che i rumori (caramelle, brusii, tosse, cellulari) sono molesti.
    Peccato che al concerto non ci fosse una nutrita platea di studenti, possibile che i docenti del Conservatoro non stimolino l’interesse all’ascolto? Quando anch io ero studente, rammento, non c’era un grande incentivo, però la musica si studia anche con l’asclto, che li obbligassero!

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