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Orchestra Rai – Storia di un bene comune

febbraio 4, 2020

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È stato trasmesso ed è ancora visibile su Rai Play un documentario i cui si ripercorre la storia delle Orchestre Rai dalla nascita fino ai nostri giorni.

https://www.raiplay.it/video/2020/01/orchestra-rai-storia-di-un-bene-comune-311eb5ad-9b62-486b-8b58-0ef6c872ab21.html

È molto interessante e ne raccomando la visione. Si insiste di più sul passato, sulle orchestre sciolte nel 1994, mentre sulla attuale formazione, la OSN. ci si limita alla nascita e ad alcune testimonianze di orchestrali. Notevoli gli interventi tra cui il Prof. Giorgio Pestelli che fu anche direttore artistico per alcuni anni dell’Orchestra di Rai Torino, il M.° Michele dall’Ongaro che fu sovrintendente della OSN, il M.° Cesare Mazzonis che ne fu direttore artistico. Il Prof. Andrea Malvano, che curò per anni i programmi di sala della OSN, traccia le linee storiche delle orchestre. Visibili alcuni spezzoni video storici come la IX di Mahler diretta da Sawallisch nel novembre del 1966, o la I di Beethoven diretta da Mario Rossi nel 1969. Da non perdere.

Omaggio alla OSN Rai su Rai 5

ottobre 20, 2019

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Oggi niente opera : Rai 5 replica un documentario della serie “Dentro la musica” dedicato alla OSN Rai e al suo attuale Direttore principale, James Conlon. Seguirà la replica del Concerto eseguito nel maggio 2016 in occasione dell’apertura del Salone del libro. In programma l’Incompiuta di Schubert e una suite orchestrale curata da Conlon dall’opera Lady Macbeth del Distretto di Mtsensk di Shostakovich.

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(foto Più Luce ©)

Concerto di Natale dal Senato su Rai 1

dicembre 16, 2018
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Prove del Concerto ©A.de Leonardis

Oggi alle 12:20 su Rai 1 andrà in onda in diretta il Concerto di Natale dall’Aula del Senato. L’OSN Rai sarà diretta da Fabio Luisi. Il programma comprende alcune ouverture rossiniane, l’Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, il mottetto Exultate jubilate di Mozart e l’Ave Maria dall’Otello di Verdi. Solista Ekaterina Bakanova.

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Ekaterina Bakanova

 

Stanislav Kochanovsky e la OSN Rai per MITO Settembre Musica 2016

settembre 15, 2016
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Stanislav Kochanovsky

In una rassegna che ha il titolo di “Padri e figli” giunge quanto mai a proposito la sostituzione del previsto Dmitri Kitajenko (età 76) col giovane Stanislav Kochanovsky (età 35) sul podio della OSN Rai . Veramente la sostituzione era già avvenuta a Rimini la sera prima in cui c’era il notevole valore aggiunto di Simon Trpcheski solista nel Secondo di Rachmaninov. Per MITO niente Trpcheski (impegni del Pianista? risparmio sui costi? o improbabile “paternità” Rimskij-Rachmaninov?) e programma modificato nel secondo brano. Deve esser destino per Kochanovsky sostituire direttori russi over 70 quando c’è in programma Shéhérazade di Rimskij Korsakov: avvenne anche a S.Cecilia a Roma nell’aprile del 2014 quando sostituì Temirkanov [i direttori artistici sono avvisati, quando scritturano un “nonnetto” (per usare l’infelice espressione di un ineffabile cronista de La Stampa) per dirigere l’op.35 di Rimskij c’è Kochanovsky a disposizione ]. La serata aveva come “titolo” Orchestrare alla russa e aveva il proposito (credo) di evidenziare l’influsso del grande Rimskij su compositori delle generazioni successive. Rimskij ebbe indubbiamente un influsso notevolissimo sulla musica (non solo russa): non mi sembra però che i brani scelti siano molto indovinati. Il Divertissement da Le baiser de la fée di Stravinskij è un omaggio a Ciaikovskij (presentato nel programma di sala quasi come “rivale” di Rimskij) e in ogni caso non mi pare che in esso ci siano retaggi rimskiani, tutt’altro: perché allora non L’Uccello di fuoco, se si voleva restare in Stravinskij e dimostrare una paternità? Poi il Naughty Limericks di Shchedrin, in apertura, è lontano anni luce da Shéhérazade. Insomma i tre brani al limite sono un esempio di eccellente orchestrazione, senza però “legami di parentela” tra essi. Il tutto conferma in me l’impressione (forse errata) che la direzione artistica abbia fatto prima il cartellone dei concerti e appioppato il titolo della rassegna a posteriori, d’altronde è talmente generico che potrebbe essere assegnato a quasi tutte le stagioni concertistiche (ho provato con la prossima della OSN e ci starebbe, in senso lato, alla maggioranza dei concerti). Il brano più riuscito è stato Shéhérazade op.35. La lettura di Kochanovsky non mi è parsa diversa da quella data a Roma due anni fa, privilegiando l’aspetto narrativo della partitura e il movimento migliore in quest’ottica mi è parso il secondo che è il più “narrativo” dei quattro. L’Orchestra, nonostante qualche leggera e perdonabile imperfezione qua e là, ha ben risposto e le prime parti sono state a lungo applaudite. Il programma di sala aumenta di una unità il Gruppo dei Cinque: errore di stampa o confusione con il gruppo parigino di cui fecero parte Milhaud e Poulenc? Nessun bis a fine serata nonostante gli insistenti applausi: che stitichezza! Insomma un evento che sarebbe stato benissimo nella normale programmazione OSN Rai (non sarebbe stato neanche dei più significativi), piuttosto che in un “festival” come dovrebbe continuare a essere Settembre Musica.

Kochanovsky e Alessandro Milani (violino di spalla, solista in Shéhérazade)

OSN Rai: Stagione 2016/2017

giugno 8, 2016

Finalmente sono stati divulgati i titoli delle composizioni della futura stagione della OSN Rai, dopo che per due settimane si è giocato a indovina-indovinello, dal momento che lo schema della Stagione con tanto di presentazione ed elenco dei concerti, direttori, solisti e compositori era già apparso su Sistema Musica. Non riesco a qualificare un tale atteggiamento: infatti è doveroso informare gli abbonati in anticipo e non all’immediata vigilia della data di rinnovo (per inciso non ho ancora ricevuto a casa il programma e l’ho reperito sul web). È già il secondo anno che ciò avviene e mi auguro che sia l’ultimo. Inutile piangere poi sul calo di abbonati o rallegrarsi per un timido aumento, se poi di loro non si ha rispetto. Comunque ecco la Stagione:

http://www.orchestrasinfonica.rai.it/dl/docs/1465378388612programma_RAI_bassa.pdf

La presenza di James Conlon, direttore principale, domina ovviamente. La speranza che Valčuha divenisse primo direttore ospite è andata delusa (forse non c’era da illudersi molto), dirigerà due concerti più un concerto “a sorpresa” sull’esempio di Noseda al Regio. Il livello dei direttori mi sembra essere più elevato almeno rispetto a quello delle ultime stagioni e non mancano alcuni nomi illustri, come Kirill Petrenko che proporrà lo stesso programma previsto in un concerto con i Berliner Pilharmoniker, Trevor Pinnock, Christoph Eschenbach, Eiji Oue, Ingo Metzmacher, Karl Heinz Steffens. Tra i solisti brillano i nomi di David Garrett, Christian Blackshaw, Mischa Maisky. Il Festival di Primavera sarà dedicato al violino.

L’OSN Rai e James Conlon ©Più Luce