L’Orchestra Filarmonica di S.Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov inaugura MITO Settembre Musica 2015

È giunto alla nona edizione MITO Settembre Musica e inizia con gli stessi interpreti e identico programma sia a Milano (il 5 settembre) che a Torino (il 6 settembre). Grandissimi interpreti (forse il top dell’intera programmazione, a mio giudizio almeno): la Filarmonica di S.Pietroburgo e il suo direttore Yuri Temirkanov. L’illustre compagine è stata nominata “orchestra residente” del Festival già lo scorso anno: il riconoscimento di un dato di fatto, in quanto la sua presenza è stata una costante fin dal 1995, quando era ancora Torino Settembre Musica. Un legame di cui siamo fieri, soprattutto a Torino, visto che il Festival è nato, cresciuto e maturato qui. I legami con Temirkanov sono di più antica data e risalgono al 1972 quando ancora da noi quasi sconosciuto diresse un concerto alla Sinfonica di Torino Rai, lasciando stupefatti gli spettatori (fra cui lo scrivente);

Yuri Temirkanov prova al Kirov (oggi Marinskij) negli anni 70.

Yuri Temirkanov prova al Kirov (oggi Marinskij) negli anni 70.

tornò spesso sullo stesso podio (mai però da quando l’Orchestra è diventata Sinfonica Nazionale) e il pubblico torinese, solitamente compassato e misurato, divenne suo fervente ammiratore.

Yuri Temirkanov (agosto 2015)

Yuri Temirkanov (agosto 2015)

Ho spesso scritto che le orchestre russe, tra cui la Filarmonica di S.Pietroburgo, quando vengono in tournée da noi continuano l’antica abitudine di eseguire brani del repertorio russo, come se fossero prodotti a DOP, lamentando implicitamente che i programmi fossero spesso un replay di quanto proposto in precedenza. Be’, eccomi accontentato: stavolta Mendelssohn e Bruckner e le loro Quarte sinfonie.

La Filarmonica di S.Pietroburgo alla Scala il 5 settembre 2015

La Filarmonica di S.Pietroburgo alla Scala il 5 settembre 2015 © MITO

Ho letto alcune tentativi di individuare legami fra i due brani proposti con acrobazie mentali di tutto rispetto. Molto più semplicemente io penso che la Quarta di Mendelssohn sia stato un gradito omaggio alla nostra Italia essendo la Quarta di Bruckner il brano che l’Orchestra sta eseguendo in tournée (è stato eseguito ad Annecy il 30 agosto u.s., abbinato al Terzo concerto di Prokof’ev) …. ci sarebbe l’area austro-tedesca di provenienza e il n.° 4, ma si rischia però così di finire nel banale.

La Filarmonica di San Pietroburgo durante l'esecuzione della Quarta di Bruckner alla Scala il 5 settembre 2015 ©MITO

La Filarmonica di San Pietroburgo durante l’esecuzione della Quarta di Bruckner alla Scala il 5 settembre 2015 ©MITO

Questi autori sono sempre stati nel repertorio dell’Orchestra: esistono testimonianze discografiche di sinfonie bruckneriane dirette da Mravinskij che sono artisticamente eccelse. Quindi nulla di inedito, se non la proposta nella nostra città (a Milano lo scorso anno c’era già stata una esecuzione brahmsiana). Ascoltare il suono di questa Orchestra, che rimane diverso da quello ormai omologato della maggior parte delle orchestre occidentali e che Temirkanov sembra voler gelosamente preservare e conservare nel tempo, è sempre una gioia. Il colore degli archi e degli strumenti a fiato è qualcosa di affascinante. È tale anche in questo repertorio.

Assolo di corno all'inizio della Quarta di Bruckner

Assolo di corno all’inizio della Quarta di Bruckner

In Bruckner non c’è la ricerca di possibili ascendenze wagneriane, ma l’esaltazione della intensa ed espressiva cantabilità dei temi; forse era possibile scorgere qualche reminiscenza slava nel canto dei violoncelli nell’Andante e il Trio dello Scherzo sembrava avere un che di ciaikovskiano, ma forse sono solo impressioni. Il suono degli ottoni era stupendo e in questa Sinfonia diventa un valore aggiunto notevolissimo.

Applausi all'Orchestra e a Temirkanov al Lingotto il 6 settembre 2015

Applausi all’Orchestra e a Temirkanov al Lingotto il 6 settembre 2015 ©MITO

Bellissima anche l’Italiana di Mendelssohn, eseguita senza ritornelli (come ai vecchi tempi) e con un suono corposo che evitava volutamente i tentativi di filologie attualmente in voga.

Applausi al termine della Quarta di Mendelssohn a Torino il 6 settembre 2015

Applausi al termine della Quarta di Mendelssohn a Torino il 6 settembre 2015 ©MITO

Anche il bis proposto al termine del concerto era coerente con il repertorio austro-tedesco: il Momento Musicale n.3 di Schubert nella trascrizione di Ferdinand Thieriot. Applausi calorosi e affettuosi al termine della serata.

Spettatrice in standing ovation al termine del concerto © MITO

Spettatrice in standing ovation al termine del concerto © MITO

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4 Risposte to “L’Orchestra Filarmonica di S.Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov inaugura MITO Settembre Musica 2015”

  1. alberto Says:

    Caro Roberto,
    nel dichiararmi assolutamente d’accordo con te, ti segnalo uno sconcertante pezzo apparso sulla “Stampa” (ad opera di un cronista generico, ma non l’ultimo arrivato nel giornale- certo l’ultimissimo in fatto di competenza musicale).
    La sintesi è questa.
    Temirkanov (un “simpatico -vecchio -nonno -sorridente”) e l’orchestra hanno ricevuto applausi di stima, “doveroso omaggio” ai molti chilometri percorsi per venire prima a Milano e poi a Torino (da Lucerna, per esempio?).
    Le esecuzione degli “spartiti” (cioè le partiture) non erano granchè.
    E’ inutile, come pensa anche Fassino, continuare a invitare orchestre così quando abbiamo in casa l’Orchestra Nazionale RAI
    dell’Orchestra del Regio, che molti nell’occasione hanno rimpianto.
    Occorre “cambiare formula” (come pensano Fassino e Braccialarghe).
    Se non era un “doverso omaggio” ad un evento di cui in fondo assai poco interessa (non si tratta degli/delle U2) e quindi una “cosa” scritta in 5 minuti, senza nemmeno pensarci, mi sembra un po’ un “de profundis” per il Festival così com’è, avallando non ancora ben chiariti orientamenti del Comune.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Caro Alberto,
    Ti ringrazio della segnalazione. Mi era sfuggito questo obbrobrio, non trovo altri termini. Voglio riportarlo integralmente per farlo leggere anche a chi non è di Torino e non ha forse occasione di leggere la Stampa dedicata a Torino.

    Parla russo la serata inaugurale di MiTo con la Filarmonica di San Pietroburgo e il suo simpatico direttore Yuri Termirkanov,77 anni,sul palco del Lingotto,a strappare gli applausi del pubblico
    che ha gremito l’Auditorium di Renzo Piano. Omaggio doveroso ai tanti chilometri fatti dall’orchestra
    russa per raggiungere Torino, dopo la tappa di sabato sera alla Scala per aprire il capitolo milanese di MiTo. Ma niente di più davanti all’esecuzione dell’«Italiana» di Mendelssohn e della «Romantica» di Bruckner non apparsa irresistibile. Inevitabile la domanda: in una città come la nostra dove l’offerta musicale è cresciuta a dismisura negli ultimi anni,ha ancora senso per MiTo spendere migliaia di euro per portare dall’estero orchestre come quella sentita ieri sera, che hanno fatto
    rimpiangere la nostra Sinfonica Rai o quella del Regio dopo la cura Noseda? Se lo chiede anche il sindaco Fassino parlando del futuro di MiTo: «Il prossimo anno festeggeremo 40 anni dalla nascita di Settembre Musica da cui è cresciuto Mi-To. Bene la collaborazione con Milano, ma la formula va
    ripensata e inserita meglio nelle proposte culturali in fatto di musica che Torino sa offrire». Con buona pace degli orchestrali russi forse più a loro agio nel proporre brani dei compositori di casa. E del vecchio e sorridente Yuri che ha conquistato il pubblico di MiTo più con il sorriso accattivante che con l’interpretazione degli spartiti.E stasera debutta anche «MiTo per la Città», giunto alla settima edizione. E lo fa da un luogo diventato simbolo delle trasformazioni di Torino,
    il Grattacielo Intesa Sanpaolo, dove alle 21, saranno alcuni artisti del Teatro Regio a proporre il concerto corale «Gospel». Alla stessa ora, all’auditorium del Lingotto Nicholas Collon, classe
    1983,dotato di una straordinaria gestualità, dirige «Les Siecles» nella Sinfonia Fantastica e nell’Aroldo in Italia di Berlioz. L’esatto opposto di «nonno» Termirkanov: anche Nicholas, la bacchetta sembra non averla, tanto la muove veloce.Senza dimenticare il gruppo
    di giovani strumentisti torinesi che alle 17, si esibisce nell’aulamagna della Cavallerizza
    Reale.

    Cosa dire? Mi pare che, purtroppo, il cronista più che esprimere sue considerazioni riporti il pensiero (ma è pertinente definirlo tale?) del Sindaco. Paragonare la Filarmonica di San Pietroburgo alle Orchestre del Regio e della Rai è come paragonare una Ferrari a una vecchia utilitaria FIAT: sì certo anche questa assolve il suo compito, ma con diverse prestazioni e diversa qualità, se non si è in grado di capirlo ci si squalifica. A dire il vero avevo già capito la scorsa primavera nelle affermazioni dell’Assessore alla Cultura che si sta recitando il requiem per il Settembre Musica torinese. Io comunque avevo già cominciato a recitare il “rosario” quando era nato il connubio con Milano…. In ogni caso, Settembre Musica è nato nel 1978, non nel 1976. quindi se non vado errato ancora i 40 non dovrebbe compierli. Poi, scusa, tu, che come me hai una lunghissima frequentazione della musica dal vivo in città, trovi davvero che l’offerta sia aumentata a dismisura? Mi sembra di no. In ogni caso Settembre Musica è il fiore all’occhiello di questa offerta. È che ormai si vede tutto in termini di “ritorno economico” (ed elettorale): il concerto degli U2 ha fruttato non so quanto in termini di “ritorno economico”, così la visita del Papa, così l’Ostensione della Sindone. Temirkanov e la San Pietroburgo sicuramente nulla, per cui meglio lasciarli perdere… Così ormai ragionano i nostri amministratori e così coloro che li appoggiano. Io, se non altro, non ho il demerito di averli votati e una volta di più ne vado fiero.

  3. alberto Says:

    A questo punto “La Stampa” ha, per così dire, “raddrizzato la barra” (anche con una mezza pagina in cui il già segnalatosi Guido Novaria si lancia in lodi dell’Orchestra di Novosibirsk, che io ricordo (vagamente) da un concerto per l’Unione Musicale del 1978 e da ascolti discografici più recenti come una degna orchestra.
    Gli obiettivi indicati da Paolo Gallarati e cioè
    1) aumentare il livello qualitativo
    2) attrarre giovani
    in sè perfettamente ragionevoli e logici, sono assai difficili da raggiungere.
    Per il primo “bastano” e OCCORRONO più risorse finanziarie (che palesemente non ci sono)
    Per il secondo non saprei: ci vorrebbe addirittura una diversa società, una diversa scuola……….
    Nella mia lunga frequentazione torinese non posso che constatare che il pubblico (un tempo parzialmente, ma persino in buona misura, giovane) invecchia sempre di più (o, quanto, meno mantiene il suo tasso di invecchiamento.
    Resta la tua domanda sulla presunta crescita “a dismisura” dell’offerta musicale torinese.
    Se ripenso a 50 anni fa l’offerta è aumentata, con andamenti irregolari del tipo “stop and go”, ma non direi ” a dismisura”.
    (Però rispetto a 50 anni fa per oltre 40 era anche aumentata “l’affluenza” della società).
    E poi non hanno voluto farci credere (Comune e La Stampa) che a Giugno 120.000 persone erano presenti AD ASCOLTARE i sei concerti in Piazza S.Carlo (io ho assistito a cinque e ti assicuro che Ad ASCOLTARE erano molti, molti meno, non escludendo, come ho visto, che un elevatissimo numero di persone abbia passeggiato attraverso la piazza, anche soffermandosi un po’.
    Però ci sono troppi indizi che fanno pensare che l’orientamento del Comune sia verso “eventi” del tipo di Piazza San Carlo.
    Se ti interessa (e mi comunichi gli estremi per farlo) ti invio la mail che ieri ho inviato a “la Stampa”.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Chi legge la parte dedicata all’Orchestra di Novosibirsk e al suo Direttore, dopo aver letto l’articolo sulla Filarmonica di San Pietroburgo e Temirkanov potrebbe, se non si intende di musica classica, supporre quasi una superiorità dell’Orchestra siberiana e di Rinkevicius. Boh… Forse perché Rinkevicius è più giovane di Temirkanov? Tra le righe dell’articolo apparso lunedì si poneva già un confronto tra il 32enne Collon e il Maestro russo, quasi a favore del giovanissimo britannico… Comincio ad averne le “taniche” piene di questa moda rottamatrice che ha pessimi esempi in alto loco e che non mi pare stia producendo ivi buoni risultati. Smiley

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